DRAGHI: alla ricerca dell’inflazione perduta

Scritto il alle 11:00 da Danilo DT

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Ormai, usare i media per fare propaganda è la cosa più normale dell’universo. C’è chi li criminalizza (vedi la reazione di Trump nei loro confronti) e c’è invece chi ne abusa. Preferisco evitare di parlare del teatrino italico che rasenta spesso il ridicolo. Soffermiamoci invece sulla BCE.
Recentemente Mario Draghi è tornato a parlare di crescita, di disoccupazione e di tasso inflazione.

“La ripresa dell’eurozona continua a procedere a un ritmo moderato ma stabile e ha dimostrato un notevole resistenza agli sviluppi avversi e alle incertezze che derivano dall’ambiente globale”. (…) “la disoccupazione nell’eurozona sta stabilmente diminuendo” (…) “sin dall’inizio dell’anno l’inflazione nominale ha gradualmente ripreso spostandosi dal tasso negativo di -0,2 di febbraio allo 0,5 di ottobre”. (…) (Ansa) 

Vi risparmio le solite affermazioni su crescita e riforme necessarie, le conosciamo a memoria.
Il dato che salta all’occhio è sicuramente quello del tasso inflazione. Passare da -0.2% a +0.5% non è poco, è un balzo notevole. E questo grazie al QE? Al ciclo economico? Oppure a fattori “straordinari” che influiscono in modo deciso sul risultato?
Intanto una premessa. Il Tasso inflazione che per la BCE è Vangelo è il tasso inflazione All Items, quindi onnicomprensivo.
A rigor di logica, invece, per poter tastare il polso all’economia di un sistema, sarebbe più corretto analizzare il tasso inflazione CORE, ovvero la misura dell’aumento dei prezzi che va a scartare quei beni che presentano una forte volatilità di prezzo: in particolare quelli dell’energia e quelli alimentari.
E’ importante fare questa distinzione tra All Items e Core in quanto hanno un comportamento non sempre correlato.

Grafico Inflazione CORE vs ALL ITEMS

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E questo grafico ve lo dimostra. Tanto per cominciare: l’inflazione target resta a quota 2%. Mi sembra di poter dire che siamo ancora BEN lontani dal poter dire che la situazione è sotto controllo, per entrambi i tipi di valutazione, sia Core che All Items.
Seconda cosa. L’inflazione All Items a cui si riferisce Draghi è certamente salita, e la motivazione non è certo la reflazione (inflazione generata da una politica monetaria espansiva) bensì è tutto “merito” un singolo elemento: il petrolio. Quindi capite quanto variabile e relativo può essere questo tasso inflazione. Invece guardate quella “Core”. Piatta come una sogliola. Ormai da mesi stazione in area 0.7-1%. Quindi è chiaro che:

1) il QE non sta generando inflazione
2) E’ necessario un intervento di tipo politico con riforme strutturali che generino domanda
3) E’ necessaria, proprio come proposto da Trump negli USA, una fase di politica fiscale che vada ad integrare il tradizionale QE.

Sopratutto questo terzo punto in Europa ce lo possiamo scordare. L’unica cosa che possiamo ritrovarci è una “continuazione”del QE, come detto dallo stesso Mario Draghi, il cui effetto sarebbe solo positivo per i titoli di stato (che quindi rinvierebbero il loro crollo di prezzo) e quindi (momentaneamente) per il bilancio delle banche, ma senza particolari effetti sul tessuto economico.

Il Qe andrà avanti anche dopo il marzo dell’anno prossimo. Lo ha fatto capire oggi il presidente della BCE, Mario Draghi, secondo il quale l’inflazione dell’Eurozona continuerà a salire nei prossimi mesi, principalmente grazie alla stabilizzazione dei prezzi del petrolio. Ci sono fattori statistici, quindi, dietro al segno più nell’indice dei prezzi di Eurolandia, secondo il presidente della Bce, Mario Draghi, che ha parlato di fronte al Parlamento europeo, sottolineando che “non stiamo assistendo a un rafforzamento costante della dinamica sottostante dei prezzi”. (MF)

Tasso inflazione: aspettative a 2, 5, 10 anni

INFLATION-EXPECTATION-2-5-10YR

Resto dell’idea che la logica sarebbe un tapering che parte proprio da marzo e che farà andare avanti gli acquisti per 10 miliardi in meno al mese fino al totale azzeramento degli acquisti stessi. E sull’inflazione lo stesso Draghi si dice insoddisfatto. E meno male che, almeno, c’è ancora qualcuno che dice le cose come stanno, in questa orgia di sproloqui pre-referendari…

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4 commenti Commenta
jesselivermore
Scritto il 23 novembre 2016 at 12:14

Ma i cervelloni clowns della BCE, perché si meravigliano tanto che l’inflazione non sale?
PREZZI = (Stock moneta x velocità di circolazione) : quantità di beni.
La storia è vecchia e risaputa, hanno aumentato e continuano a farlo , lo stock di moneta, ma la velocità di circolazione continua a diminuire perché sappiano che questa dipende dalle aspettative per il futuro, dalla voglia di consumare e spendere degli operatori, e dalla loro VOLONTA’ di fare cio’, sulla quale non puoi agire dall’esterno, neanche con i tassi negativi. ESEMPIO:
Più PASSA IL TEMPO, Più MI GUARDO INTORNO , più osservo la politica,più intuisco quello che ci attende a livello economico finanziario ed io più NON spendo, ogni euro che ho , lo accantono, se poi mi mettono i tassi negativi, lo deposito nella cassaforte a casa ma non lo spendo, ora POTREI comprarmi un macchina nuova, come ho sempre fatto ogni 5 anni ma non lo faccio CREDO CHE STANNO TUTTI FACENDO COSI quindi la velocità di circolazione della moneta scende e continuerà a farlo fino a che le aspettative non cambiano.

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gainhunter
Scritto il 23 novembre 2016 at 20:33

3) E’ necessaria, proprio come proposto da Trump negli USA, una fase di politica fiscale che vada ad integrare il tradizionale QE.
Sopratutto questo terzo punto in Europa ce lo possiamo scordare.

Lombardia e altre poche regioni potrebbero farlo senza problemi uscendo da Italia e UE, e senza tirarsi addosso la speculazione.

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paolo41
Scritto il 23 novembre 2016 at 20:51

gainhunter,
Gain, mi sbaglio o mancano i punti 1 e 2 ?????

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paolo41
Scritto il 23 novembre 2016 at 20:52

sorry, come non detto !!!!!!!

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