Buon compleanno QE!

Scritto il alle 09:05 da Danilo DT

buon-primo-compleanno

Il tempo vola veramente. Anche se sembra una vita fa, proprio un anno fa abbiamo inaugurato la grande bolla anche in Eurozona. Dopo la proattività della FED, la BCE decide di “provare” il suo QE Europeo.
Ve lo ricordate questo post? Forse no. Si intitolava: Parte il QE: come funzionerà e, sopratutto, funzionerà? 
Il titolo volutamente metteva in dubbio l’utilità del quantitative easing “made by Super Mario Draghi”. Ma di certo non immaginavo di arrivare a certi livelli.
Questa immagine mette in chiaro come TEORICAMENTE doveva lavorare il QE. Il condizionale era d’obbligo. Oggi sarebbe corretto coniugare diversamente il verbo, dicendo “avrebbe dovuto”.

Dire che proprio il QE non è servito a nulla non è corretto. Diciamo che gli effetti sul sistema si sono sentiti eccome, solo che sono stati effetti “parziali” e, proprio come negli USA, strutturalmente sono rimaste delle lacune importanti. Innanzitutto è indiscutibile il crollo dei costi degli indebitamenti dei governi. E di questo l’Italia ha sicuramente beneficiato. Ma quanto si è risparmiato in interessi, non è stato investito nella crescita, ma sono serviti nel processo di consolidamento fiscale. Intanto però la bolla sul mercato obbligazionario non ha fatto che crescere. Rispetto ad allora (un anno fa) ecco le differenze sulla curva dei tassi (qui trovate la curva dei tassi sui governativi italiani).

Ma trovate anche l’andamento dell’inflazione prospettica, il famoso inflation swap forward 5y5y che ultimamente è collassato, e il Bilancio della BCE. Quindi, il grafico è composto, riassumendo, da:

a) Rendimento del decennale tedesco

b) Euro Inflation Swap Forward 5y5y

c) Bilancio BCE

QE-europeoBene, guardate con attenzione il grafico, ho messo anche le “etichette” nei vari giorni “clou”, comprese altre date molto importanti, ovvero le partenze di LTRO e TLTRO. Cosa notate? innanzitutto è chiarissimo che il rally dei governativi è partito molto tempo prima dell’inaugurazione del QE Europeo. Anzi, in perfetto “buy on rumors, sell on news”, il QE Europeo ha “stabilizzato i rendimenti ma non ha generato ulteriori rally (anche perchè più di così). Il che ci mette ulteriori dubbi sull’utilità di un QE3. Quelo che invece è ovviamente cambiato è il bilancio della BCE che è lievitato. Resta però curioso (si fa per dire) il fatto che rendimento dei bonds e inflazione prospettica continuano ad andare di pari passo. A rigor di logica, il QE Europeo doveva creare inflazione, facendo collassare i rendimenti (anche se sopratutto nella parte breve della curva). Ma c’è poco da fare, è andata così.

La curiosità? Che proprio nel giorno del suo compleanno (più o meno), Draghi potrebbe dar vita ad un altro incredibile “coup de theatre”, un QE 3.0 che rischia di ridicolizzare persino la spavalderia giapponese (QQE). Le cifre che girano nelle sale operative sono impressionanti. Si parla di una nuova manovra da 400-600 miliardi di Euro.

L’intervento complessivo farà lievitare velocemente il bilancio della Bce (cioè gli asset in pancia a Francoforte a fronte di nuova liquidità), già a circa 2.400 miliardi di euro e che con le misure attuali è diretto verso il superamento dei 3.000 miliardi: lo stimolo monetario è già a circa il 25% del Pil, e supererà prima del previsto il 27% della Fed, pur restando ben inferiore al livello stellare (circa 80%) della Banca del Giappone. Ma se sia sufficiente a risollevare l’inflazione e a convincere i mercati è un’altra questione: oggi, di fronte a una crisi di credibilità globale sulla capacità delle banche centrali di risollevare l’inflazione, sono molti gli scettici. (Source)

Nel prossimo post vedrete cosa si aspetta il mercato. Secondo me, le attese sono semplicemente esagerate, e Draghi per non generare ripescussioni sui mercati, dovrà non solo sorprendere.
Inutile stare qui a fantasticare.
Spegnete le luci, la seconda puntata abbia inizio. Speriamo sia una storia a lieto fine e non finisca già da subito in melodramma.

Riproduzione riservata

STAY TUNED!

Danilo DT

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33 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 09:42

@ DT

leggere il tuo dominio e i tuoi art è un vero piacere, con tutti i dati e graph che pubblichi regolarmente a supporto;

sappiamo bene che il QE europeo, pur con tutti i problemi che questo è in grado di generare, apporta anche vantaggi :

per es quello di riuscire a mantenere sotto controllo i livelli di debito pubbl di paesi area EU più fragili [perchè aggredibili dalla speculazione internazionale sui rendimenti dei propri tit di Stato, e l’Italia è uno di questi, direi il primo della lista]

i dati che ho segnalato nell’altro thread parlano chiaro :

nel 2014 [quando ancora non esisteva alcuna forma di QE EU] il deb pubbl italiano è aumentato di 66 mld rispetto al 2013,
tutti interessi sui tit di stato

nel 2015 [da quando è entrato a regime il QE EU da MAR2015] il deb pubbl italiano è aumentato di 34 mld rispetto al 2013,
sempre e soli interessi sui tit di stato

negli anni precedenti, 2013 2012, pagavamo 80 miliardi di € l’anno prevalentemente come interessi sui ns titoli di stato;

Questi numeri non necessitano di commenti.

Il fattore CREDIBILITA’ entra con la forza di un macigno su tutto questo;

Il governo italiano può sforzarsi di affermare -magari supportandolo con dati- che il ns debito pubbl è comunque sostenibile;

certa stampa internazionale anglosassone [in particolare WsJ e Ft] non perde occasione per affermare che il debito pubbl italiano è pari ad avere “un elefante che dorme nel salone dei cristalli” [“pronto a svegliarsi per combinare un disastro”]

I mercati finanziari -e tra essi chi intende speculare sul ns debito pubbl- soffiano fortemente per mettere l’italia in una posizione scomoda, in modo che a parità di accettazione del proprio rischio essa debbe riconoscere interessi via via sempre più elevati, che alla fine non possono che diventare INSOSTENIBILI. (una situazione del genere si presentò nel 2011/2012)

Tra questi fattori, a livello di CREDIBILITA’ [in grado di influenzare i mercati finanziari] temo purtroppo che certa propaganda anglosassone [come quella che citavo prima] abbia il sopravvento nel condizionare negativamente gli umori generali nei confronti del ns paese.

All’italia quello che servirebbe veramente sarebbe ritornare ad una crescita sostanziosa (almeno +2%) per ridare credibilità alla sostenibilità del ns debito pubbl. e mettere in qualche modo a tacere le malelingue che le soffiano contro. Più facile a dirsi che a farsi.

Finchè non avverrà questo (ed è lecito chiedersi “quando” ??… perchè le prospettive a medio/lungo termine non sono rosee, considerando il momento attuale dell’economia mondiale in frenata, e l’italia inserita in un simile contesto non potrà che essere interessata come soggetto secondario a questo trend) c’è solo da sperare che “l’ombrello di mario” ci protegga per un altro pò di tempo, in attesa di tempi migliori. Facendo nel frattempo i dovuti scongiuri.

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aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 10:14

errata corrige :

nel 2015 [da quando è entrato a regime il QE EU da MAR2015] il deb pubbl italiano è aumentato di 34 mld rispetto al 2014,
sempre e soli interessi sui tit di stato

nella riga citata, 2014 (non 2013)

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jesselivermore
Scritto il 9 marzo 2016 at 10:23

Io a questo punto credo che chi veramente muove i fili dietro le figure di facciata (draghi ecc)vuole far collassare il sistema.
Si continuano ad implementare questi Qe, che i professoroni di economia alla BCE O ALLA FED sanno benissimo che questi non riescono a creare la vera ricchezza, però continuano a farlo per inseguire questa agognata inflazione che non sale.MA COME LO VEDO IO, LO VEDRANNO ANCHE LORO CHE LE VELOCITà DI CIRCOLAZIONE DEGLI AGGREGATI MONETARI continuano a scendere e a fare nuovi minimi storici, quindi sanno benissimo che se queste velocità di circolazione non salgono, l’inflazione non arriva.
Quindi questa moneta creata non circola ma viene tesaurizzata ( infatti in italia i depositi e c/c continuano ad aumentare)o le banche se la tengono per essere ben patrimonializzate o per rispettare i requisiti di capitale.
Ma la cosa più importante è che la moneta come detto non circola, questo perché qualcosa non va profondamente nel sistema economico.
IN QUESTO CONTESTO il QE NON SERVE A NULLA.
PER QUANTO RIGUARDA IL NOSTRO PAESE, risparmiare interessi sul debito pubblico è ancora più inutile, un paese il nostro senza piani industriali, quindi senza progetti di investimenti dove fare fluire queste risorse in più, che andranno a finire nelle tasche dei soliti magnacci o nei bonus per i 18 enni, tutti provvedimenti a sostegno dei consumi e non degli investimenti , investimenti che potrebbero dare la vera spinta all’economia. INSOMMA un paese che prima tocca il fondo e meglio è.

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aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 11:17

@ Jesselivermore :

PER QUANTO RIGUARDA IL NOSTRO PAESE, risparmiare interessi sul debito pubblico è ancora più inutile; INSOMMA un paese che prima tocca il fondo e meglio è.

senza polemica, ma non il meglio che ci si possa augurare;

quando si cita “un paese” molto spesso se ne parla avendo nell’immaginario le sue infrastrutture pubbl, i suoi tesori architettonici/culturali, le sue società [pubbl e priv], dimenticandosi che alla fine un paese è anche fatto di carne ed ossa, 60 mln di individui nel caso dell’italia;

che “se tocca il fondo” nella peggiore delle ipotesi ha un solo scenario di fronte :

l’entrata della troika all’interno dei suoi confini a dettare legge, ne più ne meno di quanto avvenuto in Grecia;

e abbiamo tutti negli occhi i risultati pratici dell’applicazione dei concetti della troika in grecia e le conseguenze dirette verso il tessuto sociale, che bada bene in quel caso interessa solo 10 mln di individui, mentre l’italia ne conta 60 mln, di cui 17 mln di pensionati, la maggiorparte dei quali percepisce un mensile di pura “sopravvivenza” (minore di 800€), ai quali la troika non guarderebbe in faccia pur di arrivare ai propri obiettivi.

Non la migliore delle prospettive.

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kry
Scritto il 9 marzo 2016 at 11:34

aor­lan­sky60,

Hai la possibilità ( anche fornendo eventualmente un link ) di fare un confronto a parità di data con quello francese visto che loro il QE se lo ritrovano praticamente da sempre a livello di tassi d’interesse.
Grazie.
Ciao.

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aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 11:44

ciao Kry

perdonami, non riesco a capire ciò che intendi con “quello francese” :

intendi il debito FR ? (a livello assoluto, in parallelo col nostro nel corso degli ultimi anni ?)

o forse il deficit FR ?

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draziz
Scritto il 9 marzo 2016 at 11:51

Come uomo della strada e come “ignorante” che di economia non ne capisce niente (come ben sai…), posso solamente affermare che devono aver fumato per bene prima di stabilire che i soldi iniettati nel sistema avrebbero spinto “i peones” a chiedere prestiti per “intraprendere” e tornare a sviluppare l’economia…
Piccolo particolare: se contraggo dei debiti (e la cosa pesa, altroché se pesa…) e quello che dovrei guadagnare di più mi viene ridicolmente mangiato dalle tasse, perchè mi dovrei sbattere ed arrivare alla fine dell’anno con un risultato spesso negativo?
Per avere il piacere di contribuire alle finanze del mio beneamato Paese? (poi sperperate dalla solita congrega di papponi e nullafacenti…)
Per vedere una diminuzione dei servizi a cui ho diritto? (mannoooo…cheddiciiii…prova a chiedere di farti una lastra addominale perchè stai male…)
Oooops! Le tasse! Ma come, il gregge non è contento che con il QE abbiamo dato più soldi per farli indebitare di più?
Cosa vogliono, anche guadagnare?

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2016 at 11:57

jes­se­li­ver­mo­re@fi­nan­za,

c’è un pò di confusione in quel che dici…

“… Quindi questa moneta creata non circola ma viene tesaurizzata ( infatti in italia i depositi e c/c continuano ad aumentare) …”

la moneta creata dalla BCE sono RISERVE ovvero denaro elettronico che non può che restare confinato nel sistema interbancario non perchè le banche sono cattive ma perchè non può. Sono stati scritti fiumi di post e anche libri e persino un paper della Bank Of England per spiegare che le banche NON PRESTANO LE RISERVE le quali semplicemente si accumulano essendo il rimpiazzo di attivi acquistati dalla BCE. Il QE è solo ed esclusivamente uno swap che non modifica la quantità di asset nel settore privato ma solo la sua composizione. Il maggior risparmio degli italiani non è legato al QE. Il risparmio è in crescita quasi ovunque, anche negli USA dove partiva da circa zero ed è conseguenza della mancanza di investimenti la quale è causata dalla mancanza di condizioni per effettuare investimenti. Perchè non si capisce che se aumentano i debiti allora aumentano anche i crediti (i risparmi della gente ? Mistero). L’economia non ripartirà MAI in queste condizioni, lo si sa dai paper di Fischer, 70 e passa anni fa. Se il privato non investe allora accumula risparmi perchè non può fare diversamente (perchè non si impara a leggere il sistema finanziario come un qualsiasi altro bilancio in partita doppia dove il rendiconto finanziario, ovvero i flussi, fanno da cerniera tra conto economico e stato patrimoniale ? Resta un mistero)

Comprendo che pensare sia costoso, richiede zuccheri, ma cribbio ripetere sempre la stessa manfrina quando le cose sono stranote ! Da te poi che di finanza ci vivi… mmhhh anche gli altri sono così… ecco perchè!

Che fare quindi per far cadere denaro nell’economia reale ?

Anche qui la risposta è stranota ma mi rifiuto di scriverlo per la 1000esima volta preferisco che qualche demente scriva di helicopter money, denaro accreditato dalla banca centrale credit card a scadenza e altre stronzate esibite da gente che continua a non avere la più pallida idea di come funzioni il sistema monetario, di come sia strutturalmente differente lo stato da un privato, dei regolamenti e dei limiti che regolano l’operato delle CB (molto meno potenti di quel che si pensa) etc…

eh già gli zuccheri, al cervello serve glucosio altrimenti resta lì inerte a produrre la prima cosa che passa per la mente la quale ha una peculiarità: è sempre quella sbagliata.

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aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 12:01

@ Kry (sperando di avere centato quanto richiedi)

allora,

stò consultando le pagine del sito Eurostat alla sezione statistiche, strano [visto il periodo in cui ci troviamo] che ancora non siano stati pubblicati i dati uff.li di fine 2015, ci dobbiamo pertanto attenere a quelli consolidati 2014;

debt valore assol FR
2010 : 1632,5 mld
2011 : 1754,3 mld
2012 : 1869,1 mld
2013 : 1953,4 mld
2014 : 2037,7 mld

debt valore assol IT
2010 : 1851,2 mld
2011 : 1907,4 mld
2012 : 1989,4 mld
2013 : 2069,7 mld
2014 : 2135,9 mld

rap debt/pil FR
2010 : 81,7%
2011 : 85,2%
2012 : 89,6%
2013 : 92,3%
2014 : 95,6%

rap debt/pil IT
2010 : 115,3%
2011 : 116,4%
2012 : 123,2%
2013 : 128,8%
2014 : 132,3%

rap def/pil FR
2010 -6,8%
2011 -5,1%
2012 -4,8%
2013 -4,1%
2014 -3,9%

rap def/pil IT
2010 -4,2%
2011 -3,5%
2012 -3,0%
2013 -2,9%
2014 -3,0%

ripeto : fonte dati tabelle Uff.li Eurostat

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2016 at 12:12

kry@​finanza,

Kry questa tua ossessione sui tassi di interesse sembra dimostrare che sei pronto a seguire il grillo parlante. Perchè mai gli interessi che lo stato pagava negli anni belli erano MAGGIORI di oggi (con un debito molto più basso) eppure il debito non cresceva o cresceva molto meno ? Perchè c’era la crescita risponderà il piddino intelligente. E perchè c’era la crescita ? Forse che lo stato spendeva, forse che una parte del deficit veniva monetizzato, forse che parte dell’inoptato delle aste veniva acquistato dalla banca d’Italia e azzerato realizzando l’unico vero possibile helicopter money drop (ah ! l’ho detto cazzo !!!). Quanti forse… nessuno di questi c’entra una fava con il costo in sè degli interessi e la Francia poi… era maestra più dell’Italia nel fare quelle manovre che sono lo standard della politica monetaria di uno stato non ancora asservito ai creditori privati i quali sono quelli che amano tanto la rendita garantita di un titolo governativo SE l’inflazione se ne resta sotto la crescita reale, cosa garantita da azioni tipo QE. Amano tanto incassare a rischio zero che hanno insegnato a tutti i peones che lo stato è brutto e la corruzione è il problema unico (negli anni 60 era più di oggi vedi film come Mani Sulla Città). Mai che ci si chieda perchè il deficit in Cina è basso e il loro debito pubblico è basso (quello privato invece è stellare chissà perchè). La Cina fa quello che faceva l’Italia negli anni 60 e pure peggio.

Niente da fare è noto da sempre: la società umana è un sistema selettivo e chi perde in qualche modo è responsabile di avere perso anche se poi si incazza con la persona sbagliata se glielo fa notare dicendogli pure il perchè.

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aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 13:49

@ John_Ludd

non per prendere le difese di Kry -che sà peraltro difendersi argomentando da solo-

ma trovo la sua costante osservazione [nei diversi trattamenti corriposti a FR vs IT] assai pertinente :

che poi è la stessa conclusione alla quale sono giunto anch’io :

ad altri appartenenti allo stesso sistema [Eurozona] sembra far molto comodo poter additare l’italia come possibile epicentro di un eventuale crack europeo, quando gli altri sono messi allo stesso livello [per non dire peggio] dell’Italia [a livello di debito e deficit pubbl]; per non parlare di debito privato [specie UK] altrimenti si corre il rischio di far venire giù tutto…

Agli altri fà assai comodo avere un paese di 60 mln di individui -non di 10 mln come la Grecia- da ricattare costantemente e da tenere “sul chi vive”, perchè agli altri fanno assai comodo i contributi che gli italiani versano sotto varie forme (ESM EFSF e quant’altro…) verso la (ooppps, intendevo dire l’UE)… e l’Italia non è la Grecia, essendo in grado di vantare un potenziale economico assai più elevato.

Qui la verità dei fatti non conta più nulla; quello che conta sono solo i dati di Eurostat (veri? falsi?) che i burocrati europei hanno a disposizione per tirare in ballo e ricattare opportunamente paesi dai conti apparentemente fragili come il nostro;

da un punto di vista puramente italiano, non può passare inosservato -e un pò fa ink###re pure, diciamolo francamente- che la FR viaggi allegramente al -4% di def [DA ANNI, senza che le sia imposto di rientrare da chi avrebbe potere per farlo, dicesi UE] e riesca a finanziare la propria spesa pubbl con lo spread a 30, quando l’Italia che si dimostra più virtuosa da anni sotto quel profilo (-3,0%), lo deve fare a 130!

Questa è una truffa -oltre che una presa per il c….- ai danni del ns paese. Magari il ns paese potesse vantare rappresentanti che nelle sedi opportune [Comm EU di Bruxelles] non solo battono i pugni sul tavolo ma fanno vedere i denti prendendo per il colletto il burocrate di turno!

Ma qui entra in gioco il fattore CREDIBILITA’

quanto è più credibile la FR rispetto all’IT ??

e ancora : quanto la propaganda estera riesce a descrivere come “maggiormente credibile” un paese come la FR [o come l’UK…] a confronto dell’IT ???

e in questo a far peso ci sono infrastrutture pubbl, società [pubbl e priv] and last but not least il potenziale militare (che molti osservatori tendono a sottovalurare, in un contesto di peso e valutazione internazionale di un singolo Stato sovrano).

Alla fine di tutto, valutando dati, fatti e storia dell’UE da quando è nata, a me sorge spontanea una conclusione :

l’unione europea nata da “altissimi ideali” (euh, come no…) alla prova dei fatti sì stà rivelando ne più ne meno di quanto la Storia traccia in fatto di società tra esseri umani o tra nazioni [che poi è la stessa cosa] : il socio più forte alla fine è quello che detta legge cercando di perseguire i propri obiettivi ed i propri interessi, altrimenti non si spiega come mai la DE è in violazione DA ANNI sulla propria bilancia comm.le (costantemente +8%, quando il limite max imposto da UE ai paesi membri è +6%) senza per questo che la stessa UE si sia mossa di un solo passo per farglielo notare…

così come all’UK è permesso [dalla UE] da ANNI di avere un rapp def/pil a livelli indecorosi, -5,7% ( indecorosi guardandoli da un punto di vista di un italiano, a cui la UE ha raccomandato di restare e non muoversi dal suo -3,0%, pena ritorsioni indescrivibili se decide diversamente, come stanno pietosamente cercando di fare padoan e renzi alla ricerca di un minimo di flessibilità.) ; della FR abbiamo già detto.

ma uno dice UE ed ha detto : GERMANIA!!! …opppss, l’ho detto…

So, di cosa vogliamo star qui ancora a parlare? se non si è ancora compreso che l’Italia non è altri che l’agnello sacrificale da spremere, per paesi più forti di lei -DE UK FR a scelta nell’ordine- nell’ambito della stessa organizzazione, allora è tutto tempo perso ed è meglio parlare d’altro. Questi tre paesi hanno problemi [di bilancio] non piccoli da risolvere al loro interno, e la risoluzione è lì per loro a portata di mano, e si chiama Italia.
Ed ora fatevi un nodo al fazzoletto.

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2016 at 14:04

aor­lan­sky60,

un insieme di ovvietà terminate con una sorta di arringa che oggi va di moda cioè l’italia come mucca da mungere per risolvere (sic) i problemi di paesi in realtà messi peggio di noi. Più uno se lo ripete più si convince che è vero, nel contempo si guarda allo specchio, vede che se anche fosse come dice lui non ci potrebbe fare nulla quindi scrive un post (o diecimila) torrenziale su uno o più blog per scaricare la propria frustrazione. La versione 2016 della rivoluzione francese con i risultati che si vedono: nessuno al di fuori di una generale perdita di tempo ma fuori oggi piove e dio perdona tutto figuriamo questo.

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aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 14:24

John_Ludd,

Le ovvietà -come tu le definisci- sono le stesse che stanno facendo pagare un conto piuttosto salato a tutti noi.

Tra 20anni anni [o forse meno se sarò fortunato] sarò in compagnia di altro e non dovrò più disquisire di questo.

Meno fortunate le generazioni più recenti che si ritroveranno a fare i conti con le conseguenze che la UE avrà recato.

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2016 at 15:03

aor­lan­sky60,

Fossilizzarsi solo sulla UE non migliora la comprensione. Un esempio: va di moda nel delirio in cui ormai si è caduti, vedere un feroce complotto straniero dietro il calo dei valori immobiliari italiani certamente (al 150% !!!) causato dalla brama di mettere le mani sopra il favoloso tesoro degli immobili nostrani. Peccato che la memoria oltre a esser corta è pure poco supportata dal funzioni cerebrali. Se le usasse il complottista scoprirebbe che tra l’inizio degli anni 70 e la metà del primo decennio del nuovo secolo il prezzo medio degli immobili è salito 3,5 volte più del reddito disponibile. Una colossale bolla immobiliare al rallentatore che ha prodotto gli stessi risultati delle bolle in USA, Canada, UK, Australia solo che là si sono sviluppate più velocemente e più rapidamente ma il risultato è lo stesso: le case hanno prezzi incompatibili con i redditi attuali e futuri sia qui che là. Aggiungiamo che il numero di unità immobiliari vuote in Italia è in proporzione superiore alla Cina delle città fantasma (complotto straniero !!!) e alla demografia avversa che ha iniziato a svilupparsi 40 anni fa (colpa delle scie chimiche !!!). Ma niente di questo conta, vale solo l’idea del complotto, semplice, lineare, ecco il nemico. Mai guardarsi in faccia allo specchio e provare a mettere nella lista dei nemici (tedeschi, americani, massoni, negri, albanesi, marziani, robot seleniti…) anche noi altri e il nostro modo da sempliciotti di interpretare una realtà che non ci piace. Cosa impediva al Bomba e ai suoi seguaci di investire i miliardi che ha buttato in manovre elettoralistiche per avviare un pò di investimenti pubblici ? La UE no di sicuro, ma sai gli 80 euro bla bla bla… Un giorno l’euro finirà perché non funziona oppure si farà un’unione fiscale (ma non politica con buona pace dei ssssognatori come Danilo) imposta da fuori con regole imposte dal più forte ma in un caso e nell’altro l’Italia sarà un paese più misero. Il fatto che la UE sia anti-democratica bla bla bla, nel mio piccolissimo ne scrivevo anni fa dopo che prima ancora l’avevo trovata una bella cosa (eh sì cazzo, le idee si devono cambiare se cozzano con la realtà che si osserva) ma eserciti di uomini dal cervello che non pensa si fermano lì. Non arrivano a capire che ogni struttura gerarchica complessa non è democratica, per definizione. Vuoi vivere in un paese abbastanza democratico ? Trasferisciti in un cantone svizzero dove esiste l’unica forma possibile di democrazia. Vuoi la sovranità monetaria come in … America ? Non c’è nessuna reale sovranità monetaria dal 1913, il dollaro è espressione di un cartello bancario PRIVATO che lo difende con le sue milizie PRIVATE utilizzando soldi pubblici e soldati pubblici (negri e portoricani quelli che crepano, bianchi con una laurea in ingegneria quelli che pilotano i droni dal Nevada).

Ci sono solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi, solo interessi…

pubblico o privato di per sè non vuol dire niente perchè il pubblico può facilmente venire occupato da una casta di non eletti anche se si chiama governo nazionale e non UE. Un italiano dovrebbe saperlo (ma un francese, un tetesco o un ammaricano). Altrimenti restano i cantoni, al massimo qualche centinaia di migliaia di persone che si conoscono e in linea di massima riescono a esercitare un controllo su chi eleggono efficace e non la farsa della ex repubblica indipendente italiana o la farsa della grande democrazia americana etc…

Se vuoi la UE è onesta, è MANIFESTAMENTE anti democratica e te lo dicono pure, qui la forza del futuro è il grillo parlante e i suoi seguaci che la democrazia non sanno neanche cosa sia.

Un giorno andrà meglio. Per i prossimi secoli o millenni quaresima !

Amen.

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jesselivermore
Scritto il 9 marzo 2016 at 15:06

john_ludd@finanza,
John_Ludd,
la tua risposta è molto superba, non ho bisogno di zuccheri, ora ti spiego, cos’ la tua superbia scemerà.
Nelle mie affermazioni, per non scendere troppo nei particolari tecnici, o sintetizzato molto ma questo non vuol dire che non ho ben chiare le cose, allora sarò più chiaro.
So benissimo che con il QE non vi è in realtà moneta nuova ,BANCONOTE CHE arrivano nelle tasche della gente, ma si tratta come dici tu di riserve delle banche perché infatti con il QE la banca centrale acquista titoli di stato, ne fa salire il prezzo e scendere il rendimento e come si suol dire va a liquefare i i bilanci delle banche che si troveranno meno titoli di stato in bilancio e più liquidità.
MA IL RISULTATO E’ ANCHE QUELLO DI AVER ABBASSATO COSI DI MOLTO I TASSI DI INTERESSE DI MERCATO che DOVREBBERO SPINGERE I VARI OPERATORI ECONOMICI (FAMIGLIE ECC) A CONTRARRE Più PRESTITI e qui mi riferivo dicendo che “… questa moneta creata non circola ma viene tesaurizzata ( infatti in italia i depositi e c/c continuano ad aumentare) …” QUINDI LE FAMIGLIE SONO IN Modalità RISK OFF E APPENA POSSONO ACCUMULANO LIQUIDITà ANCHE CON TASSI COSI BASSI , CIò è BEN VISIBILE DALLE Velocità DI CIRCOLAZIONE DEGLI AGGREGATI MONETARI CHE SONO TUTTE IN DISCESA ED AI MINIMI STORICI (LIVELLI DEGLI ANNI 30)
John_Ludd, SII MENO SUPERBO.

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aorlansky60
Scritto il 9 marzo 2016 at 15:47

@ John_ludd

Fossilizzarsi solo sulla UE non migliora la comprensione

e su cosa dovrei concentrarmi altrimenti ?… sul mali ?…

le mie considerazioni lì sono focalizzate, perchè lì vivo, purtroppo;

e notando con occhio obiettivo
-grazie alla valutazione dei numeri, NON DELLE PAROLE, MA DEI NUMERI UFF.LI
cosa succede all’interno della UE,
le mie conclusioni non possono che essere scontate;

te le devo ripetere ?… non è ciò che penso, ma quello che evidenziano I NUMERI :

all’Italia viene imposto [dalla UE] di restare ancorata al -3,0% di rapp def/pil

mentre ad altri paesi membri viene concesso ben altro [fonte dati Eurostat 2014] :

FR -4,0%
UK -5,7%

questo si chiama POTERE, esercitato da chi possiede il rapporto di forza maggiore all’interno dell’organizzazione.

Tutto il resto sono chiacchiere al vento.

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2016 at 15:58

non capisco anzi francamente è incomprensibile questa tua risposta. Cosa c’entra la UK, mica fa parte dell’unione monetaria ! Ti pare poco, ha la sua moneta e noi no, abbiamo l’euro. Eppoi la UE è morta defunta, se la UK esce a Parigi e Berlino stappano lo champagne e alla City si suicidano, oggi c’è solo l’unione monetaria. La Francia oltre ad avere più potere politico ha un debito pubblico 1/3 più basso. Ti pare poco ? Evidentemente sì ma mi sembra tu viva in un pianeta lontano. Quello in cui vivo io fa schifo, comandano i mercati e ci porteranno senza ombra dubbio nella bara ma quelli PRETENDONO CERTE COSE e non guardano altre come per esempio la leggenda del debito implicito vs. debito esplicito. Ci prendiamo per il deretano ? Chissenefrega di quel che sarà il debito tra 30 anni, oggi conta solo quello consolidato. Vivere nel mondo della fantasia è un reato contro se stessi. L’Italia non ha scelta, o mangia la minestra che gli propinano oppure salta la finestra. Ma uscire dall’euro richiede di modificare TUTTI i software gestionali (amministrazione pubblica, assicurazioni, aziende etc…) Per entrare servirono anni alla luce del sole. Oggi si fa tutto in un week end come qualche somaro epico suggerisce ? Vivere nel mondo della fantasia è un reato contro se stessi.

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2016 at 18:48

jes­se­li­ver­mo­re@fi­nan­za,

sì hai ragione, a volte suono molto superbo ma è in realtà incazzatura nel sentire (quindi non da te) sempre le stesse cose. Inoltre non reggo la storia che “loro” (tipico intercalare da blog) non sanno quel che fanno e che sono un “mucchio di idioti” (altro tipico intercalare da blog). La deflazione la si può controllare (così pensano) inondando i mercati di buone intenzioni e candide promesse. Quel che certamente non vogliono è l’inflazione che distrugge il valore dei “loro” (eh già) crediti. Certo c’è il valore mitico del 2% magari qualche centesimo in più, ma siamo seri… Quel che so ed evidentemente i più no, ahi loro, è che ai capitalisti che poi sono monopolisti della crescita in quanto tale non frega nulla, interessano i profitti. Molto meglio zero crescita e alti profitti tutti per loro che alta crescita i cui frutti sarebbero da condividere con i peones. Nell’era vittoriano nel periodo d’oro dell’impero britannico manco c’erano gli strumenti per misurare dati totemici come il PIL mentre c’erano eccome quelli per misurare i profitti. Mentre l’impero splendeva e lo 0,001% si impossessava di buona parte delle ricchezze mondiali (che in parte ancora possiedono) il tenore di vita nella capitale dell’impero era quella descritta da Dickens. Oggi l’impero si è spostato da Londra a New York ma i padroni sono gli stessi, i valori gli stessi, lo scopo lo stesso. Certo c’è internet ma serve essenzialmente per rincoglionire la gente non a farla rinsavire; se anche io, te e altri 3 milioni fossimo dei fenomeni illuminati che hanno capito tutto, non conteremmo comunque una mazza se 1 miliardo resta nell’ignoranza e nell’ignavia. Tuttavia certamente questa volta è diverso anche per “loro” (e dai con sto “loro” ma non per questo è meglio per l’ex classe media. Infatti 1) non esistono più angoli del pianeta da depredare quindi gli oligarchi occidentali diventano sempre più cattivi e per mantenere intatti i loro privilegi sono “costretti” (poverini) a depredare sempre più i propri concittadini i quali manco lo capiscono e imprecano alla… 2) Cina la quale come la Russia è retta dalla rispettiva genia di locali oligarchi i quali non sono meglio dei nostri ma sono in lotta con loro per le residue risorse planetarie che sarebbero poi da spartire per mantenere una… 3) Popolazione tuttora in crescita che dall’avvio dell’era industriale è cresciuta 8 volte ma che vede una distribuzione molto asimmetrica con… 4) Invecchiamento continuo in occidente dove l’età mediana in Giappone è 45 anni e in Italia poco meno e un rapporto tra attivi e non attivi che non ha pari nella storia (e non vorrei sentirmi rispondere che grazie alla tecnologia bla bla bla) mentre… 5) popolazioni giovani con tutta la vita davanti vedono i loro paesi distrutti dalle guerre che NOI OCCIDENTALI doniamo loro per impossessarci delle residue risorse energetiche, le quali volendo vivere (morire non piace a nessuno pare) si spostano e psiamo solo all’inizio dell’esodo perchè ho omesso di parlare di… 6) cambiamenti climatici in corso che comportano crisi idriche e desertificazione etc…

Sì credo che stavolta “loro” (che palle) NON VINCERANNO. Contenti ?

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2016 at 19:08

Ho colpevolmente omesso di ripetere un più volte concetto, questo: i mercati finanziari sono “solo” un sistema di controllo delle masse (quelle a reddito medio/alto) e un fucile da utilizzare contro chi si ribella mentre per chi non ha soldi per comprare azioni o bond ci sono i food stamps, Sky TV con le partite del Barcellona, gli immigrati creati dalle nostre guerre con i quali sfogarsi etc… Allo 0,001% oggi (e da un bel pò) interessano le risorse reali che i più pensano oggi infinite causa il basso prezzo momentaneo causato da un effetto collaterale dei vari QE, ZIRP etc… Chi è che possiede buona parte delle fonti di acqua potabile ? Coca Cola, Pepsi, Nestlè… e così via per tutto il resto, dai terreni agricoli alle risorse minerarie. Nei prossimi mesi/anni vederemo un accorpamento delle compagnie energy con le grandi che si mangiano le piccole con troppo debito in pancia ma buone riserve da estrarre e vendere quando il prezzo sarà più alto. Da tempo è in corso una progressiva concentrazione del capitale in sempre meno posti e sempre più inaccessibili a chi non fa parte dell’aristocrazia. E giù a discutere di euro, una anello di questa catena alimentare, un esempio di concentrazione del capitale, o di altri fatti tutti irrilevanti rispetto quanto scritto prima. Il concetto è chiaro: siamo esseri dagli istinti da cavernicolo, una tecnologia divina e strutture sociale medioevali. Non parliamo male del medioevo, non siamo mai stati moderni !

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kry
Scritto il 10 marzo 2016 at 01:09

aor­lan­sky60,

Grazie.
Noto che il valore assoluto del debito aumenta mediamente di 30 MLD anno rispetto al nostro.
Mi sembra che il nostro negli ultimi tre anni sia aumentato ” solamente ” alla pari dei tassi d’interesse pagati mentre i francesi molto probabilmente si sono potuti permettere di erogare generosi contributi ai loro concittadini.
Questo mi porta a pensare che ” quando ” la crisi arriverà qualcuno sarà già in qualche modo allenato mentre altri saranno un pò più neri non per la percentuale di integrati nella comunità.
Ti ringrazio anche per
” ad altri appartenenti allo stesso sistema [Eurozona] sembra far molto comodo poter additare l’italia come possibile epicentro di un eventuale crack europeo, quando gli altri sono messi allo stesso livello [per non dire peggio] dell’Italia [a livello di debito e deficit pubbl]; ”
io non sarei stato capace di scriverlo meglio.

E appunto
john_­ludd@fi­nan­za,

il motivo della mia ossessione dei tassi sta nel fatto che mi rompe ampiamente un domani leggere sui libri di storia che il crollo dell’europa sia merito dell’italia.
Mi dirai e cosa cambia. Forse nulla visto come mi hai già insegnato che sui libri di storia scrivono quello che vogliono come per il Mercenario dei due mondi Grazie Mille.
Il grillo parlante di cui parli non lo conosco per cui non sono pronto a seguirlo , mentre conosco quel Grillo Parlante che si è preso una martellata dal protagonista della miglior fiaba Italiana.
So che siamo nella cacca per innumerevoli colpe nostre e che giustamente stronzi come siamo non possiamo che galleggiare e continuare a respirare aria putrida ma non mi fa piacere saper d’ affondare per merito di chi continuamente ci addita di essere i peggiori così da poter proseguire indisturbati nei loro sporchi giochi.
Poi che da quel martedì del 1913 si sono fatti un bel regalo per Natale lasciandoci tuttora in eredità un bel pacco ultrasecolare posso solo che concordare.
Ciao.

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aorlansky60
Scritto il 10 marzo 2016 at 08:13

@ John_ludd

non capisco anzi francamente è incomprensibile questa tua risposta. Cosa c’entra la UK, mica fa parte dell’unione monetaria !

Se allarghi la tua veduta [evitando di focalizzarti solo su un elemento fuorviante] capirai perchè ho indicato l’UK…

indicare l’UK sottolineando quel [pessimo] dato di deficit era come per dire che la loro stampa specializzata dovrebbe essere l’ultima a parlare di debito, specie se nel farlo indica altri paesi (*) magari per metterli in cattiva luce :

l’UK dicevamo vanta un rapp def/pil al -5,7%

un debito pubbl assoluto di 2055 miliardi (al 2014) e un rapp di questo con il suo pil del 89,4% (quest’ultimo è il suo dato meno peggiore)

ma c’è una dato veramente pessimo che riguarda l’UK, un dato che stranamente viene ignorato dalla maggiorparte degli analisti, forse perchè fà comodo così, altrimenti si accenderebbero varie spie di allarme : il DEBITO AGGREGATO

ebbene per DEBITO AGGREGATO (che come noto considera anche il debito privato di fam e imprese oltre al deb pubbl di un singolo paese) l’UK conta OLTRE il 500% di rapp debito/pil, seconda solo al Giappone in questa poco onorabile classifica mondiale. Tanto per dare un idea di confronto, l’italia è poco sopra al 300% insieme agli USA, messa meglio anche della Francia che si colloca al 346%… (grazie a Danilo “DT” per i dati sul deb aggr, fonte un graph statistico da un suo art del 2014 su questo dominio)

(*) : si sà, la strategia migliore per occultare le proprie skifezze è cercare di mettere in luce quella degli altri, e sotto questo aspetto l’Italia come capro espiatorio ha sempre fatto assai comodo, non è vero??…

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kry
Scritto il 10 marzo 2016 at 08:55

aor­lan­sky60,

— ” un debito pubbl assoluto di 2055 miliardi (al 2014) e un rapp di questo con il suo pil del 89,4% (quest’ultimo è il suo dato meno peggiore) ” —

Il pil UK un dato meno peggiore che vorrei capire quanto composto dalla finanza e influenzato dal debito.
Come Italia essere capro espiatorio un pò ce lo meritiamo e forse ” Nostro Sognatore ” almeno a chicchiere sta andando a dire che ognuno si guardi la propria trave mentre per i miracoli ( progetti concreti di pubblicà utilità ampiamente descritti da John ) non mi sembra si stia atrezzando ed è qui che bisognerebbe andare a puntare visto quello che si sta risparmiando come spesa per interessi.
Ciao.
Buona giornata a tutti.

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aorlansky60
Scritto il 10 marzo 2016 at 09:09

@ John_ludd

La Francia oltre ad avere più potere politico ha un debito pubblico 1/3 più basso. Ti pare poco ?

a valore assoluto, no;

il debito pubbl FR è pari a 2037 mld (2014 Eurostat)

il debito pubbl IT è pari a 2135 mld (come sopra)

quindi non eccessivamente distanti;

quello che a noi manca (e in qualche modo “ci frega”) è l’assenza di crescita, infatti :

rapp deb/pil FR = 95,0%

rapp deb/pil IT = 132,1% (sempre Eurostat 2014)

ma mettendo il focus sulla Francia (spesso mi dicono di essere eccessivamente noioso, i francesi mi darebbero dell ‘ “enmerdeur”…) si scoprono argomenti interessanti :

La pressione fiscale generale francese rispetto al Pil tocca quota 44,7% – la seconda assoluta in EU

Pressione fiscale sul lavoro : su ogni 100 euro ricevuti dal dipendente, il datore in Francia ne deve sborsare 235, con l’Italia che si ferma a quota 200, battendo la Germania (210); la media Ue è 187. (dati al 2015)

A cosa serve questa elevata pressione fiscale ? uno potrebbe pensare che un paese così assicura più welfare ai propri cittadini; in parte è vero ma c’è dell’altro : la Francia deve mantenere un esercito di pubblici dipendenti che non ha pari in EU : oltre 5 milioni di dipendenti pubbl (in Italia sono 3,2 mln) suddivisi in 36mila comuni, più di 15mila organismi intercomunali, e poi Regioni, Dipartimenti, Province, Città metropolitane… spesso noi italiani ci lamentiamo della complessità eccessiva della ns macchina pubblica, beh magari dovremmo mettere l’occhio un pò verso ovest per capire chi sono i maestri…

Tradotto in numeri, la spesa pubbl FR [nel 2014] ha toccato il 57,2% del Pil, contro il 51,1% dell’Italia, il 49,3% della Grecia, senza contare il 44,4% della Gran Bretagna, il 43,9% della Germania e il 43,6% della Spagna…

Mentre l’Italia da vent’anni può vantare un saldo primario positivo, la Francia procede da allora allegramente in deficit, forse consapevole di poterlo fare dalla sua posizione di forza all’interno dell’UE; quest’ultima ci ha provato a richiamarla, per sentirsi rispondere -due anni fà in sede uff.le dall’allora min. dell’economia francese- alla stessa maniera del Gen. Cambronne a Waterloo contro le armate del duca di Wellington (“merde!” ndr)

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john_ludd
Scritto il 10 marzo 2016 at 09:50

aor­lan­sky60,

e basta con sta crescita che non arriva !
non arriverà MAI !
i consumi energetici pro/capite sono in calo da 20 anni in Italia un paese privo di fonti primarie che importa tutto da paesi che sono forzati a svendere quanto hanno in quanto è… l’unica cosa che possono vendere. Malgrado le fesserie che vengono scritte seguendo la moda del momento (ovvero il breveterminismo secondo il quale tutto ciò che è più antico di 1 mese non è mai esistito e tutto ciò che è oltre i tempi delle borsa non esisterà mai) la quantità di idrocarburi liquidi disponibili per l’esportazione è in calo costante dal 2005. Al contrario del 99% degli economisti che proprio non ci arrivano l’energia viene prima dell’economia e non viceversa sin dai tempi degli imperi antichi. Le piramidi le hanno costruite gli schiavi così come il Colosseo, energia biomeccanica, chi ne possedeva di più vinceva. Oggi non è diverso. Sono davvero perplesso, sai perfettamente quel che penso, l’ho scritto 100 volte ma pare non te ne freghi nulla dato che scrivi di avanzo primario tra 20 anni o di debito pensionistico sotto controllo. Ma tra 20 anni il consumo pro/capite di kw/h sarà se tutto va bene 1/3 più basso che ora. Quanti kw/h (calorie se preferisci) pensi di comprare nel 2036 con quanto avrai a disposizione nel 2036 ? Mi pare che la gente essendo del tutto ignorante in materia (volutamente nel tuo caso, ti ho fornito ampie disponibilità di link a documenti esaustivi) si focalizzi sul prezzo che è irrilevante: è meglio avere 1000 lire per comprare mele che costano 500 cadauna o avere 100.000 lire per comprare mele che costano 75.000 cadauna ? Esempio terra terra che illustra l’unico punto che si dovrebbe (ma non si vuole) prendere in considerazione. Vuoi consolarti con una previsione su quel che accadrà agli abitanti di UK, Francia, USA etc… Bene eccola qua: esattamente quel che accadrà a noi. Va meglio così ?

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john_ludd
Scritto il 10 marzo 2016 at 10:10

aor­lan­sky60,

Scritto da uno dei pochi economisti che ha compreso il legame energia-economia nonché tante altre cose potresti leggerti questo testo recente che consiglio a chiunque:

James K. Galbraith
The End of Normal: The Great Crisis and the Future of Growth
http://www.amazon.com/The-End-Normal-Crisis-Future/dp/1451644922

Il professore texano (figlio di quel Galbraith) mantiene una flebile vena di ragionato possibilismo se le politiche sinora attuate verranno nell’immediato ribaltate. Come dire…

Sei uno che scrive molto segno che ti appassiona l’argomento ma ti mancano il 99% delle basi. La lettura di cui sopra è appassionante, inizia da lì.

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aorlansky60
Scritto il 10 marzo 2016 at 11:42

@ John_ludd

ciò che intendo mettere in risalto elencando tutti quei dati

-te lo scrivo visto che occorre-

è l’enorme incoerenza di base per una presunta unione [europea] all’interno della quale ogni Stato agisce per conto proprio, nell’ambito del rapporto di forza che ognuno di questi Stati possiede all’interno dell’unione stessa.

Quindi DE FR e UK(che fino a prova contraria è membro dell’unione europea, pur non essendo parte della moneta unica) possono decidere e fare ciò che vogliono;
e lo fanno.

Tutti gli altri Stati, [ITA compresa], stanno a guardare i primi e devono accettare le condizioni imposte dai primi;

niente male, no ? (per i primi della classe).

Questo, servisse solo a sensibilizzare chi legge [possibilmente molti] per creare un opinione generale tale da muoversi per andare a dar fuoco alla Torre, lassù a nord, metaforicamente parlando; tutto sommato nemmeno troppo metaforicamente…

Per quanto riguarda i tuoi discorsi e scritti [passati presenti e futuri] “sull’energia”,

tra 20 anni il consumo pro/capite di kw/h sarà se tutto va bene 1/3 più basso che ora.

vista la tua conoscenza in materia avrai senz’altro ragione e sarai stato valido profeta, ma ciò che al presente tocca maggiormente sulla propria pelle i cittadini europei -specie quelli che non appartengono ai “primi della classe”[andare a chiedere in Grecia, tra qualche tempo anche agli italiani, credo]- sono le indubbie disparità cui riferivo sopra.

lo ripeto : tra 20anni (se sarò fortunato) non dovrò ne occuparmi ne preoccuparmi di questo;
nel frattempo, sarò stato abbastanza saggio da predisporre una valida difesa in vista di tempi duri.

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john_ludd
Scritto il 10 marzo 2016 at 12:17

aor­lan­sky60,

ma di quali incoerenza parli ? eppure te l’ho pure scritto nel commento di eri 15:58 ma te lo ripeto “… la UE è morta defunta, se la UK esce a Parigi e Berlino stappano lo champagne e alla City si suicidano, oggi c’è solo l’unione monetaria …”. Se poi eserciti di delusi sono ancora lì a masturbarsi con il ci vuole l’unione politica io checcepossafa, a me piacerebbe avere le ali per esempio, le probabilità sono le stesse. Mi rendo conto che non c’è alcun senso nello scrivere commenti in un blog, tanto la gente non li legge, o legge solo quel vuol sentirsi dire in linea con quanto spiegato da Kahneman già 30 anni fa. Penso sia opportuno che io la smetta una volta per tutte.

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Scritto il 10 marzo 2016 at 12:25

john_­ludd@fi­nan­za,

Perché smetterla John? Questo è un terreno di confronto. Quanti sono secondo te i “silenti” che ci stanno leggendo e magari non commentano? Beh, sono tantissimi. Giornalmente sono circa 7000 visitatoti, già un discreto numero secondo me. Una delle mission del blog è come ben sai, crea consapevolezza. E tu sei una voce alternativa fondamentale per poter poi fare ragionamenti e confronti. Sta poi al lettore fare le proprie deduzioni. Intanto però grazie a te ed agli amici lettori che, discutendo, migliorano a tutti la consapevolezza.

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aorlansky60
Scritto il 10 marzo 2016 at 12:33

@ John_ludd

a mia volta devo chiederti : in quale mondo vivi ???

la UE non è defunta -o forse lo è nei tuoi sogni(?)-

pensa che oggi 10MAR2016 uno dei suoi paladini tiene una conferenza dalla quale pende tutta europa (e mezzo mondo)…

pensa che solo ieri l’ITA ha ricevuto [dalla UE] una nota programmatica sui passi da compiere circa le prossime decisioni economiche da varare, il tutto sotto la stretta super visione della UE;

ma di cosa stiamo parlando ?

la UE esercita potere, eccome, e lo emana a cascata.

ps : ma cos’è, una prova d’ascolto ???
:lol:
…me ne vado a pranzo che è meglio…

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john_ludd
Scritto il 10 marzo 2016 at 12:44

Da­ni­lo DT,

sai che sono umorale e seguo le condizioni meteorologiche invece che gli indici di borsa….

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john_ludd
Scritto il 10 marzo 2016 at 12:55

aor­lan­sky60,

la UE non esiste, la voce che senti è quella delle grandi istituzioni finanziarie che la dominano cui interessa solo l’unione monetaria ed eventualmente quella fiscale (parziale) in quanto porrebbe i redditi/patrimoni dei cittadini dell’unione a garanzia degli attivi illiquidi oltre ogni speranza delle grandi banche. Mia personale opinione è che la situazione può mutare in modo non distruttivo solo se l’aristocrazia finanziaria americana valuterà che i costi per mantenere l’euro sono superiori ai vantaggi. Voci in questo senso sono ormai palesi, basta leggere Stratfor oppure esponenti molto introdotti come Pettis o Chauvanec. Vedremo dopo gennaio 2017. La voce in capitolo dei paesi del sud europa è zero, mentre percepisco un crescente risentimento da parte delle grandi famiglie tedesche e di alcuni storici componenti del capitalismo regionale locale. Questo potrebbe senz’altro entrare nel processo di valutazione dei pro/contro da parte dell’establishment americano per il quale il mantenimento della Germania solidamente all’interno della propria rete è prioritario su ogni altro aspetto. Ciao.

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aorlansky60
Scritto il 10 marzo 2016 at 14:00

…sono andato a pranzo con l’indice mib a 0…

ritorno per vederlo a +3,0… ancora prima dell’inizio della conferenza BCE e prima che mario apra bocca…

non c’è che dire, i mercati sono “dragopatici”…

:lol:

John,

non vorrei averti dato l’idea di essere troppo rude nei tuoi confronti o di trattarti con sufficienza nel mio ultimo post,

in fondo nelle tue argomentazioni hai ragione da vendere,

è davvero un mondo folle quello che abbiamo sott’occhio, putroppo lo dobbiamo anche calpestare quotidianamente vivendoci…

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john_ludd
Scritto il 10 marzo 2016 at 15:02

aor­lan­sky60,

rude ? io lo sono spesso e volutamente. Il breveterminismo dell’epoca attuale è talmente incompatibile con la sopravvivenza di qualsiasi società complessa, figuriamoci la nostra, un sistema complesso sempre più interconnesso e instabile che mostra ogni giorno di essere all’ultimo stadio prima di un passaggio di stato. Probabilmente il blog di Danilo che tratta del sottosistema più breveterministico che ci sia non è il luogo adatto, la gente vuole sentirsi raccontare quale trade oggi per vendere domani… bah non che sia difficile per quel che conta nel lungo (cioè nulla) basta avere pazienza e seguire il buonsenso più che l’analisi tecnica. Merce rara però.

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