Deflazione: una realtà che viene ignorata

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Deflazione: col termine deflazione si intende un rallentamento dei prezzi, ed è il contrario di “Inflazione”. A differenza di disinflazione”, con Deflazione si intende anche un rallentamento della domanda di beni e servizi, cioè un freno nella spesa di consumatori e aziende, i quali poi attendono ulteriori cali dei prezzi, creando una spirale negativa. Il commercianti devono diminuire i prezzi per cercare di vendere in un mercato dove la domanda è in diminuzione. Palese che questo scenario si ripercuote sui bilanci aziendali, i quali vengono “corretti” dal management diminuendo i costi, tagliando posti di lavoro, ottimizzando la produzione, spostando ahimè le imprese all’estero. Le banche vedono i tassi di insolvenza lievitare e allora concedono meno credito (credit crunch),

Scenario difficile, molto complesso che si avvita su se stesso. I dati sull’andamento dei prezzi italiani sono quantomeno preoccupanti, nel 2013 l’inflazione è stata pari all’1,2%, più che dimezzata dal 2012 e mai così in basso dal 2009. Ovvie le motivazioni. Si spende di meno perché mancano i soldi ed è segno di un paese che va in chiara deflazione. Ma attenzione. Secondo l’ISTAT l’Italia sta vivendo la più classica delle disinflazioni. Ma se togliano ai dati dell’inflazione anche cibo ed energia, il risultato a 12 mesi è veramente drammatico. -3% anziché -0.9%. Statisticamente parlando, in Italia non c’è deflazione. O meglio c’è solo in alcuni settori come nel terziario. Ora siamo in disinflazione, ovvero allo stadio che precede la deflazione ma state pur certi che il passo è breve.

Qualcuno in Europa nega questa realtà anche se è chiarissima. Come è chiarissimo secondo me uno scenario che tende alla cosiddetta Giapponesizzazione. Ne ho parlato già molte volte in passato ed il presente non fa altro che confermare la mia tesi. Forse però non ce ne stiamo ancora rendendo conto.

Grafico della deflazione

Ecco cosa dice Edwards di SG in un suo commento:

“Investors have yet to react to the deflationary threat,” wrote Edwards, a London-based strategist who says stocks are in a multiyear bear market that he calls the Ice Age. “They simply do not believe a recession that would trigger outright deflation is on the horizon.” […] Investors have yet to react to the deflationary threat however. They do not seem to care that they are sitting on the edge of a cliff. Markets remain stoic about the risks of outright deflation in the US and eurozone for one very simple reason – they simply do not believe a recession that would trigger outright deflation is on the horizon. Quite the reverse – they believe with all their heart that we are at the start of a self-sustained recovery. That is despite the fact that the US recovery is already noticeably longer than average, and that the classic signs of old age, such as rapidly slowing productivity growth and stagnant corporate profits, can clearly be seen. “If U.S. growth in 2014 proves as disappointing as in previous years, then there should be a large market reaction as inflation expectations get pegged back closer to euro-zone levels,” Edwards wrote. (SG)

Quindi ancora non ci si rende conto del reale stato della situazione. E gli investitori del mercato azionario ancora non stanno scontando questo scenario. Si continua a vivere in un’atmosfera da RISK ON, senza vedere nubi nel cielo dell’economia. Ma di nubi ce ne sono tante. Quanto ancora l’investitore potrà continuare a far finta di nulla? E sopratutto, vedendo il grafico qui sotto, cosa possiamo aspettarci dal futuro visto l’eccesso di debito che contraddistingue la nostra economia?

Ciclo della Deflazione

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Danilo DT

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Commenti (n° 7)Commenta

  1. jesselivermore scrive:

    CIAO dream profittando di questo post sulla deflazione voglio esporre alcune questioni.

    La DEFLAZIONE viene vista sempre come il male assoluto, però ci si è mai chiesti perché da sempre esiste o deve esistere l’inflazione?
    Cioè perché una penna a biro BIC o un litro di latte dopo 10 anni non devono costare uguale?
    Risponderanno ora gli economisti… beh semplice nel sistema economico esiste sempre un inflazione di sottofondo quindi i prezzi nominali variano.
    Giusto , ma la domanda è perché deve esistere un’inflazione di fondo?
    Mi rispondo da solo, esiste perché grazie ad una costante inflazione ( ovvero un costante aumento di moneta nel sistema economico oltre quella necessaria per le normali transazioni commerciali e finanziarie , rispetto alla quantità di beni disponibili nel sistema) le autorità riescono a bruciare i debiti pubblici e a sottrarre ricchezza a tutti quelli che subiscono l’inflazione ( salariati e stipendiati..si i salari vengono rivalutati ma mai quanto l’inflazione reale..)

    A questo punto mi mi/vi chiedo , in caso di una tasso annuo di inflazione pari per esempio a -0,9 % ( cioè deflazione) gli stipendi le pensioni e tutti ciò che viene rivalutato al tasso di inflazione verrebbe ridefinito nominalmente verso il basso?

    ( sembra assurdo , l’uomo medio della strada non riuscirà a concepire una cosa del genere lo so, ma rivalutare verso l’alto uno stipendio dell’1% con un tasso di inflazione annua dell’1% o verso il basso dell’1% in caso di inflazione annua di -1% è la stessa cosa ,la capacità di acquisto rimane immutata,ma non verrebbe accettato e insorgerebbero sindacati , ci sarebbero rivolte popolari ecc)

    Tornando alla deflazione quindi, questa, per chi dispone di liquidità e non ha debiti, non è un male ma un bene, quindi La DEFLAZIONE non deve essere considerata un male assoluto da tutti ma solo da chi guadagna da un aumento dei prezzi.

    Certo la Deflazione si accompagna sempre a depressione economica e questo è un male però per tutti coloro i quali dispongono di liquidità e zero debiti, è MOLTO VANTAGGIOSA.
    LA DEFLAZIONE DOPO GLI ANNI 30′, NON SI è MAI VERIFICATA, poiché abbandonando il GOLD STANDARD, le autorità hanno potuto nel corso degli ultimi 70 anni aumentare in continuazione la moneta a corso legale in circolazione, inflazionando tutto, e sottraendo indirettamente e continuamente ricchezza a tutti, E QUINDI TORNIAMO AL PROBLEMA A MONTE DI TUTTO E CHE CI RENDE SCHIAVI, IL SIGNORAGGIO, IL POTERE DELLE BANCHE CENTRALI DI CREARE MONETA DAL NULLA ( SENZA CORRISPETTIVO IN ORO COME AI TEMPI DEL GOLD STANDARD) PER POI PRESTARLA, RICHIEDERE UN INTERESSE, INFLAZIONANDO TUTTO E RUBANDO RICCHEZZA.

    ECCO SPIEGATO Perché ESISTE L’INFLAZIONE E DA SEMPRE CI ACCOMPAGNA.

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  2. jesselivermore scrive:

    DIMENTICAVO, siamo probabilmente arrivati però ad un punto di inversione, in quanto siamo ormai di fronte ad un’inflazione da credito (e non da moneta) che ha raggiunto la sua massima estensione (enorme montagna di crediti)e che le autorità non riescono ad alimentare ancor di più ( non si può obbligare gli operatori economici a contrarre debiti/crediti se questi non vogliono) quindi la credit inflation non riesce ad aumentare ulteriormente, da qui le spinte deflattive alle quali siamo assistendo? POTREMMO andare incontro ad un periodo di deflazione come non avviene dagli anni 30′ fino a quando la montagna di credito nel sistema non si sarà sgonfiata?

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  3. john_ludd scrive:

    jesselivermore@finanza,

    Tu possiedi azioni ? Qualcuna penso di sì. Il valore delle tue azioni nel lungo termine è determinato dal valore attuale netto dei flussi di cassa prodotti dalle società di cui detieni una quota. In caso di deflazione devi applicare un esponente che a va decrescere tale valore in quanto i flussi di cassa saranno in calo, tanto più rapido tanto maggiore la deflazione che pospone gli acquisti delle persone che si aspettano prezzi via via minori, annulla la volontà delle aziende a investire dato che vedono un mercato che si contrae e il tutto genera una spirale che termina nel collasso delle aziende stesse. Un’azione è una forma di debito, è un pagherò su flussi di cassa futuri.

    Tu possiedi obbligazioni ? Qualcuna penso di sì. L’emittente, specie se privato, è solvibile se e solo i suoi flussi di cassa futuri sono tali da coprire la spesa per interessi e il rimborso a termine del capitale. Ma in caso di deflazione, ricavi, utili e flussi calano mentre il debito resta tale. Alla fine la società di cui detieni debito fallisce e tu perdi tutto.

    Tu possiedi prodotti finanziari legati a commodities ? Qualcuno penso di sì. Sono prodotti finanziari legati a un prezzo non a una quantità, in realtà non possiedi quei prodotti non hai neppure di solito la possibilità di reclamarne il possesso e in ogni caso dove li metti 200 quintali di grani o 100 barili di petrolio ? Per non parlare del rischio controparte ma evitiamo complicazioni.

    Tu, io, noi non possediamo nulla se non quote di debito ovvero…

    Vedila così se vuoi, che è il modo migliore. Tutto ciò che possiedi è un claim a consumare qualcosa nel futuro. Qualunque prodotto richiede energia quindi quello che possiedi è un claim al consumo di energia in futuro. Oggi se trovi qualcuno che ti compri i tuoi titoli di debito li puoi convertire in calorie o in un certo numero di kw/h. Sai esattamente quante. Quanti ne converti domani ? Poichè in futuro tu, io, noi nel senso più ampio avremo a disposizione molta meno energia è irrilevante il valore dei tuoi titoli di debito in quanto tali, conta quanta energia ci puoi comprare. Se avremo un enorme stock di debito espresso come numero l’energia costerà in proporzione tantissimo, se lo stock è collassato il costo delle’energia sarà più basso, ma è il rapporto tra le due che conta non i valori assoluti delle due grandezze. La deflazione che c’entra ? C’entra tutto ! La riduzione dell’energia disponibile (e delle altre risorse naturali dato che siamo in 7,5 miliardi in un pianeta finito) è deflattiva per definizione. Quello che abbiamo davanti con certezza matematica è un collasso deflattivo ovvero un mondo in cui L’ABITANTE MEDIO DEL PIANETA potrà produrre e vivere solo con meno o molto meno. L’unica incertezza sono i tempi e ancor di più le modalità.

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  4. ci dimentichiamo che non tutte le economie stanno attraversando una crisi analoga a quella italiana che ha sue caratteristiche specificità che tutti noi ben conosciamo. Occorre inoltre aggiungere che una delle motivazioni della crisi è la perdita di competitività che ha portato l’estendersi della globalizzazione e la conseguente delocalizzazione delle attività.
    Purtroppo, per il nostro paese, recuperare sarà estremamente difficile e comunque penoso e irto di sacrifici per tutti, aziende e operai, ricchi e poveri (con la solita esclusione dei politici, casta intoccabile).
    In questa situazione ci sarà senz’altro qualche economia che prevarrà sulle altre e saprà approfittarne.

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  5. jesselivermore scrive:

    john_ludd il discorso sarebbe valido per me se io fossi un cassettista, quindi se avessi delle azioni o delle obbligazioni ferme li nel cassetto.
    Ma facendo trading seguo appunto il trend al rialzo o al ribasso cercando di guadagnare in un contesto anche di depressione deflazionistica

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  6. john_ludd scrive:

    jesselivermore@finanza,

    il Tu è generico, non specifico al tuo caso. Avrei potuto scrivere “Pino possiede delle azioni… bla bla bla”. Tu sei un trader professionista, è impossibile per chi fa il tuo mestiere anche solo lontanamente accettare quanto scrivo. Devi quindi essere convinto che io abbia torto perchè un trader vive scrutando il brevissimo periodo vi dedica tempo e risorse e non ha tempo nè possibilità per vedere oltre sempre ci sia qualcosa da vedere. Altrimenti perderebbe la lucidità necessaria l proprio lavoro.

    Quindi auguri “… nel seguire il trend al rialzo o al ribasso cercando di guadagnare in un contesto anche di depressione deflazionistica”. Io guardo solo all’inflazione l’unica cosa che minaccia il mio obiettivo di dosare quanto posseggo al fine di spendere tutto nei prossimi 10 anni. Ma naturalmente posso sbagliarmi e il futuro vedrà ancora mercati finanziari aperti, libera circolazione dei capitali e banche centrali pronte a salvare la “controparte” in modo che non vi sia mai un vero rischio controparte. Ciao.

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  7. jesselivermore scrive:

    Scusa John ma puoi criticare la mia attività di trading, se si fa attività di trading si cercano le opportunità nei mercati e queste possono venire da un trend al rialzo e quindi vai long o da un trend al ribasso e quindi vai short, sia che ci si trovi di fronte ad un economia in piena espansione o che ci su trovi di fronte ad un economia in piena depressione deflazionistica. Funziona così.
    Se credi che ci saranno anni di forte inflazione , azzera la liquidità , fai debiti, investiti in azioni e titoli protetti dall’inflazione, se credi che ci saranno anni di deflazione vendi tutti, mantieni liquidità al 100%, azzera i debiti, e vai short.

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