CINA: le cose vanno male? Ci pensa la PBoC!

Scritto il alle 12:34 da Danilo DT

shanghai-index-rallyIn queste calde giornate estive il +5% di Shanghai di stamattina giunge teoricamente strano alle orecchie degli operatori, visti anche i dati in uscita dalle fonti ufficiali.
Non dimentichiamo, tanto per cominciare, che quando parliamo di Cina e di economia cinese, parliamo della seconda economia al mondo (terza se intendiamo come “realtà economica unica “ l’Unione Europea).E questa economia ha dato ulteriori segnali di stanchezza. E già noi sappiamo che cosa poteva capitare, ne ho parlato tante volte in passato: la potenza di fuoco della macchina economica cinese è veramente notevole e di cartucce da sparare ce ne sono tante. Ma un eventuale taglio dei tassi o un’ulteriore “iniezione di liquidità” in stiel “quantitative easing” sarà sufficiente?

Andiamo ai dati. Fonte Teleborsa,  secondo le ultime rilevazioni del National Statistics Bureau, a luglio i prezzi alla produzione sono crollati del 5,4% deludendo gli analisti e portandosi ai livelli più bassi dal 2009, quando la Cina risentì della crisi finanziaria che si era abbattuta sull’economia globale dopo il crollo di Lehman. Si tratta inoltre del 40° declino mensile consecutivo, cosa che conferma come ormai i prezzi alla produzione cinesi siano in deflazione.

CHEFTYOY Index (China PPI YoY)   2015-08-10 08-28-44Ma non solo il dato del crollo dei prezzi alla produzione risulta un problema per la Cina. Voi tutti sapete quanto è importante l’export per Pechino, anche se si sta facendo il possibile per cambiare anche pelle al modello economico cinese. Dicevamo dell’export. Signori, il dato segna -8.3% , la maggior caduta degli ultimi 4 mesi a causa della debole domanda di beni cinesi e dell’attuale forza dello yuan.

china-exportTenete conto che stiamo ragionando sui dati usciti nelle ultime ore. Quindi oltre a quanto segnalato, ci sono tantissimi altri numeri che fanno paura e che mettono sempre più a rischio il target di aumento del PIL cinese (+7%?).

E quindi con tutti questi dati decisamente negativi la borsa cosa può fare? Crollare? Ma assolutamente no, anzi fa un +5% proprio perché diventa necessario se non addirittura palese ed atteso un ulteriore intervento di mamma PBoC, la banca popolare cinese. E  NOTATE BENE, non si parla di fatti compiuti ma di supposizioni che il mercato si aspetta.
Per la serie: con le iniezioni di liquidità e la politica monetaria si risolve tutto. La medicina che cura tutti i mali. Beh, permettetemi, fosse tutto così facile. Senza poi dimenticare che la PBoC è già decisamente proattiva da tempo, ma con scarsi risultati, visto che, come detto, ci sono dati che sono in trend discendente da mesi.

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4 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 10 agosto 2015 at 18:12

Danilo, mi dai lo spunto per aggiungere alcuni commenti su un recente post, relativo alla criticità della borsa cinese, dove è stato evidenziato, credo da Surfer, che il settore immobiliare e delle infrastrutture non “c’entrava “ con il calo delle borsa stessa. Affermazione che mi lascia alquanto dubbioso; non sono riuscito a capire quali fossero le motivazioni per tale affermazione, rimane il fatto che il contributo dell’attività delle costruzioni è sempre stato uno dei capisaldi del forte sviluppo dell’economia cinese dal ’92 ad oggi. Ed è una delle attività che si trascina una enorme influenza sull’indotto, a partire dalle materie prime per arrivare agli arredi e ai prodotti ausiliari della casa (elettrodomestici, etc). Se poi pensiamo che il boom cinese ha coinvolto una parte molto ristretta della popolazione e immani migrazioni dalle campagne, viene naturale domandarsi dove si sono riallocati quei produttori del PIL al 15% ora che il PIL non raggiunge il 7%:
Il governo cinese, cosciente della crisi in tale settore ha attivato alcune iniziative come il programma “via della seta” mirato a coinvolgere la costruzione di vie di collegamento veloci per facilitare (e successivamente “controllare”) il commercio con i paesi del sud-est asiatico. Successivamente ha creato una fondo bancario per favorire analoghi investimenti con Russia e paesi dell’Europa occidentale; parecchi paesi europei hanno aderito, inclusa UK, Italia e Germania con dichiarato disappunto di Obama & C.
Iniziative che hanno lo scopo di dare lavoro alle aziende di costruzione in questo momento decisamente scariche di commesse. Anche gli investimenti nei paesi africani e indiani si sono rallentati in funzione del forte calo del fabbisogno delle materie prime. Anche il Brasile ha risentito del calo della richiesta di petrolio da parte della Cina.
E’ ovvio che il calo dell’economia nazionale è imputabile solo in parte a quanto sopra descritto; occorre accettare che si è verificata anche una contrazione dell’attività manifatturiera, per il calo sia della domanda mondiale sia della domanda interna. Sintomatico sotto questo punto di vista il fatto che parecchie aziende che lavorano per multinazionali occidentali, avendone acquisito il Know-How, hanno cominciato a produrre e a vendere prodotti in concorrenza con i prodotti originali, naturalmente a prezzi decisamente più bassi, in tutti i campi e in particolare in quelli delle TLC e IT e dell’elettronica in generale. Questo aspetto non è da sottovalutare perché in futuro renderà più difficili i rapporti fra le aziende originali e le controparti cinesi.
Il governo, per contro, ha fatto di tutto per agevolare i consumi interni facilitando il credito, con scarsi risultati salvo quello di “invitare” invece il consumer a speculare in borsa con i risultati che sono noti a tutti.
Da qualche mese è attivo un piano di investimenti per rinforzare le aziende agricole( moves to back rural businnes) rivalutando l’importanza di tale attività all’economia. Questo, fra l’altro, sta causando forti contrasti per il controllo della terra fra developers e farmers.
Sono semplici considerazioni per ribadire che quando si verifica un calo dell’economia sono coinvolti tutti i settori, chi più chi meno; oggi ha preso sempre più piede l’abitudine di far intervenire in simili occasioni le banche centrali e la POBC non si è tirata indietro anche con interventi non sempre ortodossi (ma questa è un’altra storia di cui vedremo gli sviluppi come hai giustamente evidenziato).

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Scritto il 10 agosto 2015 at 19:16

paolo41

in breve, perché sono in Bay.

Il grafico http://intermarketandmore.finanza.com/files/2015/08/CEIC%20NAB.jpg spiega tutto – da/con commento/FONTE http://intermarketandmore.finanza.com/la-grande-muraglia-cinese-del-debito-73435.html/comment-page-1#comment-140747 [in DT (intermarketandmore, il), “La grande MURAGLIA CINESE del debito” – Agosto 4, 2015].

Lo riscrivo – nuovamente – anche a Te: il bang borsistico – di giugno-luglio 2015 – dei Gialli, non ha nulla a che fare con il bubbone dell’immobiliare e dei (relativi) prestiti facili. Altra storia e altro di-venire – anche futuro, ma non col bang.

NULLA – altrimenti erano già andati KO.

Shanghai, Shenzhen e Macao sono il carico (fittizio, si dice) dello scarico (reale, si dice) [su/di Hong Kong e …! Non si dice].

La domanda interna – in Cina – è sempre stata “fiacca”: consumano pochissimo per prodotto e/o producono (il risparmio è un “1” fisso, come si dice – ossia, una costante/certezza, che dal 2010-2014 e dai primi mesi del 2015, non si è scostato dal Suo trend di un millimetro, in crescita); la vera botta l’hanno presa su/da Estero, poi – e per tanti motivi. Non solo dovuti alla crisi – internazionale: prima dei cd. Paesi Avanzati e poi delle cd. Economie Emergenti.

Cari Saluti anche dalla (Mia) Bay.

サーファー © Surfer [Tante cose non si possono scrivere, qua. Non Lo dimenticare]

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michi81
Scritto il 11 agosto 2015 at 07:54

E finalmente la Cina svaluta lo yuan per rilanciare l’economia. Inspiegabilmente però i future europei sono in rialzo dell’1%.

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michi81
Scritto il 11 agosto 2015 at 08:00

michi81@finanza,

Ops, sbagliavo, nella foga ho visto i dati a ieri.. siamo leggermente in ribasso (-0.40% il Dax), ma non mi sorprenderebbe se si accelera.

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