Bitcoin, JPMorgan cambia idea e smentisce il suo CEO Dimon

Scritto il alle 13:14 da Marco Dal Prà

Questo articolo è un po’ una divagazione, un breve riepilogo sulla telenovela che vede tra i protagonisti : Bitcoin la criptovaluta, JPMorgan Chase la banca e Jamie Dimon, il suo amministratore delegato, una storia che questo autunno ha arricchito le pagine finanziarie di giornali e siti web.

Ricordo brevemente che JP Morgan Chase è la maggior banca degli Stati Uniti per capitalizzazione (al 31.10.2017, posizione 9 della classifica Largest Company by Market Cap, con 355 Miliardi di Dollari, link qui), e Jamie Dimon è il suo CEO.

 

Bitcoin è una frode

Tutto è iniziato a metà settembre, quando Dimon ha sparato pubblicamente i suoi colpi contro bitcoin ritenendola una frode, una bolla come quella dei tulipani e una buona opzione per delinquenti e venditori di droga , con un intervento ampiamente riportato anche da Bloomberg.

Dimon arriva persono a minacciare i suoi dipendenti di licenziamento immediato, se scoperti a fare trading con le criptovalute….

E’ il parere di una persona molto importante e soprattutto molto influente sui mercati finanziari di tutto il mondo, tanto che gli effetti non si fanno aspettare : il valore di bitcoin, cade pesantemente dopo poche ore.

 

Bitcoin incassa il colpo

Guardando i grafici è evidente il “buco” nel trend del cambio bitcoin/dollaro creato dall’esternazione di Dimon; addirittura nell’arco di tre giorni bitcoin è passato da  circa 4300 USD a meno di 3000.

Ma il fenomeno è passeggero e la criptovaluta, dopo aver incassato il colpo, riprende la sua strada, come si può notare nei grafici riportati dai siti specializzati in criptovalute, quali ad esempio Coinmarketcap.

Peccato che…

Bitcoin è una truffa ? Licenzio chiunque lo usi ? Peccato che dopo pochi giorni si scopre che tra una delle tante pieghe di JP Morgan, c’è anche una “divisione” che si occupa appunto di fare trading con le criptovalute, con evidente figuraccia dello stesso CEO, Jamie Dimon, riportata dai quotidiani di mezzo mondo.

Ne ha parlato ampiamente anche il Sole 24 Ore, con un articolo di Pierangelo Soldavini dal titolo “Dimon condanna il bitcoin, ma poi JP Morgan è tra i principali acquirenti“.

Beh, può anche capitare che l’amministratore delegato di una azienda enorme come JP Morgan non sappia di cosa si occupino tutte le sue filiali, quindi diamogli tempo di aggiustare il tiro.

Come niente fosse… Dimon rincara la dose

Passa circa un mese ed ecco che Dimon, rispondendo ad alcune domande durante una conferenza, si concede un’altra delle sue esternazioni contro bitcoin : “Se tu sei abbastanza stupido da comprare bitcoin, un giorno ne pagherai il prezzo“, facendo un vero e proprio show davanti al pubblico presente in sala, contro bitcoin e criptovalute, come ampiamente riportato nel sito della CNBC.

Questa volta la valuta sembra non soffrire dell’ennesimo attacco, ma quel che più sorprende, è che sembra che la notizia relativa al fatto che la sua JP Morgan abbia in qualche modo speculato il giorno della precedente esternazione a Dimon…non sia arrivata.

Qualcuno coglie l’attimo…

Di questa situazione paradossale ha colto l’attimo la startup italo-svizzera “Eidoo”, autrice dell’omonima App per criptovalute, che si è divertita a sbeffeggiare Dimon comprando una pagina intera del Wall Street Journal  il 30 Ottobre. Il tutto per festeggiare la felice riuscita della raccolta fondi avviata per finanziare il progetto, una “ICO”, che ha raggiunto i 24 Milioni di dollari. Come dire, rischi tu di essere licenziato.

Una notizia di cui ha dato risalto anche Milano Finanza .

Per i non addetti ai lavori ricordo che Eidoo è un wallet per smartphone che permette di gestire la criptovaluta Ethereum e le relative ICO, ma in modo più pratico rispetto a quanto fanno altri prodotti similari.

E arriviamo ad oggi

Torniamo quindi ai giorni nostri, con la telenovela che si arricchisce di una ulteriore puntata. Anche qui c’è un evento scatenante, il comunicato di CME che ha l’intenzione di creare nuovi contratti futures proprio su bitcoin, probabilmente già a dicembre.

Passano una ventina di giorni ed ecco come un fulmine a ciel sereno la notizia, riportata dal Wall Street Journal, secondo cui JP Morgan sarebbe pronta a supportare i propri clienti qualora intenzionati ad usare questo nuovo strumento finanziario.

Ma l’amministratore delegato non aveva detto che è una frode e una bolla ?

I portali giornalistici del settore “Crypto” non potevano ricevere notizia più ghiotta, tanto che hanno praticamente fatto a gara a chi ridicolizzava di più Jamie Dimon.

Sul CoinTelegraph hanno praticamente messo in copertina una foto-caricatura

mentre Cryptocoinsnews si è spinta addirittura ad intitolare la notizia “JP Morgan può aiutare gli investitori stupidi a fare trading con il futures bitcoin“.

Alla fine, gli affari sono affari

Forse la storia non è ancora arrivata al suo termine, ma appare del tutto evidente che la necessità di fare affari, ovvero di accontentare i clienti, per una banca viene prima di qualunque altra battaglia. Se JP Morgan ha scelto di supportare i clienti che investiranno nei bitcoin futures, significa che lo ritiene un prodotto degno da avere a portafoglio e molto probabilmente anche per evitare la fuga di alcuni clienti.

Come interpretare ora questa situazione paradossale ? Le opzioni sono due : o JP Morgan sta per vendere ai propri clienti un prodotto “spazzatura”, oppure Jamie Dimon ha palesemente sbagliato.

Se fosse vera la prima, non vedo come l’ufficio legale interno di JP Morgan possa averla avallata. E’ vero che le banche pur di racimolare denaro, come ha insegnato la crisi dei mutui subprime, sono pronte a vendere qualunque cosa, ma perchè mettere “a listino” un prodotto basato su una frode palesemente denunciata dal proprio amministratore delegato ?

Non so quante volte nella storia moderna sia capitato che una grande azienda abbia smentito il proprio CEO, ma presumo molto poche. Immagino ora che Dimon sia in una posizione molto difficile, quasi scomoda. Ridicolizzato dai maggiori portali di finanza, che hanno scritto mettendo in evidenza la palese contraddizione, vedi Bloomberg, dovranno intervenire i membri del suo staff per cercare di sopire la faccenda.

Tra l’altro bitcoin basa il suo funzionamento sulla Blockchain, il sistema distribuito di archiviazione delle transazioni sul quale anche JP Morgan sta investendo in ricerca e sviluppo, con addirittura una apposita sezione nel sito internazionale (https://www.jpmorgan.com/global/blockchain).

Come poteva Jamie Dimon essere così maldestro ?

Ora che la sua presenza potrebbe tradursi in un danno di immagine per la banca, è lui a rischiare il posto.

 

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1 commento Commenta
paolo41
Scritto il 27 novembre 2017 at 21:05

ho l’impressione che chi “spara” contro le criptomonete siano quelli che, o per ignoranza o per supponenza o per scarso interesse , non sono entrati agli albori della loro introduzione e ora si mangiano le mani per l’enorme guadagno che avrebbero potuto realizzare.
Personalmente faccio parte di quel gruppo ma la mia filosofia di vita maturata fra successi e insuccessi mi aiuta a vedere gli eventi con sufficiente serenità e a guardare sempre avanti, tanto più che sono ormai entrato nei 77 anni e non credo che avrò tante altre chances….. se non quella di vincere al superenalotto !!!!!!
Tornando alle criptomonete mi sono fatto una minima cultura, ho conosciuto persone, coraggiose, amanti del rischio e intelligenti, che ci hanno fatto una fortuna; non le invidio, le stimo.

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