BUON COMPLEANNO EURO! (ma adesso è ora di cambiare)

Scritto il alle 15:45 da Danilo DT

 

Già avrete letto che oggi, 2 gennaio 2019, la Moneta Unica Europea spegne la ventesima candelina. Ebbene si, sono passati 20 anni da quando è nato l’Euro, quanto mai criticato e discusso già fin dalla sua nascita. L’euro di carta nasce il primo gennaio 2002, quando la moneta unica europea viene introdotta per la prima volta come denaro contante in 12 degli allora 15 Stati dell’Unione europea. Ma in realtà l’euro era entrato ufficialmente in vigore, come unità di conto virtuale, il 1 gennaio 1999, esattamente 20 anni fa, in 11 Stati Ue, sulla base delle regole previste dal Trattato di Maastricht. Oggi, l’euro è la valuta legalmente riconosciuta nell’Eurozona da 19 dei 28 Stati dell’Ue e rappresenta la valuta internazionale più importante dopo il dollaro. Per Andorra, Monaco, San Marino e la Città del Vaticano l’euro è la moneta ufficiale, ma viene utilizzata anche in Guadalupe, Martinica e Saint-Barthelemy nei Caraibi, a Mayotte e Reunion nell’Oceano Indiano, e nelle Azzorre, Canarie, Madeira, Kosovo e Montenegro. (Source)

Nel grafico sopra troverete una piccola curiosità. Da quando è nato ad oggi, nei confronti del Dollaro USA, c’è stata immobilità. E’ nato a quota 1.14, proprio come il cross vs USD attuale.
Quindi prima cosa da notare: l’aver acquisito una “valuta forte” non è certo da sottovalutare. Intanto però, come sempre, fare i conti tra benefici e problemi che sono arrivati grazie all’Euro non è facile. Ci ha provato Bllomberg con un’analisi che va prendere i vari stati membri e i miglioramenti nelle distinte aree settoriali, al fine di comprendere se l’Euro, per un determinato paese, è stato un elemento positivo (e gestito bene, cosa che noi NON abbiamo fatto) oppure no.

To take stock of the project so far, Bloomberg Economics ran euro-area countries through 10 economic tests to capture the extent to which member states reaped the benefits of greater stability and economic integration, as well as their capacity to remain competitive and stabilize their economies during the euro-area sovereign debt crisis.
The tests don’t show whether member states would have been better off outside of the euro, nor do they measure overall prosperity and economic health. Rather, they illustrate how well each country seized the opportunities and navigated the risks associated with sharing a currency.
The results portray a divided continent. Of the 16 countries tested, six ended up with As, five got Bs and another handful scored Cs. The three Baltic nations that joined since 2011 weren’t tested because they haven’t been in the group long enough. (Source) 

Alla fine sembra proprio che solo 5 Stati membri abbiano avuto tangibili benefici dall’Euro.

a) Germania
b) Austria
c) Slovacchia
d) Slovenia
e) Finlandia

E’ ovvio che c’è anche il “rovescio della medaglia” per questo ragionamento, ovvero cosa sarebbe successo SE molti paesi (Italia in primis) non avessero aderito al progetto Euro e oggi, gli stessi, in quali condizioni sarebbero (magari con un post-default da smaltire).

Sul fatto invece che solo in pochi ne hanno concretamente beneficiano nei numeri, occorre dire che la responsabilità sta nel come sono state gestite le cose, sia a livello centrale (Bruxelles) sia locale (governi dei vari stati).
Intanto però, questo grafico mette a nudo l’estrema necessità di resettare il progetto e farlo ripartire su basi nuove.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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2 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 3 gennaio 2019 at 07:57

>> The test…….rather, … illustrate how well each country seized the opportunities and navigated the risks associated with sharing a currency.<<

Appunto, ma quelli al governo ed i loro consiglieri esperti in economia voodoo questa visione la rifiutano. Meglio sempre cercare colpevoli esterni piuttosto che guardarsi allo specchio

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draziz
Scritto il 3 gennaio 2019 at 10:56

Caro DT,
NO proprio NO !!
Adesso non è ora di cambiare…adesso è ora di finirla!
Bisognava agire prima.

Vent’anni di Euro, la maggior parte perduti, come si dice a gran voce e come i dati dimostrano.
Imprese macellate, povertà diffusa in aumento e stato sociale a brandelli.
E questo sarebbe il grande progetto a cui hanno sottoposto milioni di esseri umani sul continente europeo?
Ma scusa, siamo stati condotti da esperti laureati e professionisti di comprovata abilità o da un branco di improvvisatori o, peggio ancora, autolesionisti maniaco-depressivi?
Pare, per giunta, che gli stipendi che gli stessi si attribuiscono siano parecchio onerosi per i contribuenti europei tutti.
E questo sarebbe il risultato?
Oooops…scusate piccini belli della nonna, ci siamo sbagliati, c’è qualche erroruccio ma si può rimediare, ha ha ha…
E magari altri vent’anni di “grande progetto di uguaglianza” (finanziato con i soldi di tutti ed in quantità sempre maggiori, nevvero? Dài con l’aumento IVA che leuropa vuole più soldi da spendere per tutti…sì tutti quelli dell’austerità, per salvare altre banche piene di debiti creati con la fantafinanza) con la pia illusione di arrivare tutti a ballare insieme introno al falò e tenerci per mano tutti uguali senza frontiere e con gli stessi diritti?
Senza scomodare Thomas Moore, ma la parola UTOPIA mi sembra la più appropriata.

Visti i risultati, con quale faccia, con quale diritto chiederanno altri sacrifici?
Con la forza della dittatura?
Ma no, dài, c’è anche la lobotomìa…

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