Crisi Grecia: la storia infinita, ennesima puntata di un fallimento annunciato ma non dichiarato

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Non più tardi di qualche giorno fa, ho scritto un post dicendo che tutti i negoziati, le parole spese, i buoni propositi sono assolutamente inutili. La Grecia NON ce la può fare. Né ora né tra tre anni né mai. E’ fisicamente, umanamente e finanziariamente impossibile.
Ma il sistema politico, per mantenere gli equilibri, per non creare volatilità e timori, continua a tergiversare.
E così, indovinate, arriva l’ennesimo rinvio per aiuti alla Grecia, già saltato martedì 20 novembre e rinviato all’Eurogruppo di lunedì 26, e slittato ancora a quello del 3 dicembre.
Anche ieri, i ministri economici dell’Eurozona hanno lavorato, via teleconferenza, per definire i dettagli del piano anti-crack, ma non c’è ancora accordo tra i 17 Paesi dell’Euro. Lo stesso FMI non sembra soddisfatto. Chiede sostenibilità del debito della Grecia. Ma cari signori, certo che NON è sostenibile!
Ora atteso l’incontro del 3 dicembre. In gioco 44 miliardi di aiuti già promessi ma non concessi, perché la Grecia NON ha fatto proprio tutti i compitini… E vorrei ben vedere!

Diciamo piuttosto che qualcuno inizia a capire che la Grecia è ormai una voragine senza fondo. Buttiamoci dentro tutti i soldi che volete, tanto sappiamo benissimo che la Grecia non ce la farà MAI.

Volete concedere più tempo, volete dare altri soldi, volete tagliare le cedole dei bonds, volete fare un haircut ulteriore… fate quello che volete, ma tanto la sostanza NON cambia. La Grecia è fallita, e non solo finanziariamente. Socialmente, politicamente, in tutti i sensi.

Guardate cosa è accaduto negli ultimi anni. Abbiamo dato ad Atene tanti soldi. Loro hanno fatto una campagna di austerity che non solo non ha portato a nulla, ma ha creato disagio sociale senza precedente e, nello stesso tempo, ha fatto aumentare (non di poco) il rapporto debito PIL.
Una lezione di economia che dovrebbe servire anche come precedente per analizzare la situazioni di paesi come Portogallo, Spagna e….Italia…

Ma cosa si può fare? Cosa si possono inventare?
Le voci che girano nelle ultime ore sono di tipo”disperato”. Ve ne riporto alcune.

La Bce rinuncerebbe ai suoi profitti sui titoli greci acquistati a sconto, e li verserebbe ad Atene (circa 9 miliardi di euro), il Fmi acconsentirebbe a rivedere gli obiettivi di riduzione del debito (il tetto salirebbe dal 120% del Pil nel 2020 al 124%), e l’Eurozona abbasserebbe i tassi sui prestiti bilaterali alla Grecia, e tirerebbe fuori (chiedendoli al fondo salva-Stati Efsf) 10 miliardi di euro per far riacquistare alla Grecia il suo debito (quel ‘buyback’ che consente ad Atene di ridurre il volume del suo enorme debito, oggi al 170% del pil). Un piano che però si regge principalmente sullo spirito di solidarietà dei Paesi europei. Proprio quello che sembra essere saltato nel vertice sul bilancio, dove ognuno ha difeso solo i suoi interessi nazionali. (Source) 

Basterà? Secondo me questi buoni propositi sicuramente faranno la solita cosa. Compreranno tempo. Intanto però anche gli “scommettitori” della finanza già presi in esame in passato hanno ripreso fiducia. Secondo loro la possibilità di un’uscita di un paese dall’Euro nei prossimi mesi e nella fattispecie prima del 31/12/2013 è diminuita parecchio.

Che dire, la scommessa vera è ipotizzare, a dicembre 2013, una situazione in Eurozona, dal punto di vista sociale, ancora “difendibile”.

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DT

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Commenti (n° 8)Commenta

  1. Che non siano stati fatti passi in avanti per risolvere la questione non mi pare assolutamente vero … non lo dico io, ma i “numeri”.
    Prova a guardare quanto quotavano i titoli greci a giugno e dove stanno ora. E così pure la Borsa di Atene.

    I rinvii sono determinati dalla complessità dell’operazione che verrà messa in campo.
    Le riunioni a tutti i livelli si succedono frenetiche. Non avessero niente da discutere non si vedrebbero nemmeno …

    Il rinvio della riunione del 20 novembre era scontato, non era possibile prendere una decisione in quella sede. Ma c’è stato un avanzamento fortissimo della discussione.
    Il giorno dopo sui tavoli dell’Euroworking si era gà al lavoro.

    Il frutto del lavoro è culminato nella teleconferenza di ieri sera dove è stata fatta una prima sintesi.
    Questa verrà presentata all’Eurogruppo per il 27 novembre.
    Il via libera potrà esserci solo il 3 Dicembre, solo se i vari parlamenti nazionali saranno solleciti ad approvare il tutto.

    Quindi, niente fretta … ma i piani per dare “fiato” alla Grecia ci sono.
    Non saranno “risolutivi” ma saranno in grado di ripristinare la fiducia. D’altra parte l’avanzo primario è ormai a portata di mano, il 2014 sarà l’anno della svolta e – forse – dopo le elezioni tedesche di potrà riparlare di OSI.

  2. dfumagalli scrive:

    Io spero sinceramente che la Grecia fallisca. E’ l’unico modo per liberarsi dall’oppressione delle banche per i prossimi 20+ anni e rialzarsi dopo solo 5. E’ l’unico modo per mostrare a tutti che c’é un altro futuro possibile, un futuro senza Bruxelles e tutto il marcio che un Europa esclusivamente finanziaria ha generato.

    L’Europa va “resettata” e va cercata un’unione d’intenti e progetti comuni. La moneta non serve a nulla quanto tutti sono contro tutti e le guerre economiche e d’esportazione avvengono all’interno invece che verso gli altri continenti.

  3. dfumagalli@finanza,

    Concordo ma preferisco non si sappia e non lo faccia sapere in giro.

  4. bimbogigi scrive:

    tommy271@finanza,

    Sono stati fatti passi avanti?!?!?!?!? No, forse sto sognando. Tu guardi ai miseri numeri di un ormai insignificante indice azionario o titolo di debito pubblico. Io guardo ai dati macro ma, soprattutto, alle condizioni del popolo. Un fallimento unico ed una vera tragedia per la gente. Concordo con dfumagalli: spero anche io che la Grecia salti, ma per il bene del suo popolo…lontano da questa Europa inutile e dannosa!

  5. Il prezzo dei titoli è “coerente” con le scommesse che vi ho presentato. Però una cosa è il mercato e una cosa è la realtà.
    Purtroppo per la Grecia e per il popolo greco la vedo dura…

  6. Dream Theater:
    (…)
    Purtroppo per la Grecia e per il popolo greco la vedo dura…

    e noi non stiamo meglio. è questione di tempo.
    l’interesse sul debito è 100mld€/anno.
    tutte le materie prime sono ormai al picco (tranne il ferro e poco altro) il che comporterà una bilancia commerciale sempre più negativa. ( perchè noi, come diceva Mattei, siamo un paese povero.)
    che comporterà un’aumento di debito.
    che comporterà un’aumento degli interessi sul debito.

    non si ripagherà un bel niente ne noi ne tutti gli altri, Germania compresa.
    il mondo è in discesa.
    la pacchia è finita, preparate i figli alle miniere di carbone cinese.

    saluti.

  7. http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-11-25/troika-chiede-tagliare-meta-155448.shtml?uuid=Ab201H6G

    La Troika chiede di tagliare metà del debito della Grecia. Anche l’Olanda favorevole a un condono

    La Bce ed il Fmi avrebbero chiesto un drastico taglio del debito della Grecia, pari alla metà, per salvare Atene ancora in attesa del prossimo miliardo di aiuti. Lo rivela “Spiegel” on line riferendo che nei confronti in corso con i Paesi dell’Eurozona, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale (la cosiddetta Troika) avrebbero chiesto ai Paesi creditori di rinunciare alla loro metà di credito, così da portare il debito pubblico di Atene dal 144% al 70% entro il 2020.
    Il settimanale tedesco sottolinea comunque le difficoltà di arrivare a un accordo sul taglio del debito della Grecia la prossima settimana nell’incontro dell’Eurogruppo, anche se per Bce e Fmi la misura sembra inevitabile.
    La Germania, sottolinea ancora il settimanale tedesco, continua ad essere contraria al taglio del debito greco e continua a voler puntare sulla riduzione degli interessi della Grecia rispetto agli aiuti.
    Ma secondo Joerg Asmussen, componente del board della Bce, il taglio del debito della Grecia non rientra nelle trattative sul prossimo budget di aiuti.
    Asmussen ha quindi auspicato che domani i ministri delle Finanze dell’Eurozona trovino un’intesa al vertice di Bruxelles in vista del prossimo via libera a una nuova tranche di aiuti alla Grecia di almeno 31,2 mld di euro.
    La posizione dell’Olanda
    I debiti greci dovrebbero essere condonati il più presto possibile, altrimenti gli investimenti nel Paese rimarranno a livelli molto bassi, l’economia continuerà ad indebolirsi e la possibilità di essere ripagati si allontanerà sempre di più. L’invito arriva dall’agenzia di analisi e previsioni economiche del governo olandese CPB. Secondo il presidente dell’agenzia, Coen Teulings, riporta l’agenzia Bloomberg dopo un’intervista televisiva, i creditori di Atene non saranno ripagati tanto facilmente. Per questo i debiti del Paese dovrebbero essere condonati, lasciando all’economia lo spazio per ripartire. Teulings ritiene inoltre che il limite europeo del 3% nel rapporto deficit/pil dovrebbe essere sospeso nell’attuale fase di crisi economica in favore di piani per il rilancio dell’economia.
    Secondo Norbert Barthle, portavoce della Cdu della cancelliera tedesca Angela Merkel, ci sarà un’intesa sul debito greco nell’Eurogruppo in programma domani tra i ministri delle Finanze dell’area euro. L’eventuale accordo verrà poi discusso dal Parlamento tedesco il prossimo 30
    novembre.

  8. bimbogigi@finanza:
    tommy271@finanza,

    Sono stati fatti passi avanti?!?!?!?!? No, forse sto sognando. Tu guardi ai miseri numeri di un ormai insignificante indice azionario o titolo di debito pubblico. Io guardo ai dati macro ma, soprattutto, alle condizioni del popolo. Un fallimento unico ed una vera tragedia per la gente. Concordo con dfumagalli: spero anche io che la Grecia salti, ma per il bene del suo popolo…lontano da questa Europa inutile e dannosa!

    Il “popolo” starà meglio… non c’è altra strada da percorrere.
    Comunque tutta questa gente che protesta contro il destino “cinico e baro” non la vedo.
    Le manifestazioni, quando sono imponenti, raccolgono a mala pena 80.000 persone ad Atene. Quanti sono gli abitanti della capitale?
    In Parlamento c’è una maggioranza che governa.
    Se ci sarà una crisi, si potrà andare al voto.
    Altrimenti, per Syriza, toccherà aspettare al 2016.
    Questa è la democrazia.
    Altrimenti faccia pure la “rivoluzione”.