CRISI BANCHE: TARP e BONUS

Scritto il alle 12:12 da Danilo DT

tarp banche crisi usaE’ Natale e siamo tutti più buoni. Faccio felice un lettore che continua a chiedermi dei dati statistici sul TARP e su come viene utilizzato dalle banche USA in crisi.

Quindi si parlerà del Il TARP, ovvero il decreto Salva banche nato negli USA sotto l’amministrazione Paulson. È stato molto probabilmente uno dei più importanti provvedimenti di sostegno all’economia intrapresi dal Governo Bush. Un’ingente quantità di denaro che ha salvato le banche USA da una grave situazione di crisi di liquidità che avrebbe, con effetto domino, progressivamente portato alla crisi molte altre banche globali e gran parte del mondo industriale.

Ritengo sia interessante per i lettore fare rapidamente il punto della situazione e vedere come si sono articolate, fino ad oggi, le richieste di adesione di questa banche al TARP.

TARP: Troubled Asset Relief Program

Andiamo con l’elenco delle banche:

Citigroup: 25 miliardi di $
JP Morgan Chase: 25 miliardi di $
Wells Fargo: 25 miliardi di $
Bank of America: 15 miliardi di $
Goldman Sachs: 10 miliardi di $
Morgan Stanley: 10 miliardi di $
US Bancorp: 6.6 miliardi di $
Region Financials Corp.: 3.5 miliardi di $
SunTrust: 3.5 miliardi di $
Capital One: 3.5 miliardi di $
Bank of New York: 3 miliardi di $
Keycorp: 2.5 miliardi di $
Comerica Inc: 2.25 miliardi di $
State Street: 2 miliardi di $
Marshall & Isley Corp: 1.715 miliardi di $
Northern Trust: 1.58 miliardi di $

 

Non vado ad aggiungere commenti, torneremo senza alcun dubbio sull’argomento, anche perchè, vedrete, questa si tratta solo di una prima tranche.

 

Banche in crisi, però…

 

La cosa che invece voglio commentare è un’altra. I dati qui sopra testimoniamo in modo insindacabile lo stato di difficoltà del sistema bancario USA. E la crisi delle banche è ormai arcinota.

La cosa che lascia sconvolta però è un’altra.

Risulta infatti che, anche se le banche sono in crisi, i dirigenti e le più alte cariche all’interno dei Consigli di Amminsitrazione dei big players non piangono lacrime troppo amare, o per meglio dire, fanno in modo di non far ricadere sul loro portafoglio gli effetti di una situazione di difficoltà senza pari nella storia, sopratutto se si considera il fatto che la mano dell’uomo ha influito sui danni procurati in modo assolutamente determinante. Con ciò intendo dire che non è solo una questione di cicli economici, ma di operazioni speculative sfrontate e per certi versi folli, tramite l’utilizzo della leva finanziaria e di una serie di alchimie matematiche che hanno portato il settore finanziario sul baratro.

Per avere una testimonianza della cosa, leggetevi questo articolo apparso sul sito dell’ABC.

E rabbrividite….

1.6 miliardi di Dollari distribuiti nel 2007 in premi e cotillons, più tutto quello che ne è venuto dopo.

Non vado oltre, guardate l’articolo e poi ditemi voi se è clamoroso tutto quanto è succeso e sta succedendo.

Io personalmente considero il mondo finanziario un “club” , o se preferite un’organizzazione, per niente lontana da altre organizzazioni che in Italia conosciamo bene. Solo che quest’ultime sono di tipo malavitoso.

 

Ma siamo poi così sicuri che …. siano poi così diverse?

 

STAY TUNED!

 

 

 

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