Disoccupazione e Occupazione: occorre sapere che negli USA i conti non tornano

Scritto il alle 14:32 da Danilo DT

Spesso e volentieri si fa un po’ di confusione sul cosiddetto tasso disoccupazione e la differenza che c’è tra tasso disoccupazione e tasso di occupazione. Anche nelle email di alcuni amici lettori che mi chiedono lumi sull’argomento.

La disoccupazione di stato stazionario di una economia dipende dal tasso di separazione dal lavoro e dal tasso di ottenimento di occupazione. Il processo di ricerca di lavoro e la rigidità salariale sono due delle cause per cui il processo di reperimento del lavoro non è istantaneo. Se la maggior parte della disoccupazione è di breve durata, si può ipotizzare che si tratti dell’inevitabile disoccupazione frizionale. Se la disoccupazione è di lunga durata è da classificarsi come disoccupazione strutturale. Se ci si pone l’obiettivo di abbassare il tasso naturale di disoccupazione, la politica economica deve tendere a focalizzarsi sulla disoccupazione a lungo termine, ossia quella a cui si riferisce la maggior parte della quantità di disoccupazione. (1)
Il tasso di occupazione invece è un indicatore statistico del mercato del lavoro che quantifica l’incidenza della popolazione che ha un’occupazione sul totale della popolazione e si calcola come rapporto percentuale tra il numero di persone occupate e la popolazione. A seconda degli obiettivi del ricercatore o semplicemente della disponibilità dei dati il numero degli occupati viene rapportato

 alla popolazione nel suo complesso
 alla popolazione oltre una certa età (solitamente l’età minima legale per lavorare. In Italia 14 anni fino alla fine degli anni 1990 e 15 anni dagli anni 2000)
 alla popolazione in età lavorativa intesa in senso convenzionale (solitamente tra l’eta minima: 15 anni e l’età per la pensione: 65 anni)

Quest’ultima definizione è quella che indica meglio delle altre in che misura si attinge al “serbatoio” di persone potenzialmente capaci di lavorare, in quanto esclude i troppo giovani e gli anziani e viene indicata come “tasso specifico di occupazione”.
In presenza di un bassissimo tasso di disoccupazione si può ricorrere pure al tasso di attività. (2)

Ora guardate questi due grafici.

Grafico tasso disoccupazione USA

Grafico coefficente occupazione USA

Il tasso di disoccupazione è pari oggi all’8.2%. Un bel successo secondo alcuni, visto il miglioramento dai picchi del 10% del 2009.
Ma secondo voi, quando andiamo a vedere che il coefficente di occupazione è sempre stabile ed è drammaticamente basso (se guardiamo la media storica) essendo solo al 58.6%, dopo essere crollato drammaticamente nel 2008 e mai più risalito…forse c’è qualcosa che non va?
Non sarà mica che molti, TROPPI americani vivono solo coi “food stamp”? E lo sapete che i “food stamp” non durano in eterno? Inoltre lo sapete che nel tasso di disoccupazione vengono esclusi coloro che ormai sono rassegnati ed il lavoro non lo cercano più?

(1) Wikipedia 
(2) Wikipedia 

STAY TUNED!

DT

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1 commento Commenta
Scritto il 12 giugno 2012 at 19:07

Nessun commento… Argomento non interessante o…tutti d’accordo?

:mrgreen:

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