Draghi, il pilota automatico e il fiscal compact

  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • PDF
  • Print
  • Twitter
  • Technorati
  • del.icio.us
  • Wikio IT

L’intervento di a borse aperte era quantomai atteso. Non certo per sapere se i tassi venivano tagliati (cosa che davo per esclusa in partenza) ma per sentire se si diceva qualcosa sull’Italia. E qualcosa in effetti si è detto.
In merito all’economia certamente non grandissime novità.
Tassi mantenuti bassi “finchè ce ne sarà bisogno”, consapevolezza nel fatto che i soldi in circolo ci sono ma non vanno a finanziare l’economia. Però su questo argomento non intenda fare nulla al momento. Anche perché non può certo essere un altro LTRO a cambiare le cose. Significherebbe dare il denaro alle banche, le quali però non andrebbero ad utilizzarlo dandolo in prestito alle imprese. Questi soldi finirebbero nuovamente nel calderone della speculazione e nella bolla obbligazionaria.
In ambito di fantomatica ”, le stime sono state leggermente ritoccate al ribasso: l’economia tornerà a crescere dell’1%, contro l’1,2 indicato a dicembre.
Poco variato il profilo dell’inflazione: oggi all’1,8%, scenderà a fine all’1,6, come previsto a dicembre, e l’anno prossimo all’1,3% (contro l’1,4% delle stime precedenti). L’inflazione è insomma destinata ad allontanarsi dall’obiettivo della Bce di stare “sotto, ma vicino al 2%”.
E questo è quanto se parliamo di politica monetaria. Ma veniamo a ciò che più ci interessa. L’Italia.

Pilota automatico inserito sull’Italia: RISK ON!

Nel momento in cui Draghi prende la parola, il BTP si rafforza, quasi come se fosse una manifestazione di fiducia al Governatore della BCE. Ed effettivamente ciò che ha detto Draghi ha rassicurato il mercato, in quanto ha raccontato ciò che sosteniamo da tempo: l’Italia ormai ha preso una strada molto chiara. Si chiama . Questa strada non potrà essere “cambiata” totalmente. L’esito elettorale ha fatto capire fortemente che gli italiani NON ci stanno ad una politica di sola e pura , quindi non si esclude un possibile alleggerimento del patto con l’Unione Europea. Però chiunque arrivi al Governo non potrà certo rivoluzionare tutto. Che siano i grillini, il PD o il PDL, hanno la strada già segnata.
Possono magari prendere una via parallela ma sempre nella stessa direzione.
Draghi ha usato un metro di paragone interessante che spiega perfettamente la situazione. Ha detto che «La politica fiscale italiana viaggia con l’autopilota».

Simulazione paino di rientro del nostro FISCAL COMPACT

Detto in altri termini, il mercato legge così: ” non preoccupatevi più di tanto, in Italia chiunque vada al Governo dovrà fare il compitino richiesto”. Quindi NON cambierà nulla. Il “pilota automatico” porterà comunque l’Italia sulla strada voluta dall’Europa. Quindi ponetevi questa domanda: chi è che comanda? Vista la capacita della nostra class politica, vien quasi da dire che è meglio così. Però non sarebbe male, almeno a casa nostra, poter essere un pelino più liberi…

Poi se le cose dovessero andare male c’è l’: però io escludo categoricamente l’utilizzo del fondo salva Stati, in quanto significherebbe ulteriori vincoli, ulteriore austerity, ulteriore dipendenza alla Troika. E le elezioni hanno chiaramente detto che questa strada NON deve essere percorsa. Ma non temiamo di essere i soli a pensarla così. Guardate la situazione della Spagna, che da mesi rifiuta l’idea di utilizzare l’OMT, oppure il Portogallo, oppure…la Francia. Si, la Francia, che inizia anche lei a scricchiolare un pochetto.

Spread del Bund vs

Come vedete il mercato ha fiducia, ha fiducia cieca e continua a comprare titoli di stato italiani. Ma non solo. Tutto quello che ha rischio viene cercato dagli operatori. RISK ON. Tanto cosa può succedere? Il mondo va avanti col “pilota automatico”.

Fosse veramente tutto così facile…ma forse non lo è affatto…

STAY TUNED!

DT

| Tutti i diritti riservati © | Grafici e dati elaborati da Intermarket&more su databases professionali e news tratte dalla rete | NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)


VN:R_U [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
Draghi, il pilota automatico e il fiscal compact, 10.0 out of 10 based on 1 rating
  1. Cos’è il FISCAL COMPACT e dove ci può portare
  2. Elezioni 2013: quando il parallelismo tra Italia e Grecia diventa possibile, tra riforme e fiscal compact
  3. Monti-Bersani- Berlusconi: quale è la vostra posizione sul FISCAL COMPACT?
  4. Atto di forza: arriva il bazooka di Draghi
  5. Monti e Draghi: la missione impossibile dei due Mario

Info su Danilo DT

La corsa è lunga e...alla fine è solo con te stesso (by Big Kahuna) Per sapere CHI SONO, clicca QUI !

Commenti (n° 15)Commenta

  1. zanella51 scrive:

    scusa DT
    draghi dice non preoccupatevi più di tanto, in Italia chiunque vada al Governo dovrà fare il compitino richiesto”.
    ma se li pigliamo a calci nel culo e ce ne andiamo dall’euro chi lo fa il compitino?
    il giappone svalutando la sua moneta del 30% ha fatto ripartire l’economia.
    non oso pensare cosa faremmo noi con una lira svalutata del 30-40%.
    voglio solo dire che la germania per la sua atavica mania di governare l’europa ha perso 2 guerre, sta perdendo anche questa, cerchiamo di non essere dalla parte dei perdenti perchè aggraverà la situazione

  2. maurobs scrive:

    Non dimentichiamo il fatto che le assicurazioni non possono detenere troppi titoli dei “paesi virtuosi” a rendimento zero o sottozero, con il risultato di diventare insolventi e dover ricorrere ad aiuti di stato più o meno mascherati……….per cui il ricorso a titoli più “rischiosi” è una scelta obbligata pena la morte finanziaria.In questo sta secondo me la bolla dei bond. Per poter ottemperare a prestazioni garantite devono alzare rischi, duration e volatilità. Se poi consideriamo che le prestazioni garantite delle assicurazioni dei paesi del nord sono più alte che da noi la quadratura del cerchio è perfetta.

  3. john_ludd scrive:

    LTRO è servito a comprare debito pubblico. Del trilione erogato solo il 15% è stato restituito, gran parte del resto non lo sarà mai. Naturalmente anche l’ESM è stato finanziato dal LTRO essendo stato assorbito pro quota dai vari debiti pubblici, quindi non è l’IMU a finanziare l’ESM, la Grecia e compagnia bella. Le banche centrali stanno comprando debito pubblico in maniera indiretta, lo faranno ancora, lo faranno sempre di più perchè è sempre stato così e perchè non può che essere così. Tutti i governi sono in strutturale squilibrio oggi, e in drammatico squilibrio in futuro quando sarà necessario finanziare una popolazione sempre più vecchia, il nostro disgraziato paese è persino messo assai meglio (cioè meno peggio) di altri in questo ambito. Se uno si studiasse la storia economica di Italia e Francia solo per fare un esempio vicino, scoprirebbe che il debito pubblico inizia a salire quando la banca centrale viene staccata dal tesoro smettendo di finanziare direttamente la spesa pubblica. Si prende tempo, poi lentamente, lentamente si racconterò una piccola parte di verità, poi una piccola parte ancora… e la rana di Volta se ne resta immobile nella pentola che bolle, d’altra parte che altro può fare dato che il coperchio è chiuso per bene e fuori in ogni caso ci sono solo i cani.

  4. idleproc scrive:

    zanella51@finanza,

    Concordo sui calci MaAnche sulle OO.
    Il risultato di come andrà a finire è abbastanza scontato… reazioni sociali a parte.
    E’ anche, secondo me, un tentativo cervellotico di “allineare” sitemi socio-economici strutturalmente diversi che fa il paio con un’europa costruita intorno alla finanza e a un pò di multinazionali che operano col solito modo neocoloniale precedentemente mirato sui paesi del terzo mondo.
    Avendo ormai un assetto sovracontinentale operano all’interno di tutti i paesi occidendatali privi di stato nazionale o di una classe dirigente che faccia l’interesse nazionale dei popoli soggetti a scambio ineguale.
    Non è più un’economia di “mercato” quella ove operano gli oligopoli e lo sanno bene le popolazioni che prima di noi hanno fatto l’esperienza.
    Classi dirigenti corrotte ed eterodirette, “mercati” interni gestiti sulla formazione dei prezzi, “monocolture” di produzione, trasferimento del valore prodotto fuori dall’area in cui viene prodotto e impossibilità di capitalizzazione locale per lo sviluppo di altri settori produttivi di interesse della popolazione locale.
    Viene espropriato il complesso del sistema socio economico e ne vengono deformate le potenzialità.
    Banalmente, da noi, piccola e media impresa e altri settori produttivi trainanti e di interesse nazionale, vengono espropriati di capitale da destinare al sistema produttivo e nel caso operino su mercati di interesse oligopolistico, vengono distrutte con politiche di prezzi a tempo.
    Il rifugio sulle “nicchie di mercato” è una modalità di soprvvivenza ma condannata a medio e lungo termine.
    Le cosiddette “normative antitrust” sono una barzelletta e un pannicello caldo propagandistico, come lo sono “la caccia” ai pardisi fiscali… è chi conduce il gioco che fa le regole… e l’amicizia con le banche centrali diventa un accesso a tassi infimi per l’operazioni finanziarie globali.
    In soldoni, ovviamente, è il mio punto di vista.
    Da cui “politicamente” sono un nazionalista “democratico” almeno per questa fase storica ove sembra alquanto difficile cambiare il sistema socioeconomico nel suo complesso o che si autoregoli senza intervento sociale.
    Al momento manca uno dei due poli dello sviluppo capitalistico, l’azione sociale per la ridistribuzione del capitale (quello “grande” che è concentrato nella finanza, altrimenti si fanno patrimoniali spacciate per sociali per ulteriori espropri verso la finanza globale e i suoi paradisi) e verso il reddito da lavoro.
    Mancando la spinta sociale il sistema tende a sedersi su condizioni precapitalistiche e a trasformare i rapporti sociali in servitoraggio della gleba invece di puntare su aumenti della produttività bastati su tecnologia e innovazione.
    Non credo esista alternativa per proteggere il popolo dall’esproprio socio-economico a mezzo anche di stati ridotti ad esattori di questo sistema sostansialmente parassitario di cui ciscuno di noi volente o nolente è una rotellina.

  5. Più l’autopilota farà sobillare l’aereo (richieste di sempre più pesanti sacrifici a causa della mancata crescita), più persone insisteranno ad entrare nella cabina di pilotaggio per convincere a disattivare tale pilota automatico.

    L’austerity incomincia a sentirsi nei portafogli di molti cittadini europei e soprattutto a livello familiare. La consapevolezza aumenta sempre più.

    La massa delle persone aspira ad un futuro più o meno certo. Le persone che si sono blindate nella cabina di pilotaggio (Draghi e Monti sono due esempi) non l’hanno ancora capito…

    C’è il rischio che l’onda populista spazzi via tutto, in un modo o nell’altro. Spero in modo pacifico (disattivando il pilota automatico e cercando di non far schiantare l’aereo).

    E non ci sarà OMT, Fiscal Compact, ESM o altra diavoleria necessaria per prendere tempo che tenga… visto che la gente comune non sa neanche cosa siano: non è stata coinvolta in tali decisioni… e neanche informata a posteriori in maniera adeguata!

    Questo è il tallone di achille di chi attualmente è al comando (Troika compresa). Non se ne sono ancora accorti, visto che vivono nella loro sfera di cristallo…

  6. zanella51 scrive:

    Lampo
    concordo pienamente conte, ma purtroppo penso che la soluzione non sarà indolore.
    guarda cosa succede quì da non, nonostante la batosta elettorale nessuno, ripeto nessuno della vecchia guardia, ha capito quello che stà succedendo.
    gli eurocrati sono ancora più distaccati dalla realtà.
    perciò la vedo brutta

  7. bergasim scrive:

    Usa: future positivi

    Che novità!

    Occhio al pilota automatico ecco le possibili conseguenze

    http://www.mymovies.it/film/2010/turbulentskies/

  8. idleproc scrive:

    zanella51@finanza,

    Storicamente “parlando” è tipico. Non credo però che non abbiano previsto la cosa e penso che si pongano il problema solo da un punto di vista dell’ordine pubblico e militare, non credo cambieranno strategia, tranne forse annacquarla e tararla anche perché non è un unico soggetto ad esserne il motore ma una dinamica complessiva tra soggetti conflittuali negli interessi.
    Il sistema nel suo complesso sta allargando la sua base produttiva con l’allargamento a nuove aree di “sviluppo” nel processo di globalizzazione. Era una necessità intrinseca del processo di accumulazione soltanto che la filosofia alla sua base è stata quella “iperliberista” che rispecchiava perfettamente le necessità di breve delle forze che con gran fragore propagandistico la hanno sostenuta.
    Ciò ha determinato l’acuirsi di contraddizioni sociali e geopolitiche con sviluppi potenziali pericolosetti.
    Il premio di consolazione, se se ne esce bene, penso sarà uno sviluppo travolgente in futuro…
    L’attuale sistema non casca da solo però ci può far cadere tutti insieme come il passato insegna.
    Io scommetto sul lato positivo del futuro, qualunque esso sia e che come ricorda sempre John Ludd, è “chiuso con sette sigilli”.
    Nessuno sa come andrà a finire. Certo è che li paghiamo bene per farci fare “previsioni” che non sono molto diverse da quelle che si facevano scrutando le viscere degli animali o osservando il volo degli uccelli. Almeno in epoca romana avevano senso dell’umorismo e si giravano da un’altra parte per non far vedere al popolo che ridevano. Questi invece hanno un IO piuttosto sviluppato.

  9. Fitch Downgrades Italy to BBB+, Outlook Negative

    Et voilà… era nell’aria da qualche giorno, come segnalato…

  10. idleproc scrive:

    Già. Nella “politica” quella vera, non quella che ci propinano riveduta e corretta in TV, le coincidenze non esistono.
    Basta valutare i palinsesti televisivi e i giornali sulle questioni internazionali e interne, con piccole correzioni dovute alle aree di consenso che è indispensabile mantenere, esiste un copione uniforme.
    Non è un “complotto” sono strategie, convergenze, conflitti e mediazioni tra gruppi di interesse che decidono e si “parlano” non in streaming.
    Vi ricordate l’epoca della “Libia” e delle “primavere” democratiche? Un blocco unico di propaganda televisiva e su internet.
    Anche su internet esistono tecniche sofisticate per gestire e convogliare il consenso ma sono meno efficienti e durano meno tempo e hanno metodi “Shock and Awe” con la comparsa di gruppi e troll teleguidati su obbiettivi strategici specifici.
    Quanti “servizi” fanno sulle condizioni di paesi della democraticissima europa in condizioni socioeconomiche disastrose e di conflitto? Nessuna. Ma non siamo tutti europei?
    Non possono. Devono gestire gli “espropri” delle economie reali verso i buchi della finanza creativa senza che le popolazioni reagiscano o capiscano dalle esperienze degli altri.
    Così per l’Italia, il popolo italiano non deve capire e sapere come non deve capire come si è formata questa europa e che quando va a votarla vota un nulla costituzionale formale e sostanziale.
    Questo hanno fatto, hanno fatto una delega di sovranità verso il nulla.
    Nella sostanza ci troveremo un euroMonti due con una mascheratura che non è nemmeno importante prevedere. Tenteranno di gestire il processo per gradi e di convogliare l’aggressività spostandola da sociale ad individuale lontana dall’obbiettivo naturale che dovrebbe essere questa politica economica.
    Il problema per me è quello della gente che si suicida o dell’aggressività e delle morti conseguenti all’interno del corpo sociale.
    Non so se ci riusciranno, ho qualche dubbio, la gente ormai non se la beve più di tanto, staremo a vedere.

    Scusate lo sfogo ma avevo bisogno di chiacchierare con persone oneste e intelligenti.
    Il mio è solo un punto di vista.

  11. paolo41 scrive:

    idleproc@finanza,

    …credo che siamo in molti a condividere il tuo punto di vista….

  12. idleproc@finanza,

    Io non credo alle teorie sui complotti internazionali che, spesso molti blog amplificano.
    Credo che semplicemente dal dopoguerra, con l’espansione economica che e’ derivata dalla ricostruzione e dai delicati e fragili equilibri politico-economici esistenti, sia nata l’esigenza reale di creare vari organismi internazionali, che rendessero il più possibile e gestibile tale espansione. E chiaro però che i gruppi di interesse e potere economico che esistevano prima hanno sicuramente messo qualche loro “rappresentante” in tali organismi.
    Poi l’evoluzione che si e verificata negli ultimi decenni ha reso sempre più complesso e delicato questo sistema, rendendo necessaria la creazione di ulteriori organismi ed una maggiore concertazione tra banche centrali per mantenere in piedi il sistema, vista la sempre maggiore fame dei centri di potere (sia in termini di risorse sia in numero di individui). L’ultimo stadio e’ stata la “liberalizzazione” della finanza strutturata ( derivati) con la conseguente megabolla creatasi rispetto all’economia reale (PIL). Poi sapere quale sia l’economia reale tra la nostra e quella delle elite… e’ una bella domanda, visto che ciascuno crede che sia la propria!
    Il sistema ha iniziato a vacillare quando e’ nata l’esigenza di socializzare le perdite del sistema finanziario “ingegneristico” sull’economia reale, creando malcontento sociale ed innescando la consapevolezza che la crescita perpetua, in un sistema chiuso con finite risorse, non era possibile, visto anche l’affacciarsi di nuove economie.
    Adesso siamo alle ultime fasi, in cui il coordinamento che esisteva per mantenere in equilibrio più o meno precario il sistema economico globale, viene a mancare: diverso comportamento delle banche centrali, guerra valutaria in corso, accaparramento di materie prime… oro compreso, ecc.
    Infine l’aspetto demografico ha aggravato, almeno in quei paesi in cui il tasso di natalità si e’ discostato dal valore di 2 negli ultimi decenni, ulteriormente la sostenibilità.
    Non c’e’ soluzione: o ci si adatta svolgendo una vita più sobria in modo da lasciare qualcosa alle generazioni future… oppure c’e’ la guerra per la redistribuzione della ricchezza.
    Purtroppo possono coesistere!

  13. idleproc scrive:

    lampo,

    Sulla questione “risorse”, pur condividendo il tuo punto di vista sul conflitto per accappararsele ed averne anche il monopolio strategico, sono più positivo… è il vecchio “mercato” che viene in soccorso… più tendono ad esaurirsi e ad aumentare il costo di produzione, più sarà forte la spinta verso il riciclo, l’esplorazione di nuove vie suggerite dalle scienze teoriche e a cercarle nello spazio che sarà una delle nostre “nuove frontiere”.
    Anche ad es. per il petrolio assisteremo ad una modifica progressiva del suo utilizzo, sono passati i bei tempi in cui il costo energetico di un barile di petrolio era sufficiente per estrarne mi pare 100, oggi è sempre più alto e quando arriveremo al rapporto 1:1 verrà usato come materia prima “rara” e per altri scopi. Peccato che questo non lo si possa pianificare già da oggi evitando di sprecarlo bruciandolo, il sistema ha altre dinamiche.
    Personalmente ma è un problema mio caratteriale ed è una mia scommessa sulle capacità umane, rifiuto concenzioni di un mondo in cui ci si divide la povertà, ci si divide invece la ricchezza perseguendo un modo equilibrato e razionale di convivere l’ambiente che non è solo nostro.
    E un bene che socialmente siano rappresentate le due posizioni…

  14. idleproc@finanza,

    Se hai ragione… vuol dire che per fare ciò è necessaria l’esigenza di un coordinamento mondiale a livello decisionale… ed ecco quindi che esce il governo mondiale (dichiarato o celato che sia), tanto declamato dai complottisti.

    Però se veramente ci fosse… è ovvio che essendo le risorse finite, per mantenere lo status quo, sarebbe necessaria una lotta fra singoli… a livello di scala sociale ed economica,oppure la creazione di una doppia economia, una virtuale ed una reale. Bisogna capire chi tra le due è più forte in termini di socializzazione delle perdite (mi ricorda qualcosa…).
    In pratica il coefficiente di Gini aumenterebbe (cioè ci sarebbe più diseguaglianza)

    Peccato però che un governo mondiale, se fosse veramente democratico, vanificherebbe pian piano le differenze economiche esistenti (cioè gli scambi commerciali con differente valorizzazione dei beni, dalla materia prima al prodotto finito)… generando sul lungo andare, in condizioni pacifiche, una più o meno equivalenza di risorse a livello individuale (ovvero un’entropia stabile e quasi uniforme, dicendola con la termodinamica). A quel punto sia il denaro che l’economia, intesi come li intendiamo oggi, varrebbero poco e niente, perché alla fine ci si ridurrebbe ad un semplice baratto di risorse (lavorative, di materia prima, conoscenza, ecc), compreso il tempo. Poi pensa alla noia mortale… dovuta alla mancanza di aspirazioni, voglia di crescere socialmente, mancanza di competizione, ecc.

    Per mantenere invece, in tal caso, il divario esistente oggi, che permette la mobilità sociale tra chi è più capace o chi ha più contatti/potere/risorse, ecc. sarebbe necessaria l’introduzione di un sistema a caste (tipo India per intenderci), reali o virtuali che siano (per virtuale intendo non percepito dalla popolazione a causa della burocrazia, corruzione, legislazione, ecc.).

    Ovvio che in questo secondo caso però il sistema non sarebbe stabile dal punto di vista sociale, visto che ci sarebbero periodicamente “rivoluzioni” per cambiare l’assetto delle caste.

    Sulla pianificazione umana… nutro qualche perplessità: poche nazioni ci sono riuscite (tempo fa avevo spiegato il caso della Norvegia), e comunque avrebbe sempre un termine, più o meno lontano.

    Non ci resta quindi nient’altro che investire in conoscenza, ricerca, ecc. in modo da disporre di nuove risorse, prima impensabili o non conosciute. Sicuramente la recente prova del modello standard (leggi “bosone di higgs”), oltre a doverci farci riflettere sull’ingegno umano (la scoperta teorica risale a quasi 50 anni fa!), potrebbe gettare le basi per una nuova rivoluzione industriale ed economica. I Paesi che non investono in ricerca, conoscenza, cultura, ecc. e che non dispongono di materie prime… sono destinati a depauperarsi!

    Ecco quindi che vale la pena impegnarsi ed investire in conoscenza, qualunque sia la condizione economica, sociale, ecc. di partenza.

    Chiedo scusa ai lettori se quanto ho scritto pare una “sega” mentale. :roll:

  15. idleproc scrive:

    lampo,

    Non è una sega mentale, tutt’altro…
    …e mi metti in una contraddizione che essendo non una contraddizione nel “pensiero” ma è nel mondo reale… può essere sciolta solo nella realtà…
    E’ una contraddizione che vivo anche personalmente nel quotidiano.
    Questo Blog e chi ci scrive, partendo dall’onestà intellettuale e dalle qualità etiche di DT che ne ha determinato l’impostazione “culturale”, di Gremlin, Lukas, te, Paolo, Jhon… tutti, è uno di pochi luoghi dove ci si può confrontare e informarsi senza le deformazioni tipiche di posizioni cristallizzate che “rispondono” in modo mediato o immediato a qualche meccanismo di poteri…
    Hai centrato, dal mio punto di vista il vero problema sul “progetto” della società che noi potremmo desiderare e che si pone anche con criteri d’urgenza…
    Penso che tu sia un Liberale vero e con ciò che ne consegue… libertà democratiche e individuali, economiche, selezione socio-economica, componente etica per “proteggere” chi sta indietro non per volontà propria, Stato molto limitato nelle sue dimensioni e possibilità di schiacciare l’individuo, efficienza e innovazione continua nel sistema che nasce dal “vinca il migliore”.
    Il problema che io vedo è che nella dinamica che ci ha portato al capitalismo di oggi e in quella prevedibile futura, il processo di concentrazione del capitale sta demolendo la base materiale (e lo fa da un bel bezzo) della concezione Liberale. La base materiale è il capitale diffuso, oggi siamo nel mondo dei monopoli e degli oligopoli e dell’enorme potere politico-economico in mano ad una ristrettissima élite.
    E’ un problema che si pongono anche in US… dove per cultura e tradizione l’individuo e le sue libertà economico-democratiche sono sacre e vengono via via compromesse.
    Vorrei allungare il post e rispondere sul “come la vedo” ma devo eseguire ordini di donna ed uscire…
    Credo che dovremmo, ogni tanto discutere della questione che a mio giudizio è vitale…