DIETRO FRONT: rinviata l’imposta sui bonifici esteri

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Come un lampo a ciel sereno ed in perfetto stile italico, ecco che la norma che tanto aveva spaventato tutti cambia di nuovo: o meglio viene momentaneamente accantonata.
A comunicarlo direttamente il ministro dell’Economia SaccoDanni, scusate, Saccomanni, tramite il Tesoro, il quale annuncia la sospensione della ritenuta del 20% sui redditi derivanti da investimenti esteri e dalle attività estere di natura finanziaria applicata automaticamente dalle banche. E se qualche banca super efficiente si era già adeguata addebitando ai clienti l’imposta, dovrà rimettere a disposizione la cifra quanto prima.

Ma non montiamoci troppo la testa. Non viene cancellata ma solo sospesa. Diciamo che si sono resi conto di aver montato tutto troppo in fretta, hanno tastato il polso della critica e del mercato e si sono comportati come sempre in perfetto stile politico “Made in Italy” ed hanno preso tempo.

Che audacia! Che coraggio! Che stile della gestione pubblica! Che sommaria tristezza.

Siamo onesti, cambiano le bandiere, cambiano i Primi Ministri ma l’incompetenza di chi ci amministra è totale. Una brutta figura dieto l’altra. E con questi incapaci noi dovremmo andare a Bruxelles a ridiscutere i “patti per l’Europa”? Ma (giustamente) ci prendono a pesci in faccia.

Inoltre, messaggio per i NO Euro: cosa credete, cari amici. Voi che parlate tanto di uscire dall’Europa. Secondo voi con questa classe politica riusciamo a reggerci in piedi da soli, in un mercato pieno di squali, pronto a smontarci in tre minuti? Per carità, non reggiamo un semestre.

Intanto questa, come detto, è l’ennesima brutta figura. Fatta davanti al mondo e anche davanti agli italiani. Ormai si va a tentativi, quasi in modo “random”: e non oso immaginare cosa non accadrà quando si annuncerà una ipotesi “patrimoniale”. Ci sarà da ridere, anzi no, da piangere, in tutti i sensi.

Mai come oggi l’hashtag di Renzi è valido: #proviamoci.

“Meglio tardi che mai. Lo stop dell’assoggettamento a ritenuta del 20% dei bonifici esteri in entrata va considerato un successo di chi, come noi, aveva criticato questa misura”, ha dichiarato Daniele Capezzone (FI) presidente della Commissione Finanze della Camera. Che poi ha aggiunto: “Il tema che si pone è quello di un fisco che troppo spesso procede in base a presunzioni (e a presunzioni discutibili), con relativa inversione dell’onere della prova, cioè scaricando sul cittadino il compito di dimostrare di essere (o di non essere) in una certa situazione, anche nel rispetto dei (sempre citati ma spesso aggirati) principi dello Statuto del contribuente, sarebbe il caso che tutti i Governi, di ogni segno e colore politico, abbandonassero in futuro questa prassi, e scegliessero di attestarsi sempre su elementi certi e non presunti, in una logica liberale più rispettosa del cittadino-contribuente”. (Corsera)

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Danilo DT

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Commenti (n° 2)Commenta

  1. E’ che ci vogliono tenere allegri.
    Altro che JPM, questi sì che son creativi.
    Ve la ricordate la faccenda dell’IMU e ulteriori sviluppi…

  2. Pagliacci. E noi…che siamo diventati noi?