Bond legati a INFLAZIONE: ATTENZIONE alla folle TASSAZIONE!

Scritto il alle 10:00 da Danilo DT

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Nei giorni scorsi, mi è capitato di parlare con un amico di come lo Stato Italiano tratti i titoli e le obbligazioni legate all’inflazione nel momento in cui scadono. Da questa discussione è nato lo spunto per un post che vola di diritto nella categoria “Educazione Finanziaria“. Leggete con attenzione.

Per la maggior parte dei risparmiatori, un BTP Italia oppure un vecchio BTPi legato all’inflazione Europea, al momento del rimborso, si comporta come un qualsiasi titolo di Stato. Ed invece no, in quanto per uno scriteriato sistema di calcolo fiscale, chi tiene il titolo fino a scadenza (o in prossimità della stessa) dovrà accollarsi dei costi fiscali sicuramente non preventivati e non preventivabili.

Cosa succede nello specifico? Per meglio spiegarvelo preferisco andare a riprendere un ottimo articolo apparso sul sito di Fineco proprio sull’argomento. Attenzione però, questo argomento merita un pò di attenzione, anche perchè i titoli legati all’inflazione sono abbastanza “di moda” visti i rendimenti risibili degli altri BTP e viste le possibili aspettative sul tasso inflazione. Ma andiamo a vedere che cosa succede.

 

(…) Le modalità di determinazione del trattamento fiscale dei titoli del debito pubblico sono previste nel D.lgs. n. 239/1996 e successive modifiche e integrazioni; nello specifico sul sito del Tesoro è presente la nota esplicativa “Regime fiscale dei proventi del Buono del Tesoro Poliennale” che dettaglia la tassazione da applicare ai BTP indicizzati.

Il trattamento fiscale varia a seconda che i titoli siano acquistati da soggetti lordisti (imprese commerciali), per i quali non trova applicazione alcun prelievo alla fonte, o da soggetti nettisti (persone fisiche, enti non commerciali) nei confronti dei quali è applicata un’imposta sostitutiva del 12,5%. (…)

Qui la prima importante differenza che deve essere sottolineata. L’incaprettatura (perdonatemi il francesismo) è SOLO a scapito dell’investitore privato. Per Fondi e prodotti UCITS  vari subiscono un trattamento diverso e sicuramente migliore. Chi invece è nettista (ovvero l’investitore tradizionale) ecco cosa si becca.

(..) Per i soggetti nettisti l’incremento del capitale in base all’andamento dell’inflazione dovuto alla scadenza è soggetto a tassazione dal momento in cui tale incremento diviene noto, ossia in prossimità della scadenza ma prima della stessa. (…)

Avete letto bene? La tassazione SCATTA solo nel momento in cui è definita la rivalutazione dovuta all’inflazione. Se quindi vendete il titolo il giorno prima…niente tassazione. Pazzesco ma è così!

(…) Come indicato dal Dipartimento del Tesoro, trova infatti applicazione l’art. 45 del TUIR secondo cui se lo scarto di emissione o il premio di rimborso sia determinabile, in tutto o in parte, in funzione di eventi o parametri non ancora certi o determinabili alla data di emissione dei titoli, la parte di detto importo, proporzionalmente riferibile al periodo di tempo intercorrente tra la data di emissione e quella in cui l’evento o il parametro assume rilevanza ai fini della determinazione della differenza, si considera maturata in capo al possessore alla data del rimborso. (…)

Quindi, assurdo nell’assurdo, non si fa un conteggio “pro rata” come tutti potrebbero pensare,e  quindi progressivo accollando la tassazione SOLO per il periodo che si è posseduto il titolo. La normativa prevede che il possessore del “cerino” all’ora X debba bruciarsi. Punto. Siete in crisi mistica? Non ci capite più nulla? Allora andiamo sul concreto e facciamo un esempio. Anzi, illustriamo i tre scenari possibili.

1) Tassazione di BTPi acquistato in emissione e rimborsato a scadenza

Poiché valore di emissione e di acquisto coincidono non ci saranno redditi diversi da assoggettare a tassazione.

Esempio:
valore di emissione ed acquisto 99,80
valore di rimborso 112,90

determinazione reddito di capitale: 112,90 (valore di rimborso) – 99,80 (valore di emissione) = 13,10 su cui sarà applicato il 12,5% come imposta sostitutiva

determinazione redditi diversi: 99,80 (valore di emissione) – 99,80 (valore di acquisto) = 0

2) Tassazione di BTPi acquistato sul mercato secondario e rimborsato a scadenza.

Il valore di rimborso finale, una volta noto, sarà rapportato al prezzo di emissione, a prescindere dal prezzo a cui l’emissione stessa fu acquistata sul mercato secondario, in quanto la normativa vigente qualifica la differenza come un disaggio di emissione, cioè un reddito di capitale.
Inoltre all’investitore è riconosciuta una perdita, pari alla differenza tra prezzo di acquisto e di emissione, che potrà essere portata in detrazione di futuri capital gain nei successivi quattro anni.
L’impatto sarà tanto maggiore quanto più alto sarà stato il prezzo di acquisto e la vicinanza alla data di scadenza.

Esempio:
valore di emissione 99,80
valore di acquisto 110,20
valore di rimborso 112,90

determinazione reddito di capitale: 112,90 (valore di rimborso) – 99,80 (valore di emissione) = 13,10 su cui sarà applicato il 12,5% come imposta sostitutiva

determinazione redditi diversi: 99,80 (valore di emissione) -110,20 (valore di acquisto) = -10,40 accantonati come minusvalenza

3) BTPi acquistato sul mercato secondario e venduto prima della scadenza

Diverso è il trattamento fiscale applicabile in presenza di compravendite sul mercato prima della scadenza del BPT indicizzato. In questo caso le differenze positive o negative, derivanti dal prezzo di acquisto e il prezzo di vendita, determinano plus o minusvalenze in capo al percettore ossia un reddito diverso di natura finanziaria.

Esempio:
valore di acquisto 110,20
valore di vendita 111,90

determinazione redditi diversi: 111,90 (valore di vendita) – 110,20 (valore di acquisto) = 1,70 su cui applicare il 12,5% di tassazione.

 

Ora vi è un po’ più chiaro? Spero di si. Se poi dobbiamo ancora sintetizzare la questione, proprio per toglierci qualsiasi dubbio, possiamo dire che:

1. chi compra all’emissione e detiene il titolo fino alla scadenza ha una tassazione interamente assoggettata al dl 239/96 (redditi di capitale); è quindi la situazione più normale e corretta in assoluto. 

2. chi vende prima del rimborso ha una tassazione interamente assoggettata al dl 461/97 (capital gain); e quindi, beato lui, non subisce l’incaprettatura. E quindi chi resta? L’omino con cerino in mano.

3. chi compra dopo l’emissione e detiene fino alla scadenza ha una tassazione mista:
– pagamento di ritenuta del 12,50% (dl 239/96) sull’intero differenziale tra il prezzo di emissione e il prezzo di rimborso (redditi di capitale)
– inserimento in zainetto fiscale della differenza realizzata (in genere minusvalenza dl 461/97) tra il prezzo di acquisto e il prezzo di emissione (reddito diverso)

 

Dite che lo zainetto fiscale va a compensare la perdita? Non diciamo cavolate. E’ un’imposizione illogica ed antieconomica. Quindi ATTENZIONE!!! I titoli legati all’inflazione sono sicuramente molto interessanti ma hanno questa IMPORTANTISSIMA controindicazione. Basta saperlo e, ovviamente, vendere il titolo PRIMA della determinazione del prezzo di rimborso, quindi quantomeno un paio di mesi prima.

Riproduzione riservata

STAY TUNED!

Danilo DT

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28 commenti Commenta
perplessa
Scritto il 19 maggio 2016 at 19:15

come in tutti gli altri casi, la tassazione in Italia è complicata. nessuno ha fatto una ricerca di quanto ci guadagnino i commercialisti da questa situazione.sono anni che si parla di semplificazione, ma chi l’ha vista? posso commentare che gli italiani sono contorti, è possibile che il fisco contorto sia lo specchio di una realtà più vasta. comunque grazie per l’interessante osservazione

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perplessa
Scritto il 19 maggio 2016 at 19:23

l’anno scorso ho guardato nel sito delle tasse spagnole, la tassazione degli immobili, per quanto riguarda l’affitto percepito, poche righe, si tratta di una rendita da capitale immobiliario, tassata fissa, qua solo sulla cedolare secca son due tre pagine. psicosi di massa?per­ples­sa@fi­nan­za,

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lorepi
Scritto il 21 maggio 2016 at 18:33

Ciao ragazzuoli…come state? Vi sono mancato??? Anche no scommetto!
Facciamo un pò di reset della situazione? Come anticipato attendevo un segnale da SP500 per completare il mio posizionamento short MASSICCIO. L’ ho avuto la settimana del 18/04 con la realizzazione di un massimo relativo (time frime settimanale) a 2111,05. Considerato che, come potete vedere dal grafico, SP500 è in mercato orso da fine Luglio 2015 questi massimi relativi costituiscono nuovi stop loss per chi utilizza questa tecnica quale trailing stop. Come potete vedere, oltre al solito ripetuto 1000 volte Tesata e spalle ribassista, c’è un evidente triplo massimo. Obiettivo per entrambi è l’ area compresa tra 1500 e 1550. Io ho messo un take profit a 1535. Chi segue l’ analisi tecnica sarà contrariato nel vedere mettere un take profit e non lasciar correre la posizione alzando lo stop loss.

Se però guardate il grafico sotto, time frime mensile di sp500, vedrete che c’è un’ area importantissima di supporto che coincide con l’obiettivo detto sopra. Vi dico quale sarà la mia operatività. Short come detto fino a 1535, chiuso short reverse long con stop loss (chiusura settimanale) sotto 1500. Vi dirò di più. Non sono convinto al 100% che l’ eventuale rimbalzo sarà solo una correzione del trend orso (per intendersi dopo il rimbalzo il mercato tornerà a scendere); SP500 ha sempre un target nel mirino che è collocato in area 2265. Ma di questo riparleremo più avanti. Per il momento BUON CROLLO nei prossimi giorni (oppure buono stop loss a me se sp500 torneraà e supererà i massimi!!!).

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tommy271
Scritto il 22 maggio 2016 at 09:04

4 Caso:

E per chi compra sul secondario, ben sotto il prezzo di emissione?

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    Scritto il 23 maggio 2016 at 00:27

    IDEM COME SOPRA,
    poco importa se compre sotto alla pari. Per lo Stato è come se tu avessi comprato il titolo all’emissione e ti becchi TUTTA la tassazione. Equo, no? :)

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lorepi
Scritto il 22 maggio 2016 at 10:29

UN REGALO PER DREAM! Magari stimolo per un post….
Eccovi servita la Death Cross (incrocio della mm a 50 con quella a 100) sul grafico settimanale SP500. Medesimo avvenimento si è verificato nell’ Aprile 2001 e nel Giugno 2008 (ultima volta al ribasso). Come è finita dopo lo sapete benissimo. Se la storia si ripete….saranno dolori nelle prossime settimane.

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mirrortrading
Scritto il 22 maggio 2016 at 18:07

X lirepi. Anche io sono short ma noto che ci sono segnali contrastanti. Anzi comincio a pensare che vedremo nuovi massimi a breve.
Ho un posizionamento misto sui titoli usa. Long e short.

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lorepi
Scritto il 22 maggio 2016 at 21:32

mirrortrading@finanza,
Segnali contrastanti? Tecnici o la luna che gira verso Venere ed è un pò tendente a Plutone???

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mirrortrading
Scritto il 22 maggio 2016 at 22:16

Buona fortuna col tuo Short.

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warrenbuffett
Scritto il 22 maggio 2016 at 22:39

mirrortrading@finanza:
Buona fortuna col tuo Short.

Con il nostro!
Anche io shortissimo!
Segnali infiniti short… Forse l’amico mirror si riferisce ai segnali che da aprile son girati long di breve su sp500…

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mirrortrading
Scritto il 23 maggio 2016 at 00:20

Sell in may and go away?
Lo spero. Ma i segnali che avevo short fino la scorsa settimana si son affievoliti.
È ancora piu probabile lo short per ora.. ma vediamo nelle prossime settimane come gira. È una sensazione . Spero di sbagliare.

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albertopletti@gmail.com
Scritto il 23 maggio 2016 at 14:35

Probabile crollo, dunque (lo credo pure io). Però suggerirei di non mettersi short sullo S&P500: tenerlo d’occhio e prenderlo a riferimento, ma meglio shortare altri indici (per es. il nostro Mib) si può fare meglio; cioè se lo S&P cala dell’1%, il Mib cala almeno dell’1,5% di solito.

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lorepi
Scritto il 23 maggio 2016 at 14:52

<a href="mailto:albertopletti@gmail.com">albertopletti@gmail.com</a>@finanza,

Ciao Alberto. Personalmente invece sconsiglio di prendere come riferimento SP500 ed operare su altri indici. Ogni indice ha la sua storia (grafica) ed i suoi segnali tecnici più o meno affidabili (salvo il nostrano indice che va dove ca….. vuole e tanto vale fare testa o croce). Il problema è che non c’è analisi tecnica che valga se l’ indice guida (SP500 appunto) decide di muoversi. E per chi opera in maniera disciplinata (diversamente meglio guardare dalla finestra) operare su altri indici significa rischiare di veder spazzati via i propri stop loss perchè l’ America cambia direzione. Oltretutto gran parte degli indici (Dax e Ftsemib ad esempio) hanno già fatto una buona discesa. SP500, se ho visto bene, avrebbe un 25% di discesa potenziale…mica poco.
Stop loss (chiusura settimanale) sopra 2111 e primo obiettivo area 1810. Che immagino verrà spazzata via come un moscerino con una folata di vento. rapporto rischio rendimento eccellente.
Senza farci sentire da chi ha bloccata la liquidità perchè non è stato disciplinato: questa è un’ occasione d’oro per fare un pacco di soldi. I crolli rapidi e dolorosi sono il pane per i miei denti…il mio preferito perchè un bagno di sangue lo si ha anche solo in 1-2 anni; per fare los stesso range al rialzo invece di solito ce ne vogliono 6.
E se davvero SP500 vorrà bucare i 1810 sarà uno scherzo arrivare in area 1500. E stai sereno che quel livello non verrà forato con tanta facilità, quindi si preannuncia una nuova grande opportunità long (15-20% in pochi giorni).
Vediamo…..sarà un’ estate interessante.

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albertopletti@gmail.com
Scritto il 23 maggio 2016 at 15:23

Ciao Lorepi.
E’ vero che shortare lo S&P500 è più facile. E’ vero che il Mib è già sceso molto. E’ vero che ogni indice fa storia a sè, ma soprattutto quando si sale. Credo che se c’è un crollo degli USA, tutte le borse occidentali crollano. Anche se è vero che è molto meno lineare e molto più rischioso seguire gli stop loss.
Sono concorde che questo è un momento decisivo: o si sale o si scende. E se si scende si va sotto 1810: obiettivo area 1500. E anche guardando la volatilità che c’è ora sembrerebbe che questa debba soltanto aumentare: siamo ai minimi e non può durare così a lungo.

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albertopletti@gmail.com
Scritto il 23 maggio 2016 at 15:37

Per dire: sono short sul Mib, con stop loss a 19220 del Mib e 2111 S&P.

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warrenbuffett
Scritto il 23 maggio 2016 at 16:00

Scusate una cosa ma se veramente siamo agli inizi di una situazione di panico cosa ne pensate di andare short sul Nasdaq 100, indice molto speculativo quindi molto sensibile ad un vero cambiamento di rotta?
Io l’ho fatto, ormai con € 100.000 a tripla leva.. Entrato ed uscito più volte dallo scorso agosto sempre in guadagno ma questa volta aspetto il sangue

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lorepi
Scritto il 23 maggio 2016 at 16:41

warrenbuffett@finanza,
Ora, chiamarlo panico mi pare azzardato! 25% non è panico…per quello sarà da valure, FORSE, arrivati a 1500 e come/se rimbalzerà li (ripeto che non sono convinto al 100% che voglia continuare la caduta arrivato li). Anche il nasdaq non è che se la passi bene, io però punto al spoore perchè quei 1500 sono troppo grossi per essere sfondati alla prima e rappresentano un’ opportunità notevole di doppio guadagno: in giù e poi in su. Sul Nasdaq la situazione è graficamente più complicata (parlo di take profit dello short e di eventuale reverse). Comunque se l’ America deciderà di scendere dove metti metti sarà uno sfacelo.
Non ci resta che attendere e vedere…se son rose fioriranno. Altrimenti si chiude la posizione e si valuta come evolve la cosa.

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lorepi
Scritto il 23 maggio 2016 at 16:45

<a href="mailto:albertopletti@gmail.com">albertopletti@gmail.com</a>@finanza,
Premetto che non opero più sul nostro indice però ogni tanto mi piace riguardarlo. Primo obiettivo short 12300 e poi, completato un enorme rettangolo ribassista…si vola fino area 500 (leggasi CINQUECENTO!!!). Diciamo che preferisco non commentare dato che in Italia ci vivo e arrivare a 500 non sarebbe un bel segno!!!!

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warrenbuffett
Scritto il 23 maggio 2016 at 17:11

Panico inteso come sfondamento di un livello importante come 1810…
Lì il Vix salirà a manetta e si gode

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warrenbuffett
Scritto il 23 maggio 2016 at 17:12

lorepi,

Se passi da Modena o Bologna fai un fischio!!!!
Offro il pranzo

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lorepi
Scritto il 23 maggio 2016 at 17:20

Ragazzi, sarà che l’ America voglia tornare ai massimi ma anche il DAX vede in questi giorni il taglio della mm a 50 con quella a 100 sul grafico settimanale. Erano 4 anni che non succedeva. Sarà, ma ho sempre più l’ impressione che le mani forti stiano manovrando, tenendolo artificialmente a questi livelli, il mercato americano per distribuire gli ultimi cerini. Ricordatevi che lo spoore è da LUGLIO 2014 (!!!) che è in un’ enorme fase di distribuzione. Vi allego il grafico del dax con incrocio delle mm (rossa e verde) e quello dello sp500 con riga verticale che indica l’ inizio della distribuzione (guardare con attenzione il comportamento dell’ RSI e MACD rispetto ai prezzi che salivano). Quando deciderà di andar giù davvero sarà con almeno una giornata da -7/-10%. Attendiamo.

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lorepi
Scritto il 23 maggio 2016 at 17:22

warrenbuffett@finanza,
A Bologna c’ero venerdì: a riprendere la macchina che mi si era spaccata la settimana prima mentre andavo a Milano!!!

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warrenbuffett
Scritto il 23 maggio 2016 at 20:30

lorepi,

Prox volta avvisami

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albertopletti@gmail.com
Scritto il 24 maggio 2016 at 10:49

Si, 12300 ci può stare, ma poi non va oltre, credo. Lo S&P per me lo fermano in area 1500: non credo che sarà un disastro veramente. Hai ragione a pensare al rimbalzo poi. Comunque è difficile azzeccare le cose: alla fine non è mai proprio uguale a come si crede.
lo­re­pi,

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albertopletti@gmail.com
Scritto il 24 maggio 2016 at 10:57

war­ren­buf­fett@fi­nan­za,

Anche il Nasdaq 100 va bene in caso di crollo. Credo che lei abbia preso l’etn su borsa italiana: buono, ma è un daily e cioè attenzione che se capitasse eventualmente di tenerlo a lungo non va bene perchè perde valore velocemente.

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mirrortrading
Scritto il 25 maggio 2016 at 23:41

<a href="mailto:albertopletti@gmail.com">albertopletti@gmail.com</a>@finanza: cioè attenzione che se capitasse eventualmente di tenerlo a lungo non va bene perchè perde valore velocemente.

Hai ragione, non va mai come uno tenta di prevedere, il mercato stupisce sempre per certe cose.
Poi arrivi a sentirlo, e capisci cosa sta facendo il mercato, la sua intenzione solo guardandone i grafici.. ovviamente non sempre lo capisci.

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mirrortrading
Scritto il 27 maggio 2016 at 23:07

lorepi:
UN REGALO PER DREAM! Magari stimolo per un post….
Eccovi servita la Death Cross (incrocio della mm a 50 con quella a 100) sul grafico settimanale SP500. Medesimo avvenimento si è verificato nell’ Aprile 2001 e nel Giugno 2008 (ultima volta al ribasso). Come è finita dopo lo sapete benissimo. Se la storia si ripete….saranno dolori nelle prossime settimane.

I Prossimi regali tieniteli per te. Grazie.

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lorepi
Scritto il 28 maggio 2016 at 19:09

mirrortrading@finanza,
Perchè? Non vendere la pelle dell’ orso troppo facilmente…
Fino a che SP500 non chiuderà, il venerdì sera, sopra 2134 il mercato rimarrà impostato al ribasso. La death cross c’è e rimane li. Poi magari il mercato farà marameo. Torno a ripeterlo: quale è il problema? Se uno è disciplinato taglierà le perdite, farà correre i profitti e sarà sempre vincente in borsa.

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