DAVIDE contro GOLIA: ma la CINA ha in mano la vera bomba finanziaria

Scritto il alle 08:08 da Danilo DT

Adesso viene il bello. Se si pensava che la guerra finanziaria finisse cosi, ci si sbagliava di grosso. I dazi decisi dal neo protezionismo di Trump hanno portato ad un’evidente ed ovvia reazione negativa della Cina, che è il primo stato colpito (volutamente dai dazi). E di certo non sono sufficienti le contromosse di Pechino per “pareggiare” l’intervento del Governo USA.

La Cina ha annunciato contromisure commerciali del valore di 3 miliardi di dollari in rappresaglia ai dazi annunciati dagli Stati Uniti. (…) Ad annunciare i dazi contro la Cina era stato ieri il presidente Donald Trump, al termine di un’indagine durata sette mesi sulle accuse a Pechino di furto della proprietà intellettuale ed avranno un valore di circa 50 miliardi di dollari. (…) [Source] 

Cari amici, 3 contro 50. Mi verrebbe da dire Davide contro Golia. In realtà però non è proprio così, in quanto bisogna ricordarci di un piccolissimo particolare.

(…) l’ambasciatore cinese in Usa, Cui Tiankai, ha fatto capire che Pechino è pronta a rispondere sfoderando anche l’arma finanziaria più potente di cui dispone: la decisione di inondare i mercati con i Treasuries Usa, ovvero con i titoli di debito pubblico degli Stati Uniti. (…) [Source

OPS… Washington, we have a problem.

Cina e Giappone (avete visto che correzione per il Nikkei?) sono i principali possessori di US Treasury. La sola Cina ne detiene ben $1,17 trilioni, il 19% di tutte le partecipazioni in bond americani detenute da investitori esteri. Quindi è chiaro, ha in mano una bomba finanziaria che potrebbe mettere KO le finanze USA. E non solo quelle.

 

Se veramente la Cina usasse l’”arma chimica” delle vendite a tappeto di US Treasury, che cosa significherebbe per gli USA? Un gran problema. Innanzitutto dal punto di vista dei conti pubblici, già fortemente in bilico dopo la politica fiscale voluta da Trump.
E poi il Dollaro USA. Che fine farebbe? E quali sarebbero gli effetti sul paese guidato dall’ambizioso Donald?

E non dimenticate che già adesso sta venendo meno il sostegno della FED, con un bilancio che progressivamente dovrebbe scendere (agendo sui mancati rinnovi). A quel punto subiremo un clamoroso Total QE per farsi carico di tutti gli US Treasury venduti sul mercato?
E la volatilità dove finirebbe? E come reagirebbero i mercati?
Bene, meglio fermarsi qui, visto che questa è solo una minaccia. Che può trasformarsi in realtà se le posizioni USA non si ammorbidiranno.
Siamo onesti, lo sapevamo benissimo, lo dice anche il proverbio no?
Chi di finanza ferisce….

STAY TUNED!

Danilo DT

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5 commenti Commenta
doge
Scritto il 26 marzo 2018 at 09:32

Se veramente la Cina usasse l’”arma chimica” delle vendite a tappeto di US Treasury, che cosa significherebbe per gli USA?

Per gli Usa tanta fatica in meno, per la Cina la morte certa.

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luigiza
Scritto il 26 marzo 2018 at 09:54

Credo che siano state le prevedibili reazioni cinesi ai dazi USA che lo hanno e stanno preventivamente spingendo a cambiare squadra al Trump: fuori i moderati disponibili al dialogo, dentro gli intransigenti e pure pazzoidi alla Bolton (ed é solo il primo di una serie).
Del resto se la Cina fa sul serio agli USA resta una sola carta da giocare: Guerra calda.
E per questa necessitano gli psicopatici.

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pdf79
Scritto il 26 marzo 2018 at 13:49

Una domanda ma la vendita a tappeto non è un boomerang?, la cina vende titoli che pagano un interesse e prende dollari che non pagano interessi e possono essere stamapati a libitium, in più continua a vendere prodotti all’america in dollari, affogherebbero nei dollari, solo quando avranno una domanda interna sostenuta potranno mollare il debito dello zio sam.

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perplessa
Scritto il 27 marzo 2018 at 22:37

ma se la Cina non li vende tutti in un colpo, e mentre inonda il mercato scendono di valore, e quelli che le rimangono in mano diminuiscono, dove sta la bazza per lei?

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perplessa
Scritto il 2 aprile 2018 at 22:31

https://www.investireoggi.it/economia/perche-la-cina-costretta-comprarsi-debito-americano/

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