E dopo la Cina ora la crisi finanziaria colpisce anche un altro colosso: l’INDIA

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Deflussi di capitale, tassi che volano e Rupia che crolla. India a rischio crisi finanziaria?

Qualche settimana fa la PBoC si è resa protagonista sui mercati,  con una stretta monetaria importante al fine di limitare l’attività del fenomeno definito “” che sta creando una vera e propria bolla del credito nel Celeste Impero.
Il 21 giugno scrivevo a proposito dell’Interbancario Cinese:

CHINA OVERNIGHT REPO FIXING AT RECORD HIGH (25%) [Source

Mercato in tilt? Sembrava dovesse scoppiare una bomba atomica. L’allarme al momento è rientrato ma lo stato di allerta è ancora d’obbligo.

Nel frattempo però ci sono novità ancora dall’Asia. Ma stavolta NON dalla Cina ma dal colosso numero 2, ovvero l’India. Anche se non se ne parla un gran che, dovete sapere che l’India sta vivendo un momento di forte stress finanziario. E a mettere il sistema finanziario in stress sono proprio di deflussi di capitale in uscita da New Dehli.

Ecco il flash di Bloomberg:

Foreigners sold a net $2 billion of domestic debt last month through July 30, extending the record $5.4 billion withdrawal in June. The two-month outflow from stocks reached $2.8 billion, the most since the global financial crisis in November 2008, regulatory and exchange data compiled by Bloomberg show. Goldman Sachs cut its rating on the nation’s shares to underweight in a report dated July 31. (Source) 

La fonte come detto è Bloomberg/Goldman Sachs.
Le conseguenze sui mercati indiani sono state immediate. Innanzitutto la Rupìa. Oggi è scambiata ai minimi storici e i tassi di interesse sono letteralmente decollati.

Cross INR/USD

La Banca centrale indiana si trova in difficoltà e non sa come gestire la questione(Bisgona ammettere le lacune gestionali dell’istituti centrale di New Dehli). La banca centrale ha annunciato una strategia coraggiosa per cercare di “frenare” la crescita del credito con un aumento dei tassi a breve. Ma si ha l’impressione che ci siano spesso comportament incoerenti e confusionari, e sopratutto di “scollamento” tra governo e banca centrale.

Reuters: – Mixed signals from the Reserve Bank of India and the government over how to handle the fall in the rupee has contributed to its decline, investors say.

The RBI has appeared at times to contradict the thrust of its policy to try to stabilise the currency and also seemed at odds with the finance ministry, undermining market confidence in their resolve to tackle the problem, they say.

“The contradictions between the actions and voices from the central bank and finance ministry have aggravated the volatility in the market,” said Ganti N. Murthy, head of fixed income at Peerless Fund Management Co Ltd in Mumbai.

Ed infine ecco il grafico del rendimento dei titolo di stati indiano ad 1 anno. Direi che il grafico non è certo bene augurante, e curva dei tassi ancora invertita. Si sente puzza di crisi in India…

Tasso interesse 1 anno titoli stato India

STAY TUNED!

DT

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E dopo la Cina ora la crisi finanziaria colpisce anche un altro colosso: l’INDIA, 9.8 out of 10 based on 4 ratings
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Commenti (n° 1)Commenta

  1. idleproc scrive:

    Lo so che per alcuni di voi parlare di controllo nazionale sul mercato dei capitali e sui mercati in generale è un’eresia ma nella realtà i capitali si muovono come cavallette e sul breve, viene esclusa una qualsiasi forma di programmazione economica di medio e lungo periodo.
    Col processo di concentrazione del capitale nella finanza che da sola non produce nessun tipo di valori reali che invece ne può creare di fasulli dal nulla da scaricare poi sul reale e la sua autonomizzazione estrema, è a mio giudizio indispensabile.
    In sostanza la “globalizzazione” è una stronzata senza un “governo” mondiale che è un’illusione massonica e dei bankster usurai globali.
    Ve la ricordate l’orgia spagnola, il gonfiarsi della bolla e la fuga precipitosa… e quella irlandese… e via così? Si farà un passo indietro, anche due, che lo vogliano o non lo vogliano, hanno raggiunto la possibilità concreta di farsi molto male.