CRESCITA ECONOMICA: Europa in movimento, Italia sempre al palo

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RECORD Debito pubblico record per l’Italia. Ormai è arrivato al 133,3%

E’ stata una settimana di transizione, non ci sono stati (finalmente) grossi elementi di volatilità. IL mercato è quasi andato avanti per cinetica. Le news certo non sono mancate. E gli highlights della settimana li potete leggere qui sotto, nel solito “Bulls & Bears” che va a riassumere quanto scritto nell’ultima settima.

Vi invito quindi a rivedere il lavoro che settimanalmente viene prodotto, nella speranza che sia gradito.

Vi chiedo inoltre di condividere con la comunità, se lo ritenete valido, questo post e gli altri articoli del blog, al fine di far conoscere ai vostri amici questo canale di finanza democratica ed indipendente, il quale ha BISOGNO del sostegno di tutti per poter continuare il suo progetto.

Parlavamo della settimana usciente. Come ormai spesso capita, si è parlato anche di politica e di Legge di Stabilità. Quella stabilità economico finanziaria che latita decisamente in questo momento. Soprattutto manca la crescita economica.

L’Italia ha fatto «progressi sostanziali» sul fronte del consolidamento fiscale, ma «la crescita potenziale resta debole, rispetto ai Paesi con lo stesso rating e al resto della zona euro». Lo afferma l’agenzia di rating americana Fitch in una nota. «L’Italia ha fatto passi avanti fondamentali sul fronte del risanamento dei conti» scrive Fitch, aggiungendo che «la recessione, iniziata in Italia nel terzo trimestre 2011, probabilmente finirà nella seconda metà del 2013, dopo una contrazione complessiva di oltre il 4%». L’agenzia di rating Fitch ha quindi confermato il rating dell’Italia a BBB+, mentre l’outlook resta negativo. (Source) 

Come dice Fitch, la situazione tende al miglioramento ma questo non è sufficiente, perché se non si interviene in modo massivo, l’Italia non prenderà il treno della ripresa: Magari si stabilizzerà un po’ ma nulla di più. E mentre gli altri cresceranno, noi continueremo a perdere punti, imprese, PIL.

L’unica cosa  che non smette di crescere è sempre lui il debito.

Debito pubblico record per l’Italia nel secondo trimestre del 2013. Secondo l’Eurostat è arrivato al 133,3%, in crescita del 3 punti percentuali rispetto ai primi tre mesi dell’anno quando era al 130,3%. Il nostro, resta il secondo debito pubblico Ue più alto dopo la Grecia (169,1%) e con uno dei maggiori incrementi tra primo e secondo trimestre di quest’anno. Ma anche il debito pubblico aggregato dei 17 paesi dell’eurozona è salito nel secondo trimestre passando al 93,4% del Prodotto interno lordo e segnando un incremento di 1,1 punti percentuali rispetto al primo trimestre dell’anno. Rispetto al secondo trimestre del 2012, è cresciuto anche il debito pubblico aggregato della zona euro (+3,5 %) mentre quello dell’Ue è salito di 2,1 punti percentuali. (Source) 

Il debito, una piaga che ormai ci tortura da tempo e che innqualche modo deve essere affrontata ediscussa in modo costruttivo. Invece sempre e solo parole. Fino a quando reggeremo questo andazzo?

Buona lettura a tutti ei buon week end!

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Danilo DT

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Commenti (n° 1)Commenta

  1. – ” Fino a quando reggeremo questo andazzo? ” — Non vorrei arrivare ad essere anticatastrofista, ma in un mondo che per scelta politica e di comodo si sta giapponesizzando loro sono a 250 noi a 130 quindi per fallire di strada ne abbiamo ancora parecchia. Buona agonia a tutti.

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