BTP: quando la fiducia distrugge i fondamentali

Scritto il alle 12:41 da Danilo DT

Pian piano la manovra si avvicina ed il mercato si tranquillizza.
Lo si vede da questo grafico.
Qui trovate l’andamento dello spread BTP Bund, lo spread BTP Bonos e il CDS Italia a 5 anni.
Tutti e tre i grafici hanno girato bruscamente in basso, segno che il rischio Italia ora è meno percepito dal mercato.
Le agenzie di rating si pronunceranno ad ottobre ed il Governo ha fatto rientrare l’allarme di sforamento del deficit (area 3%).

Grafico: Spread BTP Bund, BTP Bonos e CDS Italia 5 anni

Dopo un tuffo a 246 punti base – minimo dall’8 agosto – il premio al rischio del BTP rispetto al Bund risale a 254 centesimi per poi ridiscendere a 244.80. Verrà inoltre perfezionata in giornata l’operazione di riacquisto annunciata mercoledì sera dal ministero dell’Economia, che offre di risottoscrivere quattro tra Btp indicizzati e Ccteu con scadenze comprese tra l’anno prossimo e il 2022. La ‘reverse auction’ che utilizza le eccedenze sul conto disponibilità del Tesoro presso Banca d’Italia rappresenta la prima operazione di buyback di quest’anno condotta tramite asta. In tre occasioni al culmine della crisi, tra fine maggio e i primi di agosto, il Tesoro è intervenuto sul mercato direttamente tramite specialisti, comunicandolo soltanto una volta perfezionata l’operazione e riacquistando un totale di oltre 2 miliardi sempre sulle scadenza brevi. Vista la tensione, secondo me giustamente, il Governo ha deciso di intervenire anche stavolta.

Quindi tutto bene? In realtà no, perché stiamo cercando di recuperare delle posizioni che al momento ci vedono ancora decisamente a premio rispetto ai rendimenti degli ultimi tempi.
La situazione, come detto sopra, sta migliorando, ma… guardate questo altro grafico.
Ho provato a mettere a confronto il rendimento del decennale italico con il paritetico portoghese. Ovvero il “peggiore” tra i PIGS (Grecia esclusa ovviamente). Il risultato è comunque non positivo.

ITA vs POR 10yr

100bp, o se preferite 1%. Questo è il premio che noi dobbiamo pagare, rispetto al Portogallo, su 10 anni. Ok, in realtà sono vecchie emissioni, ma a livello di rendimenti il ragionamento fila. Quindi siamo così peggio del Portogallo? A questo punto ci tocca chiudere il cerchio e fare un confronto proprio con la Grecia

ITA vs GRE 10yr

Per fortuna qui siamo ancora in vantaggio di 150bp o se preferite di 1.5% sul decennale. E se guardate lo storico, è da tempo immemore che non siamo così vicini ad Atene.
Teniamo conto che, secondo me, oggi la Grecia gode di una fiducia (artificiosa) immeritata e quindi questo grafico potrebbe essere visto con meno interesse. Statisticamente ha però un suo impatto. Preferisco comunque concentrarmi sullo spread Italia – Portogallo anche perché è un vero paradosso se si considera la differenza tra le economie dei due paesi sotto il profilo dei fondamentali. Ma questo è il mercato baby, dove la valutazione dei fondamentali diventa relativa visto che la fiducia, oggi, ha un ruolo più che determinante, e addirittura la stessa può riuscire a distruggere i fondamentali.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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5 commenti Commenta
ben
Scritto il 7 settembre 2018 at 13:19

Questo dimostra se ancora ce ne fosse bisogno che questa Europa deve finire.

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r.o.i.
Scritto il 7 settembre 2018 at 14:04

Bell’articolo DT, per quanto mi risulta nel complesso i conti tornano tranne un piccolo particolare.- Se non ricordo male più o meno un paio di mesi fa la Banca d’Italia aveva dichiarato che il surplus del Tesoro (risparmio già accantonato) da utilizzare al momento opportuno per operazioni del genere (calmierare eventuali eccessi speculativi) erano quattro miliardi e rotti.- La differenza è ancora disponibile per l’immediato dopo Def o è stata già utlizzata per altri scopi? Considerato il peso della situazione attuale ed i possibili sviluppi a breve sarebbe opportuna una piccola indagine a questo proposito.-

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alplet
Scritto il 7 settembre 2018 at 15:14

Teoricamente la liquidità usata dal Tesoro negli ultimi acquisti di titoli di stato sarebbe così stata ben utilizzata nel caso che dopo la divulgazione del Def i titoli italiani risalissero di prezzo: quindi il Def dovrebbe essere piuttosto rigoroso (ben sotto il 3%). Vedremo. Loro lo sanno, io no.

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liber
Scritto il 7 settembre 2018 at 16:29

La liquidità ce l’hanno gli italiani parcheggiata sui conti correnti in lieve perdita. Se ben consigliati, otterrebbero un discreto rendimento comprandosi tranquillamente il nostro debito pubblico in mano estera.Spread bye, bye. Indovina Chi si compra il nostro debito invece? Le nostre banche. P.S. Monti ci ha indebitato per almeno 200 miliardi vanificando i vantaggi dell’abbassamento dei tassi.

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pdf79
Scritto il 7 settembre 2018 at 20:39

Grazie alla BCE la carta straccia tedesca a 10 anni ha un rendimento dello 0,39 quando la miglior carta straccia del mondo, i treasury a 10 anni hanno un rendimento del 2,94, misteri della fede.

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