CRIPTOVALUTE : Quanta disinformazione !

Scritto il alle 14:29 da Marco Dal Prà

La disinformazione e la confusione che regna nell’opinione pubblica attorno a Bitcoin e le criptovalute è davvero enorme. Me ne rendo conto sia leggendo articoli che vengono pubblicati nei maggiori quotidiani che dalle domande che mi vengono poste da più parti.

In prima linea tra tutta questa inondazione di notizie, ci sono noti opinionisti che si sbilanciano a definire bitcoin una truffa oppure una moneta usata da terroristi e trafficanti, o ancora usata dagli evasori.

Peccato che di queste accuse non portano lo straccio di una prova, né generalmente  citano nessun caso realmente accaduto.

Le novità forti sono sempre avversate

Le novità tecnologiche sono state sempre avversate, e più sono grandi più sono state avversate, soprattutto se insidiano posizioni consolidate.

Per deformazione professionale porto come esempio la guerra delle correnti, una competizione commerciale avvenuta negli Stati Uniti intorno al 1880 tra Nicola Tesla che propendeva per li impianti elettrici in corrente alternata (AC) e Thomas Edison che già vendeva impianti in corrente continua (DC).

Nonostante le idee di Tesla avessero un valore tecnologico superiore a quelle in voga all’epoca, Edison si inventò qualunque cosa pur di screditarlo. Arrivarono persino ad uccidere pubblicamente un elefante su di una sorta di sedia elettrica come pretesto per  denigrare Tesla.

Oggi con bitcoin vedo tutti gli elementi di quella guerra : colpi bassi, disinformazione, bugie e chi più ne ha più ne metta.

Ma questa volta ci sono due fattori che ci distinguono da quella guerra di fine ottocento : prima di tutto ci sono molti più mezzi di informazione, tanto che chiunque può andarsi a cercare le notizie direttamente alla fonte. Significa che coloro che fanno cattiva informazione rischiano velocemente di bruciarsi; internet è una bacheca pubblica che con la storia di bitcoin metterà molte persone alla gogna.

In secondo luogo questa volta ci troviamo davanti ad un’innovazione che tocca un settore mai coinvolto in passato da novità così stravolgenti; un’innovazione che va a toccare i maggiori interessi del pianeta : banche e soldi.

Come reagiranno i diretti interessati ? Jamie Dimon, CEO di JP Morgan, una delle maggiori banche del pianeta, lo ha dimostrato lo scorso settembre con una raffica di accuse contro bitcoin.

Alla fine la guerra delle correnti fu vinta da Tesla, ma la sua reputazione restò fortemente danneggiata; è il motivo per cui non mi sento di colpevolizzare Satoshi Nakamoto, l’inventore di bitcoin, per aver scelto di restare nell’anonimato.

Satoshi Nakamoto

Anche sull’inventore di bitcoin mi è capitato di sentire di tutto e di più. Ad esempio che era un Anarco-Capitalista. Mi chiedo questa interpretazione da dove arrivi. Ricordo che tutto è nato all’interno di una Mailing-List di un gruppo di tecnici, crittpografi e informatici, certamente poco contenti delle censure che i governi avevano attuato contro lo scambio di musica e film come Napster. Ma da qui a catalogarlo Anarco-capitalista ce ne passa.

Tra l’altro trovo singolare che tutti questi opinionisti si tengano sempre lontani dall’intervistare Gavin Andresen, la persona con cui Nakamoto ha scambiato la maggiore quantità di corrispondenza.

Altro filone, è quello che vede Nakamoto un agente al servizio di imprecisati servizi segreti (forse americani ?). Qui trovo la cosa persino paradossale : bitcoin è una valuta decentrata e non controllabile da parte di nessuno, come può promuoverla una istituzione la cui funzione è proprio quella di controllare ?

Le grandi invenzioni, infine, non sono mai nate negli uffici di qualche ente pubblico che le ha promosse per sostenere un suo piano, ma sono sempre nate da uomini che le hanno portate alla luce per passione personale. Tutta la storia è conferma di questo.

Inoltre, se bitcoin fosse una truffa il truffatore chi sarebbe ? Satoshi Nakamoto ? Se fosse vero, Nakamoto potrebbe essere proprietario di una immensa fortuna. Invece i conti dai quali bitcoin è nato, che contengono oggi centinaia di migliaia di dollari in bitcoin, non sono mai stati utilizzati. Ad otto anni di distanza da quel Gennaio 2009, i “soldi” sono ancora rimasti lì dentro. Che truffatore sarebbe uno che non usa i soldi estorti ?

Terroristi e Trafficanti

Altra sciocchezza che si sente ripetere fino alla nausea, è che bitcoin è usata da delinquenti, terroristi e trafficanti di ogni genere di merce illegale, comprese armi e droga.

Vorrei ricordare che l’archivio che conserva le transazioni di una criptovaluta come Bitcoin, la “Blockchain”, è un database di pubblico dominio, tutti possono consultarlo. Anzi, chiunque può averlo in copia nel proprio PC, visto che è nato proprio all’insegna della decentralizzazione, come avviene con il file sharing.
Peccato che, nonostante la trasparenza del database di Bitcoin, nessuno ad oggi abbia mai dato prova di quali siano queste operazioni.

Infatti, le notizie effettive di movimenti illegali fatti con criptovalute si contano sulle dita di una mano (il contrario di quello che avviene con Dollari ed Euro, che sono all’ordine del giorno).

La più nota riguarda il sito di commercio elettronico Silk Road, una vera e propria associazione per delinquere della quale Wikipedia riporta la cronistoria (https://it.wikipedia.org/wiki/Silk_Road), ma si tratta di una notizia del 2013, quando bitcoin valeva circa 100 dollari.
Nel 2017 abbiamo avuto invece un episodio che forse molti di voi hanno sentito : riguarda il ransomware ” Wannacry”, un virus che per sbloccare il computer chiedeva un riscatto di circa 300 dollari, da pagare in bitcoin.
Ecco, questo è l’unico indirizzo bitcoin noto per una operazione veramente illegale (link qui https://blockchain.info/address/12t9YDPgwueZ9NyMgw519p7AA8isjr6SMw ), ma quanti altri delinquenti utilizzerebbero un sistema che tiene traccia “a vita” di tutto quello che faranno con i soldi rubati ?

Che dice la BCE ?

Molto significativa la dichiarazione che ha fatto il 30 Novembre scorso uno dei consiglieri di Mario Draghi, Yves Mersch, durante una conferenza tenutasi a Roma in Banca d’Italia (Link qui).

In poche parole, ha sollecitato le banche a rinnovarsi per introdurre nei loro sistemi pagamenti istantanei, necessari proprio per battere bitcoin.

In pratica il membro dell’Esecutive Board della Banca Centrale Europea non ha fatto nessun riferimento a terroristi o trafficanti, ma si è concentrata proprio sul tema tecnologico, dell’innovazione.

Consumo Energetico

Altro tema “diffamatorio” contro bitcoin è il suo consumo energetico. Un numero che viene equiparato con il consumo dell’Irlanda o del Marocco. Una catastrofe energetica. Peccato che sia la stessa quantità di “Watt” che consumano in un anno le consolle per videogiochi degli Stati Uniti. Naturalmente di quanto consumino banche e affini nessun numero. Disinformazione allo stato puro.

Per spiegare questa cosa ho dedicato un apposito articolo, che vista la vastità del tema, necessitava una specifica trattazione (link alla fine).

Le novità… Cambiano

Le invenzioni hanno sempre cambiato le consuetudini precedenti; con il treno abbiamo abbandonato i cavalli, con la fotocamera digitale abbiamo abbandonato la pellicola, con la Mail abbiamo abbandonato il Fax.

E con la Blockchain, forse abbandoneremo le Banche.

La trovate sconvolgente ? O la trovate inaccettabile ?

Qui sta la questione fondamentale : sono due modi molto diversi di porsi al problema. Direi opposti. Voi da che parte state ?

La prima posizione è di sorpresa, ma anche di chi sa che l’evoluzione tecnologica potrebbe cambiare cose che davamo per scontate. Di esempi negli ultimi decenni ne abbiamo visti decine, forse centinaia. I giornali oggi, grazie alle testate giornalistiche online, stanno per scompare; idem per i postini. Le compagnie aeree un tempo erano esclusivamente di stato, mentre oggi sono prevalentemente private.

Non potrebbe esserci la stessa cosa per le monete ?

Ebbene, Frederic Von Hayek aveva ipotizzato un mondo con le valute in concorrenza tra loro e fuori dal controllo degli stati. Libertà per i cittadini di scegliere quelle che ritengono più confacenti ai loro bisogni. Una teoria che ho semplificato ma che  nel 1974 lo portò al premio Nobel per l’Economia.

Coincidenza vuole che sia il modello che ci propongono oggi le criptovalute, anzi ancora migliore perché i cittadini con il modello Open Source possono persino partecipare alla loro evoluzione. Un modello direi “democratico” del denaro.

Sconvolgente, difficile da implementare ma non impossibile. Funziona già.

Firefox accetta donazioni in Bitcoin; a Trento ci si pagano Ristoranti e Mense Scolastiche.

Il tutto senza passare per le banche.

Invece, per chi la ritenga una innovazione inaccettabile non so cosa rispondere. Sè è un banchiere non posso nemmeno biasimarlo. Gli presento un’innovazione che promette di farlo scomparire. Quante volte negli ultimi 200 anni sono successe cose del genere ? Quante professioni sono scomparse, superate da evoluzioni tecnologiche ?

Tantissime.

Bitcoin ripete qualcosa che è già avvenuto altre volte nella storia.

E’ nuovo ma ripropone quello che portano le innovazioni : cambiamenti.

La mia presenza qui serve per tutti coloro che si riconoscono nella prima “categoria”, sorpresi ma curiosi di capire cosa gli attende. Con tante domande e tante incertezze.

Per questi cercherò di fare un percorso di formazione, magari a puntate, in modo da recuperare tutta la disinformazione che è circolata negli ultimi mesi.

Chi invece vuole restare con Edison è libero di farlo, ma la Blockchain non si può disinventare.

Bolla o no, la strada ormai è segnata. E’ solo questione di tempo.

 

 

Link Utili

Marco Dal Prà – Bitcoin è davvero una Catastrofe Ecologica ?.

Bitcoin e valute virtuali. Come nascono e cosa sono, Stefano Capaccioli

Antonio Simeone – Econopoly – Distruzione Creativa

 

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17 commenti Commenta
mattia06
Scritto il 12 dicembre 2017 at 15:17

Vorrei porre una semplice domanda. Ma come si fa a riottenere gli euro? io ho 10 bitcoin, come devo fare per avere i miei 150000 euro. Grazie

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luigiza
Scritto il 12 dicembre 2017 at 16:39

mattia06,

Ah, ah, ah.!
Mattia prima di chiederti come fare per averli dovresti chiederti chi, individuo od ente,é così stupido da darteli.
Ma poi a cercar bene magari trovi qualcuno che te li da nella convinzione che un domani quei 10 bitcoin possano valere, diciamo, un milione di Dollari.
Nell’attesa ti consiglio questa lettura:
http://www.linkiesta.it/it/article/2017/12/12/monacelli-togliete-i-bitcoin-dalle-mani-delle-banche-o-saranno-guai/36464/

Un estratto: “”
Monacelli: «Togliete i bitcoin dalle mani delle banche o saranno guai»
Parla il docente della Bocconi: «I futures sui bitcoin non creano rischi sistemici. I pericoli si avrebbero solo se le banche si indebitassero mettendo come garanzia la crescita del valore dei bitcoin». La criptovaluta ha un futuro? «Solo se controlla le oscillazioni con un’autorità di regolazione»””

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ddb
Scritto il 12 dicembre 2017 at 18:14

Scusa Marco,
mi dai conferma su quello che mi pare di aver capito?
I primi conti, quelli di partenza, sono di Satoshi Nakamoto?

Per comodità qui sotto riporto il tuo paragrafo.
“… i conti dai quali bitcoin è nato, che contengono oggi centinaia di migliaia di dollari in bitcoin, non sono mai stati utilizzati. Ad otto anni di distanza da quel Gennaio 2009, i “soldi” sono ancora rimasti lì dentro….”

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ddb
Scritto il 12 dicembre 2017 at 18:17

Ecco la posizione della Banca d’Italia sui bitcoin & simili.

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c5b6c693-9965-4670-b02f-bd24a843e39e-tg3.html#p=0

l’intervista inizia al 10″58′”

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ddb
Scritto il 12 dicembre 2017 at 18:22

correggo al 10″58″‘ inizia il servizio, al 12″38′” l’intervista

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ottofranz
Scritto il 12 dicembre 2017 at 19:14

io sono notoriamente un diffidente. La domanda è…se mi rubano la carta di credito posso bloccarla ed interagire con un referente Se mi ciulano i bitcoin … a chi eventualmente mi rivolgo ?

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ddb
Scritto il 12 dicembre 2017 at 19:56

ottofranz:
io sono notoriamente un diffidente. La domanda è…se mi rubano la carta di credito posso bloccarla ed interagire con un referente Se mi ciulano i bitcoin … a chi eventualmente mi rivolgo ?

Prima devi dimostrare che te l’hanno rubata.

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ddb
Scritto il 12 dicembre 2017 at 20:00

intendo dire la… “moneta”

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Scritto il 12 dicembre 2017 at 21:08

mattia06:
Vorrei porre una semplice domanda. Ma come si fa a riottenere gli euro? io ho 10 bitcoin, come devo fare per avere i miei 150000 euro. Grazie

Vai su Bitfinex o su Coinbase, ecc..

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Scritto il 12 dicembre 2017 at 21:27

ddb@finanza,

A mio parere, che vale quello che vale, le password dei primi bitcoin non sono state salvate nè da Nakamoto nè dagli altri che con lui hanno partecipato al progetto.
Le password sono probabilmente centinaia, se non addirittura migliaia (una nuova ogni 10 minuti). Dubito che abbiano salvato tutto questo materiale.
Del resto non potevano sapere che un bit, che allora valeva zero, dopo 8 anni, avrebbe avuto un valore di 20.000$.

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Scritto il 12 dicembre 2017 at 23:18

luigiza@finanza,

Puoi vedere questa video-intervista di Roberto Gorini, imprenditore e grande divulgatore di economia. Esperto di Bitcoin e di Criptovalute.
Video da Non perdere.
https://www.facebook.com/Escapologiafiscale/videos/870191816487370/?fallback=1

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paolo41
Scritto il 13 dicembre 2017 at 10:02

“..TRASPARENZA..” fino a un certo punto, perché le operazioni sono legate a codici personali dai quali è difficile se non impossibile rintracciare ….. nome e cognome….

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luigiza
Scritto il 13 dicembre 2017 at 17:27

Marco Dal Prà,

visto il video, contiene le solite quattro fregancce. A me basta questa banale constatazione:

>>Come spiega Derek Thompson su The Atlantic: «Bitcoin sta diventando un richiamo per i “greater fool”. I piccoli investitori si stanno lanciando sul mercato comprando Bitcoin aspettandosi di essere in grado di rivenderli a qualche altro stupido che verrà dopo in cambio di denaro contante. <<
La qual cosa NON implica che la tecnologia Blockchain sia da buttare.

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luigiza
Scritto il 13 dicembre 2017 at 18:08

E magari leggetevi pure questo che magari uscite dal sonno dei polli:

L’evidenza indica che il Bitcoin è uno psyop ingegnerizzato dalla NSA per implementare la valuta digitale mondiale

Non é ancora evidenza o tantomeno certezza ma per chi non ha le fette di salame sugli occhi il sospetto di essere solo una pedina di un progetto di sperimentazione su scala globale che lui e tutti coloro che hanno abboccato, contribuisce a finanziare, avrebbe dovuto nascere in lui.

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pdf79
Scritto il 13 dicembre 2017 at 21:42

Grazie a tutti per la discussione, ricapitolando quello che ho capito qui e altrove, la vera rivoluzione è la block chain, tutte le criptovalute vivono di luce riflessa, sono tante e nessuno può prevedere il loro futuro.
A questo punto ben venga il future sul bitcoin, ottimo per chi crede nel suo apprezzamento e vuole facilmente capitalizzare eventuali guadagni senza di fatto possedere e gestire i bitcoin (molto complesso).
Se la rivoluzione è la block chain uno vorrebbe investire su di essa non su sottoprodotti, al momento l’azienda tradizionale posizionata meglio è IBM mi sembra per cui un cassettista potrebbe puntare su di essa nella speranza che faccia quello che ha fatto apple con cellulari/smartphone.
i commenti sono ben accetti saluti e buon natale a tutti.
out topic: da quello che ho capito ognuno può crearsi la propia criptovaluta anche intermarketandmore potrebbe emettere i danicoin o i danilos (io preferisco i secondi)

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misticluke
Scritto il 14 dicembre 2017 at 13:33

Come hai cambiato euro o usd in bitcoin, li trasferisci su un exchange e da li fai l’operazione inversa, genio.

mat­tia06,

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andrea357
Scritto il 15 dicembre 2017 at 15:28

ho letto l’articolo “Catastrofe ecologica? Bitcoin e consumo energetico” su bitandchain.
Del bitcoin avevo capito che il calcolo dell’hash (che poi viene cifrato con la chiave privata ed inserito nel nuovo record che rappresenta la nuova transazione) fosse una operazione distinta dal “gioco matematico” che determina chi ha diritto a creare nuovi bitcoin , invece dall’articolo suddetto sembrerebbe che il risultato del gioco sia proprio quell’informazione necessaria per creare la nuova transazione.

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