CRISI ITALIA: E’ colpa dei mercati, della politica e…degli italiani!

Scritto il alle 10:09 da Danilo DT

I mercati finanziari restano sull’ottovolante. La complessa e difficile situazione politica italiana resta tale e, anzi, si arricchisce di colpi di scena che diventano degni del miglior “Beautiful” televisivo.
In attesa di capire se si andrà alle urne a luglio (ipotesi certamente non proprio positiva per le borse) ecco che ieri abbiamo assistito all’ennesima critica che ci arriva dall’estero.

(…) Un’intervista rilasciata alla Deutsche Welle scatena la polemica sul commissario Ue al bilancio, Gunther Oettinger. “I mercati e un outlook negativo insegneranno agli italiani a non votare per i partiti populisti alle prossime elezioni”, era stata la sintesi delle parole dell’esponente della Cdu fatta su Twitter dal giornalista. Che poi ammette l’errore e twitta il virgolettato esatto, molto più sfumato. Anche l’emittente tv si scusa. In serata il mea culpa del politico della Cdu (…) [Source] 

E contemporaneamente le immancabili agenzie di rating tuonano contro l’Italia. Tutte che vedono il Bel Paese molto più a rischio, con troppo debito e bassa volontà di cambiare positivamente le cose.
E’ palese che cavalcano l’onda del mercato, assecondando quei timori che sono diventati protagonisti.

Sull’infelice uscita di Oettinger non c’è molto da dire. E’ l’ennesima dimostrazione di come i nordici ci considerino inferiori economicamente, politicamente e culturalmente parlando. Insomma, siamo degli asini fatti e finiti.
E la stampa non può che rinforzare questo parere vista l’opinione che si sono fatti sulla classe politica che alla fine, noi abbiamo votato e che oggi siede in Parlamento.

Ma a questo punto verrebbe da chiederci: ma se quindi il mercato è così forte da essere il nostro maestro, CHI E’ il mercato? Dice l’amico Marco Barlassina su Forbes:

(…) Sono forse un’entità misteriosa che cerca di orientare i destini del mondo a proprio piacimento dal buio di segrete stanze? Sicuramente per molte persone lo sono diventati. La verità però è che il mercato è l’unione di milioni di risparmiatori, anche italiani, e di migliaia di fondi di investimento che devono la loro grandezza alla gestione dei risparmi dei cittadini di tutto il mondo. E che hanno quindi tutto l’interesse a investire in economie nazionali che funzionano, che sono efficienti e nelle quali il grado di incertezza è ridotto al minimo. Se così non è, non fanno altro che spostare i loro capitali laddove possono avere un rendimento migliore (o, almeno, in qualche modo più certo). Allo stesso modo, un’economia può crescere solo se è in grado di attirare e di mantenere all’interno dei suoi confini questi capitali, che siano esteri o nazionali. (…) [Source

Quindi cosa è il mercato? E’ un infinito numero di investitori che rappresentano la domanda e l’offerta, più quella che, oggi, è protagonista assoluta, ovvero la speculazione. Ma, sempre di questo mercato, facciamo parte noi, italiani. Che abbiamo in portafoglio, direttamente o indirettamente, attività finanziarie collegate al rischio paese Italia. Btp, altri titoli di Stato o le azioni delle principali società italiane. E sono certe che molti elettori di Lega e Movimento 5 Stelle, hanno anche in portafoglio questi titoli o magari li detengono indirettamente tramite nonne, zie o altri parenti, oppure tramite polizze assicurative.

Dati Bankitalia (relative al terzo trimestre del 2017): le famiglie italiane detengono 120,5 miliardi di titoli di Stato a medio e lungo termine (come i Btp) e 1,6 miliardi di titoli di Stato a tasso variabile (Cct). Altri 1.000 miliardi sono investiti in assicurazioni, oltre 500 miliardi in fondi comuni, 200 miliardi in titoli obbligazionari diversi dai titoli di Stato.

Domanda: siamo certi che questo clima di terrorismo finanziario, sia così positivo per gli italiani?

Si, qualcuno parla di autolesionismo. Ci stiamo facendo del male da soli. Ma gli italiani si rendono conto di dove potremmo andare a parare?
Conoscono il significato di “rinegoziazione del debito”? Sanno cosa significa rischiare di trovarci la Troika in casa?
Siamo così certi che la politica, che dovrebbe essere a servizio ed a tutela del cittadino, lo sia veramente, soprattutto in questo momento?
Poi, come scrivevo ieri su Facebook, è un dato di fatto che:

C’è un sistema.
C’è un’organizzazione.
Ci sono degli equilibri internazionali che vogliono essere mantenuti
C’è un paese che rappresenta un problema e che non può essere trattato come una “Grecia qualsiasi” perché troppo grande per fallire (too big to fail)
C’è un popolo che si è stufato di questi meccanismi
Ma il sistema non ci sta ed utilizza la finanza per punire e rimettere in riga gli incauti italiani.
Alla fine le cose si normalizzeranno con una certezza. A rimetterci saranno sempre i soliti perché gravati da un fardello di debito pari a 132% del PIL

Però è anche vero che noi ci stiamo mettendo nel nostro. Il mercato, il sistema e la speculazione ci danno contro. Noi, nel nostro piccolo, assecondiamo questa fase di criticità con un atteggiamento che non è costruttivo. Possiamo pretendere che le cose possano andare meglio e che dall’estero vedano un raggio di luce sulla penisola italica? Possiamo sperare che il “rischio Italia” possa essere ponderato diversamente?
Oggi ci troviamo con il rischio di vivere un periodo apparentemente lungo di instabilità. In questo contesto di mercato significa portarci alla Caporetto. Ma questo ancora non è stato capito, E quando ce ne renderemo conto sarà troppo tardi.

STAY TUNED!

Danilo DT

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7 commenti Commenta
kociss01
Scritto il 30 maggio 2018 at 11:21

che gli italiani non siano il massimo in quanto a cultura finanziaria e politica E’ RISAPUTO
IL 90% DI ESSI SI COMPORTA COME LE PECORE SEGUE IL CAPRONE CAPOBRANCO anche se e’ diretto in fondo al burrone (ma poi il capobranco all’ultimo momento lo schiva…mentre gli altri……adios amigos)
i discorsi stanno a zero gli italiani hanno 2.300-000.000.000 ragioni per stare zitti e cagati, lavorare a testa bassa e votare alle prox elezioni con la testa (se ne hanno ancora) se hanno a cuore il proprio futuro, la pensione, lo stipendio il mutuo, l’azienda di proprieta’ ,la casa e non ultimo il futuro dei propri figli ,ecc ecc
–altrimenti mi sa che ha proprio ragione Hottimger o come cazzo si chiama il nazi-commissario

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jonapw
Scritto il 30 maggio 2018 at 11:40

Tutti questi “complottisti” dello spread non si rendono conto che se hai un debito da pagare e non sei affidabile lo strozzino vuole più soldi… e puoi farci poco o niente

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pecunia
Scritto il 30 maggio 2018 at 11:55

kociss01@finanza,

caro Kociss, vorrei farti presente che sei un italiano anche tu, e dunque…..

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kociss01
Scritto il 30 maggio 2018 at 13:41

pe­cu­nia@fi­nan­za,

certo ,mai chiamatomi fuori, per questo leggo molto, mi informo, studio. seguo anche i giornali che non mi rappresentano e ascolto con orecchie molto attente tutte le versioni che sento, ma poi traggo le debite conclusioni e ragiono con la mia testa e con quella che e’ la mia lunga esperienza (anche dei mercati), poi nonostante tutte queste attenzioni ,metto in conto che potrei anche sbagliare…pero’ pero’……..stavolta….

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alplet
Scritto il 30 maggio 2018 at 16:30

Ogni popolo ha il governo che si merita. Poi gli errori si sommano nel tempo, e questo può far vedere grosse differenze tra gli stati: l’Argentina, per esempio, è diversa dalla Germania.

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x_maurizio
Scritto il 30 maggio 2018 at 18:39

@Danilo DT

Ma basta fesserie! Basta parlare di Caporetto.
C’è stato pure il Piave e Fiume… e se non vi piacciono ste cose che come tutti sanno “rievocano tanto il Ventennio” (sic!) allora usiamo qualcosa di più Risorgimentale. Brescia? Milano ?
Sempre sta cacchio di Caporetto…

Lo sanno PURE LE PIETRE che se nel breve ci potrebbe essere uno shock monetario, nel medio e nel lungo periodo gli unici che ci perdono sono i detentori stranieri di debito pubblico
E i cosiddetti “partner” europei, ovvero quei soggetti a cui i nostri politici hanno venduto il nostro Kûlô e i nostri figli !!!!
Il Paese NON ci può perdere recuperando la piena titolarità sulla propria moneta e sul tasso di cambio. Negare questo assunto è pura malafede.

A proposito ho citato coloro che ci hanno venduto all’estero… Lo hanno fatto mentre i loro kûlî e i loro figli erano ben al sicuro protetti dai medesimi soggetti che hanno comprato…. prendiamone uno a caso ….

Giovanni Monti, figlio di cotanto padre Mario !
Carriera fulminante:
Giovanni ha lavorato in Parmalat dal marzo 2009 dove si occupa di business development.
A Londra dal 2004 al 2009, Giovanni ha lavorato nei team di strategia e corporate M&A, prima in Citigroup e poi in Morgan Stanley. In Citigroup, Giovanni ha seguito una serie di acquisizioni e dismissioni sia per il settore istituzionale che per quello retail del gruppo. In Morgan Stanley si è occupato di transazioni in Europa, Medio Oriente e Africa, riportando all’ufficio di Firm Strategy and Execution di New York. Nel 2004 Giovanni ha conseguito un MBA e un Master in Affari Internazionali presso la Columbia University di New York. Durante gli studi nel 2002 ha lavorato come Summer Associate presso la divisione Investment Banking di Goldman Sachs a New York. Giovanni ha iniziato la sua carriera come consulente strategico in Bain & Company (1997 – 2001),
Oggi è Londra alla Walgreens Boots Alliance, Inc. , di Stefano Pessina…. prima con questa qualifica “Director of Corporate Development and Mergers and Acquisitions” e oggi niente meno VP – Director of Healthcare Innovation.
Vice Presidente… sotto chi? Sotto PESSINA…
Pessina Pessina…. cerco… e trovo. Ora vado a leggere qui : LA DEREGOLAMENTAZIONE PERICOLOSA di un sito tedesco: https://www.deutsche-apotheker-zeitung.de/daz-az/2016/daz-40-2016/die-schleichende-deregulierung

Interssante è il paragrafo “I tecnocrati continuano a deregolamentare” Su Mario Monti

Il testo seguente con sotto la traduzione
Auch der Apothekenmarkt war betroffen. Ursprünglich wollte Monti das Fremd- und Mehrbesitzverbot komplett kippen, scheiterte damit jedoch im Parlament. Auch seinen Wunsch, die „Fascia C“-Präparate für den Verkauf in OTC-Shops freizugeben, musste er begraben. Durchsetzen konnte er allerdings eine weitreichende Aufweichung der Bedarfsplanung. In hoch frequentierten Bereichen (Flughäfen, Einkaufszentren, Bahnhöfe, Häfen, etc.) wurde die Bedarfsplanung sogar ganz aufgehoben, um die Gründung neuer Apotheken zu provozieren. Jegliche Boni-Verbote im Rx-­Bereich hob Monti zudem auf und liberalisierte auch die Öffnungszeiten der Apotheken. Seit 2012 dürfen die OTC-Shops außerdem auch Tier-Arzneimittel verkaufen und ­einige Rezepturen herstellen.

Anche il mercato delle farmacie è stato interessato. Originariamente Monti voleva ribaltare il divieto di proprietà multipla, ma fallì in parlamento.
Inoltre, ha dovuto abbandonare il suo desiderio di rilasciare i preparati “Fascia C” in vendita nei negozi OTC. Tuttavia, è stato in grado di imporre un profondo ammorbidimento della pianificazione del fabbisogno. In aree molto frequentate (aeroporti, centri commerciali, stazioni ferroviarie, porti, ecc.), la pianificazione del fabbisogno è stata addirittura completamente cancellata per provocare la fondazione di nuove farmacie. Anche il divieto di boni nell’area Rx è stato cancellato da Monti e liberalizzato nonché gli orari di apertura delle farmacie.
Dal 2012 i negozi OTC possono anche vendere medicine per animali e preparare alcune ricette.

Oggi il FIGLIO di MONTI lavora per PESSINA, ovvero il beneficiario primario di queste misure legislative. STRANO assai! Oppure no?

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perplessa
Scritto il 31 maggio 2018 at 22:16

nell’articolo dissento dall’affermazione:”E’ l’ennesima dimostrazione di come i nordici ci considerino inferiori economicamente”. Non dobbiamo confondere tra chi sta al governo, e chi sta all’opposizione nei paesi nordici, siccome il panorama politico è variegato.Non è un’obiezione marginale, se guardiamo la questione da un punto di vista politico, siccome le opposizioni che stanno in Italia al sistema dominante potrebbero benissimo accordarsi con le opposizioni dei paesi nordici. Personalmente non ho conoscenza di questo genere di relazioni al di là degli schieramenti noti nel parlamento europeo non facendo attività politica.

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