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Ciclo globale in frenata. Il mercato sta cambiando fisionomia

Scritto il alle 15:00 da Danilo DT

Intermarket: curva dei tassi in evoluzione, aumento dei rendimenti, aumento degli spread e peggioramento outlook utili trimestrali. Un mix di elementi che illustra il rallentamento economico globale e i cambiamenti del mercato.

Le banche centrali stanno cambiando il loro atteggiamento. In particolare UNA banca centrale. Resta il dubbio di cosa accadrà in ambito BCE, nella consapevolezza che la Boj, invece, continuerà come un rullo compressore a stampare carta moneta a tutto spiano.
Diventa invece innegabile che il mercato sta già cambiando pelle.
Quelle tendenze così nette e ben definite stanno lasciando spazio ad una maggiore lateralità, a quell’incertezza che è fortemente voluta proprio dalla fED che vuol fare ragionare il mercato, facendogli capire che certe asset class non sono a rischio ZERO e che fare “soldi facili” non è certo normale.

Ma non è il titolare (del blog) a dirvelo questo. E’ il mercato stesso. E credo che la voce del mercato sia ben più autorevole di quanto invece possa dire un banale blogger di periferia.

Volete qualche esempio? Eccovi serviti.

Grafico 1 – rendimento US bonds, US corporate e emerging bonds

Grafico 2 – rendimento del titolo governativo 10yr USA e Germania (media mobile a 200 giorni)

Grafico 3 – indici Markit corporate USA investment grade e high yield

Grafico 4 – guidance utili sp 500

Second-quarter earnings guidance looks extremely weak, with 93 of the 116 preannoucements negative. The healthcare sector has the most negative N/P ratio, and the consumer discretionary sector is also very negative. (Source)

Se per i primi tre grafici è evidente un “cambiamento di tendenza” e comunque l’inizio quantomeno di una lateralizzazione, in quest’ultimo caso, viene messo in evidenza il fatto che nel secondo trimestre il cosiddetto N/P ratio ha raggiunto picchi elevatissimi.
Questo ratio va a calcolare la percentuale di aziende dello SP500 che NON hanno in previsione un miglioramento degli utili nella chiusura del trimestre. Al momento si tratta di 116 aziende che hanno fornito i dati di previsione per il secondo trimestre, un numero lontano da quota 500 ma decisamente indicativo. E sempre in quest’ambito, interessante vedere quali saranno i settori visti in “peggioramento”.

Al top sanità e consumi discrezionali? Quindi i ciclici? Bene, ulteriore segnale che il ciclo economico, sta cambiando. E vista l’internazionalizzazione del listino USA, non si tratta di un rallentamento locale ma globale.

STAY TUNED!

DT

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pinco14

ciao Dream
non ho capito il tuo commento all’ultimo grafico…Da quando l’healthcare è da considerare settore ciclico? Nella mia ignoranza ho sempre creduto che fosse il più anticiclico di tutti..

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Scritto il 12 giugno 2013 at 16:09
draziz

pinco14@finanza,

…secondo me perchè dopo tutta la roba che hanno sniffato per far salire gli indici così tanto hanno bisogno un po’ di… ricovero :lol::lol::lol:
In genere, se non ricordo male, la crescita dell’health care avviene nelle fasi mature del mercato quando, esauriti i bisogni primari, si pensa di più ai propri acciacchi, destinando una parte del proprio reddito al ripristino della situazione “mentale” e fisica.
Qui da noi pare che l’industria farmaceutica stia facendo affari d’oro con gli ansiolitici… :cry::cry::cry:

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Scritto il 12 giugno 2013 at 16:31

pinco14@finanza,

In effetti dici bene. Ma le previsioni degli utili sono queste…chetteddevodì!

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Scritto il 12 giugno 2013 at 16:49
bergasim

Dream Theater,

gentilmente ha dei dati relativi alle previsioni degli utili del 2008? così da poter tarare la precisione previsionale dei vari anal-isti.
Grazie

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Scritto il 12 giugno 2013 at 16:58
gremlin

bergasim,

gentilmente puoi fare il nome di qualche fondo a duration negativa?

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Scritto il 12 giugno 2013 at 18:32
bergasim

gremlin,

Perché se è lecito?

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Scritto il 12 giugno 2013 at 18:54
gremlin

bergasim,

ho un gruzzoletto da investire avendo rapinato il supermarket sotto casa per necessità e volevo un consiglio d’investimento dal mio PF preferito…

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Scritto il 12 giugno 2013 at 18:59
bergasim

gremlin,

Essendo una domanda a trabocchetto della quale tu già conosci la risposta mi avvalgo della facoltà di non rispondere così come da regolamento Bergasim. Ti lascio volentieri al tuo trading mentre io continuo a lavorare.

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Scritto il 12 giugno 2013 at 19:04
john_ludd

voi traders siete letteralmente ossessionati dai grafici, dai dati finanziari etc… che neppure vi accorgete che quello che sta cambiando non è il ciclo economico ma la distribuzione della ricchezza Nel mondo. Cosa accada alle borse dell’Indonesia o dell’India interessa più agli investitori/speculatori occidentali grandi e piccoli (come voi) che ai locali che non investono in borsa ma in business reali. Vi presento un dato fresco fresco senza alcun commento perché dovreste arrivarci da soli se non vi siete giocati il cervello guardando troppi cartoni animati sui vostri monitors:

OECD = paesi occidentali sviluppati
Non-OECD = gli altri !

The Non-OECD’s race to consume more oil than the OECD has tightened further. The approaching crossover point is highlighted as the moment when the Non-OECD, which IS MUCH LESS SENSITIVE to oil prices, will be more firmly in control over oil’s future price pathway. While not immediate, once the the Non-OECD is taking more than 50% of world oil supply, the influence which the OECD once enjoyed over price, already weak, will decline further. This structural shift will usher in the next repricing of oil.

Per this month’s Short Term Energy Outlook report from EIA Washington: In April 2013, estimated total liquid fuels consumption in non-OECD countries reached 44.5 million barrels per day (bbl/d), which was higher than consumption in OECD countries (44.3 million bbl/d) for the first time in history.

While the Non-OECD has eclipsed the OECD in oil consumption for one month only, it’s a preview of what’s to come. Below is an updated chart which uses revised EIA data, and which annualizes the first first 4 months of 2013. While the Non-OECD has not crossed the threshold yet on an annual basis, that is due to come in the next 12-24 months.

ok, il sistema non mi pubblica la chart x motivi di formato grafico ma il messaggio dovrebbe essere chiaro x tutti.

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Scritto il 12 giugno 2013 at 20:58

john_ludd@finanza,

HO un posto bello pronto (in testa ) da pubblicare con del materiale che ho presentato al III Meeting proprio su questo argomento.
Poi mi dirai. Appena ho tempo….

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Scritto il 12 giugno 2013 at 23:10
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