BTP: aumenta il rischio sui titoli di Stato italiani

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Qualcosa non quadra sul mercato obbligazionario nostrano. E non si tratta dell’andamento delle aste, figlie di una volatilità e di una curva dei tassi che sta cambiando fisionomia, impennandosi.

(AGI) – Roma – Il ministero dell’Economia ha collocato 5 miliardi di euro di titoli del debito pubblico a 5 e 10 anni, al top del target previsto. Il tasso dei decennali sale dal 4,14% al 4,55% e quello dei quinquennali dal 3,10% al 3,47%. La domanda e’ stata pari a 1,46 volte l’offerta per i decennali e a 1,3 volte per i quinquennali.

E notate bene, questo ve lo vengo a raccontare proprio in un giorno dove il mitico Spread Bind BTP sta scendendo e torna sotto area 300bp (ora a 288bp). Certo, il fatto che i tassi a breve siano lievitati molto rispetto alla media e che oggi, rispetto ad una settimana fa, il semestrale sia molto più redditizio, non è un buon segnale per il breve periodo. Ma di certo occorre anche l’Italia rappresenta un caso anomalo in quanto non mi sembra di aver visto in altri paesi “Core” la stessa dinamicità nella crescita dei tassi a breve se paragonati ai tassi più lunghi.

Le altre curve sembrano più ripide, quella italiana invece è una curva più piatta. Questione di fiducia sul Bel Paese? La colpa va alla “boutade” smentita sui derivati? (che, dalle ultime news, non sarebbe affatto una voragine, visto che si tratterebbe di derivati che “assicurano” i tassi sulle emissioni del Tesoro, e credetemi, parlare di perdite su certi tipi di contratti, anche se vanno in negativo, significa sviare la realtà, e quindi mi scuso se ieri nel post non ho spiegato questo aspetto che NON mi era noto).

Curva Tassi Titoli Governativi Italia

La verità non la si può sapere, se non cercandola nelle solite illazioni su politica, crescita ed economia.

Intanto però, cosa più preoccupante, il nostro IRI (Italian Risk Indicator) si è appoggiato alla linea di supporto che, come detto, ha sempre delineato l’area di tranquillità 8in cui siamo oggi) da quella della volatilità e dell’aumento del rischio emittente Italia.
Detto in concreto, se verrà rotta la ribasso la linea, aspettiamoci pure un aumento della volatilità (in negativo) e prezzi che oscilleranno non poco. Ovvero, un ulteriore aumento del rischio percepito sui BTP Italici.

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 4)Commenta

  1. Ciao DT! Io è da diverso tempo che ho qualche perplessità su questa storia dello SPREAD BTP/BUND… Mi spiego in poche parole. Tempo fa guardavo un grafico Pre scoppio SPREAD e non ho potuto non notare che il rendimento in termini di tasso di interesse percentuale del nostro decennale era forse addirittura leggermente superiore a quello attuale. Questo è spiegato dal fatto che, visto che il parametro è sempre il Bund, a quei tempi il Bund rendeva più del 2%, mentre oggi è molto più basso. Ha una logica questo mio ragionamento? certo, Spread a 600 era assolutamente fuori controllo (o quasi), ma Spread a 280/290 temo rispecchi i rendimenti del BTP di sempre, più o meno….

  2. Intendevo questo ragionamento…

  3. Lo spread serve per capire la “distanza” dal tasso del Bund ma alla fine… non va in tsca a nessuno. Ciò che conta è sempre il tasso dei rendimenti / costo dei titoli di stato.
    A 200bp, come detto, si raggiunge quello che considero lo “spread giusto”. Ma ripeto, poi quello che conta è il tasso.