Come gli USA “fabbricano” i posti di lavoro

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Nelle scorse settimane i mass-media finanziari ci hanno invaso di informazioni economiche, sottolineando in particolare quanto fossero positivi gli ultimi dati provenienti dal mercato del lavoro americano.

In ciascuno degli ultimi mesi sono stati sfornati ben oltre 200.000 posti nuovi di lavoro.

Vediamo direttamente cosa dice l’Ufficio statistico americano, il Bureau of Labor Statistics nel suo ultimo bollettino di Marzo 2012 ([1]):

Nonfarm payroll employment rose by 120,000 in March, and the unemployment rate was little changed at 8.2 percent, the U.S. Bureau of Labor Statistics reported today. Employment rose in manufacturing, food services and drinking places, and health care, but was down in retail trade.

In the prior 3 months, payroll employment had risen by an average of 246,000 per month.

Ovvero:

Oggi l’US Bureau of Labor Statistics ha comunicato che, escludendo il settore agricolo, l’occupazione a marzo è incrementata di 120 mila lavoratori, e il tasso di disoccupazione è di poco variato, attestandosi all’8,2 per cento. L’occupazione è aumentata nel settore industriale, ristorazione e bevande e sanitario, ma è diminuita nel commercio al dettaglio.

Nei 3 mesi precedenti, l’occupazione era aumentata con una media di 246.000 posti di lavoro al mese.

Un grafico, tratto dal rapporto, evidenzia l’andamento negli ultimi mesi:

US Bureau of Labor Statistics - Employment Situation Summary - The employment situation - March 2012 (6 aprile 2012) - pag. 1

Come si nota, ultimamente c’è stato un rallentamento… che ha instaurato un trend decrescente dell’aumento dei posti di lavoro.

Ma non voglio annoiarvi con spiegazioni più o meno ottimistiche/pessimistiche di questi dati.

Ci sono già i mass-media finanziari che lo fanno, montando e smontando ad arte le varie interpretazioni, al fine di giustificare i momentanei rialzi o ribassi dei mercati azionari (e non solo).

D’altronde citando un nostro premio nobel per la letteratura (anno 1934): “Così è se vi pare…”, quindi la verità assoluta non esiste.

Preferisco mostrarvi qualcosa di particolare, di pubblico dominio, in attinenza con il titolo del post.

Iniziamo…

1) L’andamento del tasso di partecipazione al lavoro negli ultimi 10 anni (dati corretti stagionalmente) e dal dopoguerra ([2]):

US Bureau of Labor Statistics - Labor Force Statistics from the Current Population Survey - Civilian labor force participation rate – Unemployment Level – Civilian Labor Force – LNS13000000 (dati estratti il 15 aprile 2012)

US Bureau of Labor Statistics - Labor Force Statistics from the Current Population Survey - Civilian labor force participation rate – Unemployment Level – Civilian Labor Force – LNS13000000 (dati estratti il 15 aprile 2012)

Preciso che i grafici riportano dati mensili.

Servono spiegazioni?

Mi pare di no… l’andamento è inequivocabile.

Voglio solo sottolineare come la discesa si sia fatta più pronunciata… a partire dall’inizio della crisi (attorno al 2007).

2) Adesso guardiamo, sempre nel lungo periodo, quale sia stata, per lo sfortunato disoccupato, la media del numero di settimane in cui è rimasto fuori dal mercato del lavoro ([3]):

US Bureau of Labor Statistics - Labor Force Statistics from the Current Population Survey - Civilian labor force participation rate – Unemployment Level – Average Weeks Unemployed –LNS13008275 (dati estratti il 15 aprile 2012)

US Bureau of Labor Statistics - Labor Force Statistics from the Current Population Survey - Civilian labor force participation rate – Unemployment Level – Average Weeks Unemployed –LNS13008275 (dati estratti il 15 aprile 2012)

Impressionante vero?

L’ultimo picco ci ricorda (e dimostra) la gravità e singolarità di questa crisi finanziaria.

Ripeto che il grafico rappresenta la MEDIA delle settimane di disoccupazione: siamo a circa 40 (poco meno di un anno!).

Cioè se Tizio ha trovato l’agognato impiego nel giro di un mese… Caio ha dovuto attendere oltre un anno e mezzo!

Non entro nel merito di come una persona che sia stata fuori dal mercato del lavoro per così tanto tempo (pur con tutti gli eventuali sussidi che volete!), si senta a livello di motivazione personale e soprattutto psicologica!

3) Ecco subito un altro grafico ([4]) che mostra le persone disoccupate e scoraggiate nella ricerca del lavoro (la serie storica parte dal 1994):

US Bureau of Labor Statistics - Labor Force Statistics from the Current Population Survey - Civilian labor force participation rate – Unemployment Level – Not in Labor Force, Searched For Work and Available, Discouraged Reasons For Not Currently Looking – LNU05026645 (dati estratti il 15 aprile 2012).

Dite la verità: sono sicuro che raramente avete visto dei grafici che “parlano” così chiaro!

Ribadisco nuovamente come, in quasi tutti i grafici, il cambiamento di tendenza si sia manifestato all’incirca dal 2007, l’inizio della crisi finanziaria.

Infine l’ultimo grafico.

4) Il numero di lavoratori che ha accettato un lavoro part-time per ragioni economiche, pur di sbarcare il lunario ([5]).

Fonte: Calculated Risk: http://www.calculatedriskblog.com/

Le zone azzurre sono le varie recessioni (almeno 2 trimestri consecutivi con PIL negativo).

Mi fermo qui, non voglio infierire oltre. :roll:

Volevo solo farvi ragionare: gli USA, che sfornano dati economici migliori dell’Europa, si trovano in questa situazione paradossale.

Oramai avrete capito che non siamo solo nel bel mezzo di una crisi economica… ma anche di una profonda trasformazione del concetto di lavoro stesso e di quelli ad esso collegati: consumi, carriera, famiglia, stato sociale, pensione, ecc.

Cambiano i costumi… ma la fila rimane sempre quella.

Buona riflessione.

Lampo

P.S.

In fondo al post trovate anche un link di approfondimento sul tema ([6]).

Se cliccate invece sull’immagine di copertina del post… andrete in un sito che riporta alcune fotografie molto “particolari”… 8O

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 Fonti:
[1] – US Bureau of Labor Statistics - Employment Situation Summary – The employment situation  - March 2012 (6 aprile 2012).
[2] - US Bureau of Labor Statistics - Labor Force Statistics from the Current Population Survey - Civilian labor force participation rate – Unemployment Level – Civilian Labor Force – LNS13000000 (dati estratti il 15 aprile 2012).
[3] - US Bureau of Labor Statistics – Labor Force Statistics from the Current Population Survey – Civilian labor force participation rate – Unemployment Level – Average Weeks Unemployed –LNS13008275 (dati estratti il 15 aprile 2012).
[4] - US Bureau of Labor Statistics – Labor Force Statistics from the Current Population Survey - Civilian labor force participation rate – Unemployment Level – Not in Labor Force, Searched For Work and Available, Discouraged Reasons For Not Currently Looking – LNU05026645 (dati estratti il 15 aprile 2012).
[5] – Calculated Risk blog Employment Summary, Part Time Workers, and Unemployed over 26 Weeks (3 febbraio 2012).
Approfondimenti:
[6] IceCap Asset Management Ltd.Our view on global investment markets: March 2012 – I need a job.

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Commenti (n° 17)Commenta

  1. Ottimo articolo!
    Da tempo penso che questa crisi è sistemica e comlessa, pertanto ci vorranno anni per venirne fuori. Crolleranno certezze e schemi mentali e soffrirà meno chi dimostrerà maggiore flessibilità nell’adattarsi a nuovi scenari!
    Complimenti per i grafici molto eloquenti e puntuali!

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  2. zanella51 scrive:

    davvero complimenti
    ottimo articolo con grafici di una semplicità disarmante.
    Penso che sarà difficile uscire da questa crisi se non con un cambiamento davvero profondo che interesserà tutti gli strati sociali, ma con prospettive nel medio-breve sconcertanti.
    Grazie ancora per l’ottimo articolo

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  3. hironibiki scrive:

    Bellisimo l’articolo.
    Infatti mi chiedevo com’era possibile questa ventata di ottimismo che leggevo sui giornali. Il mondo è in recessione e l’America sforna nuovi posti di lavoro.. Ecco svelato il mistero.
    Non avete anche voi come la sensazione di déjà vu? Io più confronto la storia passata con quella attuale e più mi stupisco di come le cose si stanno riproponendo 8O

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  4. please DT o chi sa, cosa dicono gli indici del sentiment sui mercati aggiornati ad oggi?

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  5. In merito all’Italia oggi leggo:

    “Lavoro: 2,1 milioni di disoccupati
    Tre milioni di italiani sono “inattivi”

    http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201204191146-ipp-rt10061-lavoro_tre_milioni_di_italiani_inattivi_2_1_mln_disoccupati

    Se vi ricordate ne avevo parlato qui, visto che ero molto preoccupato della tendenza:
    http://intermarketandmore.finanza.com/giovani-italiani-e-disoccupati-ii-34910.html

    Quella volta i giornali snobbavano questi argomenti… erano più interessanti le vicende dei festini di un certo Presidente del Consiglio oppure altro.

    Oggi improvvisamente la stampa parla sempre di lavoro, di disoccupazione, ecc. guarda caso mentre è in discussione una riforma del lavoro.
    Ma giustamente mi pare corretto: con i finanziamenti che prendono… volete che non ubbidiscano al padrone e scodinzolino la coda al momento giusto!

    Eppure fino a qualche mese fa a nessuno interessava di questi giovani… anzi :cry:

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  6. andrea.mensa scrive:

    complimenti Lampo, i grafici parlano un linguaggio chiarissimo ……. mandane una copia gratuita ai nostri pennivendoli dormienti !!!! questo è cosa dovrebbe essere evidenziato su tutti i mediua nazionali e non.

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  7. Grazie Lampo, analisi semplice e dettagliata. (non precisa, Tizio non stava con Caio mentre Pinco con Pallino?). Questi dati mi sembrano in contrasto con il post precedente di Dream dove si ritiene il dollaro sottovalutato,un bene rifugio adatto al fly to quality. Stiamo imparando che gli usa stampano denaro,fabbricano posti di lavoro e raccontano tante bugie. Ma Monti non è uscito dalle migliori istituzioni usa, non ha imparato assolutamente nulla, proprio il peggiore ci è toccato per mettere in pratica tali insegnamenti che in usa funzionano molto bene.

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  8. hironibiki scrive:

    [OFF TOPIC]
    Rumor su dowgrade Francia?? Crollo borsa -1.47%.. Ma sono solo rumor o cosa? Che si dice dalle vostre parti :mrgreen: ?

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  9. hironibiki@finanza,

    Sempre in finanza.com vai sul blog finanzanostop è uscito un post.

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  10. kry@finanza:
    …non precisa, Tizio non stava con Caio mentre Pinco con Pallino?…

    Cavoli! Hai ragione: che errore madornale!! :lol: :lol: :mrgreen:
    Corretta subito l’imprecisione: Tizio invece che Pallino… mi pare più serio… intonato con il post :wink:

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  11. lampo,

    …notevole e disarmante…. complimenti!!!

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  12. Ottimo Lampo! Ma cosa sto a ripeterti sempre le stesse cose… :wink: :mrgreen:

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  13. vale77@finanzaonline,

    Alla fine di tutti i post di gremlin c’è il suo indirizzo mail. Clicca in alto su home e cerca nel post ossessione estero.

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  14. Come al solito Lampo ci delizia di un solido post che lascia spazio a poche parole o considerazioni, fra poco proveranno a truccare anche i nomi di chi sta truccando o travisando la realtà per vergogna.
    Però c’è ancora qualche piccolo spiraglio secondo me che la situazione economica globale cambi radicalmente in meglio, a dispetto sopratutto di chi ancora continua ad ingozzarsi di soldi sulla pelle di chi lavora onestamente. Ripongo ancora un pò di fiducia sulle prossime elezioni francesi e sulle nostre amministrative, mi auguro visto che sono presenti validi movimenti politici, che la gente apra gli occhi e cominci a votarli, e lo faccia per chi almeno ed in modo deciso preme per buttar fuori la gentaglia che ci ritroviamo e fa della fine della corruzione, spese statali inutili, leggi antidemocratiche ecc. una sua bandiera. A mio parere ci sono, non li conosciamo bene e non possiamo fidarci a occhi chiusi del loro operato però meglio questi che quelli che già conosciamo…..

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  15. Certamente i grafici parlano chiaro. Io pero’ mi chiedo DOVE sono tutti questi disoccupati in usa. Intendo proprio fisicamente, non mi pare di vederne.

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