Criptovalute : perchè il mondo ha bisogno del Bitcoin

Scritto il alle 08:51 da Marco Dal Prà

Arrivare a bitcoin e criptovalute per il sottoscritto è stata una strada lunga e durissima. E’ un mondo totalmente nuovo sia dal punto di vista economico che tecnologico che non puoi capire in pochi giorni. Tanto peggio se sei solo. Così ho dovuto sacrificare tempo, di notte e nei weekend, a leggere libri, blog ed articoli in argomenti più disparati e spesso in inglese. Il risultato di questo percorso, durato qualche anno, è che oggi, come diceva il professor Keating nel film L’Attimo Fuggente, vedo il mondo da un’altra angolazione.

Ad esempio vedo in modo molto più distaccato le notizie politiche ed economiche del nostro paese, che invece riempiono tanto TV e giornali.

Al contrario, quando vivi con la speranza che la politica e lo stato risolveranno tutti i problemi, come ho fatto anch’io fino a ieri, alla fine rischi di schizzare, di arrabbiarti, di “sbroccare” contro tasse, politici, stato, burocrazia, e quant’altro, perché è evidente che i problemi non vengono risolti ma si complicano ogni giorno che passa.

 

Lo Stato è il problema

C’è una frase pronunciata dall’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan nel 1981 nel suo discorso di insediamento che è diventata famosa “il governo non è la soluzione del nostro problema, il governo è il problema“. Questa frase fino a ieri mi faceva sorridere, ma oggi riesco a comprenderla a fondo perché c’è una soluzione, perché abbiamo anche un altro modello di nazione.

Infatti, se serenamente ed obbiettivamente, con distacco, guardiamo il sistema politico ed economico nel quale siamo immersi ci si può rende conto che ha fallito. Oltre a portare la popolazione alla nevrosi collettiva, ci sta portando ad un collasso finanziario.

L’evidenza maggiore è la montagna di debiti che ogni giorno aumenta e sommerge sempre i governi : Stati Uniti, Giappone, Italia, Regno Unito, Francia, Cina,Germania, Olanda, Belgio e chi più ne ha più ne metta.

Questo perché un tempo lontano qualcuno ha deciso di basare il modo di governare e di fare azienda sui debiti.

Io francamente, con questo modello, non sono più d’accordo. Anzi, mi rendo conto di non esserlo mai stato.

E’ come iniziare a costruire un grattacielo senza preoccuparsi delle fondamenta: arrivati ad un certo punto o lo si smonta, oppure crollerà su tutti coloro che si trovano al suo interno; è solo questione di tempo. E quello che le Banche Centrali finora continuano a fare è proprio comprare tempo ricorrendo alla stampa di nuovo denaro, cercando di rimandare il crollo.

Ma quando mai un buon padre di famiglia stipula il mutuo per la casa con l’intento di non pagarlo mai ? Provate a dirlo in banca: vi prenderanno per pazzo.

Ma non è solo la banca che vi prenderebbe per pazzo.

Anche il mondo tecnico – ingegneristico rinnega questo sistema, perché è illogico, insensato. E’ il motivo per cui le criptovalute sono apprezzate, perché chi si è approcciato (come il sottoscritto) non arriva dal mondo finanziario, ma dal mondo industriale, tecnologico, o informatico.E chi costruisce qualcosa di reale non ricorre mai all’infinito, tanto meno accetta l’attuale moda dell’indebitamento infinito.

 

La Bolla del tutto

Lo sappiamo bene, nel frattempo ci troviamo nella “bolla del tutto”. A partire dal debito totale americano, pubblico e privato, che ha superato i 21.000 Miliardi di dollari, (lo trovate qui, aggiornato in tempo reale http://www.usdebtclock.org/ ).

Oppure, sempre restando negli USA, abbiamo il debito dei Bond Corporate che avrebbe raggiunto i… 9000 Miliardi di Dollari (Link Qui la notizia nel sito CNBC).

E, per chi non si accontenta, c’è sempre il “All of the World’s Money and Markets in One Visualization” (Link qui)

Se questo è il modello moderno dell’economia, io dico “No, grazie, preferisco bitcoin“; di sedermi sopra ad una bomba ad orologeria non ci tengo, lascio volentieri il posto. L’unico risultato sarà il sangue che correrà nelle strade.

Mercati regolamentati ? Banche Controllate ? Si vede dove ci hanno portato : Lehman Brother, Parmalat, Montepaschi, Carige, Veneto Banca, Popolare di Vicenza. La lista è lunghissima. Per non parlare dei Buy-Back azionari (qui sul Sole 24 Ore).

Quindi preferisco gli algoritmi delle Criptovalute : li capisco, sono logici, sono trasparenti. Fine delle somme elargite di nascosto ai partiti da banche ed Aziende, fine dei pagamenti per le vacanze del politico.

E poi fine della stampa a piacimento, perché si può fare solo quello che è scritto nel programma: scambiare valore tra persone. Senza passare per lo stato e senza passare per le banche. Perché entrambi questi attori non sono necessari, come aveva evidenziato Milton Friedman nella famosa intervista del 1999, nella quale aveva previsto l’arrivo delle criptovalute chiamandole e-cash .

 

Perchè i Crypto-Coiners non schizzano.

Il cittadino medio oggi ha decine di motivi per arrabbiarsi per come stanno andando le cose. Ho sentito persino giornalisti lamentarsi che non ne possono più di parlare dello spred e della UE.

Invece, quando hai un modello diverso, innovativo e soprattutto risolutore, quello delle criptovalute, non hai motivo di prendertela o di arrabbiarti contro politici, istituzioni, banche, governi, partiti, Unione Europea o altro.

Sono tutte figure di un modello obsoleto, superato.

Io non penso di riformare il mercato della carta da Fax, propongo di rottamarli e di usare le Mail. Non propongo un detersivo per pulire la locomotiva a carbone : vado oltre, vi propongo i treni elettrici.

Nell’attuale modello di governo, il politico ha solo due opzioni : tira la cinghia per una nuova povertà (vedi Grecia) o allargare la cinghia con nuovo debito pubblico (vedi Italia o Stati Uniti). Forse sbaglio, ma in ogni caso sono discorsi che mi toccano sempre meno.

Le monete crittografiche non permettono di stampare denaro a piacere come il QE, aumentando il carico dei debiti all’infinito; hanno il buon senso incorporato nel loro codice sorgente.

Quindi non ci arrabbiamo ma pazientiamo perché inizi l’adozione e la sostituzione del sistema attuale con quello nuovo, com’è successo con le Fotocamere Digitali contro le macchine a pellicola. Com’è successo con videocassette e DVD nei confronti dello streaming.

Quando la gente si renderà conto che gli stati non possono toccare le criptovalute, nè con la stampa inflazionistica né con la confisca dei conti correnti o simili, succederà quello che abbiamo visto sta succedendo in questi giorni negli stati dell’America Latina (Link Qui) : abbandono della moneta di stato per usare le criptovalute.

Si chiama adozione, oppure, in termini economici, Legge di Gresham.

 

Lo Stato Blockchain

Tutti, presumo, sogniamo un mondo migliore, ma poi pochi possono effettivamente lavorare per questo traguardo. Inoltre, alcuni di coloro che occupano posizioni che incidono nella nostra vita, commettono errori macroscopici o lavorano per il proprio tornaconto, peggiorando la posizione di tutti gli altri. E’ il problema della centralizzazione, che si oppone al modello decentrato delle criptovalute.

Se il modello attuale non fosse così disastroso, non mi sarei messo a studiare economia, e monete matematiche, ed avrei continuato a scrivere di microprocessori di energie rinnovabili o di altro.

Ecco che per cercare i motivi della crisi ho cominciando a leggere e documentarmi (dal Tramonto dell’Euro di Bagnai a Oltre la Democrazia di Usemlab, da Galbraith a Hayek), tanto che alla fine sono arrivato al white paper “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”, con la cui adozione è possibile realizzare uno stato completamente diverso da quello attuale.

Con le criptovalute non serviranno nemmeno le tribune elettorali, l’eletto avrà un peso marginale nella gestione della res-pubblica: saremo noi, con i nostri “wallet”, a decidere dove devolvere le nostre “tasse”, pertanto chi amministra non potrà che usarli di conseguenza.

Dite che sia utopia ? Forse, ma tecnologicamente è possibile, è già possibile.

Allora vi chiedo un ultimo sforzo; immedesimatevi per un attimo di dover cliccare sul tasto con il quale scegliere dove “devolvere” le vostre tasse per il prossimo anno.

Ipotizziamo quindi che il sistema vi proponga queste opzioni:

  • Riparazione e asfaltatura delle strade nella vostra città
  • Finanziamento alle scuole (carta, computer, connessione internet, carta igienica, pulizia e manutenzione)
  • Assunzione nuovi medici ed infermieri ne vostro ospedale
  • Pulizia e taglio dell’erba nei parchi pubblici
  • Restauro di opere d’arte
  • Società del ponte sullo Stretto di Messina
  • Costruzione di due sommergibili militari Classe “Todaro” U-212, con propulsione ad idrogeno (circa 200 Milioni di euro l’uno). Si, si, esistono : Wikipedia
  • Vitalizio per i parlamentari
  • Nazionalizzazione della Telecom
  • Reddito di cittadinanza
  • Autostrade gratis
  • ecc…

Ecco, qualunque sia la vostra scelta, sappiate che, con la blockchain, potrete vedere dove sono andati i vostri soldi; in tempo reale e senza dover chiedere il permesso a nessuno. Trasparenza totale, tutti vedrebbero tutto; non serve nemmeno l’autorità anticorruzione.

Il pericolo che ha questo modello è che i vecchi politici potrebbero non candidarsi alla guida del governo o degli enti locali, perché non avrebbero la liberà di spendere a piacimento che hanno sempre avuto, con tanto di vizietto per l’indebitamento.

Pazienza, vorrà dire che nomineremo un qualsiasi amministratore, come si fa in condominio, così risparmiamo anche i soldi per le elezioni e per mantenere il parlamento.

Non è, come qualcuno insinua, anarchia. E’ solamente un altro modello, è diverso. E’ un sistema in cui si vota con il portafoglio. Si chiama Bitcoin.

Se avete un modello migliore di questo, fatemi sapere.

Guest post by Marco Dal Prà

 

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8 commenti Commenta
dario86
Scritto il 27 novembre 2018 at 11:23

Visione un pò semplicistica…

“Questo perché un tempo lontano qualcuno ha deciso di basare il modo di governare e di fare azienda sui debiti.”

E’ alla base dei cicli economici il debito
Non è una cosa negativa in assoluto
Ad esempio grazie al debito è possibile sfruttare la leva finanziaria ed avere una crescita maggiore che in assenza di esso. E ci sono mille altri risvolti positivi che a mio parere sono maggiori di quelli negativi

Altra considerazione…
In caso di crisi economica, senza avere una banca centrale chi interverrebbe se esistesse solo un modello decentrato?

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r.o.i.
Scritto il 27 novembre 2018 at 13:18

Guest post by Marco Dal Prà
Spero di aver letto e capito male questo articolo…non nego che alcuni punti dettati più dalla passione per l’argomento e dall’emotività che dalla razionalità economica siano marginalmente condivisibili, ma per il resto i bitcoin fanno acqua da tutte le parti, salvo per una delle caratteristiche della moneta relativa alla trasmissione di valore e salvo alcune caratteristiche tecniche della blockchain..:
1) – chi, secondo te, dovrebbe immettere e regolare la quantità di moneta in un sistema economico nelle varie fasi di espansione, recessione (crisi), e nuova espansione, i gruppi privati (centri di potere portatori di interessi personali), con quali-quanti mezzi, o una banca centrale?
2) – certamente far leva sul debito a livelli di eccesso come è sotto gli occhi di tutti, non è accettabile per le conseguenti ricadute negative sulla crescita.- Ma puoi individuare al giorno d’oggi in un qualsiasi sistema democratico capitalista o ad economia mista, un solo stato o gruppo aziendale o singola azienda che operi solo con capitali propri (stato – tasse, gruppi e singole aziende con capitali apportati solo dagli azionisti), senza la leva dei finanziamenti ottenuti a credito? Sarebbe impossibile tecnicamente ipotizzare un qualsiasi livello di progettualità, investimenti ed espansione sia del sistema economico che del singolo gruppo.-
3) – non mi pare che le scuole di Vienna, monetarista e keynesiana citate, pur in contrapposizione tra loro, sarebbero d’accordo su nessuno dei punti da te trattati.- Discuterli singolarmente e ricondurli in un quadro di superamento del rallentamento economico attuale e di futuro sviluppo richiederebbe altro spazio che non quello di un blog.-
Spero vorrai perdonarmi ma francamente trovo le tue motivazioni senza un solido fondamento teorico.- Apprezzo comunque il tuo sforzo di provocare un dibattito sull’argomento.-
P.S. la legge di Gresham evidenzia come il pubblico rifiuti in determinate situazioni la moneta “cattiva”, (destinata a rimanere in circolazione) e trattenga quella “buona” che viene invece tesaurizzata.-

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chinosad
Scritto il 27 novembre 2018 at 14:56

Ho molti amici che stanno mettendo i loro soldi in BT Coin, secondo loro una moneta rivoluzionaria che può solo salire. Secondo me invece si tratta di una truffa bella e buona, visto che nessuno ti regala euro, figuriamoci avere una redditività del 5% al mese! Possono gli organismi di vigilanza permettere uno schema Ponzi così evidente?

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chinosad
Scritto il 27 novembre 2018 at 14:57

Scusate volevo dire DT COIN

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Scritto il 27 novembre 2018 at 21:29

chinosad@finanza,

DT Coin non è una criptovaluta, è uno Scam. Non è quotato su Coinmarketcap, e non ha nulla a che vedere con Bitcoin.
Ne abbiamo già parlato qui su Intermarket and more: Purtroppo gli organi di vigilanza sono lentissimi. Invia ai tuoi amici questo link per aiutarli ad uscire da “DT Coin” che è un classico Schema Ponzi
http://intermarketandmore.finanza.com/cripto-truffe-guida-per-evitare-le-fregature-degli-schema-ponzi-virtuali-84063.html

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Scritto il 27 novembre 2018 at 21:37

dario86@finanza,

Più di qualcuno ritiene che i cicli economici siano causati dalle Banche Centrali.
Puoi ascoltare in proposito i tanti Podcast di questo sito (ex Usemlab)
http://iltruffone.com/elenco-puntate-il-truffone/
Oppure i tanti articoli che traduce in italiano Francesco Simoncelli
https://www.francescosimoncelli.com/2018/11/le-tre-lezioni-del-crash-del-1937.html

L’ho detto, il percorso è lungo: bisogna documentarsi per capire che esistono anche modelli economici diversi da quello del ‘900.

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Scritto il 27 novembre 2018 at 21:48

r.o.i.@finanza,

La Blockchain non funziona se non ha anche un meccanismo di remunerazione dei “validatori”, intrinseco nel sistema. Cioè funziona, ma non è sicura quanto una criptovaluta come Bitcoin. Chi sostiene il contrario lo dice solo per vendere software obsoleti (e ce ne sono tanti) al quale sta tentando un Restyling chiamandolo Blockchain.
E’ un buon argomento per farci un prossimo articolo.

Per le restanti argomentazioni, valgono le premesse: questo è un percorso lunghissimo, sul quale è necessario studiare. Le banche centrali non sono il dio in terra, se ne può fare anche a meno, ma di certo non possiamo chiuderle dall’oggi al domani: ci vuole un modello economico alternativo.
Bitcoin, Ethereum e le altre crypto ce ne stanno proponendo uno.
Vedi i link della risposta precedente.

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r.o.i.
Scritto il 28 novembre 2018 at 11:21

Marco Dal Prà,

Considerata la mia modesta informazione in materia riporto per correttezza quanto specificato da Wikipedia sull’argomento.:
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La blockchain (letteralmente “catena di blocchi”) è una struttura dati condivisa e immutabile. È definita come un registro digitale le cui voci sono raggruppate in “pagine” (dette blocchi), concatenate in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall’uso di primitive crittografiche. Sebbene la sua dimensione sia destinata a crescere nel tempo, è immutabile in quanto, di norma, il suo contenuto una volta scritto è non più modificabile né eliminabile, a meno di non invalidare l’intera struttura.

La blockchain è dunque assimilabile a un database distribuito, gestito da una rete di nodi, ognuno dei quali ne possiede una copia privata. Non è richiesto che i nodi coinvolti conoscano l’identità reciproca o si fidino l’un l’altro. Difatti, per garantire la coerenza tra le varie copie, l’aggiunta di nuovo blocco è globalmente regolata da un protocollo condiviso. Una volta autorizzata l’aggiunta del nuovo blocco, ogni nodo aggiorna la propria copia privata: la natura stessa della struttura dati garantisce l’assenza di una sua manipolazione futura.

Grazie a tali caratteristiche, la blockchain è considerata paragonabile alle banche dati e ai registri gestiti in maniera centralizzata da autorità riconosciute e regolamentate (pubbliche amministrazioni, banche, assicurazioni, intermediari di pagamento, ecc.), e ne rappresenta pertanto un’alternativa in termini di sicurezza, affidabilità e costi.[1][2]

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