Crisi occupazione: mancano i soldi per la CIG anche perché qualcuno ne ha approfittato

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La tematica lavoro e disoccupazione resta in assoluto quella che deve essere affrontata con la massima urgenza. il Tasso disoccupazione continua a lievitare, ed ovviamente a risentirne sono i consumi e l’economia.
Certo, i problemi stanno alla fonte. Le nostre imprese non ce la fanno più. L’imposizione fiscale è ai massimi storici, lo Stato sta cercando di sostenere in qualche modo la difficile situazione con il noto decreto sul debito della PA. Ma ancora non basta.

E mentre l’economia va sempre più verso la recessione…arriva anche l’alert del FMI.

(AGI) – Roma, 16 apr. – Anche lo stallo politico in Italia potrebbe produrre ombre sulla ripresa economica globale. Il giudizio e’ del Fondo monetario internazionale secondo cui, “nel breve termine”, i rischi che pesano sull’economia mondiale “sono principalmente collegati agli sviluppi nell’area dell’euro, comprese l’incertezza sulla ricaduta degli eventi di Cipro e la situazione politica in Italia, cosi’ come la vulnerabilita’ dei paesi periferici”. Il Pil italiano si contrarra’ dell’1,5% quest’anno per poi crescere dello 0,5% il prossimo. (…) il tasso disoccupazione dovrebbe aumentare al 12% quest’anno e salire ancora al 12,4% il prossimo. Soltanto la Spagna fara’ peggio dell’Italia tra i big europei.

Grazie FMI, ma già sapevamo lo stato di profonda difficoltà del nostro paese, e non illudiamoci troppo. Riuscire ad intravvedere un po’ di ripresa nel 2014 è più che una scommessa… La situazione è difficile e i fondi sempre più limitati. Ora si abbatte sull’Italia una nuova piaga. Si chiama CIG.

L’allarme sugli ammortizzatori sociali torna al centro dell’attenzione. (…) Al tavolo è emersa la cifra investita nel 2012 che è stata di 2,3 miliardi di euro, meno di quanto stimato dai sindacati (2,7 miliardi). Comunque il governo non farà alcun decreto per reperire le risorse necessarie. “Il nostro è un governo in scadenza. Non facciamo decreti”. Sarà invece istituita una sorta di “unità di crisi” con Monti, Grilli, le Regioni e le parti sociali a Palazzo Chigi all’inizio della prossima settimana, lunedì o martedì. (…) Prima di incontrare il ministro del Welfare Elsa Fornero, Camusso aveva detto che per gli ammortizzatori sociali in deroga nel 2013 servono nel complesso 2,7 miliardi. Ieri, Fornero aveva detto che per gli ammortizzatori un miliardo di euro forse non basterà, mentre oggi ha ribadito che “lo scenario di crisi e l’esperienza dello scorso anno ci indicano che la spesa non sarà più bassa del 2012″ quando le risorse investite nella Cig in deroga sono state pari a 2,3 miliardi. (Source) 

E quindi come si fa? Semplice, il numero dei senza lavoro è in aumento e coloro che perderanno il sostegno pubblico in questo momento di grande difficoltà non farà che lievitare.
Certo, un gran bel casino. E la cosa che mi fa imbestialire è quanto ho ricevuto proprio in questi giorni da un amico lettore che ovviamente vuole restare anonimo, per ovvi motivi.
La morale è molto semplice. Nella crisi, ovviamente, c’è sempre qualcuno che ci specula. Leggete qui sotto.

Ciao Dream,

non ci conosciamo ma ormai io ti seguo da anni, da quando ancora eri su blogspot. Dire chi sono…non importa. Io sono nessuno. Un signor nessuno che rischia di perdere il lavoro perché c’è crisi. Già, c’è crisi. Ma la ditta per cui lavoro, la crisi non la sente, anzi, il lavoro non fa che aumentare. Sarà che forse molto concorrenti hanno chiuso. Noi invece, abbiamo retto bene il colpo, magari in tempi non sospetti chi dirigeva l’azienda non ha fatto il passo più lungo della gamba. (…)
Dopo questa presentazione, forse starai storcendo il naso e ti dirai: ma che dice questo?
Prima inizia parlando di crisi, che rischia di perdere il lavoro e poi mi racconda di un’azienda sana dove il lavoro non manca.
Non sono impazzito. Ma le cose stanno così. Infatti l’azienda per cui lavoro mi ha praticamente costretto alla CIG pagandomi la differenza in nero. Così sono passato da 40 ore setimanali a 0 ore settimanali (ma circa 45 ore visto ‘aumento del lavoro). E appena ho provato a parlare coi titolari, mi è stato detto che c’è crisi, che ognuno deve cercare di fare il possibile per sopravvivere e che se non mi sta bene, si possono anche fare scelte professionali differenti. Loro lo sanno benissimo che io non mene posso andare, sia perché di questi tempi la situazione del mondo del lavoro è quella che è e poi, ho 40 anni, un figlio di 18 mesi ed una moglie che tappa i buchi che le maternità lasciano nelle scuole ed un mutuo da pagare. Tutto precario, tranne il mio lavoro che ora rischia di diventarlo. Che fine farò ora che i soldi per la CIG sono finiti? Assurdo, rischio di restare veramente a piedi? Dai, non credo, sono un dipendente formato ed anche apprezzato. Ma io non so che potrebbe succedere. Certo è che mi fa letteralmente SCHIFO il fatto che il mio datore di lavoro abbia speculato sulla mia pelle per poter guadagnare di più. Non credi?
Fine dell’email. Continua così, sei un Grande…

Pietro D.

Certo, un caso isolato, o forse no… capisco che l’amico Pietro non ha la forza per denunciare, ma questo, miei cari lettori, è un fatto gravissimo, soprattutto in questo momento che è in assoluto il peggiore della storia per il nostro paese, a livello economico.

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 9)Commenta

  1. Buongiorno Dream,
    mi permetto di postare un commento a sostegno dell’argomento, visto dall’altra parte della barricata: una microimpresa.
    Quanto esposto dalla persona è più che toccante… è la drammatica situazione in cui in molti oramai si vive nel nostro Paese.
    Scarse le prospettive lavorative, nonostante la professionalità acquisita e la volontà profusa.
    Molto poche le possibilità di ricevere ordini sia sul mercato interno che da quello estero.
    Sicuri solamente di dover pagare tasse e balzelli, tra l’altro in anticipo rispetto a quanto di andrà a realizzare.
    Anche la mia Azienda, una microimpresa, ha dovuto proporre la CIGD per la maggior parte dei lavoratori; l’alternativa era il licenziamento per mancanza di ordini e per un mercato nazionale che in quanto a consumi, i dati parlano chiaro, è tornato a quando si fantasticava sul futuro andando al cinema a vedere Guerre Stellari.
    Già l’anno scorso avevamo inziato e paventare l’uso della CIGD per le scarse prospettive che si facevano sempre più evidenti.
    Anche allora avevo sentito parlare di qualche, non furbetto, ma delinquente che approfittava dei contributi della CIG, quindi soldi di tutti, un bene sociale, per dichiarare una situazione che nella realtà non esisteva e percepire una sorta di sovvenzione statale.
    Le condizioni per fare impresa nel nostro Paese sono palesemente diventate impossibili.
    Provate solo a pensare al carico contributivo, al carico fiscale, alle imposte locali, ai costi per adeguamenti a normative sempre pronte a portarsi a scadenza (lo vuole Comunità Europea, lo vuole Zorro, lo vogliono gli Aristogatti…) ed una infinità (non esagero) di altri metodi per drenare la liquidità aziendale (l’IRAP è una di queste) e forse avete un pallido quadro della situazione.
    In sintesi: nel gruppo c’è sempre qualcuno che pensa di essere più furbo, o con più pelo sullo stomaco, degli altri e prende le misure a lui più adatte.
    E’ vero che le misure più adatte a queste persone dovrebbero essere quelle di una bella galera, con smaltimento della chiave nel primo tombino, ma se non si pensa di iniziare a ridurre gli eccessi contributivi e fiscali che gravano sulle imprese, ricordatevi pure degli eccessi di burocrazia, ho paura che la luce in fondo al tunnel, che qualcuno vede, siano solo il frutto dell’abuso di stupefacenti.
    Un saluto ed un grazie per il supporto di Finanza.com

  2. draziz@finanza,

    Ciao, concordo.. CI vediamo a giugno?
    ;-)

  3. alfio200 scrive:

    Visto che non ho una grande competenza e l’argomento è piuttosto complesso, chiedo a voi: ha senso una cassa integrazione che può arrivare anche a 7 anni seguita dalla mobilità per cui, mi dicono, un dipendente può arrivare fino a 12 anni di sussidi vari a spese dello Stato?

    Non sarebbe più giusto, come negli altri paesi, il sussidio di disoccupazione versato ai disoccupati direttamente dallo Stato? Certo, probabilmente verrebbe a costare di più, ma riguarderebbe tutti i lavoratori, autonomi compresi (gli animali parlanti del lavoro, completamente privi di welfare) e probabilmente eviterebbe agli imprenditori giochetti vari.

  4. Dream Theater,

    Sicuro, ci sarò.
    Anche Grem è già informato.

  5. alfio200@finanza,

    Il problema è che in questo Paese si è perso il senso della misura.
    Vi sono evidenti distorsioni in tutti i campi e situazioni da neurodeliri:
    se sei alla guida di un mezzo in stato di ebbrezza ed ammazzi uno… tranquillo ti becchi solo un paio d’anni (con la condizionale…)
    se rubi per conto del partito… tranquillo, non ti mettono in galera ma… ti allontanano (e senza neanche una pedata in c…lo)
    se ritardi a versare una rata di imposte o una contravvenzione perchè non hai i soldi…
    beh… a quel punto sarebbe meglio un duello sotto il sole con Ringo o ballo liscio con il Conte Dracula…
    Diceva bene mia nonna: “quando il pesce puzza, puzza dalla testa!”, altro che addossare le colpe ai cittadini di questa povera (in senso morale) nazione.
    Saluti

  6. Provo a ribaltare la questione. Secondo me è assurdo l’ingente quantitativo di risorse che vengono utilizzare per pagare cassa integrazione, mobilità e indennità di disoccupazione.
    E’ evidente che in un momento di crisi come questo diventa insostenibile trovare fondi per finanziarle.
    Poi ricordiamoci che non servono granché al lavoratore, nel senso che spesso vanno ad aggravare la sua situazione, visto che viene accompagnato fuori dal mercato del lavoro e messo in panchina a termine (in base alla durata del sussidio) guardando spesso gli altri lavorare… e perdendo nel frattempo la propria professionalità e voglia di trovare un nuovo lavoro (visto che in molti casi guadagna di più stando a casa sussidiato, contando anche la riduzione della spesa dovuti ai mancati costi per spostarsi al lavoro… e magari, per chi ha tale possibilità, poter arrotondare in altro modo).

    Gran parte di tali risorse dovrebbero essere impiegate al contrario… cioè investite in formazione continua del personale, magari anche all’interno delle aziende stesse o presso unità esterne specializzate veramente in formazione lavorativa (e non solo nel creare corsi di formazione per incassare i sussidi europei) e professionale e soprattutto in efficienza lavorativa (che aumenterebbe la produttività che in questo paese latita, spesso proprio per la sempre peggiore organizzazione del lavoro che lo rende sempre più complicato e faticoso da svolgere).
    Inoltre dovrebbero essere date come deduzione contributiva alle imprese dello stesso settore o di un settore compatibile alla professionalità del dipendente, che manifestano la volontà di assumerlo se l’azienda presso la quale prima lavorava, avesse la necessità di licenziarlo per crisi, chiusura o altro…

    Ovvio che per fare tutto ciò ci dovrebbe essere un sistema di collocamento professionale efficace ed una collaborazione fra università, istituti tecnici e scuole professionali, confindustria, associazioni piccole e medie imprese, sindacati, enti territoriali (regioni, province, comuni, ecc).

    Peccato che manchi… ma è proprio in questi momenti di crisi che tale utopia potrebbe diventare reale ed un volano per l’economia italiana, che comunque è formata da individui singolari, con gran voglia di fare e tante idee… che altrimenti non spiegherebbero come mai siamo uno dei pochi Paesi in cui ci sono tante imprese (non conteggiando le partite iva dei lavoratori che sono stati forzati ad aprirle grazie ai tanti contratti a progetto e via dicendo).

    Avete sentito qualche politico che l’abbia proposto nel suo programma (sempre che ne avesse uno)?

  7. perplessa scrive:

    bergasim,

    tutte queste problemtiche sul presidente della repubblica mi paiono esagerate, l’oggetto dell’articolo sono gli abusi, in questo caso sull’utilizzo della cig, ma l’ottica dello sfruttamento sotterraneo delle risorse comuni, fa parte del malcostume italiano, di cui è permeata la società nel suo complesso. ne è conferma la lettera pubblicata, che se non ci fosse una connivenza non sarebbe stata inviata, non sussistendo il fenomemo. il malcostume non è una prerogativa dei governi, che sono lo specchio dei cittadini che li hanno votati. gli italiani si identificano in regole morali, salvo poi disattendere le norme liberamente concertate sottobanco, è una prassi che trovo disgustosa

  8. lampo,

    Grande Lampo su qst commento quasi quasi ci si potrebbe fondare un partito(sempre che nn ci sia gia’….M5S…) ……è proprio cosi , concordo…..tempo fa vidi uno speciale sulla Svezia e rimasi allibito dalla loro efficienza organizzativa specie in ambito sanitario……un saluto a tt voi del blog ;)