Debito pubblico Italia: la verità sulla sua crescita

Scritto il alle 12:55 da Danilo DT

Sia ben chiaro. Lo dico fin da subito per evitare di finire in un ginepraio dal quale risulta difficile uscirne.
Quindi sono considerazioni statistiche e sono inerenti al debito pubblico italiano.
Risulta infatti che ci siano alcune inesattezze tra quanto dichiarato dall’attuale Governo rispetto alla realtà dei fatti, in quanto non è corretto dire che con Berlusconi come Premier il debito pubblico sia stato sotto controllo o addirittura sia migliorato.
Da un’analisi di Bloomberg, risulta che con Berlusconi al governo, il debito pubblico italiano ha avuto un incremento pari al 13.5%, molto di più di quanto si è visto coi precedenti premier.
Vero, il premier Berlusconi ha ereditato una situazione molto scomoda, in quanto il debito è praticamente raddoppiato dal 63.1% del 1982 fino a giungere al 121.8% nell’era Berlusconi I (primo governo nel 1994). Ma è anche vero che chi, prima di lui è stato la potere, oppure tra un suio governo e l’altro, non ha generato così consistenti aumenti del debito. Colpisce soprattutto l’impennata degli ultimi anni. Difatti occorre notare che nel 2007, con il Governo Prodi, il debito pubblico era pari al 103.6%. Immaginate come sarebbe diversa la situazione se avessimo quantomeno mantenuto tale percentuale ai giorni nostri…

Italia: debito/PIL, deficit/PIL e debito pubblico complessivo

Nella parte superiore trovate il debito pubblico complessivo (in rosso) e il ratio Debito/PIL. Sotto come istogramma il ratio Deficit/PIL. Sono racchiusi nei rettangoli gialli i periodi che comprendono i Governi di Berlusconi.

A parziale scusante, occorre segnalare uno scenario senza dubbio difficile negli utlimi anni: recessione in corso, alti tassi da pagare, però la spesa, col Premier di Arcore, è sempre, costantemente aumentata.
E di questo occorre prendere atto.

Stay Tuned!

DT

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13 commenti Commenta
7voice
Scritto il 12 ottobre 2011 at 13:10

costui è il male, non solo economico ! X ME RAPPRESENTA L’ANTICRISTO IN TUTTO E PER TUTTO ! è meglio che vada via il prima possibile! senza di lui i cds dell’italia scenderebbro di 150 pt ! è MENON MALE CHE DICEVA DI RIDURRE LA POLITICA ! madre de dios è che letamaio ! ACCHIAPPA LA VARRA DEL DEBITO !

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Mr.White
Scritto il 12 ottobre 2011 at 13:19

se penso che l’Italia dipende dai giochetti di un settantacinquenne multimiliardario, massone ed erotomane… ….

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wild weasel
Scritto il 12 ottobre 2011 at 13:37

non voglio difendere berlusconi però messa giù cosi non mi trova molto concorde.

Infatti andrebbe analizzato tutto guardando i rapporti debito pubblico/pil nei vari periodi.

FAcendo questa analisi si vedrebbe che nelle prime 2 legislature berlusconi a parità di andamento dell’economia è andato meglio del csx.

Inoltre bisognerebbe anche tener conto dei vari cambi di legislatura, chi si ricorda appena eletto berlusconi l’ultima volta ha subito varato una manovra correttiva perchè il csx aveva lascatio un mega buco nel bilancio?

La deblache totale è stata con questa crisi che ovviamente con pil in calo, entrate fiscali in crollo etc ha fatto lievitare il debito in modo notevole. Di sicuro dentro li ci sono stati degli erorri, mi viene in mente alitalia ma ce ne sono altri ancora però il tutto va inquadrato nelle giusta dimensione .

Perchè altrimenti ragionando solo con il grafico sopra la merkel in germania è stata 10 volte + criminale di Berlusconi eppure nessuno dice nulla .

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gainhunter
Scritto il 12 ottobre 2011 at 13:54

wild weasel@finanzaonline: La deblache totale è stata con questa crisi che ovviamente con pil in calo, entrate fiscali in crollo etc ha fatto lievitare il debito in modo notevole. Di sicuro dentro li ci sono stati degli erorri, mi viene in mente alitalia ma ce ne sono altri ancora però il tutto va inquadrato nelle giusta dimensione .

Perchè altrimenti ragionando solo con il grafico sopra la merkel in germania è stata 10 volte + criminale di Berlusconi eppure nessuno dice nulla .

Sottoscrivo.
Dream, non trovo riscontro tra i dati del grafico e la tua interpretazione.
Come già dimostrato in passato, il rapporto debito/pil è costantemente sceso dal 1994 al 2007, data di inizio della crisi. A conferma del fatto che non c’è destra o sinistra, l’obiettivo è stato fissato con Maastricht, e da allora i ministri del tesoro lo hanno perseguito.

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Scritto il 12 ottobre 2011 at 14:44

gainhunter,

wild weasel@finanzaonline,
Concordo con voi sul fatto che l’analisi è zoppa. infatti diventerebbe più interessante se veniva paragonato al grafico al Deficit/PIL e Debito/PIL. QUEsta era solo una considerazione statistica che ha comunque una sua valenza in quanto non possiamo certo dire che il paese è stato particolarmente virtuoso.
Ma visto che, se possibil, mi piace fare le cose per bene, datemi qualche minuto e vedo se riuscirò ad inserire, sotto al grafico incriminato, qualche analisi aggiuntiva. Okkkeii???? :-)

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Scritto il 12 ottobre 2011 at 15:09

Ecco fatto! Sotto il grafico originario ho inserito un secondo grafico dove troverete :
-debito / PIL
-deficit / PIL
-debito complessivo

Ora mi sembra decisamente più completo, non vi pare?

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paolo41
Scritto il 12 ottobre 2011 at 16:39

…eppure non abbiamo fatto altro che sentire proteste per i tagli fatti a destra e a manca, alle regioni e ai comuni, alle infrastrutture e agli investimenti; ma, allora dove sono andati a finire i soldi ???? forse converrebbe vedere come sono andate le entrate, in assoluto e spaccate per voce, così come per i costi, anch’essi andrebbero spaccati per voce di spesa.
Sono convinto che se ne vedrebbe delle belle !!!!!
Questo dovrebbe essere il compito della Corte dei conti, ma non mi sembra di aver mai visto un’analisi del genere.

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maurobs
Scritto il 12 ottobre 2011 at 17:17

paolo41,

e mai la vedrai…….troppi altarini verrebbero scoperti……..

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schwefelwolf
Scritto il 12 ottobre 2011 at 17:30

Resta il fatto che si è tagliato di tutto – ai comuni, alle regioni, alle scuole/università – ma le decine di migliaia di guardie forestali, i milioni di pseudo- o falsi invalidi, le decine di migliaia di presunti “amministratori” e il miliardi dilapidati nella sanità e nell’assistenzialismo continuano imperterriti a dissanguare lo Stato. Alla faccia della Lega che continua a predicare in “lumbard” ma ad agire da “romani-ladroni”, e anche alla faccia del “tecnico” Tremonti e del liberista Berlusconi. La realtà è quella del principe di Salina: in questo Paese tutto doveva (e deve) cambiare perché tutto deve restare come prima.

Nota: su WSI ho letto che c’è chi medita – in questo Stato draculiano – di ridurre il deficit/debito con un’ipoteca del 10% su tutti i beni immobiliari dei cittadini italiani – per “evitare una patrimoniale”. Siamo ormai all’esproprio. Ma non c’era una Costituzione che tutelava la proprietà?

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paolo41
Scritto il 13 ottobre 2011 at 11:08

schwefelwolf@finanza,

….aggiungi i costi delle regioni a statuto speciale ( alcune semplicemente da vergognarsi)….
inoltre i cosidetti “costi standard” hanno messo in evidenza le distonie (aggiungerei …e le furberie…) fra le varie regioni; tali parametri dovrebbero essere una guida “sovrana” per orientare i tagli di spesa. Risultato: si sentono solo proteste per i tagli richiesti dal governo…..
La maggior parte delle regioni andrebbe commissariata, il 50% dei dirigenti mandata a casa e chiuso il turnover fino a che non si rientra nei costi obiettivo.

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Gigi
Scritto il 11 novembre 2011 at 10:04

Caro DT , apprezzo solitamente le tue analisi anche perché cercano di non trascendere in facili considerazioni di tipo squisitamente politico che, in quanto tali, sarebbero faziose e dannose nell’economia di un discorso serio.
Non posso però del tutto condividere la tua analisi in merito alla verità sulla crescita del debito pubblico italiano.
Dall’analisi da te citata di Bloomberg emerge che, governando Berlusconi, “…il debito pubblico italiano ha avuto un incremento pari al 13.5%, molto di più di quanto si è visto coi precedenti premier…”. Da ciò si conclude che Berlusconi ha fatto peggio degli altri.
Guardiamo però bene le date: tralasciando i pochi mesi del 1994 che mi sembrano poco significativi (a meno che non si voglia davvero sostenere che in pochi mesi intorno all’estate del 1994 si sia potuto incidere sul debito per ben 4,8 punti percentuali!), Berlusconi ha in realtà governato significativamente dal 2001 al 2006 e dal 2008 ai giorni nostri.
Ora guardiamo i dati: dal 2001 al 2006, governando Berlusconi, il debito pubblico è aumentato solo dell’1,6% mentre, nei 6 anni precedenti, i suoi predecessori (Dini, Prodi, D’Alema ed Amato) l’hanno aumentato complessivamente del 6%. Poco peggio di loro ha fatto lo stesso Berlusconi nel periodo 2008-giorni nostri realizzando un 6,9%.
Quindi, o Berlusconi è stato bravissimo nel periodo 2001-2006 o tutti gli altri sono stati pessimi (compreso lui stesso) negli altri periodi.
Se poi volessimo fare una somma dei periodi berlusconiani e non berlusconiani, otterremmo un aumento del debito pubblico dell’8,5% (1,6%+6,9%) nel periodo berlusconiano (2001-2006 e 2008-giorni nostri) e del 6% (2,1%+3,8%-0,7%+0,8%) negli altri. Anche se volessimo aggiungere il periodo Prodi 2006-2008 (-0,4%) non cambierebbe molto: la differenza tra i due periodi sarebbe contenuta entro i 3 punti percentuali appena.
Come sai, però, queste riflessioni non vanno fatte solo sui numeri: sarebbe come limitarsi a dire che le case costano meno in periferia che in centro, o che un albergo a 2 stelle costa meno di un 5 stelle. Certo, lo sappiamo tutti. Ma allora perché si continuano ad acquistare case in centro o ad andare in alberghi a 5 stelle? Sono tutti pazzi?
In realtà bisogna capire anche il perché di tali differenze.
Nel caso del debito pubblico bisognerebbe guardare a cosa è successo in questo periodo, perché i debiti pubblici non aumentano o diminuiscono a capriccio. Abbiamo tutti in mente cosa è successo l’11 settembre 2001: dopo gli attentati di Al-Qaeda il mondo è precipitato nello sgomento, abbiamo assistito al crollo di tutte le borse del mondo e all’avvio di guerre che durano tuttora e che hanno assorbito risorse spaventose a tutti. In un simile contesto non mi sembra che un aumento del debito pubblico dell’1,6% sia un cattivo risultato.
E che dire della crisi del 2008? E’ stata definita paragonabile a quella del 1929. Ed è ancora in atto. Abbiamo assistito ad aumenti del debito pari ad oltre il 100% in alcune economie, col sostanziale fallimento di Islanda e Grecia, e con le ‘grandi’ (tra cui Francia e Germania) che hanno visto il proprio debito pubblico aumentare dal 15% al 35%. In tale contesto il debito pubblico italiano è aumentato solo del 6,9%. Ti sembra tanto?
Nel Governo Prodi il rapporto debito/PIL era del 103%? Vero, ma perché è cresciuto il PIL (in Italia come in tutti i paesi europei) non certo perché è calato il debito che ha registrato solo un -0,4%. E poi ci ricordiamo come è calato il debito? Vi dice qualcosa la frase “…le tasse sono bellissime?…”
Sia chiaro, non voglio entrare in paragoni politici che mi porterebbero fuori tema, ma leggere che tutto è successo con i governi Berlusconi mi sembra davvero superficiale. Anche perché, come ho dimostrato, bastano poche riflessioni per vedere che non è proprio così. Se cadiamo anche noi in queste valutazioni pseudo-politiche finiamo per non capire come funzionano veramente le cose.
Tu hai fatto bene a fare una premessa: il rapporto debito/PIL italiano è praticamente raddoppiato in un ventennio, passando dal 63% del 1982 al 122% del 1994. Dal 1994 ad oggi (cioè in quasi un altro ventennio) il rapporto debito/PIL è rimasto sostanzialmente invariato pur toccando il suo minimo (103%) nel 2007.
Possiamo dunque dedurre che, se c’è qualcuno che ha distrutto i conti italiani, probabilmente va cercato tra coloro che nel primo ventennio guidarono l’economia del Paese. Dal 122% del 1994, ahimé, non riusciamo più a venire fuori nonostante si siano succeduti ben 8 governi, di differente colore politico, compresi i cosiddetti governi tecnici.
Inviterei invece a fare una ulteriore riflessione sul secondo grafico da te riportato e che qui di seguito riproduco:

Italia: debito/PIL, deficit/PIL e debito pubblico complessivo

La riga arancione mostra come il debito pubblico sia stato, in tutto il periodo considerato, in costante aumento, tra alti e bassi e tra governi e governi. Le uniche differenze sostanziali le abbiamo viste nel rapporto debito/PIL, laddove il percorso risulta virtuoso dal 1994 al 2007 (quando tocca il suo minimo), poi vizioso da quel momento in poi. E poiché Berlusconi c’è stato sia prima che dopo il 2007, ancora non mi pare che si possa dire che le cose, nel bene e nel male, siano da attribuire a lui.
La verità è che probabilmente il livello ormai raggiunto dal nostro debito (come ha recentemente dimostrato la Grecia) non è più sostenibile. Da nessuno.
E di questo occorre prendere atto.

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kry
Scritto il 11 novembre 2011 at 10:20

Gigi,

Non per polemizzare,mi sembra che la tassazione dei proventi azionari abbia sempre favorito, certamente i nostri conti,i periodi di governo non di Berlusconi.

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paolo41
Scritto il 11 novembre 2011 at 11:20

Gigi,

..non cominciamo a farci venir nostalgia di Berlusconi, non mi sembra il caso per vari motivi, ma , per esempio, non possiamo dire che il lavoro di Tremonti sia stato tutto negativo e, se siamo stati assaliti dalla speculazione, molto è imputabile alle incapacità dei governi “potenti” europei a gestire la crisi del debito dei paesi (per inciso, come ho postato ieri, al di là delle dichiarazioni, non hanno ancora deciso come gestire il fondo salva-stati).
Tornando al ventennio oggetto dei tuoi commenti, non possiamo dimenticare due importanti fattori che hanno decisamente contribuito alla NON crescita del Pil: 1- la delocalizzazione selvaggia 2- la cessione di parecchie aziende a società estere con il risultato che, nella maggior parte dei casi, si sono prese le quote di mercato chiudendo le attività italiane.
Dal lato delle spese segnalerei l’esplosione delle spese per l’assistenza medica, l’aumento dei finanziamenti alla cassa integrazione e…. le spese per la CASTA!!!!!!

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