Draghi e BCE: tassi invariati e ammissione di non indipendenza

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Come già anticipato stamattina non ci saremmo aspettati certo grandissime novità da Meeting BCE. Quello che più mi ha sorpreso è vedere un Mario Draghi quasi “impacciato” per certi versi.
Un esempio ? Ha riletto, in conferenza stampa (se non erro) per ben 4 volte il capitolo sulla possibilità della BCE di utilizzare armi di politica monetaria non convenzionale.
Abbiamo capito caro Mario. Non siamo sordi, perché ce lo continui a dire?
Non bastava, come tutte le altre volte, ricordarci la vecchia filastrocca a cui ci avevi abituati?
Bassa crescita, con rischio di ulteriore peggioramento, non esiste oggi il rischio deflazione, tuto è sotto controllo, se necessario, interverremo, non abbiamo esaurito le armi di politica monetaria convenzionali…

Tralasciamo la dichiarazione sulla Pasqua che sinceramente preferisco non commentare perché mi sembra un’eccellente tecnica di “arrampicatura sugli specchi” ( per farla breve, siccome la Pasqua quest’anno è molto tardi, allora per questo motivo l’inflazione, statisticamente in aumento in questo periodo, a marzo non è salita. Io fossi in lui avrei proposto la Pasqua tutto l’anno…vabbè…) Si è parlato anche di Quantitative easing, quindi, nella conferenza stampa successiva. Ed è stato più volte ribadito che anche nel board è stato ampiamente discusso. Ma nulla di fatto. Come si temeva tra l’altro. Ma ecco che Super Mario perde qualche colpo e dice cose “strane” che su twitter ho così commentato.

 

Mi è sembrata una dichiarazione un po’ “pilotata”, come se fosse qualcuno che gli ha imposto di dire questa frase. Così dicendo, Draghi ha messo in secondo piano l’economia e ha messo sul piedistallo la stabilità finanziaria dell’Eurozona. Se le banche rischiano di avere problemi, allora si interviene. Altrimenti nulla. E dell’economia chissenefrega. Non male.
E della problematica della liquidità in eccesso non si è fatta particolare menzione. Oggi l’interbancario non è in tensione e allora…perché intervenire?
Però, come detto…:SE sarà necessario il QE si farà…bla bla bla… il mercato festeggia e le borse riprendono a salire. Mah…

Ma la deflazione?
Come detto non è un problema… Ma come non è un problema?
La BCE ha un mandato: monitorare l’inflazione. Ma la deflazione non è visto come rischio?
Tanto può essere pericolosa un’inflazione al 3.5% come una allo 0.50%, equidistanti dal target BCE del 2%.
Invece no, a quanto si vede, si fa distinzione.
Senza poi dimenticare che, come sapete, c’è chi è già in deflazione.

Ma non solo. Ecco cosa dice su altri elementi strutturali molto importanti:

 

Ebbene si, lo ammette ma…non fa nulla. Questo è un controsenso imbarazzante. Ma sommatelo con tutto il resto e con il suo stile quasi imbarazzato. Sembra proprio che Mario Draghi abbia raccontato la storiella che gli hanno fatto dire ma di cui lui non sembra per nulla convinto. Rispetto alle altre volte sembra molto meno sicuro, molto meno lucido, quasi impacciato.
E ora? Nulla di fatto e tutto rimandato. A Maggio? Molto difficile. Per una serie di motivi probabilmente a giugno. Sarà allora che usciranno le ultime stime su PIL e inflazione eurozona. Ennesima occasione per raccontarci, chissà, l’ennesima favola.

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Danilo DT

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Commenti (n° 27)Commenta

  1. ironblade79 scrive:

    Quanta dietrologia che fai… Sembra novella 3000…
    Intanto lo spread si è stretto a fronte di quelle ripetizioni.

    Ogni cosa vedi sempre una congiura astrale.

    Che siamo sul Titanic lo sappiamo, però l’uomo e la civiltà andrà sempre avanti e gli eventi capiteranno quando meno ce lo aspettiamo.

    Creare sempre un clima di tensione è inutile.

    Scrivi bene, riporti sempre delle analisi eccellenti, ma sempre in negativo. Cambia il disco ogni tanto.

    Ciao

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  2. Se ho capito bene la tattica per i prossimi mesi, la mossa della BCE è corretta, tenendo questa probabile sequenza di eventi:
    1) la Cina vara un altro piano di stimoli per la sua economia (che sta rallentando molto più di quanto stimava);
    2) il Giappone idem, visto l’aumento della tassa sui consumi ed i pessimi dati economici (al di sotto delle aspettative), visto che non ha grande margine di manovra per svalutare ancora la sua moneta (per una serie di potenziali effetti collaterali, tra cui il problema della bilancia commerciale);
    3) negli USA c’è la possibilità che il tapering sia temporaneamente sospeso, con la scusa di dati economici al di sotto delle aspettative, ma in realtà per rallentare una forte valutazione del dollaro USA che avverrà nei prossimi mesi/anni;
    4) i punti precedenti (più altre motivazioni) spingeranno nuovamente il settore delle materie prime, facendone lievitare i prezzi (probabilmente anche per il ritorno della speculazione finanziaria);
    5) i punti precedenti porteranno ad un aumento “fittizio” della ricchezza, dovuto alla maggiore valorizzazione degli assets (azioni, obbligazioni, materie prime) generando una nuova ondata di crescita (ancora più fittizia della precedente…);
    6) il riflesso dei punti precedenti si vedrà ovviamente sul tasso di inflazione, anche tenendo conto del progetto di scambio commerciale USA/UE che verrà varato nel corso del secondo semestre di quest’anno o al massimo entro il primo del prossimo anno.

    In questo modo il QE europeo partirà solamente quando le altre banche centrali avranno bisogno di drenare la liquidità emessa (come stanno facendo gli USA) per non creare gravi squilibri di politica (espansiva) monetaria…

    Quindi purtroppo, salvo che qualcosa vada male (a cui verrà ovviamente data la colpa a fattore esterni, tipo Ucraina…) i mercati verranno forzatamente fatti salire ancora per qualche anno, anche se in maniera meno veloce (si spera).

    Non oso immaginare cosa si inventeranno quando avranno necessità di aumentare più rapidamente i tassi di interessi… (anche se temo che non succederà oltre una certa soglia per molti decenni… per non far crollare il castello di carte descritto nei precedenti punti).

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  3. idleproc scrive:

    Se ho capito bene… non ci resta che diventare tutti finanzieri.

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  4. idleproc@finanza,

    Purtroppo sì… e, per assurdo, è l’unico modo per continuare a mantenere in piedi il sistema, visto il problema demografico che non consente più in molti Paesi industrializzati di raggiungere un tasso di occupazione sufficiente per mantenere un’economia principalmente basata sul “lavoro classico”.
    Non posso ovviamente dirlo pubblicamente… ma dobbiamo farcene una ragione.
    In sostanza stiamo tornando all’epoca del colonialismo… solamente adesso si chiamano multinazionali, banche centrali, ecc.

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  5. …. intendevo ovviamente “Non possono ovviamente dirlo pubblicamente…”

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  6. gainhunter scrive:

    Ieri ho letto questo articolo che parla di disoccupazione effettiva, strutturale e ciclica:
    http://www.gustavopiga.it/2014/la-truffa-di-bruxelles-renzi-citi-bernanke-ignori-la-multa-salvi-litalia-e-leuropa/

    Provo a fare un ragionamento: se la disoccupazione strutturale aumenta e quella ciclica si riduce o non aumenta, la necessità di intervenire si riduce perchè le eventuali misure a sostegno dell’economia sono orientate a ridurre la disoccupazione ciclica e non quella strutturale (la cui riduzione semmai sarebbe di competenza dei governi e non della bce).
    Inoltre l’aumento della disoccupazione strutturale è funzionale al mantenimento degli attuali equilibri delle partite correnti intraUEM, in assenza di altre misure di convergenza dei vari fattori economici (inflazione, competitività, ecc.).
    Ecco perchè Draghi può ammettere che aumenta la disoccupazione strutturale in certi paesi e non fare nulla per combatterla: è il prezzo da pagare per tenere in piedi l’eurozona.

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  7. lampo,

    Oh che piacere. Bentornato!

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  8. Danilo DT,

    Ero di passaggio… quando ho visto il post su Draghi. Sono settimane che tento di decifrarlo fra le parole ed i tentennamenti voluti e/o finti tipo questo:
    http://www.sokratis.it/conferenza-stampa-di-mario-draghi-060214-live/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=conferenza-stampa-di-mario-draghi-060214-live
    Minuto 50 e 30 secondi circa
    Esattamente doveva dire “we are willing to act”, ma prima gli è scappato un “we will… ”

    Questo personaggio è veramente da decifrare con attenzione… molto più di Bernanke o Yellen.

    In ogni caso mi aspetto che la BCE sia l’ultima a varare il QE, salvo rapido peggioramento della situazione… che ritengo poco probabile visto il prossimo deprezzamento della moneta unica rispetto al $

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  9. idleproc scrive:

    Un po’ sul serio e un po’ sul faceto, teniamo anche presente che l’automazione è uno degli aspetti dell’aumento della disoccupazione strutturale.
    Esiste tutto un filone di pensiero sull’argomento e come in tutti i filoni di pensiero diventa l’unico fondo di bottiglia col quale osservare il mondo. E’ normale, anche per le teorie cosmologiche.
    Comunque se ci mettiamo a fare automi che costruiscono automi, facciamo tutti i finanzieri e il lavoro lo facciamo fare ad un robotrader, noi non facciamo più un c.
    E’ un’idea.
    Soltanto che a questo punto John fa un post sull’energia e ci rovina il giocattolo.

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  10. ironblade79@finanzaonline,

    Non mi sembra di essere stato negativo in questo post…
    Ho detto quello che pensavo. Ed è vero che la borsa ha preso il volo e lo spread è ancora sceso, ma io speravo in qualcosa di diverso. E nel post ho descritto il tutto

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  11. idleproc@finanza,

    Allora “siamo fritti” visto che Cecimo stima un aumento della richiesta di automazione nel prossimo decennio (di cui dovrebbero avvantaggiarsi anche note industrie italiane)… soprattutto spinta dalla richiesta cinese :roll:

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  12. Insomma quindi se si stampa all’infinito si sale sempre!
    allora smettiamo di lavorare e mettiamoci tutti a fare trading, mi sembra un film gia’ visto, ma non ricordo quando…ah si nel 2000, bei tempi !

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  13. gilles27 scrive:

    Ciao Danilo,
    tralasciando grandi discorsi e facendo due conti della “serva” mi chiedo come si possa pensare di uscire da una situazione ormai conclamata di deflazione, che poi è una deflazione “strana”, prezzi dei beni di prima necessità che continuano a salire, ad esempio il prezzo del petto di pollo si trova anche a 10 euro contro i 5 -6 euro di qualche tempo fa… è vero però che il prezzo della fettina di manzo è stabile da qualche tempo, altro esempio la pizza continua ad aumentare, il gelato anche le autostrade, i costi bancari…etc etc. La DEFLAZIONE VERA, direi che è quella sui salari. Conosco ormai piu’ persone, che pur di non perdere il posto di lavoro, hanno accettato una riduzione consistente di salario (anche fino al 20%..). Ci sono sempre più precari che guadagnano circa 800 euro.. sempre piu’ disperati che lavorano a 4,5 euro all’ora, vedi raccoglitori di frutta e verdura, (ormai tutti extracomunitari comandati da “caporali” rumeno o bulgari). Arrivano per la stagione della raccolta, guadagnano poco, e poi o ritornano al loro paese o vagabondano per le città. Nella zona dove abito io, di sera bisogna fare attenzione, questi “disperati” si muovono con le biciclette sulle statali senza fari, il rischio di prenderli sotto con l’auto è grandissimo. Il bello è che le aziende guadagnano un sacco, ma il “lavoratore” è ormai diventato “usa e getta.”
    Potrei continuare con altri esempi… ma la mia domanda è la seguente: anche se Draghi farà un QE, a chi servirà? all’economia reale…non credo proprio. L’ unica soluzione è quella prospettata anni fa da Ben Bernanke, ovvero, stampare, caricare l’elicottero e lanciare gli euro… così facendo un po’ di euro arriveranno all’economia reale…. :(

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  14. Capisci che continuare con la politica monetaria non convenzinale senza intervenire sulla “ossatura” del sistema economico non ci può portare da nessuna parte.
    Il QE USA credo abbia insegnato a tutti cosa significa regalare felicità ai mercati. Si allungano i tempi dell’agonia e poi se ne amplificano i problemi.
    Per il breve termine, un QE Europeo più essere utile in chiave valutaria (indebolimento Euro) e di mercati (bolla che si gonfia ancora di più). Ma poi?
    Il fatto che bisogno RIFORMARE un sistema economico finanziario che è dominato da chi NON vuole cambiare per nulla questa impostazione.
    Strada senza ritorno.
    E scusatemi se a volte sono troppo pessimistico….

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  15. john_ludd scrive:

    lampo,

    ironblade79@finanzaonline,

    risparmio = spesa differita che si immagina di realizzare in futuro
    spesa = acquisto di beni e servizi
    beni e servizi = richiedono utilizzo di energia
    QUINDI
    risparmio odierno = claim su una certa quantità di energia da ottenere nel futuro

    A una società industriale l’energia in quanto tale non basta, serve potenza (energia x unità di tempo) e non avremo a disposizione abbastanza quantità della prima e ancora meno (MOLTO meno) della seconda. Quanto valgono i vostri risparmi investiti oggi dove vi pare se non sono in grado di produrre (per voi) l’energia che vi servirà nel futuro ?

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  16. idleproc scrive:

    Quella attuale è una politica economica consapevole. Gli scopi sono, tralasciando altri aspetti sistemici, la compressione dei redditi da lavoro con l’aumento della concorrenza sul mercato del lavoro e in generale giùdabbasso, in alto c’è la cassa delle corporation finanziarie globali. Siamo in deflazione ma aumenta il costo della vita con modalità generali indotte dalla tassazione e dalle varie tipologie di esproprio. E’ un trasferimento, redistribuzione di redditi e capitali e concentrazione del capitale. Penso che l’idea sia questa, sanno benissimo che settori chiave dell’economia reale sono in bolla o “in sovrapproduzione” con una pessima allocazione dei capitali, con la deflazione fanno chiudere settori “obsoleti” e a bassa capitalizzazione e con la contrazione dei redditi aumentano i tassi di profitto. Su questa base sperano che riparta l’economia reale. L’ideona alla base è che la “gestione” globale delle risorse sarà in mano a corporation globali come metodo efficiente di gestirle, ne consegue che quanto esiste di “pubblico” come l’acqua diventerà privato e che dovranno sparire tutti gli ostacoli “corporativi” come gli stati nazionali e qualsiasi forma di vincolo e mediazione sulla circolazione dei capitali e delle merci.
    Anche gli US, come stato “nazionale” è superato. Il nuovo impero, se ci sarà, sarà quello delle corporation ipercapitalizzate globali e dovrebbe essere la dinamica naturale del sistema nella prossima fase storica.
    La stanno solo favorendo e pilotando.
    L’inflazione vera potrà esserci solo se si alzerà il livello dello scontro sociale globale sulla base di una volontà di redistribuzione dei redditi e dei capitali verso il basso e “politicamente” sarà un sistema di autodifesa sempre di “lor signori”. Nessuno di chi scrive qui è uno di loro. Stiamo tutti pagando “pegno”.

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  17. john_ludd scrive:

    idleproc@finanza,

    tutte le tesi sui “grandi piani” sono un corso e ricorso storico. Siccome non mancano argomenti a loro sostegno catturano l’immaginazione di tanti anzi di tutti, i quali al massimo si dividono in fazioni su “quale grande piano viene ordito e portato avanti”. Il mondo è troppo complicato per poter essere gestito, la realtà è quella del caos non dell’ordine mantenuto da poteri occulti. La realtà non è neppure osservabile se non a tratti e quei tratti sono diversi a seconda del gruppo di osservatori. E non appena osservata, quel tratto di realtà muta come effetto della stessa osservazione. L’illusione di un piano malvagio portato avanti dai cattivi contro gli innocenti è in realtà estremo ottimismo che non si vuole ammettere come tale. Se c’è un piano allora c’è un contro piano possibile da qualche parte, uno migliore e più equo. Ma se tutt’attorno c’è il caos, l’imprevedibilità è massima. Se siamo tutti come scrive Taleb “fooled by randomness” allora quale strategia globale può essere adottata se nessuna strategia globale è possibile ? Ma se rinunci all’idea di poter cambiare il mondo, se ti concentri in un intorno piccolo piccolo allora ecco che anche un misero esserino come ognuno di noi qualcosa può fare, laddove la causalità ancora imperversa ma meno perché meno sono le relazioni e i nodi della rete.

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  18. davtamb scrive:

    john_ludd@finanza:
    idleproc@finanza,

    tutte le tesi sui “grandi piani” sono un corso e ricorso storico. Siccome non mancano argomenti a loro sostegno catturano l’immaginazione di tanti anzi di tutti, i quali al massimo si dividono in fazioni su “quale grande piano viene ordito e portato avanti”. Il mondo è troppo complicato per poter essere gestito, la realtà è quella del caos non dell’ordine mantenuto da poteri occulti. La realtà non è neppure osservabile se non a tratti e quei tratti sono diversi a seconda del gruppo di osservatori. E non appena osservata, quel tratto di realtà muta come effetto della stessa osservazione. L’illusione di un piano malvagio portato avanti dai cattivi contro gli innocenti è in realtà estremo ottimismo che non si vuole ammettere come tale. Se c’è un piano allora c’è un contro piano possibile da qualche parte, uno migliore e più equo. Ma se tutt’attorno c’è il caos, l’imprevedibilità è massima. Se siamo tutti come scrive Taleb “fooled by randomness” allora quale strategia globale può essere adottata se nessuna strategia globale è possibile ? Ma se rinunci all’idea di poter cambiare il mondo, se ti concentri in un intorno piccolo piccolo allora ecco che anche un misero esserino come ognuno di noi qualcosa può fare, laddove la causalità ancora imperversa ma meno perché meno sono le relazioni e i nodi della rete.

    Principio di indeterminazione di Heisenberg. Benvenuti nella fisica quantistica

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  19. john_ludd@finanza,

    Sono perfettamente d’accordo sul ritenere assolutamente fuorvianti i “grandi piani” siano essi in positivo o in negativo.
    Non esiste nessun grande vecchio semplicemente perchè non ce n’è affatto bisogno, il problema è di carattere “sistemico”, è come pensare (quando una grossa preda viene attaccata in mare) che tutti i pesci e/o squali che si affollano poi a mangiare siano d’accordo tra loro, mentre in realtà è solo “come funziona il sistema”.

    Pero’ io verifico un costante aumento del rischio, che è sostanzialmente il “lead indicator” negli investimenti, a causa della fermata dell’economia reale e quindi i debiti sono sempre piu’ rischiosi.
    E’ come una partita a poker in cui rilanciano tutti, e nessuno scopre le carte.
    Perchè la verità è che alla fine qualcuno dovrà dire che “i soldi non ci sono”.

    Possiamo rimandare quanto vogliamo, distribuire il rischio, fare finta che non ci sia, che società superindebitate, stati superindebitati, privati superindebitati paghino e paghino, ma alla fine qualcuno scoprirà il bluff.

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  20. john_ludd@finanza,

    Allora, visti gli ultimi commenti, dobbiamo concentrarci ad investire in aziende che producono supercomputer a basso consumo (per il problema energetico), perché avranno sempre più bisogno di capacità di calcolo per gestire i modelli sempre più complessi, anche in termini di variabili e dati, per continuare a mantenere “in ordine” il sistema.
    E pensare che c’è anche un’azienda italiana… che quasi nessuno conosce :mrgreen: (non fornisco il nome… quindi inutile chiederlo, anche se DT lo sa).

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  21. idleproc scrive:

    Era una “semplificazione” della dinamica possibile di un processo contraddittorio, non il riferimento ad un “piano” o a un “complotto”, anche se a guardalo bene, il termine complotto può riferirsi ad un qualsiasi tipo di strategia.
    Cercare di cogliere le dinamiche complessive a livello macro è anche un prescindere da quanto accade nella fisica quantistica.
    Al navigatore interessano da un punto di vista pratico delle buone effemeridi, un buon cronometro ed un sestante. Possibilmente anche un portolano.
    E’ quello che cercano di fare DT&Amici, compreso tu.
    Tralasciando un punto fondamentale che forse farebbe saltare il sistema da solo sia nella scala dei valori che nella sua dinamica e che è quello che sottolinei sempre e che condivido, l’attuale è un sistema che può essere fatto saltare agendo da un punto di vista sociale su alcuni dei suoi parametri fondamentali anche a livello economico.
    La domanda è, per andare dove e a quale prezzo?
    Alcuni “rivoluzionari” sostengono che col prevedibile “disastro assicurato” visto che da un punto di vista sociale non siamo stati in grado di evitare le ecatombi globali, è meglio rischiare e farlo saltare.
    Personalmente, consapevole dei rischi, sono un “conservatore” e preferirei un passo indietro da un processo di globalizzazione che ha nel suo futuro probabile la parola WAR e quasi-estinzione.
    Il passo indietro potrebbe portare anche ad una visione, gestione delle risorse e dell’ecosistema più vicina al disponibile e ai Km zero.
    La fisica teorica è stata la mia passione non realizzata nella vita ma ancora mi diletto… vorrei fare solo questo ma ci sono troppe distrazioni più accativanti oltre al quotidiano per campà.

    Un buon libro per cominciare?
    http://en.wikipedia.org/wiki/Course_of_Theoretical_Physics

    Da anche un’idea di cosa intendevano per preparazione di base dall’altra parte…
    Poi fare confronto…

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  22. john_ludd scrive:

    idleproc@finanza,

    C’è un errore nella penultima riga del mio testo che ha solleticato qualche risposta, segno che se non altro incuriosisco… non è “causalità” ma “casualità” (significato opposto)

    Vendo alla tua… dato che noi viviamo oggi, tendiamo a vedere i problemi che viviamo noi come unici e più difficili di quelli del passato, ma non è così, perché semplicemente noi allora non c’eravamo. Nell’arco della storia sono apparse alcune menti capaci di comunicare qualcosa di profondo, ognuno ha i suoi preferiti. Personalmente ho una predilezione per i grandi empiristi greco romani, la filosofia stoica. Ecco quello che ha lasciato scritto uno dei suoi adepti, particolarmente significativo in quanto imperatore del più grande impero d’occidente al culmine della sua potenza e di conseguenza uomo che disponeva di un potere forse mai più neppure avvicinato… eppure questo scriveva:

    Ricorda che anche se dovessi vivere per tremila anni, o trentamila, non potresti perdere nessuna altra vita di quella che hai e non ci sarà altra vita dopo di quella. Quindi le vite più lunghe e le vite più corte sono la stessa cosa. Il momento presente è condiviso da tutte le creature viventi, ma il tempo passato è andato per sempre. Nessuno può perdere il passato o il futuro, perché se non ti appartengono, come ti possono essere rubati?

    Marco Aurelio (121-180)

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  23. lampo,

    miiiiiiiii mutissimo sono…. :mrgreen:

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  24. ob1KnoB scrive:

    solo un trilione? siamo dei poveracci

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  25. ob1KnoB scrive:

    mumble mumble….tre anni fa si sarebbe potuto comprare debito pigs a gogo fare affari incredibili e inflazionare meglio……

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  26. P. Plickert (FAZ), “EZB hat Berechnungen zu 1000-Milliarden-Geldspritze” – Samstag 4, 2014: h. 17:07

    http://www.faz.net/aktuell/wirtschaft/wirtschaftspolitik/fuer-hoehere-inflationsrate-ezb-hat-berechnungen-zu-1000-milliarden-geldspritze-12880693.html

    N.B: questo è l’articolo ORIGINALE e quello che c’è SCRITTO là, Lo leggerete domani-oggi, a seconda dei fusi orari, sui quotidiani italici; da qui hanno “c-o-p-i-a-t-o”.

    Bisogna saperLo, PER INFORMAZIONE.

    Vediamo chi citerà la fonte!

    サーファー © Surfer

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  27. perplessa scrive:

    john_ludd@finanza,

    non è questione di poteri occulti- è una tendenza millenaria che chi offro lavoro si pone l’obiettivo di pagarlo il meno possibile, fino a zero (infatti è esistita come noto la schiavitù, la tratta e il commercio degli schiavi, fin dall’epoca greco-romana e ancor prima) , e la forza-lavoro si pone l’obiettivo di essere pagata di più, lavorare meno e avere più beni a disposizione. tra queste 2 forze si sono creati nei millenni dei punti di equilibrio che si sono via via modificati, migliorando le condizioni dei sottoposti. anche se le società odierne sono molto più complesse di quelle passate,(fino a un certo punto perchè il commercio e i servizi esistevano anche nei secoli scorsi) non cambia la tendenza di fondo, cambiano solo le strategie. la concentrazione in atto del potere economico, è empirico che favorisce chi la detiene, nei confronti degli altri soggetti. la manipolazione del consenso è un altro elemento che esisteva già nell’impero romano. invece degli obelischi posti sulla via emilia con la propaganda scolpita (li ho visti in una mostra appunto sulla via emilia) vi sono come noto strumenti più evoluti. pensare che soggetti che detengono un potere economico si accordino per mettere in atto pratiche di monopolio, e strategie per realizzare obiettivi comuni, con mezzi che non esprimono e non espongono alle masse,non è equivalente a sostenere tesi fumettistiche che vi siano 7 o 8 individui che vogliono comandare il mondo, tipo appunto certi fumetti americani degli anni 60. anzi ritengo che tesi similari potrebbero essere diversive per distogliere gli occhi dal fenomeno sopra descritto che è sempre esistito.

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