BITCOIN: Miniere e Minatori.

Scritto il alle 11:30 da Marco Dal Prà

Dopo che la trasmissione Le Iene ha dedicato un servizio a coloro che si occupano di validare i pagamenti della criptovaluta Bitcoin, attorno all’argomento si sono accesi interessi e curiosità.

Il servizio, andato in onda il 25 Marzo, è stato molto curato nei dettagli e riporta piuttosto fedelmente come stanno le cose, diversamente dai tanti articoli che nei mesi scorsi sono stati pubblicati da importanti quotidiani e mezzi di informazione con accostamenti infondati delle criptovalute con terrorismo, traffico di stupefacenti, delinquenza, hacker, virus e chi più ne ha più ne metta.

Sembrava di vedere la stessa filastrocca che è stata recitata quando internet è apparsa al grande pubblico alla fine degli anni ’90, anch’essa finita per mesi nel tritacarne della controinformazione.

Bene, oggi grazie alle “Iene”, possiamo finalmente dire che qualcuno ha parlato in modo serio degli aspetti tecnologici e degli investimenti su scala industriale che coinvolgono le criptovalute, come Bitcoin, Ethereum e tantissime altre.

Colgo quindi l’occasione di questo servizio televisivo (trovate il Link qui alla fine), per chiarire alcuni concetti e per meglio spiegare in cosa consistono queste nuove attività imprenditoriali.

 

Qualche Concetto Chiave…

Le criptovalute sono a tutti gli effetti delle valute private, come lo erano le monete d’oro, soltanto che non esistono in forma metallica o cartacea, ma solo in forma digitale.

La prima è nata nel Gennaio 2009 ed è anche la più famosa: Bitcoin.

Per certi versi anche il Dollaro e l’Euro sono valute digitali, perché meno del 10% è stampato, mentre oltre il  90% esiste solo in forma elettronica nei conti bancari, ma si tratta di valute pubbliche, ossia controllate da organi di governo.

Oggi ci sono centinaia di criptovalute, tutte nate sull’onda di Bitcoin, ognuna con il proprio software e con il proprio valore rispetto a Dollaro o Euro; il valore è determinato semplicemente dalla domanda e dall’offerta tra chi le vuole vendere e chi le vuole comprare, cosa che avviene nei portali specializzati, come ad esempio l’americano Coinbase.com.

Per quanto riguarda la loro affidabilità, Bitcoin per primo ha superato qualunque concetto di affidabilità che la tecnologia abbia mai potuto immaginare: con migliaia di computer sparsi in giro per il mondo con una copia aggiornata di tutto l’archivio dei pagamenti (la Blockchain), una criptovaluta è praticamente impossibile da spegnere.

Per l’aspetto sicurezza, invece, ricordo che le criptovalute sono chiamate anche monete matematiche, perchè utilizzano degli algoritmi matematici collaudati per garantire che i “soldi” non vengano duplicati o spesi più volte.

Bitcoin funziona dal 2009 e da allora il software non ha manifestato nessuna incrinatura. La blockchain non è stata mai corrotta nè sono spariti bitcoin; i furti riportati dai giornali sono sempre dovuti al fatto che i proprietari si sono fatti rubare le password e non a debolezze dell’algoritmo matematico.

 

Miniere e Minatori

Ora vediamo cosa significa il titolo della trasmissione delle Iene, “Dentro le miniere dei Bitcoin“.

Un “attore” fondamentale nelle criptovalute è colui che si occupa di convalidare i pagamenti che avvengono tra gli utenti, che possiamo paragonare ai bonifici bancari.

Ma questa attività ha solo una funzione tecnica e non può essere confrontata con quella di una banca, perché questo tecnico non possiede i bitcoin, può solo controllarne la veridicità.

E’ il così detto Miners_Bitcoin_rackL mining (letteralmente, estrazione mineraria), una attività svolta da coloro che nel gergo sono detti miners (minatori), e che richiede apparati di calcolo con prestazioni molto elevate.

Un minatore di solito ha scaffali pieni di decine o centinaia di macchine che eseguono calcoli matematici, solitamente milioni di calcoli al secondo, come previsto dall’inventore della criptovaluta (per Bitcoin, Satoshi Nakamoto).

Questi calcoli servono per verificare e convalidare le operazioni di pagamento avvenute tra gli utenti di tutto il mondo negli ultimi minuti.

Il minatore che ci riesce per primo, alla fine del suo lavoro appone una firma digitale (quella di bitcoin è identica a quella della chiave USB che rilasciano le Camere di Commercio) e riceve in premio criptovalute di nuovo conio.

Una giusta ricompensa con le quale dovrà sostenere la principale voce di spesa della propria attività : i consumi di energia elettrica !

 

I tempi d’oro dei minatori…

Nella primavera del 2017 fare il minatore di criptovalute come Ethereum, Zcash ed altre, era diventato un mestiere molto profittevole, tanto che gli investimenti per le apparecchiature si ammortizzavano in tempi brevissimi.

In quel periodo, chiunque poteva fare il minatore in casa guadagnando molto rapidamente. Bastava comprarsi una scheda grafica ad alte prestazioni come quelle che usano gli appassionati dei giochi 3D, ed usarla, tramite opportuni software, per convalidare i pagamenti delle criptovalute: si lasciava il PC acceso giorno e notte ed il gioco era fatto.

Ci sono stati momenti che con una sola scheda si poteva incassare anche il controvalore di 100$ in un mese.

Di questa opportunità se ne sono accorti talmente in tanti che verso Maggio-Giugno le schede grafiche ad alte prestazioni sono rapidamente sparite dagli scaffali dei negozi e dai rivenditori on line, Amazon compreso.

Questo perché centinaia di persone nel mondo si sono messe a fare i minatori anche con decine di schede assemblate alla bell’e meglio per cercare di guadagnare il più possibile.

Per i più curiosi segnalo che basta digitare con un motore di ricerca “Mining Rig” (letteralmente: pozzo per estrazione mineraria), per vedere immagini e video di  coloro che si sono attrezzati con schede grafiche installate in salotto o nel garage di casa, con soluzioni anche bizzarre e stravaganti, come il telaio di legno della figura, ideato per smaltire meglio il calore.

 

Ma oggi…

Oggi le cose sono cambiate, perché gli algoritmi che gestiscono le criptovalute hanno un meccanismo di sicurezza che interviene automaticamente se il numero di minatori aumenta a dismisura.

In pratica viene alzata l’asticella della difficoltà dei calcoli, tanto che a parità di Hardware a disposizione diminuiscono i guadagni che si facevano in precedenza; il mining domestico pertanto viene notevolmente ridimensionato, come è accaduto più volte nell’estate del 2017.

 

Il mining diventa industriale

Oltre al mining “amatoriale”, di cui ho detto sopra, ci sono già da tempo grandi impianti di dimensioni industriali, che svolgono questa attività, ad esempio di Bitcoin in Cina (per il costo basso dell’enegia elettrica), o in Islanda (per la facilità di smaltire il calore).

Inoltre, sull’onda dell’entusiasmo per le criptovalute, nel 2017 si sono progressivamente sviluppate anche aziende che  forniscono chiavi in mano sistemi industriali preconfezionati per il mining, come ad esempio  il Container della figura, che può essere posato direttamente presso impianti che producono energia (fotovoltaici, eolici, ecc).

Qui le criptovalute dimostrano maggiore efficienza rispetto alle banche, che necessitano di migliaia di filiali, sedi e sportelli, con i relativi impianti di illuminazione, di riscaldamento e di condizionamento, tutti consumi che non possono essere localizzati vicino ai luoghi di produzione.
Per dirla a breve, stiamo aggiungendo efficienza energetica anche al sistema economico e finanziario.

 

Ma in Italia…

Per gli imprenditori italiani che vogliano diventare “minatori” c’è da fare una importante precisazione che riguarda i costi dell’energia elettrica, che sono molto elevati.

Il minatore italiano, infatti, pagando l’energia 20 centesimi per Chilowattora, spende praticamente il doppio dispetto ad un minatore domestico degli Stati Uniti o di altri paesi, pertanto si trova in una posizione non competitiva.

Meglio quindi posizionare le apparecchiature di mining dove si abbia a disposizione energia elettrica a basso costo, prodotta da impianti di generazione in loco, quali ad esempio fotovoltaici, eolici, idroelettrici, di cogenerazione, ecc.

L’impianto va quindi dimensionato attentamente in proporzione all’energia a disposizione, e non alla grandezza dei capannoni !

 

Conclusione

Le criptovalute stanno presentando nuove opportunità di lavoro, nuovi mestieri ma anche nuovi rami sui quali fare ricerca e sviluppo.

Inoltre, anche se nel mondo ci sono moltissimi appassionati di criptovalute che hanno intrapreso l’attività di minatore tra le mura domestiche, ve ne sono però anche molti altri che esercitano questa attività su scala industriale.

In questo secondo caso si devono affrontare problemi che nella prospettiva domestica sono di entità trascurabile, ma soprattutto si presentano problemi che per il minatore domestico non esistono, come ad esempio la gestione dei wallet, l’ammortamento delle apparecchiature, lo smaltimento del calore, la contabilità, la gestione doganale degli Hardware, la fiscalità e tanti altri aspetti.

Di questo ne ho parlato in un articolo più tecnico che trovate qui  (Fotovoltaico e Bitcoin : un’opzione industriale) con il quale avrei anche il piacere di aprire un confronto con chi volesse intraprendere questa strada.

 

 

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