Brent oltre i 100$, Egitto oltre la rivolta

Scritto il alle 08:38 da Danilo DT

Elenco di link finanziari per meglio capire l’economia e la finanza.

In molti si stanno quasi annoiando in queste giornate sui mercati finanziari. Non stimola più di tanto la corsa del Brent, Nemmeno il terremoto sociale in Egitto riesce a smuovere più di tanto le acque. In realtà, quanto sta accadendo rischia di diventare molto più di un problema isolato al Nord Africa.

Continua a tenere banco anche sui mercati l’allarme per la crisi egiziana. Oggi in particolare è schizzato oltre quota 100 dollari il prezzo del greggio, nel timore che ci possano essere ripercussioni sul traffico attraverso il Canale di Suez: a Londra il Brent viene quotato a 100 dollari il barile, una soglia che non toccava dal primo ottobre 2008. (Source)

Quindi se sommiamo la fase del ciclo economico con il dramma geopolitico del nord Africa, creiamo un  mix ideale per alimentare un rally a favore delle commodity, proprio in un momento dove la sommossa popolare è fondamentalmente causata da un rincaro del prezzo delle materie prime. Uno scenario che tendi quindi all’auto combusione.

Il fatto purtroppo è molto più grave di quanto si possa immaginare, in quanto non può essere definito come “isolato” o ben delineato all’interno di confini chiari.

Quanto sta avvenendo è un vero cambiamento che sta interessando tutto il mondo arabo.

1) Mettiamo il movimenti di sommossa in Egitto.

2) Aggiungiamo il referendum in Sudan che porterà probabilmente alla scissione ed alla spaccatura in due dello stato

3) Sommiamo la crisi politica che si è generata a metà gennaio in Libano

4) Non possiamo certo dimenticare i moti in Tunisia con la fuga del Presidente Ben Ali

5) Sono passati in sordina, ma negli ultimi 15 giorni in Iraq sono state assassinate in attentati vari oltre 200 persone

6) Proprio in questi giorni ci sono stati i primi scontri anche nello Yemen

7) Aumentano le tensioni interne nell’Iran

8 ) Anche se geograficamente ha poco a che fare, anche in Albania ci sono state delle sommosse

Ma cosa sta realmente accadendo? Un movimento comune che ha come obiettivo il rovesciamento degli attuali governi, con la venuta al potere di nuove forze? Ma come dobbiamo leggere questa situazione? Come un elemento di positività, come una “rivoluzione buona” che andrà a favore delle genti, oppure un modo per certe “forze maligne” per ottenere il potere, usando la leva del malcontento popolare?

Questo al momento lo ignoro, anche se sono molto propenso verso quest’ultima ipotesi, e quindi rivolte che avranno solo effetti negativi. Con il rischio che venga meno, in molti paesi, quella classe politica magari più “moderata” ed aperta al dialogo, con la venuta al potere di nuove forze magari estremiste e pericolose.

Queste sono aree strategiche per il mondo intero. Ed una soluzione quantomeno ragionata e pacifica sarebbe assolutamente necessaria. Ma dubito sia possibile. Chiaramente secondo me.

LINK FINANZIARI

Econbrowser: Geopolitical unrest and world oil markets

Grossi disordini nel mondo arabo

High Unemployment after the Recession: Mostly Cyclical, but Adjusting Slowly | The Big Picture

Disoccupazione in USA? Soprattutto un fenomeno di tipo ciclico

America’s Ungovernable Budget by Jeffrey D. Sachs – Project Syndicate

Gli USA hanno un deficit ed un budget ingovernabile

Lonely Analyst Warns of 2015 Bank Crisis Amid `Upbeat’ Davos – Bloomberg

La prossima crisi bancaria? 2015…

FT Alphaville » Suez isn’t Brent’s $100 problem

Voilà:petrolio Brent oltre i 100$/bar.

Getting beyond the carry trade: What makes a safe haven currency? | vox – Research-based policy analysis and commentary from leading economists

Il vero carry trade non deve basarsi sul differenziale di tasso…

The inertia of monetary policy: Implications for the Fed’s exit strategy | vox – Research-based policy analysis and commentary from leading economists

come farà la FED a riassorbire il denaro del Quantitative Easing?

The new carry trade | vox – Research-based policy analysis and commentary from leading economists

Nasce un nuovo carry trade: quello sulla volatilità dei cambi

Number of the Week: Banks Should Hold More Capital – Real Time Economics – WSJ

Le banche USA e non solo, sono troppo poco capitalizzate e non sono al riparo da una nuova crisi

Incomes Are Stuck on Technology’s Plateau – NYTimes.com

L’aumento dei redditi USA non è paragonabile all’aumento del costo della vita

A Shrinking Nonoil Trade Gap? Really? « Mandel on Innovation and Growth

Un interessante analisi sul PIL e sulle sue anomalie (GDP USA)

Davos is like being on a different planet. But it seems bankers feel that way all the time | Business | The Observer

DAVOS: tra farsa e realtà…. E i banchieri…

FT Alphaville » The euro is not to be feared

Bisogna avere paura dell’Euro?

Goldman Sachs Report.pdf

Goldman Sachs: aggiornamento analisi mercati

Perché nasce Linkiesta, quotidiano senza carta | Linkiesta.it

C’è aria nuova nell’informazione. Nasce LINKIESTA

Egypt’s Economic Tragedy In 3 Simple Charts

Egitto: la crisi in 3 grafici

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Brent oltre i 100$, Egitto oltre la rivolta, 10.0 out of 10 based on 1 rating
41 commenti Commenta
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:26

Sempre completissimo il tuo elenco, solo un appunto, perche non fai aprire i links in una nuova finestra, cosi’ non perdi la pagina (lo so, lo so, che puoi farlo con il destro… ma non tutti lo sanno)
sempre aggiornato 24 su 24, 7 giorni su sette il mio twitter @mariogreat ed il mio blog:
http://mariogregorio.wordpress.com/
Buona giornata

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hironibiki
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:35

Io volevo solo aggiungere una piccola cosa.. L’inflazione. Oggi ho rinnovato il mensile delle nord che felicemente è passato da 60.50 a 68 euro con incremento di oltre il 10%. Sommando a questo i rincari della benzina, dei trasporti ATM, delle autostrade, ecc.. non faranno altro che aumentare inevitabilmente i pressi di tutti gli altri articoli. Beh che dire, questo lederà ancor di più sui consumi della gente che si trova ad avere inflazione ben al di sopra del 2% ufficiale!!
Ecco questo il mio “post” fuori dalle righe come sempre :mrgreen:

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:42

la prima cosa furrrrba che ho letto sul canale di Suez:

PARIS-TANAKA SAYS IF SUEZ CANAL CLOSES, IT WOULD BOOST SHIPMENT COSTS BECAUSE OF DELAYS, NOT CREATE SHORTAGE

io credo che sta porcate della paura per la chiusura del canale, che tanto non succederà mai, sia stata solo l’ennesima scusa per giustificare i signori della spaculazione.

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:44

hironibiki@finanza,

pagare e stare zitti! devono creare inflazione per salvare il mondo, è un sacrificio che devi fare per le future generazioni… :mrgreen: :mrgreen:

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:47

intanto, grazie a questo:
PMI MANIFATTURA GENNAIO, CRESCONO PRESSIONI INFLATIVE: VOCE COSTI A 80,3, RECORD STORIA INDAGINE DA LUGLIO ’97

si ottiene questo:
ITALY JAN MANUFACTURING PMI 56.6 (DEC 54.7, F’CAST 54.6), HIGHEST SINCE JUNE 2006

non tutti i mali vengono per nuovere, o sbaglio qualcosa?

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andreap
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:51

Buongiorno Dream.
Per caso per “forze maligne” intendi il governo USA?! :-)

C’è un bel cablogramma titolato ” U.S. VISIT AND REGIME CHANGE IN EGYPT” pubblicato dal Telegraph:
http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/egypt/8289698/Egypt-protests-secret-US-document-discloses-support-for-protesters.html

“xxxxxxxxxxxx (nome censurato dal Telegraph) ha sostenuto che il governo egiziano non potrà mai intraprendere riforme significative, e quindi, gli egiziani hanno bisogno di sostituire il regime attuale con una democrazia parlamentare. Egli ha affermato che diversi partiti di opposizione e i movimenti hanno accettato un non scritto piano per la transizione democratica, entro il 2011”

Inoltre:

“xxxxxxxxxxxx ha sostenuto che le forze di opposizione diversi – tra cui il Wafd, Nasserite, Karama, i partiti Tagammu, e la Fratellanza Mussulmana, Kifaya, e i Movimenti Rivoluzionari Socialisti – hanno deciso di sostenere un piano non scritto per una transizione a una democrazia parlamentare, coinvolgendo una presidenza debole il primo ministro e il parlamento, prima dell’inizio delle elezioni presidenziali del 2011. Secondo xxxxxxxxxxxx, l’opposizione è interessata a ricevere il sostegno dell’esercito e della polizia per un governo di transizione prima di elezioni del 2011.”

The Daily Best invece, riporta un’altro cablogramma intitolato:“‘Qadhafi Children Scaldals Spilling Over Into Politics”. In questo si fa l’ipotesi che dopo la Tunisia e l’Egitto, sia la Libia di Gheddafi ad essere il teatro della prossima crisi politica. Nel file dall’ambasciata Usa a Tripoli scritto nel febbraio 2010 dal capo missione Gene A. Cretz, si citano le valutazioni di «osservatori locali» che indicano che «Gheddafi ha creato una dinastia familiare, decadente, avida di denaro, che potrebbe essere l’obbiettivo ideale di una prossima rivoluzione araba nelle strade del Paese». Inoltre: «La famiglia di Gheddafi, e in particolare i suoi due figli particolarmente ribelli ha fornito abbastanza elementi di sporcizia per una soap opera libica».

Che dire…vedremo…

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hironibiki
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:53

mattacchiuz,
Già.. Che tristezza però!!
E avete sentito anche delle porcate che hanno fatto a Roma con l’inquinamento? E a Milano? Io proporrei alla moratti 2 alternative che se abbinate risolveranno tutto.. Il primo per lo smog un grande, enorme, immenso abre magique al profumo di pino così sarà come essere in montagna e il secondo una mascherina antiparticolato (come quello usato per i diesel) da applicare appena sotto le narici.
Come siamo ridotti!!!

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bergasim
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:54

usa 1+1=2 no =4
http://www.gallup.com/poll/145772/One-Four-Unemployed-Adults-Financial-Distress.aspx
meno soldi, più consumi, logico no

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andreap
Scritto il 1 febbraio 2011 at 09:57

andreap@finanza,

Mi sono dimenticato il link del daily best… eccolo:
http://www.thedailybeast.com/blogs-and-stories/2011-01-28/wikileaks-cable-could-stir-domestic-unrest-in-libya-imperil-qaddafi/2/

Andrea P

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:01

hironibiki@finanza,

:mrgreen: :mrgreen:

bergasim: usa 1+1=2 no =4
http://www.gallup.com/poll/145772/One-Four-Unemployed-Adults-Financial-Distress.aspx
meno soldi, più consumi, logico no  

guarda, ci sto pensando da due giorni i sti caxxo di report sulle vendite.
l’unica mia ipotesi che in qualche modo possa “sistemare” le cose, è il lusso. se il lusso fosse cresciuto a livelli galattici, allora effettivamente si avrebbe una sorta di coesistenza tra i vari indici del consumo e quello del BEA. ma in tutti gli altri casi, quel dato risulta assolutamente taroccato.

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:04

andreap@finanza,

questo è bello… :-) solo che di sti cablogrammi c’è da fidarsi? poi anche wikileaks. mi ha deluso non poco, a dire il vero. sembrava volesse cambiare il mondo e denunciare le schifezze della politica e della finanza internazionale, e invece alla fine metà delle cose sono state puro gossip…
io vorrei tanto vedere pubblicati le info sulle banche, sugli evasori politici ( o leaders in generale ) e cose simile. ovviamente, niente di tutto questo è stato messo on line, anzi…
chissa per chi lavora…

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s66
Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:07

ONESTAMENTE AUGURO AGLI STATI UNITI D’AMERICA IL BIG ONE ! SOLO COSì LA FARANNO FINITA X SEMPRE A ROMPERE LE SCATOLE AGLI ALTRI PAESI ! TUTTA LA COSTA OVEST DEGLI STATI UNITI DEVE AFFONDARE NEL PACIFICO ! ANDASSERO AFFANXULO ! :twisted: :twisted: :twisted:

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hironibiki
Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:07

mattacchiuz,
Penso che se mai qualcuno fosse tanto temerario da farlo di ritroverebbe un missile termonucleare sopra la tesa nel giro di pochissimo, a seguire un attacco aereo, i militari, ecc..

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Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:09

andreap@finanza,

Benvenuto! :-)

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:10

hironibiki@finanza,

si certo, ma allora neanche vendersi come “il giusto fra gli uomini”

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Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:14

mattacchiuz,

Guarda mi trovi d’accordo, l’ho seguito per un pezzo, scaricato tutti i files criptati per scoprire che praticamente ha “ceduto” ad un paio di grossi giornali la lista completata ma con un contratto di censuare i nomi e dilazionare le notizie in … trent’anni…. ma che vada a cagare…

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:17

infatti… alla fine sono solo stati pubblicati cabli di notizie sulle quale ormai non era più possibile “nemmeno protestare”. voglio dire… il passato è passato… diverso sarebbe stato ad esempio sapere davvero cosa combinano ora, in maniera che la gente potesse capire che il loro futuro sta per essere cambiato, e non il loro passato…

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triglav
Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:27

mattacchiuz: la prima cosa furrrrba che ho letto sul canale di Suez:PARIS-TANAKA SAYS IF SUEZ CANAL CLOSES, IT WOULD BOOST SHIPMENT COSTS BECAUSE OF DELAYS, NOT CREATE SHORTAGEio credo che sta porcate della paura per la chiusura del canale, che tanto non succederà mai, sia stata solo l’ennesima scusa per giustificare i signori della spaculazione.  

O.K. chiusura certamente no, ma qualche problema mi sembra molto probabile (scioperi, manifestazioni, ingorghi, interruzioni momentanee, dichiarazioni politiche minacciose ecc..) con risultato finale un aumento dei prezzi per far vedere che il nuovo governo (qualunque esso sia) sa fare gli interessi del popolo…

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 10:29

sarà, ma per ora non vedo probabile nulla di questo!

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bergasim
Scritto il 1 febbraio 2011 at 11:01

chigaco pmi grandissime sorprese:

“OCCUPAZIONE potenziata per una altezza non si vedeva dal maggio 1984”. L’indice di occupazione è aumentato bruscamente a 64,1 da 58,4. ( OCCUPAZIONE DI CHI? questa frase è mia)

“NUOVI ORDINI aumentato al punto più alto dal dicembre del 1983”. L’indice dei nuovi ordini aumentato a 75,7 da 71,3.

Per non parlare del sotto indice dei prezzi anche questo a valori spaventosi, forse l’unico dato reale
http://www.calculatedriskblog.com/2011/01/chicago-pmi-strong-dallas-fed-index.html

http://econompicdata.blogspot.com/2011/01/chicago-pmi-points-to-heating-economy.html

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 11:17

certo, se andiamo indietro altri 10 anni, c’erano meno lavoratori di ora…
sti dati sono delle chicagate!

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amensa
Scritto il 1 febbraio 2011 at 11:32

caro DT nella lista dei paesi arabi hai dimenticato Gedda in Arabia Saudita, dove pare l’esercito abbia pure sparato…. se il contagio arriva all’arabia Saudita, allora un grande, complessivo significato lo si può dare a tutto questo.

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ottofranz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 11:36

@ Matta
Ti confermo che in tutto il Mondo il lusso sta andando a mille. Ma può bastare da solo?

Invece alcune news di prima mano. Rientrato dall’Egitto un mio amico grosso dirigente Eni. Con un contatto molto fortunoso riesce a parlare con la Farnesina che gli dice che tutte le istruzioni di comportamento sono su …Internet ! Siamo bravi eh ?

Mi diceva che sono partiti per ultimi perchè Eni è ancora per queste cose con la mentalità statale. Si accorge del problema quando è già finito. In più gli Americani hanno praticamente preso possesso delll’aeroporto a loro uso e consumo. Fanno sempre tutto per farsi voler bene 8O

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 11:41

ottofranz,

beh, prima l’aeroporto poi l’egitto intero.
grazie a Dio gli illuminati leaders degli stati uniti esistono e operano! :mrgreen:

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 11:41

cmq sia ben chiaro, tutto questo non può che portare altro bene, altra ripresa, altro business!! :-)

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s66
Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:00

mattacchiuz, il bussines
degli americani deve incenerire insieme ai loro morti ! è un paese di lestofanti , è adesso hanno messo un catrammato come presidente !ah ah ah arriverà lo tsunami lava porcheria sulla costa ovest ! la non potranno fare altro che crepare……………..LADRI !

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idleproc
Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:11

Conversato a lungo con un amico egiziano, il suo punto di vista è che la situazione tenderà a deteriorarsi per il problema dei rifornimenti alimentari e del loro prezzo che è stato, al di là degli inneschi, il motore primo della rivolta. Viene anche a mancare anche il reddito dei secondi e terzi lavori necessari per far quadrare i bilanci. Sul piano politico è abbastanza convinto che nel caso si arrivi ad un governo di transizione, i Fratelli Islamici nel medio periodo ne prenderanno il controllo sotto la spinta dell’impoverimento generale. La tendenza, sempre secondo lui, sarà verso un governo con forte caratterizzazione nazionalista. Tutto il contrario delle conversazioni salottiere dei nostri politically correct globalizzanti sugli alti valori di Democrazia e Libertà, quando il problema è quello della spravvivenza.

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bergasim
Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:14

Qualunquemente , prossimamente qualunquemente federal reserve, quando la finzione non è neanche vicina alla relatà
cast: ruolo
ben bernake l’eletto di mun
barak obama l’illuminato
timothy geithner il fanciullo
jean claude trichet l’ebete
alan greenspan il vegliardo
jamie dimon il cassiere
Lloyd Blankfein il banchiere di dio

Uscita programmata in funzione della prossima crisi mondiale, tempi attesi 1/2 anni
biglietto gratuito, già ampiamente pagato in anticipo.

Con un cast così gli incassi saranno record ( pardon già lo sono, ma per i soliti noti)
mi raccoamndo mi aspetto un voto per il film, come su mymovies.
:lol:

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idleproc
Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:20

bergasim,

Grandiosa piece. Il biglietto lo avremo pagato in anticipo in quanto è dubbia la possibilità di trovare la porta per uscire.

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Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:26

http://www.repubblica.it/economia/2011/02/01/news/sale_disoccupazione_giovanile-11911396/?rss

Ma a noi checcefrega… Nun ce manca il lavoro… soprattutto ai giovani… :roll:

Sale la disoccupazione giovanile
Dicembre al 29%, record del 2004
A dicembre 2010 si è fermato il calo dell’occupazione, stabile la disoccupazione. Il numero di chi cerca lavoro cala dello 0,5 % rispetto a novembre, +2,5% rispetto a un anno fa. In Germania i senza lavoro ai minimi dal ’92.
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a dicembre 2010 è salito al 29%…. Si tratta, infatti, del livello più alto dall’inizio delle serie storiche mensili, ovvero dal gennaio del 2004. Lo comunica l’Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie.

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:32

s66@finanzaonline,

si ma dai… un pò di calma… gli americani in genere non centrano nulla. il popolo intendo. quelli sono un branco di lobotomizzati educati a “fare tutti la stessa cosa”, dal business al modo di vivere e pensare. basta riflettere sul fatto che hanno ritrovato la loro unità, dai democratici ai repubblicani ( ovviamente non tutti ) attorno al presidente che forse è il più corrotto della storia. e moh gli salta pure la riforma sanitaria. il problema sono i grossi gruppi di potere, dalla finanza alle big corporation. non occorre prendersela con il popolo, quello non ha capito nulla di quanto successo, altrimenti sarebbe in piazza per davvero, e farebbero ai banchieri ( Timmy e Ben compresi ) quello che adesso gli egiziani stanno facendo a mu-barak… .

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:33

idleproc@finanza,

immagina ora quanta gente e quali poteri stanno cercando di mettere le mani su quel paese… spero solo che la gente sia sufficientemente incazzata da non accettare “nessuna faccia conosciuta”

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:35

Dream Theater,

beh, ma secondo i recenti sviluppi della teoria economica, la disoccupazione spara in alto le borse, aumenta le spese personali, aumenta i salari, aumenta i risparmi e in genere conferma la ripresa. o no?

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hironibiki
Scritto il 1 febbraio 2011 at 13:39

bergasim,

AHAHAHAH mitico!
In attesa c’è sempre la telenovela “Papi a casa quando torni?” con protagonista Silvius :mrgreen:

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nervifrank
Scritto il 1 febbraio 2011 at 14:16

Intanto il Re di Giordania prende tutti di contropiede e nomina un nuovo premier.

Reuters – 01/02/2011 13:52:31

AMMAN, 1 febbraio (Reuters) – Il re di Giordania Abdullah, alleato degli Usa, ha chiesto oggi al suo ex consigliere militare Marouf Bakhit di formare un nuovo governo. Lo riferisce un funzionario.

Il monarca ha accettato le dimissioni del primo ministro Samir Rifai, politico benestante ed ex consigliere di corte, e ha chiesto a Bakhit di formare un nuovo governo.

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mattacchiuz
Scritto il 1 febbraio 2011 at 14:22

nervifrank,

mi domando se queste cose arrivassero anche in europa o america; saranno i politici a chiedere nuovi banchieri o i banchieri a licenziare i politici??? :-)

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hironibiki
Scritto il 1 febbraio 2011 at 14:32

mattacchiuz,

E perchè mai? Potrebbe il banchiere ricoprire la carica di politico dopo le dimissioni e viceversa :mrgreen:

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bergasim
Scritto il 1 febbraio 2011 at 14:53

il banchiere è come il jolly nelle carte
:lol::lol:

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Scritto il 1 febbraio 2011 at 18:35

mattacchiuz,

Ho il dvd con tutti gli articoli originali di Cryptome, secondo me e’ piu’ onesto di wikileaks…
(non posso pubblicarli perche sono 10 giga di dati…)
http://cryptome.org/

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