CINA: segni di frenata economica in corso? Se poi aggiungiamo di dazi…

Scritto il alle 14:45 da Danilo DT

I consumi in Cina stanno registrando un andamento anomalo se paragonato ai dati sulla fiducia dei consumatori. A fugare i dubbi sono i numeri su immobiliare e concessione di credito. Ma a caricare la mano ci penserà Donald Trump con i suoi dazi doganali su 50 miliardi di USD di beni, tanto per cominciare.

La Cina rappresenta da sempre un oggetto misterioso dalle indubbie e mostruose potenzialità economiche, ma anche dalla poca trasparenza dei dati economici forniti dalle autorità competenti.
Uno dei dati che più monitoro per tastare il polso all’economia cinese è sicuramente quello dei consumi cinesi.
Proprio in questo ambito ho notato una strana incongruenza. Nei giorni precedenti abbiamo avuto modo di vedere il dato della fiducia dei consumatori, addirittura è andato a gonfie vele – intorno ai massimi multi decennali (più alti dai primi anni ’90), mentre invece la crescita delle vendite al dettaglio è in declino ed è stata particolarmente debole a maggio.

Incongruenza quantomeno curiosa. Ma vi dirò di più. Il dato delle vendite dal dettaglio potrebbe essere inquinato dalle vendite on-line, non così tracciabili ma statisticamente rilevanti, visto che dovrebbero essere incrementate di un 30% dall’inizio dell’anno.
Però è altrettanto vero che, sempre nello stesso arco temporale, il mercato immobiliare si è indebolito e il settore immobiliare resta senza ombra di dubbio un fattore chiave per l’economia cinese.

Morale: anche se la fiducia risulta alta, i dati sulle vendite non convincono ed ancor meno ci convince la debolezza dell’immobiliare cinese registrata ultimamente. Il che viene confermato dalla concessione del credito, sempre positiva ma in evidente frenata.

Rallentamento in vista? La Cina è sempre stata capace di sorprendere. Ma questa volta, complici anche i dazi doganali, un occhio di riguardo deve essere tenuto sul Celeste Impero, anche perchè, se di debolezza si trattasse, di certo non passa ininfluente questa notizia, confermata proprio stamani.

Donald Trump ha approvato dazi su una lunga lista di prodotti Made in China per un valore di circa 50 miliardi di dollari. Lo riporta il Wall Street Journal, spiegando però come non sia ancora chiaro quando la stretta entrerà in vigore. La decisione – presa per punire Pechino accusata di rubare tecnologie alle aziende Usa e di violare i diritti sulla proprietà intellettuale – sarà annunciata nelle prossime ore e rischia di scatenare una guerra commerciale tra Usa e Cina senza precedenti e dagli esiti imprevedibili.(…)  sono state confermate tariffe del 25% su un lungo elenco di beni che la Cina esporta in Usa e che verrà resa nota nelle prossime ore. La lista stilata originariamente dagli esperti – secondo le bozze circolate nelle scorse settimane – riguardava circa 1.300 categorie di prodotti Made in China, a partire da quelli tecnologici. [Source

E a sua volta la Cina risponderà…

(…) Pechino ha già minacciato a suo tempo il varo a sua volta di un pacchetto di dazi su beni Made in Usa anche in questo caso per un valore di 50 miliardi di dollari, compresi aerei e i semi di soia. Ma Trump ha già minacciato dazi su altri 100 miliardi di dollari di prodotti cinesi, oltre a una stretta sugli investimenti di Pechino negli Usa che dovrebbe essere annunciata il 30 giugno. (…) [Source]

Prove di vera guerra commerciale? E cosa accadrà quando arriveranno al confronto USA ed Unione Europea (con Germania in primo piano)? Come vedete non avremo certo tempo per annoiarci in futuro. Intanto quanto sta accadendo non aiuta di certo i consumi cinesi.

STAY TUNED!

Danilo DT

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3 commenti Commenta
alplet
Scritto il 15 giugno 2018 at 15:52

I beni come gli autoveicoli rientrano nella fiducia dei consumatori, ma anche nelle vendite al dettaglio?

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kry
Scritto il 15 giugno 2018 at 16:41

Dazi su 50MLD$ di merci cosa sono(?), un volume pari a due mesi di esportazioni(?) un pò come una rondine che non fa primavera.
Poi quello che non importano chi li fabbrica gli americani ????

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    Scritto il 18 giugno 2018 at 08:59

    Infatti, briciole che vogliono portare al confronto.

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