Come posso (REALMENTE) cancellarti il debito pubblico

Scritto il alle 17:52 da Danilo DT

Ho sempre cercato di tenermi fuori dalla politica e di certo non cambio strategia proprio in questo momento dove i gialloverdi (mix di M5S e Lega) stanno farfugliando un qualcosa di molto strano e certamente temuto dall’Unione Europea.

L’Europa sembra preoccupata dal fatto che il governo Lega Nord, Movimento 5 Stelle non riesca e far scendere il debito pubblico, come invece richiesto (obiettivo, taglio di 250 miliardi), e di conseguenza i mercati hanno aperto in maniera preoccupante. Si tratta di una valore massimo da metà gennaio, anche se siamo lontani dai periodi di crisi di quattro/cinque anni fa in cui avevamo imparato a conoscere lo spread, e durante i quali lo stesso indice era schizzato alle stelle, scombussolando i mercati. (Source)

Nella loro sfrontatezza, i gialloverdi hanno detto una grande verità. Rientrare sul debito pubblico è molto difficile. L’unico modo sarebbe quello di agire sulla crescita. Infatti più PIL migliorerebbe automaticamente il rapporto debito/PIL. Ma si sa, la crescita economica latita. E allora bisogna cercare strade alternative.

La prima proposta è quella di una cancellazione del debito parziale da parte della BCE. Ipotesi che ora è data per “superata” ma che è stata pensata e quindi non proprio farlocca. Certo, la cancellazione di 250 miliardi di BTP in pancia alla BCE è una cosa che si può anche chiedere ma che può solo essere rimandata al mittente. Infatti vorrebbe dire segnare in bilancio una bella perdita per l’esercizio 2018. E se anche per assurdo (ma molto assurdo) si decidesse per l’abbuono, ci sarebbe un ulteriore problema. Le banche centrali dell’UE hanno un patrimonio che è pari a “SOLI” 102 MILIARDI ovvero nemmeno la metà della cifra oggetto di sconto.

Inoltre, in pochi sanno che i titoli italiani in pancia alla BCE in realtà…non sono in pancia alla BCE ma sono dentro il dossier titoli della Banca d’Italia. Quindi se dovessimo mai arrivare alla cancellazione del famoso pacchetto di BTP posseduto dalla BCE, sarebbe la Banca d’Italia a dover pagare dazio. E state pur certi che il patrimonio della stessa è decisamente inferiore a quella cifra. Sarebbe quindi necessaria una urgente ricapitalizzazione da parte delle azioniste banche italiane. E allora…quando ci costerebbe questa cancellazione? Nell’effettivo molto di più…
E allora, non esiste via di fuga?

Il caso GRECIA fa scuola

In realtà torniamo al solito discorso che ho già fatto mille volte. Abbiamo in UE il precedente e si chiama Grecia. Quello che potrebbe succedere è proprio una gestione del problema “debito pubblico” come si è fatto con la Grecia. Una ristrutturazione del debito (ebbene si, è un default pilotato) dove a pagare non sarebbe la BCE ma il retail e le banche.

Già ve l’ho spiegato in passato. Sarebbe facile e MOLTO doloroso per noi, italiani, decidere un bel giorno di diminuire il valore nominale dei nostri BTP. A titolo di ESEMPLIFICAZIONE (e non come ipotesi realistica) significa che se io ho 10.000 € di BTP mi ritrovo, in caso di HAIRCUT del 50%, con soli 5.000 € di nuovi BTP.
Et voilà, il debito pubblico subirebbe un taglio molto forte. Ma come è successo con la Grecia, la BCE non subirebbe perdite. Altro che cancellare il debito.
Guardate queste due slides.
La prima vi fa vedere CHI detiene il debito pubblico italiano.

In Europa solo al Grecia (sarà un caso? Mah…) ha una percentuale di possesso domestico del debito pubblico maggiore della nostra. Questo vuol dire che in caso di ristrutturazione, chi sarebbe a pagarne SOPRATUTTI le conseguenze?
Seconda slide.
Tra questi che devono pagare le conseguenze ci sono anche le banche italiane.

Il grafico è chiarissimo. Le banche italiane, con le compagnie assicurative, hanno una quantità di BTP in pancia che, in caso di default, porterebbe ad una crisi sistemica devastante, con molte banche che rischierebbero di saltare. E (per fortuna) con tanto di effetto contagio ad altre consorelle dell’Eurozona.
Tutto questo vi fa capire che:

1) Il debito pubblico italiano per fortuna nostra, è decisamente sistemico e non si può gestire agilmente come quello greco
2) Qualsiasi forma di cancellazione pensata dai gialloverdi è utopica e anche un po’ ignorante
3) La rinegoziazione del debito non si può però escludere perché rappresenta la soluzione più invasiva ma anche quella più veloce ed efficace
4) Nessun partito politico italiano imporrà mai un haircut. Lo farà (se lo farà) l’UE tramite la Troika
5) Ecco perché l’arrivo della Troika, in caso di ingovernabilità del paese, sarebbe pericolosissimo
6) Prima di arrivare a tanto, si cercheranno altri tipi di mediazione
7) Se mai avverrà, non ve lo diranno il giorno prima
8 ) A rimetterci saranno gli italiani, il PIL italiano, la nostra economia. Non di certo quella tedesca, tanto per intenderci.
9) Forse è meglio pensarci prima, diversificare ed approfittare di prezzi sempre generosi di obbligazioni potenzialmente a rischio ristrutturazione
10) Queste sono mie stupide elucubrazioni e quindi non tenetene conto. Ognuno è padrone del suo destino.

STAY TUNED!

Danilo DT

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13 commenti Commenta
kry
Scritto il 16 maggio 2018 at 18:23

Quando DB fallirà e sarà nazionalizzata vedrete che 250MLD€ saranno una barzelletta.
A Bruxelles gia sapevano che non avrebbero più avuto a che fare con idioti che non sanno nulla.

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luke999it
Scritto il 16 maggio 2018 at 18:52

https://voxeu.org/article/fiscal-implications-ecb-s-bond-buying-programme

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paolo49it@borse.it
Scritto il 16 maggio 2018 at 18:54

“Inoltre, in pochi sanno che i titoli italiani in pancia alla BCE in realtà…non sono in pancia alla BCE ma sono dentro il dossier titoli della Banca d’Italia.”
Sarò finanziariamente ignorante, ma, per favore potresti spiegare meglio il concetto? In quale maniera ii titoli acquistati dalla BCE con il QE sarebbero in carico alla Banca d’ Italia?

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    Scritto il 16 maggio 2018 at 20:52

    Esatto, così è per noi come per gli altri

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r.o.i.
Scritto il 16 maggio 2018 at 21:32

…tra le altre cose non è da trascurare la triste realtà (in tempi di crisi prolungata) di milioni di famiglie che si ritroverebbero a pagare aumenti pesantissimi delle rate di mutui a tasso variabile…ma tant’è qualche gialloverde prima di parlare a vanvera deve essersi fatto un bicchiere di quello buono….

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alplet
Scritto il 17 maggio 2018 at 10:03

Non me ne intendo, tuttavia, mi sembra che, per evitare un’eventuali Troika e/o uno scenario peggiore, basterebbe che gli italiani comprassero il loro debito pubblico: ci vorrebbe una legge, un decreto, che obbligasse tutti i cittadini con qualche soldo in banca ad acquistare e detenere titoli dello stato italiano in una percentuale fissa in proporzione alla propria ricchezza finanziaria. Le risorse, cioè i soldi, ci sono: la ricchezza finanziaria netta degli italiani è ben oltre l’ammontare del debito pubblico italiano. Evidentemente non sarebbe affatto necessario comprare tutto il debito.

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perplessa
Scritto il 17 maggio 2018 at 11:30

“2) Qualsiasi forma di cancellazione pensata dai gialloverdi è utopica e anche un po’ ignorante.”
chi è che materialmente l’ha partorita? è stato pubblicato?ho dato una scorsa anche al punto sul fisco che suppongo che come a me interessi gli altri contribuenti e mi pare impreciso e oscuro. ma lo fanno apposta o sono così sul serio? 2 scaglioni, ma non si cita dove inizia il secondo. il che fa una bella differenza, ma è ancora segnata in “rosso”, quindi da definire. Detrazione fissa di 3000 euro cosa vuol dire? che quelle relative agli oneri sarebbero soppresse? non è esplicitato. non è solo la mia opinione che per combattere l’evasione occorra aumentare la possibilità di detrarsi fatture, non sopprimerla. Abbassare l’imposizione non è garanzia che l’egoismo fiscale non miri a evadere pure quella. Non si capisce quali altre misure concrete ci siano per combatterla. Inoltre chi se ne avvantaggerebbe realmente di una flat tax? Ad es,sebbene io abbia un’aliquota marginale del 38%, quindi appartengo a una fetta numerosa di contribuenti, la mia aliquota media risulta essere circa del 25%. Quindi deduco una tassazione del 20 alla fine della fiera sarebbe veramente vantaggiosa solo per i redditi più elevati.Ad ogni modo non è esplicitata una stima sulla diminuizione delle entrate fiscali. E sempre in tema di debito,( non ho ancora letto tutto il documento): non ho visto dove salterebbero fuori i miliardi (c’è scritto?) per l’abbassamento dei requisiti di pensionamento, il reddito di cittadinanza(ben 17 miliardi scrivono) e addirittura le pensioni di cittadinanza di ben 780 euro (che parrebbero pure riparametrabili in base al numero dei componenti della famiglia), mentre ho verificato al momento la pensione sociale è 448, 07. Quindi quasi un raddoppio. Le minime per il 2018 sono 507,51, quindi anche quelle avrebbero un consistente aumento che non credo possa essere compensato dal limite a 5000 euro.(senza fare considerazioni politiche sulla opportunità della limitazione).

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pdf79
Scritto il 17 maggio 2018 at 12:18

Finché c’è il qe Bce spread e altro sono armi di distrazione di massa, nel 2019 quando alla guida Bce assurgere Weidmann o suo sodale il popolo italiano potra tranquillamente lasciarsi pascere verso un radioso futuro naturalmente perché lui è noto per avere a cuore le sorti dell’ Italia. Ma ci credete davvero?”temo i Greci anche quando portano doni”

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kociss01
Scritto il 17 maggio 2018 at 13:33

trojka trojka trojka questa volta arriva per davvero con grande gioia dei gialloverdi, che sono
tutti figli suoi…(di una grandissima trojka appunto….)

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conrad-johnson
Scritto il 17 maggio 2018 at 14:00

Si potrebbe proporre la sterilizzazione degli interessi e la sospensione sine die del rimborso per i paesi in difficoltà economica – Grecia, Portogallo Cipro ed itaglia – e fino al riequilibrio del rapporto debito/pil. Oppure rendere irredimibili i titoli e continuare a pagare gli interessi fino a parificare il totale delle cedole versate dagli stati alle BC, al valore dei titoli in ptf, e poi cancellare la posta in bilancio. I trattati non lo consentono? La BCE non lo può fare? E allora che si cambiano le regole.
Gli interventi potranno essere calibrati in relazione allo stato del debito e del rapporto deficit/pil di ogni stato in Euro zona. Varrebbe per tutti, grante Cermania compresa..
E’ essenziale considerare i vari stati come parte di una federazione unica (come USA e Russia) in cui gli stati più forti aiutano quelli più deboli, senza utilizzare modalità finanziarie da nazisti (troyka).

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paolo41
Scritto il 17 maggio 2018 at 18:31

perplessa@finanza,

anch’io mi sono avventurato nella lettura dei vari punti del “contratto” salvo poi accorgermi che è una semplice addizione delle singole promesse elettorali di Lega e MS5; non ci sono state discussioni su come fare una simbiosi nei vari punti; sono state presi pari pari e messi nel programma di governo….. naturalmente di vere coperture non si sente neppure l’odore…..

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paolo49it@borse.it
Scritto il 18 maggio 2018 at 18:26

Diteci chi ha partorito la genialata di cancellare 250 miliardi di debito !!!! magari ce lo ritroviamo come prossimo ministro della economia.
per­ples­sa@fi­nan­za,

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zanella51
Scritto il 21 maggio 2018 at 22:23

paolo49 grande genio della finanza quarda chi ne ha parlato. prima di dire le solite stupidaggini informati. perotti bocconiano ed è tutto dire

di tutte le proposte fatte dal #ContrattoDiGovernoM5SLega la cancellazione del debito di 250 miliardi, pur impraticabile politicamente, tecnicamente non era campata in aria #perotti #mezzorainpiu
15:27 – 20 mag 2018

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