Chart of the day: SP 500

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Lasciando da parte il fenomeno “Hindenburg Omen” di cui abbiamo parlato la settimana scorsa e che al momento sta dando responsi positivi ma ancora relativi (se fosse veramente confermato, siamo solo all’inizio della correzione), ritengo interessante questo grafico dell’indice benchmark mondiale, lo S&P 500.

Come potete vedere, lo SP500 ha effettuato il rally notevole, raggiungendo il target tecnico da noi ipotizzato sul blog e nel video TRENDS, ovvero il 200% della proiezione di Fibonacci. Questo livello era altresì molto interessante vista la coincidenza con la resistenza del canale rialzista di lungo periodo (in rosso), il forte ipercomprato e, ovviamente, l’Hindenburg Omen.

Grafico SP 500

Ora ovviamente la cosa si fa interessante. Siamo vicini alla trendline del canale rialzista di breve (in bianco), alla MM55 e il cloud. E se questo livello viene rotto? Nulla vieta un progressivo avvicinamento al supporto di lungo periodo (freccia gialla)

STAY TUNED!

DT

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Chart of the day: SP 500, 10.0 out of 10 based on 1 rating

Info su Danilo DT

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Commenti (n° 6)Commenta

  1. alex1984 scrive:

    Il dollaro non protegge più come una volta…

  2. john_ludd scrive:

    Per tutti quelli che delirano di “don’t fight the FED” (so che siete la maggioranza, poveri pazzi) l’ultimo post di John Hussmann dovrebbe almeno accendere un lumino nella zucca vuota:

    One of the most strongly held beliefs of investors here is the notion that it is inappropriate to “Fight the Fed” – reflecting the view that Federal Reserve easing is sufficient to keep stocks not only elevated, but rising. What’s baffling about this is that the last two 50% market declines – both the 2001-2002 plunge and the 2008-2009 plunge – occurred in environments of aggressive, persistent Federal Reserve easing…

    Following the Fed to 50% Flops

    http://www.hussmanfunds.com/wmc/wmc130603.htm

  3. idleproc scrive:

    Troppo forti i Jap.
    Parrebbe che al momento riescano perfettamente a rivalutarsi rispetto al $.
    :roll:

  4. Vincent Vega scrive:

    è per questo che si è rafforzato l’ € ? :lol: :roll: :cry:

    DRAGHI: DEPOSITS IN STRESSED COUNTRIES BECAME FUNDING SOURCE

  5. idleproc scrive:

    Non c’entra con l’argomento ma il problema si riflette anche sulla sproporzione di mezzi tra un trader o un investitore e gli strumenti di integrazione dati a disposizione di “chi può”.

    http://www.zerohedge.com/news/2013-06-06/meet-prism-us-984xn-us-governments-internet-espionage-super-operation?page=1

    http://en.wikipedia.org/wiki/Palantir_Technologies

    Al di là delle effettive possibilità di questi strumenti anche integrati con gli ultimi sviluppi di AI e delle valutazioni sul “dove stiamo andando”, esiste anche il problema dell’idiota che davanti ad un terminale interpreta la sintesi dei dati, la previsione etc., senza comprendere bene i limiti logici e le possibilità reali del software.
    Esiste sempre la tendenza che abbiamo tutti a delegare, anche sostanzialmente, il livello decisionale ed interpretativo al software che abbiamo davanti al naso, anche se lo abbiamo fatto noi e ne conosciamo o ipotizziamo i limiti… Se poi costa molto… ed è ben sponsorizzato…
    Tra creazione di profili di personalità etc. più o meno aderenti al reale o completamente campati in aria e osservando globalmente l’andazzo, sembra che l’unico modo che resti per “salvarsi” sia smettere di giocare al “gioco”.

  6. paolo41 scrive:

    john_ludd@finanza,

    inoltre suggerirei di mettere sotto stretto controllo la curva dei tassi USA e lo spread fra 10 e 2 anni….