Bollettino BCE: Italia ok ma il futuro è nero

Scritto il alle 16:44 da Danilo DT

Il bollettino BCE per l’Italia è stato sicuramente meno drammatico del previsto e va a sottolineare in modo evidente quanto andiamo sostenendo su queste pagine da mesi. L’Italia al momento non è un paese a rischio default e la volatilità sui nostri Titoli di Stato deve essere vista come interessante occasione d’acquisto anziché un chiaro segnale di rischio. Ecco cosa dice in massima sintesi il Bollettino BCE sull’Italia.

DEBITO PUBBLICO – «È probabile che il debito pubblico in rapporto al Pil aumenti in tutti i Paesi dell’area euro nei 2011 e in quasi tutti nel 2012, a eccezione di Germania e Italia». La Banca centrale europea nota come, nel 2012, il rapporto medio debito/pil dell’area euro è atteso all’87,8%. «Quattro Paesi dell’area (Belgio, Irlanda, Grecia e Italia) – scrive tuttavia la Bce – registrerebbero rapporti debito/Pil superiori al 100%». (…)
DISOCCUPAZIONE – Fra la fine del 2007 e la metà del 2010 il tasso dei senza lavoro in Europa ha visto gli incrementi più forti in Spagna e Irlanda, mentre altrove l’aumento è stato moderato. Per l’istituto di Francoforte fra l’ultimo trimestre 2007 e il secondo trimestre 2010 il tasso dei senza lavoro è aumentato «di due punti percentuali in Italia» e di un punto in Francia e Belgio. «La Germania, per contro – scrive la Bce – sembra essere un caso eccezionale, dal momento che il rispettivo tasso di disoccupazione è di fatto diminuito nel periodo considerato». Nel lungo termine, però, il rialzo della disoccupazione «è causa di preoccupazione e richiede un’efficace risposta politica al fine di evitare un persistente rialzo nel tasso strutturale». La Bce ha invocato un cambiamento nelle pratiche dell’occupazione per gestire il problema. «Politiche che promuovano moderazione dei salari e riducano le rigidità salariali (…) come le riforme che rafforzano il legame tra mercato del lavoro e disoccupati a lungo termine, ridurrano la disoccupazione strutturale».
FITCH – Intanto l’agenzia Fitch ha abbassato il rating dell’Irlanda di tre livelli a BBB+ da A+. La previsione per l’immediato futuro rimane stabile. Per l’Italia non ci sono downgrading in previsione (Fonte : Corriere)

Questo però non ci deve far abbassare la guardia, anche perché qui la crisi si inizia a sentire sul serio. Ne è testimonianza il fatto che Bankitalia lancia l’ennesimo allarme sui mutui: il 5% degli italiani non ce la fa più a pagare le rate.

Secondo lo studio uno studio di via Nazionale, che si riferisce ai dati 2007, il 13,1% delle famiglie decide di indebitarsi con le banche ma molti non riescono a rimborsare le quote secondo la scadenza. Il Codacons: “Adesso, dopo tre anni, la situazione è peggiorata: oltre 500.000 le famiglie in difficoltà”. E la Banca Centrale ammette: “Quando si concluderà il periodo di sospensione, maggiori difficoltà tra i nuclei a basso reddito” (fonte: Republica)

La morale è abbastanza semplice: la situazione del consumatore italiano medio si sta logorando. Quindi se fino ad oggi l’Italia è sembrata essere una piccola “isola felice” in quanto non è stata centrata in modo eccessivo dalla crisi finanziaria soprattutto delle banche (in quanto il nostro sistema bancario è fondamentalmente più solido rispetto a quello di altre consorelle europee), oggi la situazione sta gradualmente degenerando. La gente sta erodendo i risparmi (grande forza della nostra economia) e pian piano si trova senza soldi. Il tutto però accade con una crescita economica prevista veramente risibile. Ed infatti…la disoccupazione diventerà un ulteriore problema che si abbatterà sul nostro paese. La BCE già si dice, a ragione, seriamente preoccupata per questo fattore.

La Bce suggerisce, “al fine di ridurre la disoccupazione strutturale e il rischio di erosione del capitale umano associato ai lunghi periodi di disoccupazione”, politiche intese a “promuovere la moderazione e la flessibilità salariale, insieme ad altre politiche attive per il mercato del lavoro, che rendano più efficiente l’incontro tra domanda e offerta e rafforzino l’attaccamento al mercato del lavoro da parte dei disoccupati di lungo periodo”.

Da una parte, sarebbe necessario un forte piano di sostegno dell’economia, e dall’altra il forte debito pubblico e Bruxelles non ci permettono grossi colpi di testa. Anzi, occorre tagliare le spese, tagliare il superfluo, visto che non si riesce a crescere, cercando di fare il possibile per recuperare un po’ di quei ratio (debito/PIL + deficit/PIL) che ci vedono deficitari.
Quindi purtroppo, anche se la BCE ha disegnato un quadro fondamentalmente stabile per il nostro paese (Oggi) non possiamo non essere preoccupati per il futuro.

Occorrono riforme ed interventi veri. E tanti sacrifici. E prima di tutto ci vuole anche la buona volontà della classe politica nel fare un qualcosa diveramente costruttivo per il futuro. Oggi invece, ci si preoccupa solo del borsino di politici e dei vari passaggi tra i vari orientamenti. Chi era di destra va a sinistra, e viceversa, chi si dichiara di sinistra, si comporta da destra e viceversa. Senza una logica…anzi no…solo secondo la logica del potere fine a se stesso. Regna come sempre l’interesse personale e l’egoismo. Viva l’Italia. Finchè si può…

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DT

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19 commenti Commenta
vichingo
Scritto il 9 dicembre 2010 at 16:17

Parlando di classe politica che ci farebbe uscire dalla crisi, mi allineo al pessimismo della maggior parte dei frequentatori del blog. Qui proprio non riesco a trovare uno spiraglio di luce. Probabilmente la disonestà è insita nel genere umano, ma quà in Italia si esagera. Di fronte a oltre 100000 euro c’è il rischio che il trasformismo diventi una consuetudine, tanto anche se si viene cacciati dalla politica si intasca il bonus e poi la pensione da parlamentare. Nella realizzazioni di lavori pubblici, anche in Germania e Francia si ruba, ma su una torta con valore cento si mangia il 15%-20% e con il resto si fanno le opere. Qui in Italia il rapporto è invertito, con solo il 20% i lavori si fermano e le opere restano incompiute. Non parliamo poi di quello che si è detto in un post recente, dove si è capito che i nostri politici ( a parte l’idv) sono tutti d’accordo per mantenersi tutti i privilegi, chiedendo di fare i sacrifici ai cittadini. 8O

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alfio200
Scritto il 9 dicembre 2010 at 17:25

“””…anche se la BCE ha disegnato un quadro fondamentalmente stabile per il nostro paese (Oggi) non possiamo non essere preoccupati per il futuro.”””

Come ho già avuto modo di dire, non c’è particolare allarmismo sull’Italia perchè la speculazione sta preparando proprio da noi la “grande botta” contro l’euro. Si sa che queste “botte” più sono improvvise e inattese e meglio riescono.

Quanto ai politici…l’Economist, qualche tempo fa, ha definito il governo Amato come il migliore degli ultimi vent’anni (!!).
Dal loro punto di vista non fa una piega. Proprio quel governo svendette le nostre migliori aziende di Stato al capitale Angloamericano, ma quello Amato fu soprattutto il governo dell’illegalissimo prelievo sui conti correnti dei cittadini.
E’ evidente che. esaurita ogni risorsa, ci si appresta (magari mediante un “governo tecnico”) ad attaccare l’unico “tesoro” rimasto in Italia: il risparmio dei cittadini. Dopo di che…non resterà più niente…

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vichingo
Scritto il 9 dicembre 2010 at 17:31

Sono fuori tema, ma mi sembra che molti fondi vendano titoli industriali tedeschi che hanno fatto ottime performance e stiano cominciando a comprare qui da noi………………………………………..speriamo sia vero. 8)

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m75035
Scritto il 9 dicembre 2010 at 17:36

….E’ un attacco mediatico contro l’italia. La disoccupazione esiste solo nei giornali della sinistra. E per il debito e le infrastrutture…..(rullo di tamburi)….”è tutta colpa del governo Prodi”.

comunisti!

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m75035
Scritto il 9 dicembre 2010 at 17:36

vichingo,

speriamo si!

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smsj
Scritto il 9 dicembre 2010 at 17:49

vichingo,

Si sembra sia così, una “rotazione” verso le borse che sono rimaste indietro.
Segnale che i mercati non credono alla catastrofe. Tra l’altro le banche italiane stanno incrementando i tds Pigs nei loro portafoglio. Anche loro pazzi scatenati?
A no, dimenticavo: è la speeeculaziooooneeee :twisted: :twisted: :twisted:

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smsj
Scritto il 9 dicembre 2010 at 17:51

vichingo,

Anch’io sono allineato al pessimismo sulla politica italiana.
In Italia il magna magna è istituzionalizzato.

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m75035
Scritto il 9 dicembre 2010 at 17:54

triplo massimo intraday sul bund

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malipo90
Scritto il 9 dicembre 2010 at 19:26

salve a tutti sono nuovo Concordo sul buon presente e sul possibile non buono futuro ma ci sono molti che stanno peggio ma tanto rispetto a noi per quanto riguarda la classe politica non so che dire fanno solo i loro interessi per fortuna che in italia c’è tanta gente onesta che sostiene privatamente e a sue spese il paese

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paolo41
Scritto il 9 dicembre 2010 at 20:05

alfio200@finanza,

effettivamente c’è chi ha un bollettino medico peggiore del nostro, inclusi gli spocchiosi inglesi e, guarda caso, gli USA. Ma loro hanno l’Economist o il Financial Times o il Wall Street Journal, etc, da dove si permettono ( anzi, lo fanno di proposito) di criticare la situazione degli altri per distogliere l’attenzione dai loro problemi interni, ben più gravi dei nostri.
I nostri studenti protestano (non sono del tutto sicuro che abbiano tutte le ragioni); ma penso che non vi sia sfuggito cosa è successo oggi a Londra, dove sembra che, oltre a numerosi feriti gravi, ci sia scappato anche il morto (speriamo che sia una falsa notizia).
Gli studenti universitari inglesi si sono visti aumentare le tasse scolastiche da £ 3000 a 9000 annue….
In Grecia sono tornati a scioperare i trasporti… in USA i democratici, cioè gli elettori di OBAMA si sono rivoltati contro al nuovo piano fiscale….. in Francia una protesta segue l’altra….
Mi sembra che tutto il mondo è paese, come si dice dalle mie parti.
Una cosa è certa, e questo lo continuerò a dire finchè ho fiato: con le manovre dei prestiti “coatti” si rimanda solo i problemi e non si salvano i paesi indebitati.
La soluzione, ogni paese, la deve trovare in casa propria rilanciando l’economia e contraendo le spese e, se proprio si deve rimanere nella comunità europea e nell’euro, occorre una politica fiscale ed economica che leghi tutti gli stati, e siccome sono convinto che gli egoismi prevarranno, tanto vale abbandonarli e tornare alla gestione della nostra liretta.

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smsj
Scritto il 9 dicembre 2010 at 20:23

alfio200@finanza,

Il debito pubblico di uno stato è quello dei cittadini, in un modo o nell’altro quando si arriva alla resa dei conti sono i cittadini a pagare.
Il debito pubblico enorme dell’Italia è stato creato quando si garantiva al popolo il bot succulento, l’ipergarantismo del lavoro e dei diritti sindacali, le baby pensioni!, all’imprenditorino l’evasione fiscale impunita, l’abusivismo edilizio per tutti, si svalutava allegramente, insomma ce n’era per tutti e tutti chi più e chi meno non è che si lamentassero troppo.
Poi la festa è finita chi ha avuto ha avuto ecc..
Amato ha fatto quello che doveva fare prima che l’Italia fallisse miseramente.
Adesso tutti a lamentarsi del debito pubblico che bisogna inevitabilemnte pagare.
Gli unici che hanno il diritto di protestare sono quelli che al festino non hanno partecipato, ma adesso devono pagare ugualmente e anche di più degli altri, la generazione della Milano da bere si è bevuta il futuro dei suoi figli, che gli devono anche pagare le ricche pensioni sapendo fin d’ora che per loro non ci saranno che le briciole a settant’anni.
No, troppo facile prendersela solo con la politica.

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Scritto il 9 dicembre 2010 at 20:49

malipo90@finanza,

Benvenuto!

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paolo41
Scritto il 9 dicembre 2010 at 21:11

alfio200@finanza,

smsj@finanza,

Personalmente sono abbastanza d’accordo con Alfio che c’è stato un periodo in cui si è concentrata la fase di “deindustrializzazione” del nostro paese, che, vista oggi, non è stata corretta come furono inascoltati chi era contrario allora.
In un altro commento di qualche giorno fa, ho detto che sono state vendute “quote di mercato” perchè le aziende italiane , in un breve lasso di tempo sono sparite e le produzioni sono state terasferite presso le case madri estere che avevano acquistato. Il fenomeno continua ad avere effetti negativi anche in questo momento (pensate a quante aziende, gestite da società estere, stanno chiudendo i battenti in questi giorni, mandando gli addetti in CIG, ove possibile).
Ma sono altrettanto d’accordo anche con l’analisi di Smsj e sarà molto difficile rilanciare una ripresa (bisognerebbe avere l’ottimismo del venerando Ciampi, di cui ho visto oggi l’intervista su Sky).
A mio avviso non c’è ripresa targata “destra” o “sinistra”; se non c’è una volontà di agire insieme su obiettivi comuni, non ci si esce e, se non smettono di litigare fra loro, i politici finiranno per dare il colpo di grazia a questo già malaticcio paese.
Poche settimane fa ho avuto occasione di ascoltare un’intervista a Guidalberto Guidi, ex vice di Confindustria e, molto freddamente, ha detto che non c’è più speranza….
Noi un filo di speranza dobbiamo mantenerlo, ma per onestà intellettuale, dobbiamo effettivamente ammettere che se ci riusciamo anche stavolta, possiamo dire che abbiamo fatto il miracolo che Dream ha indicato …. nel pool.

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paolo41
Scritto il 10 dicembre 2010 at 10:21

Dream Theater,

…un richiamo ai commenti che ci siamo scambiati ieri sera e ..alle parole di Draghi stamane….
…forse ha letto il blog o Dream gli ha passato gli appunti….

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smsj
Scritto il 10 dicembre 2010 at 11:29

Draghi riferendosi alla crisi anni 90:
«In tutte queste crisi, a una prima occhiata si vede un profilo finanziario che sembra molto difficile da gestire. L’attenzione si concentra sulle scadenze, gli spread, i tassi d’interesse e altri fattori di questo tipo. A mio avviso, la realtà dimostra che se si concede un tempo sufficiente, pretendendo una reazione nazionale seria e rigorosa, qualsiasi paese può superare la crisi e vincere la sfida. L’idea che si possa risolvere rapidamente una crisi finanziaria per me non ha senso».
Che dire: DRAGHI FOR PRESIDENT!!!

Avessimo in questo momento persone al comando come lui, come lo furono peraltro Amato, o Ciampi. Altro che governo tecnico, sarebbe “governo di chi si rende conto”.

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smsj
Scritto il 10 dicembre 2010 at 11:56

Sempre Draghi:

“Quando la Bce opera su questi mercati (bond) non fa finanziamento monetario, fa politica monetaria – dice e sottolinea – quello che fa la Bce è temporaneo e strettamente legato al cattivo funzionamento di certi mercati”..

Io mi chiedo come faccia qualcuno a mettere in discussione un personaggio come questo: analitico, esperto, controllato, decisionista, lucido.
Scusate l’entusiasmo, ma queste sono le persone che DEVONO prendere in mano la situazione, basta con le chiacchiere!

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paolo41
Scritto il 10 dicembre 2010 at 13:55

smsj@finanza,

..non tutti sono d’accordo ..c’è un importante filone di economisti che la pensano diversamente sulle decisioni prese in quel periodo, proprio con la consulenza di Draghi…
Comunque non conviene recriminare sul passato e occorre avere una visione sul futuro; Draghi ha ragione quando dice che la crisi non si risolve con interventi monetari o con finanziamenti “coatti”, come li ho definiti ieri, ma solo con interventi fiscali ed economici dei singoli paesi. Certo! sono d’accordo… si dimentica solo di dire che per un progetto del genere occorreranno decine di anni, mentre, se non usciamo dall’euro, fra due o tre anni saremo già decotti!!!!!

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Scritto il 10 dicembre 2010 at 13:56

smsj@finanza,

Non posso che condividere con te la stima per un personaggio di valore, uno dei pochi, che ci rappresentano al mondo. :D

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Scritto il 10 dicembre 2010 at 13:57

A breve post importante sul debito bancario… :wink:

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