Corruzione: news e approfondimento

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Lo scorso 15 febbraio, la Commissione Europea, tramite comunicato stampa ([1]), ha diffuso i dati dell’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro su un argomento di fondamentale e delicata importanza, visto l’attuale contesto economico: la corruzione.

Cito alcuni passi:

La corruzione resta un grave problema nei paesi dell’Unione europea, con livelli che sembrano essere aumentati negli ultimi tre anni.

Dai dati raccolti emerge che quasi tre quarti degli europei (74%) ritiene ancora che la corruzione sia un grave problema e che sia presente a tutti i livelli di governo. L’8% dei rispondenti afferma di essere stato oggetto di richieste o di aspettative di tangenti nell’ultimo anno.

Queste ultime due frasi mi hanno parecchio impressionato: dopo aver letto l’intero rapporto, riconosco di essere tra le persone che ritenevano tale fenomeno meno grave e diffuso (il motivo della stesura e diffusione di questo post)!

Vi lascio direttamente alle parole pronunciate dalla Commissaria per gli Affari interni, Cecilia Malmström:

“Prendo atto con rammarico che i risultati pratici della lotta alla corruzione in tutta l’Unione europea rimangono insoddisfacenti. Quante volte abbiamo ripetuto che era urgente agire? I cittadini europei si attendono dai governi nazionali passi decisivi. È ora che tali passi siano compiuti”.

Aggiunge:

“La corruzione è un male che distrugge un paese dall’interno, minando la fiducia nelle istituzioni democratiche, indebolendo la responsabilità dei leader politici e facendo il gioco della criminalità organizzata. Possiamo sconfiggerla solo con la volontà e l’impegno dei leader e delle istanze decisionali a tutti i livelli”

Da questa breve premessa vi siete già resi conto di quanto la corruzione sia una delle maggiori sfide che l’Europa dovrà fronteggiare, soprattutto perché:

- riduce gli investimenti (chi rischierebbe i propri capitali in un Paese con un alto tasso di corruzione?);

- ostacola il corretto funzionamento del mercato interno (concorrenza sleale);

- si ripercuote sulle finanze pubbliche.

Si stima che la corruzione costa all’economia dell’UE circa 120 miliardi di euro
l’anno.

Per rendere l’idea, si tratta dell’1% del Pil dell’intera Unione Europea, poco meno del suo bilancio annuale.

Sondaggio Eurobarometro

Approfondisco alcuni aspetti, tratti dal rapporto completo ([2]).

In questo grafico ([2a]) sono riportate, per ciascuna nazione, la percentuale di persone che hanno risposto:

- sono completamente d’accordo (Total “Agree”);

- non sono per niente d’accordo (Total “Disagree”);

- non sanno (Don’t know);

alla seguente affermazione:

La corruzione è un grave problema nel mio Paese

Fonte: Commissione Europea - Special Eurobarometer 374 - Corruption (febbraio 2012), pag. 12.

Nota: per chi avesse difficoltà a riconoscere la corrispondenza delle abbreviazioni usate dei Paesi UE, può aiutarsi con questo link: Codici dei Paesi e dei territori (i codici sono riportati in ordine alfabetico).

Impressionante il dato della Grecia: 98%!

L’Italia è collocata all’87%, anche se rispetto all’ultimo sondaggio (meno di tre anni fa), c’è un incremento del 4% in più di italiani che pensa che tale fenomeno sia uno dei problemi maggiori del nostro Paese. Gli indecisi (non sanno) sono rimasti invariati.

I Paesi più virtuosi, almeno secondo la percezione degli intervistati, sono: Svezia, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Danimarca (la migliore).

Interessante notare anche che, tra gli intervistati, chi ha la maggiore percezione del fenomeno della corruzione, appartiene ai seguenti “gruppi sociali”:

- le persone che fanno fatica a pagare i loro conti;

- chi ha abbandonato l’educazione scolastica a 15 anni;

- i disoccupati, le casalinghe ed i pensionati.

Al contrario, chi percepisce meno diffuso tale fenomeno sono:

- i giovani con età compresa fra 15 e 24 anni;

- chi ha completato gli studi dopo i vent’anni, oppure ancora studia;

- uomini d’affari e studenti;

- quelli che “non hanno quasi nessun problema” a pagare i loro conti.

Per quanto riguarda la corruzione nella Pubblica Amministrazione, dal sondaggio emerge che ben tre quarti degli europei sostiene la sua esistenza nelle istituzioni di livello nazionale, regionale e locale.

Giusto per la cronaca, la Grecia totalizza rispettivamente il 99 (nazionale), 95 (regionale) e 95% (locale) di consensi!

In Italia non siamo molto distanti: 95, 92 e 92% (in crescita, rispetto all’ultimo sondaggio, di rispettivamente 6, 6 e 3%).

La Danimarca rimane sempre la più virtuosa: 25, 22 e 22%!

La media UE è 79, 75 e 76% (in ribasso, rispetto al precedente sondaggio, del 4, 6 e 5%).

E dell’Unione Europea… cosa ne pensano?

Ben il 73% degli intervistati ritiene che la corruzione si annidi anche all’interno delle istituzioni europee!

E a livello d’impresa?

Aspetto da non sottovalutare: due terzi (67%) degli europei sostiene che la corruzione appartiene alla cultura d’impresa del loro Paese.

Riporto il dettaglio in questo grafico ([2b]):

Fonte: Commissione Europea - Special Eurobarometer 374 - Corruption (febbraio 2012), pag. 32.

Purtroppo l’Italia, in questa non invidiabile classifica, si colloca in seconda posizione : 89% contro il 67% della media UE.

La migliore è sempre la Danimarca: 21%.

Quanto si ritengono informati i cittadini europei sul livello di corruzione del loro Paese e di quello UE?

Hanno adeguata conoscenza del grado di diffusione della corruzione nel proprio Paese solo un terzo degli intervistati, mentre uno su cinque si considera per niente informato.

Però ben metà degli europei ha le idee chiare sull’aumento di tale fenomeno negli ultimi 3 anni!

Quanto è diffusa la corruzione?

La maggioranza degli europei sostiene che la corruzione sia diffusa in tutti i settori pubblici.

Non sorprende che sia considerato come peggiore settore… proprio la politica (57%).

In Italia lo pensano il 67% per i politici di livello nazionale, 57% per i regionali e 53% per i locali. Tutti e tre dati sono in aumento rispetto al precedente sondaggio: 5, 4 e 1% rispettivamente.

A titolo di confronto in Grecia siamo a 78, 66 e 68% (4, 6 e 9% in più, dalla precedente rilevazione).

L’esperienza personale dei cittadini europei.

L’8% dei cittadini europei sono stati vittime di un episodio di corruzione negli ultimi 12 mesi.

Nel seguente grafico ([2c]) è mostrato il dettaglio delle percentuali dei cittadini europei a cui è stato chiesto (o da cui si aspettavano) una tangente per l’erogazione di un servizio nell’ultimo anno.

Fonte: Commissione Europea - Special Eurobarometer 374 - Corruption (febbraio 2012), pag. 62.

Chi deve combattere e prevenire tale fenomeno?

Quando è stata fatta questa domanda, i cittadini europei hanno risposto che in prima linea ci dovrebbe essere il Governo (63%) e poi il sistema giudiziario (59%).

Meno persone considerano le forze di polizia (46%) e ancor meno… se stessi (43%)!

In Italia, come risposte, siamo molto vicini alla media UE.

Interessante poi notare come la maggioranza sostiene che la corruzione sia un fenomeno inevitabile e sempre esistito.

Non per niente, la gran parte considera il fenomeno legato alla criminalità organizzata (57%). In Italia lo pensano ben il 79% delle persone!

D’altronde ben due terzi non crede nel successo delle azioni giudiziarie (processi) nello scoraggiare la corruzione.

Mi fermo un attimo per alcune considerazioni.

E’ già chiaro dal sondaggio Eurobarometro, di quanto la corruzione incida sul buon funzionamento delle istituzioni pubbliche e dell’azione di governo, del suo effetto distorsivo sugli scopi ed effetti dell’azione politica pubblica, della sua influenza sull’efficienza dell’allocazione delle risorse, e di come danneggi il settore privato (compreso il suo sviluppo) ed in particolare i ceti sociali più deboli (i più poveri che, guarda caso, hanno il maggior livello di percezione della corruzione).

Quindi come possiamo agire per arginare questo fenomeno ad un livello “sostenibile” e fisiologico (è pura utopia pensare di eliminarla del tutto… ricordiamo che alla base costituisce sempre il frutto dell’uomo… un essere imperfetto)?

Trasparency International

Trasparency International è un’organizzazione globale non governativa e senza scopo di lucro, fondata nel 1993, che si è posta l’obiettivo primario del “controllo della corruzione“.

Tale obiettivo consiste nell’azione di controllare e tenere a freno il fenomeno della corruzione, mediante la mobilitazione di una coalizione globale, che promuova e rafforzi l’integrità dei sistemi nazionali ed internazionali, in maniera indipendente dal sistema culturale, economico, politico e sociale di ciascuna nazione.

In pratica tale movimento (e la sua azione) contro la corruzione deve essere unico e globale: attualmente è diffuso in circa 90 Paesi.

La Presidente della sezione italiana dell’organizzazione Maria Teresa Brassiolo, nello spiegare che “la corruzione non è un destino ineluttabile, ma un sistema culturale” ([3]), cita una frase (tratta da uno scritto sull’Età dei Comuni) del noto economista, girovago del mondo, Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, storico e critico letterario svizzero (1773-1842). In campo economico il suo maggior contributo fu la scoperta dei cicli economici (oltre a studiare le teorie di Adam Smith):

“Non appena si entrava in uno Stato libero si poteva contare di trovarvi la lealtà nei negoziati e nei trattati, lo zelo per il bene di tutti nelle alleanze, il coraggio e la costanza nelle avversità, la liberalità dei più ricchi verso i più poveri nella calamità, l’energia del popolo per reprimere le ingiustizie e le violenze. Al contrario entrando negli Stati dei tiranni, vi si trovava un governo che si sosteneva mediante il crimine, la perfidia e la corruzione; delle spie sorvegliavano e denunciavano i sentimenti generosi, abusavano dei legami familiari e di vicinato per trasformarli in trappole, insegnavano che la prudenza del suddito consiste nel diffidare di tutti e nel non immischiarsi negli affari altrui. L’assassinio, l’avvelenamento e la corruzione lì erano mezzi comuni di governo”

Dopo mezzo millennio, sono stati eliminati quasi del tutto l’assassinio e l’avvelenamento (non dappertutto)… ma non la corruzione!

Tale organizzazione, pubblica annualmente un interessante e dettagliato rapporto sulla corruzione nel mondo, oltre ad aggiornare il Corruption Perception Index (CPI).

Si tratta di un indicatore, molto utilizzato nel settore della ricerca scientifica, che misura il grado di corruzione percepito nel settore pubblico: misura il grado con cui si pensa che la corruzione esista tra i politici e i pubblici ufficiali.

L’indice oscilla tra zero, un Paese interamente corrotto, e dieci, una nazione interamente pulita.

Come spiegavo prima, tale indice focalizza l’attenzione sulla corruzione nel settore pubblico, definendola come:

“l’abuso del pubblico ufficio per un guadagno privato, attraverso, per esempio, la corruzione di pubblici ufficiali, la riscossione di tangenti per appalti pubblici, l’appropriazione indebita di fondi pubblici, ecc.”

In dettaglio si tratta di un indice composto, derivato da un “sondaggio di sondaggi”, il cui numero varia di anno in anno, svolti da differenti istituzioni indipendenti.

Tali sondaggi analizzano e riassumono le valutazioni soggettive di studiosi, analisti politici e finanziari, uomini d’affari e del pubblico (quest’ultimo però solo a partire dal 1997).

Non vi sono rappresentati tutti i Paesi perché, per la sua efficacia (nel calcolo del CPI), richiede la presenza di almeno un certo numero di studi.

Preciso che il CPI non rappresenta una valutazione dell’esatto livello di corruzione di ciascun Paese, ma piuttosto una misurazione della percezione di tale fenomeno da parte degli interpellati, specie per il suo impatto sulla vita istituzionale, economico-commerciale e sociale.

E’ indubbio come, la pubblicazione di un indice del genere, abbia contribuito con un impatto benefico su molte politiche nazionali rivolte al contrasto di un fenomeno così importante, oltre a permettere la formazione di un’opinione pubblica sull’argomento (forse l’aspetto più importante).

Non per niente dalla sua prima pubblicazione (risalente al 1995) molte organizzazioni internazionali, hanno coinvolto spesso la Trasparency International, nel decidere ed articolare idonee politiche contro la corruzione (lo vedremo dopo).

Alcune di queste organizzazioni sono: le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, il Consiglio d’Europa, l’Unione Europea, L’OCSE, la Coalizione Globale per l’Africa, ecc.

Vi riporto l’ultimo aggiornamento dell’indicatore, risalente al 2011 ([4]):

Fonte: Trasparency International - Report Corruption Perpection Index 2011

Notare la coincidenza di molti risultati con quelli dell’Eurobarometro.

Anche qui la Danimarca è ai primi posti (seconda, dietro la Nuova Zelanda), mentre l’Italia è al 69° posto (con un punteggio di 3,9), dietro il Ghana (68°) e poco prima della Cina (75°).

Consoliamoci… con la Grecia peggio di noi (80°), anche se non di molto.

Il problema è che tra i Paesi dell’Unione Europea, l’Italia e la Grecia… sono gli ultimi due!

GRECO.

Si tratta del Gruppo di Stati contro la Corruzione (Group of States against Corruption), organismo del Consiglio d’Europa fondato nel 1997, deputato alla prevenzione e al contrasto della corruzione a livello europeo (e non solo).

Si occupa di individuare le lacune presenti nelle attuali misure, adottate a livello europeo, rivolte al contrasto di tale fenomeno, individuando le necessarie riforme legislative, politiche e soprattutto pratiche, e richiedendone poi, da parte dei singoli Stati aderenti, l’approvazione ed applicazione.

In pratica controlla il rispetto dei molteplici strumenti giuridici rivolti alla criminalizzazione della corruzione nel settore pubblico e privato, la responsabilità e il risarcimento dei danni causati da corruzione, operata sia da funzionari pubblici sia attraverso il finanziamento dei partiti politici.

Anche se non ha un “mandato” per misurare i fenomeni di corruzione che avvengono nei Paesi membri (come Trasparency International), fornisce loro delle raccomandazioni in materia di repressione e prevenzione della corruzione, analizzandone approfonditamente la situazione.

Attualmente conta circa cinquanta nazioni aderenti, USA compresi.

L’Italia vi ha aderito soltanto pochi anni fa, il 30 giugno del 2007.

Approfondimento sull’Italia.

Partiamo subito con alcuni passi tratti dal Rapporto sull’Italia adottato dal citato Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) nel 2009 ([5]), che descrive la situazione italiana:

“… la corruzione nella pubblica amministrazione è molto diffusa e favorita da alcune caratteristiche specifiche del sistema amministrativo italiano, come un meccanismo di reclutamento e promozione alquanto oscuro ed inefficiente.”

“… in Italia la corruzione è profondamente radicata in vari settori della pubblica amministrazione, della società civile e del settore privato: il pagamento di tangenti sembra essere una prassi comune per ottenere licenze ed autorizzazioni, appalti pubblici, transazioni finanziarie, per facilitare il superamento di esami universitari, per praticare la medicina, per concludere accordi nel mondo del calcio, ecc.”

“… ci sono motivi sufficienti per ritenere che esistano collegamenti tra la corruzione e la criminalità organizzata, in particolare, a livello locale e nelle regioni meridionali dell’Italia (area del Mezzogiorno). Analogamente alcuni settori dell’amministrazione pubblica sono più colpiti di altri, soprattutto quelli in cui l’influenza dei funzionari locali sulle decisioni di natura economica è relativamente elevata. Lo studio mette in evidenza alcuni settori della pubblica amministrazione in cui il rischio è particolarmente alto, in particolare la pianificazione edilizia, l’ambiente (come mostrato per esempio nei processi di gestione dei rifiuti in particolare nell’area di Napoli), appalti per forniture (fondi nazionali e fondi di coesione e strutturali dell’UE), settore della sanità, giudiziario (un aumento del 65% di casi di corruzione denunciati nell’ambito del settore giudiziario è stato rilevato tra il 2005 ed il 2006), ecc.”

Poi precisa che:

“L’Italia è al 55° posto su 180 paesi nell’indice di Transparency International del 2007 (è al 26° posto tra i 31 paesi europei), con un punteggio di 4.8 su 10 (rispetto al 5.2 su 10 nell’indice del 2007)”

Da allora, come avete visto prima nella classifica di Transparency International, siamo peggiorati… e non di poco!

Poi in merito alle principali iniziative anticorruzione:

“L’Italia non ha un programma anticorruzione specificamente coordinato. In ogni caso, le autorità hanno fatto riferimento ad una serie di misure che si ritiene abbiano avuto un impatto significativo in questo settore quali l’introduzione della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (comprese sia sanzioni per reati commessi dalla società, che incentivi per dotarsi di schemi di autoregolamentazione di prevenzione della corruzione/etici), l’istituzione di un servizio specializzato anticorruzione, ecc.”

Ovviamente da quella volta… la situazione è cambiata.

Credo che pochi sono al corrente che l’Italia, con la Legge n. 116 del 3 agosto 2009, ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, designando un’Autorità Nazionale Anticorruzione, individuata nel Dipartimento della Funzione Pubblica ([6]).

Il 23 dicembre dell’anno scorso, il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Patroni Griffi aveva addirittura istituito un’apposita Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, con i seguenti compiti:

- fornire quanto prima, delle proposte di emendamento al disegno di legge in materia di anticorruzione (attualmente in discussione alla Camera), rivolte soprattutto alla prevenzione di tale fenomeno;

- predisporre, con più tempo, un Rapporto su tale materia che fosse in grado di identificare le politiche, modalità e misure da adottare per la prevenzione della corruzione nel settore pubblico.

In comunicato stampa dello scorso 30 gennaio ([7]), sono stati portati alla luce i primi risultati, con una serie di proposte.

1. Piani di prevenzione. Da adottare da parte delle singole amministrazioni, seguendo il modello del “risk management”: cioè individuando quei settori in cui si annida il rischio corruttivo, per permettere l’attuazione di adeguati programmi di prevenzione (mappatura, promozione della cultura contro la corruzione, identificazione degli eventi, auditing, ecc.).

2. Premi per il dipendente che segnala illeciti, con garanzia dell’anonimato.

3. Monitoraggio dei rapporti contrattuali tra l’amministrazione e le controparti, compresi i procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici (tipo la concessione di contributi), compreso un sistema di rotazione dei funzionari che lavorano nei settori più a rischio (di corruzione).

4. Nuove incompatibilità, per regolare meglio l’indipendenza del rapporto tra titolari di incarichi amministrativi e gli interessi esterni (parentele, conflitti di interesse, ecc.).

5. Potenziale licenziamento disciplinare, nei casi di fenomeni di corruzione e/o conflitti di interesse.

6. Pubblicità dei patrimoni dei dirigenti e dei titolari di incarichi politici (sia elettivi sia nominativi) inclusa la situazione patrimoniale complessiva al momento dell’incarico, comprese la titolarità di imprese o le partecipazioni azionarie, fino al secondo grado di parentela.

Interessante notare come, nella premessa della relazione ([8]), la stessa Commissione anticorruzione, per quantificare la diffusione di tale fenomeno, abbia fatto ricorso ai dati del precedente sondaggio Eurobarometro (del 2009), dell’organizzazione Trasparency International e di alcune delle citazioni del rapporto GRECO sull’Italia che ho riportato prima.

Nota: per chi volesse approfondire l’argomento, la relazione completa della Commissione la potete trovare, come sempre, in fondo al post, dove sono riportate tutte le fonti.

Attualmente il disegno di legge anticorruzione, A.C. n. 4434, ([9]) il cui iter è iniziato quasi due anni fa (!), dopo essere passato in Senato, è all’esame delle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera.

L’arrivo in Parlamento per il suo esame, inizialmente previsto per il 27 febbraio, è slittato ulteriormente ([10]).

Speriamo bene!

Infine, ricordo le recenti parole che il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2012, ha proferito in merito all’illegalità, corruzione e malaffare ([11]):

“fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui
dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”

Dimensioni che recentemente, come riportato dai mass-media ([12]), sono state quantificate  in circa 60 miliardi di euro, di cui le casse dello Stato, con l’attuale recessione in corso, ha disperatamente bisogno!

Mi fermo qui.

Spero, con questo post, di aver fatto un po’ di luce su un argomento delicato e complesso, che spesso rimane nel buio, in buona compagnia con gli altri temi non approfonditi dai mass-media.

Buona riflessione.

Lampo.

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[1] Commissione Europea – Comunicato Stampa: Eurobarometro: la corruzione è in aumento? - Riferimento IP/12/135 (15 febbraio 2012).
[2] Commissione Europea – Il sondaggio di Eurobarometro completo: Special Eurobarometer 374 – Corruption (febbraio 2012):
- [2a] Grafico a pag. 12.
- [2b] Grafico a pag. 32.
- [2c] Grafico a pag. 62.
[3] Trasparency International ItaliaLa corruzione non è un destino ineluttabile, ma un sistema culturale.
[4] Trasparency InternationalReport Corruption Perpection Index 2011 (dicembre 2011).
[5] GRECO – Ministero della GiustiziaRapporto sull’Italia adottato dal Gruppo di Stati contro la corruzione (2 luglio 2009). Per chi vuole approfondire l’argomento può trovare sul sito del Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione informazioni sull’ultimo rapporto GRECO del 14 giugno 2011, comprese le 22 Raccomandazioni con le risposte del Governo italiano.
[6] Governo ItalianoAnticorruzione. - Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione
[7] Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione – Comunicato Stampa: Lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione (30 gennaio 2012).
[8] Ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazioneRelazione della Commissione anticorruzione.
[9] Camera dei Deputati – Lavori preparatori dei progetti di legge – Atto n. 4434: Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione.
[10] AdnkronosDdl anti corruzione, slittano i tempi (16 febbraio 2012).
[11] Corte dei Conti –  Inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 Relazione orale del Presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino (16 febbraio 2012).
[12] IlSole24Ore - La corruzione pesa per 60 miliardi (17 febbraio 2012).

 


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Commenti (n° 20)Commenta

  1. Gran bel post lampo sei u grande.
    Ciao ciao

  2. Ottimo Lampo… leggete, meditate, condividete…

  3. E’ interessante notare che il settore della politica è la più esposta e proprio dal governo ci attendiamo delle risposte. Al punto 5 del disegno di legge anticoruzzione dovrebbe esserci scritto certo e non potenziale. Grazie alla non certezza della pena e conseguente non scontata detenzione in carcere otteniamo queste elevate percentuali. Basterebbe anche un solo politico condannato e incarcerato perché le cose cambino, anzi sarebbe proprio il politico che ti chiederebbe di poter costruire delle carceri più umane che ci costerebbero meno grazie al calare delle bustarelle. Grazie Lampo per la tua continua informazione e per il tuo costante impegno.

  4. Grazie a tutti… (tempo permettendo… nel mio piccolo, faccio quel che posso).

  5. La corruzione è fenomeno che ha assunto carattere endemico soprattutto nel nostro paese. Anni fa l’italia si era illusa di poterla sconfiggere per le vie giudiziarie. Occorreva invece un intervento della politica che facesse pulizia al suo interno, dato che quella era la prima a versare in situazioni poco chiare. Cio’ non è stato e noi siamo andati sempre a votare.

  6. Ottimo ed esauriente articolo.

    Gioverebbe però ricordare, per trasparenza e nella speranza di spezzare le catene del pensiero indotto, che le fonti da cui traiamo quasi sempre i dati e le notizie ricevono “finanziamenti indipendenti” sempre dalle stesse fonti.

    Orami basta presentarsi come “non governativi e indipendenti” ed ecco le varie neo-bibbie.

    Tanto per citare i più noti:
    Transparency international così come Freedom House, sono finanziati sempre dai soliti che pretendono che tutto il mondo debba essere governato a suon di “bombe reali o finanziarie” perseguendo il pensiero unico ben rappresentato dall’”open society”.

    Ben rappresentati poi in Italia sempre da persone portatrici di “interessi indipendenti”.

    Insomma così come per la diversificazione degli investimenti, non sarebbe male avere una diversificazione delle idee.

    Con rispetto, e per crescere tutti insieme.

    Grazie Lampo

  7. andmoney@finanzaonline,

    Oggi più che mai, il concetto di “indipendenza” è quanto mai arbitrario… al punto da richiedere quasi quasi un cambiamento della definizione!

    Sostengo però che rendere “veramente pubblici”, in linguaggio semplice e comprensibile, dei dati racchiusi in rapporti che… quasi nessuno legge (a livello di opinione pubblica) aiuti molto a realizzare le finalità teoriche delle organizzazioni che ci stanno dietro (quelle scritte con belle parole nello Statuto).

    Non per niente ho precisato che la corruzione fa parte della natura umana, specialmente quando il profitto diventa facile ed immediato.

    Il problema è che, superando certi livelli, minaccia l’intero sistema economico (oltre a danneggiarlo). Paradossalmente… anche chi pensava di arricchirsi lasciando corrompersi.

    Provate a chiedervi quanti dei funzionari greci che, negli ultimi anni, si solo “lasciati trasportare” da interessi immediati , solo per un profitto facile, oggi sono sul lastrico, in compagnia del pensionato o lavoratore che si è impegnato onestamente tutta la vita.

  8. Intrusione futuristico-comica da ZH:

  9. Estremamente interessante il post di Lampo. Tutti, credo, a parte il brontolare, alla fine ignoriamo il problema da un punto di vista razionale. Tipo: anche oggi piove, apriamo l’ombrello.
    Quel che penso io da un punto di vista generale è che la corruzione sia “sistemica” e non sia un fatto latino che rende diversi noi Italiani dagli altri anche se esistono delle specificità nazionali.
    Lo scopo della corruzione e di generare sovraprofitti o garantirsi il mercato forzando le regole.
    Maestre, in questo, sono le multinazionali finanziarie-industriali anglosassoni che riescono a comprarsi interi governi o parti di essi a livello internazionale e a casa loro. Per cui non accetto, come italiano, “lezioni” da chi ne fa una pratica costante e ha la trave nell’occhio.
    L’Italia è una Repubblica oligarchico-clientelare, la conseguenza di questa struttura socio-economica e di controllo sociale è che il sistema corruttivo è diffuso organicamente in tutti gli aspetti della vita pubblica e civile, anzi, ne è il sostentamento e la perpetuazione. E’ un sistema che ha trovato la sua piena espansione coi massimi della spesa pubblica fuori controllo e del denaro facile. E’ anche superato, non è efficiente e nella corruzione che parte dall’alto devono sottostare ad una serie infinita di ricatti, niet e vessazioni per cui la torta ridotta dalla crisi, non può essere affettata ulteriormente.
    Forse oggi, grazie alla sempre presente fame di lor signori, anche per motivi di più efficiente esproprio, assisteremo a tre cose: una vera battaglia alla corruzione diffusa, all’evasione fiscale, ad un cambiamento delle forme di governo e partitiche verso modelli di “democrazia dei manichini” delle lobbies di stampo nordamericano (non credo funzionerà, è in crisi anche lì).
    Guardando il bicchiere dal lato mezzo pieno, se non diventiamo prima come il messico, ci sarà una semplificazione della vita sociale e dovremmo occuparci solo di cosa combinano le lobbies.

    Oggi non c’è più trippa per gatti, si sono mangiati anche i gatti.

  10. Capirò che fanno sul serio, chiunque sia, quando, ad es.: ricondurranno tutta l’amministrazione pubblica dentro la contabilità dello Stato e centralizzeranno a livello informatico proprio tutto. Con tutto intendo dire qualsiasi ente od agenzia fino alle municipalità che usa o gli vengono assegnati soldi pubblici. Che ogni dipendente pubblico sia soggetto a controllo incrociato tra tenore di vita, beni posseduti e reddito. Che non siano più possibili incarichi incrociati o benefit di qualsiasi tipo tra amministrazioni che dovrebbero procedere a controlli reciproci. Che non siano più possibili benefit che preludono alla costruzione di bande interne alla PA. Che non ci sia più commistione tra dipendenza dal pubblico e attività condotte privatamente. Che le imprese non possano aver nessuna voce in capitolo sulle carriere dirigenziali… Ce ne è… Che concorsi interni ed esterni siano una cosa seria e non una buffonata basata su competenze inesistenti ma molto ben documentate… Non ci vorrebbe molto. Fantascienza?

  11. idleproc@finanza,

    Per quanto riguarda le aziende e le multinazionali… è possibile agire, in maniera semplice, da parte di ognuno di noi. Quando si vanno a fare acquisti… informarsi prima su cosa si compra e anche da quale Paese d’origine proviene (prime cifre del codice a barre). Poi ci sono alcune associazioni, che da diversi decenni affrontano l’argomento, effettuando anche dei test a livello etico sulla produzione da parte di molte multinazionali. Quindi più orientiamo… o meglio, in questo caso, disorientiamo gli acquisti… maggiore sarà l’attenzione posta dalle multinazionali alla filiera produttiva, etica compresa, pur di non perdere quote di mercato.
    Preciso che non intendo le semplici manovre di boicottaggio momentaneo, che molti propagandano (secondo me non servono a niente)… solo un consumo più responsabile e con maggiori conoscenze… può, sul lungo termine, cambiare le cose.
    Pensiamo solo ai crash test delle auto… se non ci fosse stata così tanta attenzione da parte dell’opinione pubblica… non saremmo arrivati ai risultati odierni in termini di affidabilità (anche per i pedoni!).
    Credo che anche la finanza… sia un settore che avrebbe solo da guadagnarci… e forse, la finanza islamica (di cui sto approfondendo alcuni aspetti)… è molto più avanti della nostra. In altri purtroppo no.
    Quindi dobbiamo per forza incrementare la nostra cultura finanziaria… per cambiare la finanza odierna… e chi ha gioco facile. :roll:
    D’altronde anche quando acquistiamo un prodotto finanziario… finanziamo ciò che ci sta dietro e orientiamo la domanda.

  12. lampo,

    Hai ragione, si possono fare molte cose… una premessa è che l’apparato pubblico sia del cittadino, una sua estensione organizzativa della vita sociale, la sua garanzia contro il sopruso e che risponda solo alle leggi e ai regolamenti volute dai Cittadini.

  13. idleproc@finanza,

    Il problema è che per quanto riguarda le leggi e i regolamenti… spesso sono talmente numerose e ingarbugliate (decreti legge in una materia che modificano parti di legge di un’altra, leggi che modificano commi di altre leggi, abrogazioni, ecc…) che a volte, persino il legislatore stesso… ha difficoltà nell’aggiornamento e nel mantenere un testo coordinato di tutte le variazioni (recentemente è capitato di abrogare un comma di una legge… che era già stato abrogato). Immagina poi a rimanere aggiornati, dovendosi leggere tutti i decreti… per vedere se hanno approvato qualche comma che riguarda la materia che seguo… (per inciso… sto guardando ogni giorno la gazzetta ufficiale in attesa del decreto che dovrebbe spiegare l’applicazione dell’imposta di bollo… come avevo descritto nel post… infatti non è ancora uscito… e siamo a febbraio!)
    Non posso entrare nello specifico.

    Bisognerebbe istituire una nuova Commissione che si occupi solo di preparare testi unici ordinati che riuniscano per materia i pezzi del puzzle sparsi in migliaia di articoli di diverse leggi.

    Poi bisogna istituire un’altra Commissione… che si occupi di trovare lavoro ai numerosi avvocati che abbiamo in Italia (vi ricordate il grafico che avevo mostrato in un post sulla disoccupazione?) :roll:

    Quindi sarà un compito molto arduo… che francamente… non ritengo possibile, almeno finché non si cambia mentalità… anche a livello di occupazione desiderata. :!:

  14. Davvero completo. Finalmente si parla anche di corruzione nel privato a confermare che il problema della corruzione NON è legato alla politica e ai politici. Non voglio difendere i politici, tutt’altro, ma credo che li si concentrano solo gli interessi più forti visto le somme in gioco sono enormi. Il problema sta prima di tutto nelle persone che se sono “balorde” lo sono nella politica, nel lavoro, o ad esempio nello sport. Il degrado è totale. Abito a Parma e come saprete siamo finiti spesso sulle cronache nazionali per questi argomenti ed è una vergogna penasre a quanto hanno fatto chi ci ha preceduto perchè il nome della nostra città fosse identificato come eccellenza ed ora invece sia ha quasi timore a rivelare la propria provenienza. Su questo mi permetto di segnalare il libro della De Monticelli intitolato “Laquestione morale”.
    Grazie a Lampo per il lavoro.

  15. shanti@finanza,

    Hai presente il “nodo gordiano”? E’ l’alibi per mantenere lo status quo. Cancelli e rifai secondo ragione pubblica e senza mediazione clientelare.

  16. lampo,

    Scusami
    idleproc@finanza,

    ho sbagliato link, anche ipercavitazione ho sbagliato quando è supercavitazione. Serata no. :roll:

  17. lampo,

    Intendevo dire che è necessario “rifare” la legislazione corrente e i regolamenti correnti. Smetterla coi righi e commi modificati. Uno dei diritti fondamentali di un cittadino e poter conoscere le leggi a cui deve rispondere, tributarie o meno. Non si può continuare col gioco dell’oca legale. Abbiamo bisogno di una costituente e con una classe politica che non sia l’attuale che ha in corso l’ennesimo tentativo di riciclo. La Repubblica deve essere rifondata. Altrimenti non ne usciremo mai.

  18. Credo che abbiamo fatto il punto sul vero punto “nevralgico” della questione italiana ANCHE e sopratutto a livello di competitività.
    Se andiamo a fare un excursus storico, ci accorgeremmo (e non senza stupore) che esiste SEMPRE una correlazione diretta (e inversa) tra il livello di corruzione e lo sviluppo economico di un’area.
    L’impero Romano declino’ in corrispondenza del salire del livello della corruzione a livello amministrativo (E Diocleziano lo capi’ bene), La Repubblica di Venezia si sviluppo’ in corrispondenza della creazione di un sistema che “tenesse a bada” le oligarchie almeno a livello della Repubblica, il tessuto economico lombardo si sviluppo’ anche per la presenza dei funzionari asburgici, e potremmo fare altri mille esempi, in un senso e nell’altro.

    Anche a livello attuale abbiamo degli esempi “plastici” di come paesi potenzialmente ricchissimi quali lo Zimbabwe, il Congo o parecchi centroamericani siano alla miseria nonostante appunto risorse naturali, funzionali ed umane elevatissime. Lo stesso Brasile è uscito dal “tunnel” della povertà e del sottosviluppo SOLTANTO mettendo una classe dirigente all’altezza della situazione.

    Ergo la questione è CENTRALE anche e sopratutto in forma “strategica” sia per l’Italia che per l’Europa.

    Detto chiaramente occorre porre la questione come PRIMARIA sia a livello politico che sopratutto come priorità di scelta sia economica che strutturale.

    E’ assolutamente FALSO che la corruzione sia un male “ineliminabile”, il problema è in primis CULTURALE.
    In primis va abolito il segreto bancario in tutte le sue forme, nessuno (e dico NESSUNO) deve aver paura di far conoscere ad altri quanto possiede (in primis all’autorità giudiziaria e fiscale, ma ANCHE agli altri cittadini), ed obiezioni (oddio cosi’ mi arrivano i ladri) sono risibili, in quanto TUTTI sanno che sia ladri che malviventi vari sanno benissimo chi e come andare a colpire, senza bisogno di alcuna pubblicità.
    In secondo luogo va profondamente il criterio di aggiudicazione degli appalti, con un meccanismo che preveda che l’ente banditore NON sappia (ma davvero) chi è l’aggiudicatore dell’appalto e che il medesimo meccanismo venga verificato da ente esterno a doppia incognita, ovvero chi verifica (a livello tecnico) NON sa chi appalta e chi è il vincitore ma analizza soltanto (e in altro LUOGO) la parte tecnica, mentre chi analizza i partecipanti (per le verifiche di congruità e di capacità (e NON lo stesso ente) NON sappia QUALE appalto e dove si è svolto. La questione non è affatto nè lunga nè farraginosa se applicata con metodo (e con l’informatica) e con la cura di delineare perfettamente le competenze. Si elimina anche tutta quella parte di “certificazione” dell’impresa (dall’Antimafia a mille altri) che è soggetta a falsificazioni e sotterfugi di ogni genere.
    Detto chiaramente, NON deve nemmeno esistere alcun contatto tra l’amministrazione pubblica e fornitori. Ergo tutte le sedute (e appuntamenti) di qualunque amministratore pubblico e/o politico devono essere a porte APERTE, nonchè registrabili e visionabili su webcam.

    Eccessivo? Ma manco per idea, è una questione CULTURALE, non è il grande fratello, si chiama TRASPARENZA.

    In terzo luogo va introdotta (come ho già detto) la responsabilità personale e in solido ((ed in proporzione al ruolo) sugli atti per TUTTI gli amministratori pubblici.

    Un’altra cosa andrebbe ricordata, ovvero che non si parla del “libro dei sogni” ma di questioni che semplicemente DEVONO andare in agenda, e per far questo non occorre nessuna rivoluzione, ma che ciascuno di noi le condivida appieno. Come diceva qualcuno, “se ho un sogno da solo rimane un sogno, se siamo in due è la realtà che comincia a formarsi”.

  19. lukeof@finanza,

    Per quel che può contare sono il secondo e spero proprio che il tutto vada in agenda. Intanto sembra che con parte dei proventi dell’ evasione si possa ridurre l’aliquota irpef dal 23% al 20% e forse non ci sarà l’aumento iva a ottobre. A questo punto mi auguro una serie di controlli più capillari e seri.