BITCOIN FUTURES, c’è qualcosa che sfugge.

Scritto il alle 11:16 da Marco Dal Prà

Mentre la notizia dei Bitcoin Futures sta rimbalzando tra i mass-media di tutto il mondo, compresi i TG italiani e mentre si susseguono interpretazioni e previsioni su quello che potrà succedere da oggi in avanti alla nota criptovaluta, colgo l’occasione di queste righe per portarvi anche il punto di vista di un tecnico, in modo da darvi l’opportunità di meglio comprendere la mole di tasselli che compongono l’ecosistema formato da bitcoin e le altre criptovalute.

Il rischio infatti è di dare per scontate certe cose “abituali” che nel mondo delle criptovalute non lo sono affatto.

Ci tengo anche ad evidenziare che non sono tra coloro che ritengono bitcoin come un’entità “soprannaturale” pura ed intoccabile, ma al contrario mi ritengo molto pratico, realista e pragmatico. Ecco perché, come ho già avuto modo di dire, non ho trovato nulla di strano o “scandaloso” nella notizia dell’apertura al mercato dei Futures anche per bitcoin. Anzi direi che è un passaggio che doveva prima o poi avvenire.

Personalmente ritengo bitcoin una valuta, decentrata e peer-to-peer, ma sempre e comunque una valuta. Pertanto soggetta alle regole del mercato o se vogliamo, dei mercati finanzari.

Questo si è visto le scorse settimane dopo l’annuncio del CME, con la corsa all’acquisto di bitcoin e per riflesso di tutte le altre criptovalute, fino a Venerdì 8, quando con il picco di quasi 20.000 $ raggiunto in qualche Exchange, sono cominciate le vendite. Vendite che non si sono spostate solo nel denaro fiat, ma anche nelle “Altcoin”, le criptovalute diverse da bitcoin, che alcuni investitori ritengono buone per parcheggiare i propri fondi.

Cosa che quest’anno è successa già altre volte.

Ma cosa succederà da domani ? Forse anche nulla !

Vediamo perché.

Primo motivo – Cassettisti

Moltissimi di coloro che acquistano bitcoin e criptovalute lo fanno per accantonare i propri risparmi e non per fare trading. Li tengono fermi e basta. Vuoi per renderli immuni da una eventuale crisi economica stile Lehman Brothers (o peggio), vuoi perché non vogliono rischiare un sequestro dal loro conto corrente bancario stile Cipro, vuoi perché lo trovano un sistema per contestare il sistema bancario attuale, sta di fatto che a tutta questa gente dei futures non importa proprio nulla. Non saranno loro a creare una esplosione di vendite. Si fidano troppo della solidità della sottostante “blockchain”.

Per il resto ci saranno i trader che operano quotidianamente e che sanno già come muoversi, evitando o limitando di usare lo strumento “stop loss” che qui farebbe molti danni.

Secondo Motivo – Cambiavalute

I canali ufficiali per fare ingresso nel mondo delle criptovalute, gli Exchange,  sono ancora pochissimi. Secondo il portale Cryptocompare gli exchange sono meno di 100, ma quelli che scambiano con valute fiat sono ancora meno; gli altri si limitano a scambiare bicoin con le altcoin, senza gestire le valute tradizionali, come fa ad esempio la svizzera Shapeshift o l’americana Poloniex.

Ma c è un’altro fattore da tenere in considerazione : qui non esistono canali interbancari, pertanto le banche devono operare assieme a tutti gli altri, compresi i piccolissimi utenti che entrano per scambiare anche solo 20 dollari.

Ricordo inoltre che in questi ultimi mesi gli exchange sono “ingolfati” da migliaia di richieste al giorno di nuovi utenti che vogliono registrarsi. Coinbase, forse il più famoso, dicono ne abbia ricevute fino a 55.000 in un solo giorno. Utenti che nella maggior parte dei casi entrano solo per provare o comunque con cifre veramente trascurabili. Ma pur sempre utenti che si autenticano al portale e che effettuano operazioni.

Come faranno i grandi player della finanza ad entrare in questo mondo ? Non posso escludere che qualcuno di loro stia cercando di concludere accordi con qualche exchange per ottenere una corsia preferenziale, ma non credo che siano in tanti a poter concludere simili accordi : gli exchange sono troppo pochi !

Addirittura i canali preferenziali potrebbero essere già esauriti da tempo.

Se alcuni lo faranno o lo hanno già fatto, non so nemmeno se riusciranno a tenere la notizia tanto “sottobanco”.  Gli elefanti sono difficili da nascondere se la stanza è piccola. Figurarsi una balena nella vasca da bagno.

Terzo motivo – KYC & C.

Le normative antiriciclaggio (AML) e “conosci il tuo cliente” (KYC) che sono arrivate nel 2017 anche negli exchange, non sono state accolte con molto entusiasmo, soprattutto quando coinvolgono clienti che risiedono negli Stati Uniti.

Alcuni exchange non sono molto propensi a gestire questo genere di clienti, che sono una vera e propria “rogna” dal punto di vista burocratico.

C’è poi da aggiungere che Bitfinex, uno dei più grandi exchange a livello mondiale, ha il dente avvelenato con le banche americane, che lo hanno osteggiato in tutti i modi, tanto che lo stesso Exchange ha avviato cause legali direttamente negli USA.

In poche parole, se al punto precedente abbiamo notato che la stanza è piccola, ora si scopre che anche la porta è molto stretta, soprattutto per chi arriva dagli Stati Uniti.

Quarto motivo – Orari

Bitcoin è una valuta, pertanto funziona H24, 365 giorni all’anno. Non ci sono giorni di chiusura, non è chiusa di notte. Non ci sono le feste comandate.

Come si pongono i futures contro questa situazione ? Tu scommetti su qualcosa e poi il giorno dopo ti accorgi che durante la notte è successo qualcosa di completamente diverso.

Non sono qui io l’esperto per parlare di futures, ma è possibile “giocare” con questi prodotti, mentre il sottostante continua a muoversi ?

Senza contare un grossissimo rischio legato ai precedente Secondo Punto : talvolta gli exchange vanno fuori servizio per eccessivo numero di utenti ! Una cosa che succede molto più spesso di quanto si creda.

Basta vedere il report di GDAX, la piattaforma di trading di Coinbase : nonostante il livello di qualità molto elevato… ci sono problemi ogni tre giorni (LINK QUI)!

Siete disposti a fare un grosso investimento, per poi rischiare di non concludere nulla ( o di perdere) perché il vostro exchange è bloccato da troppi utenti  ?

Quinto motivo – Blockchain

La blockchain è un ottimo sistema per archiviare le transazioni delle criptovalute, ma è un sistema ancora in stadio prototipale. Funziona con i piccoli numeri ma con i grandi numeri c’è ancora moltissimo lavoro da fare. Bitcoin a livello mondiale non riesce a fare più di 3 pagamenti al secondo. Sono pochissimi. Un numero ridicolo. Visa o Mastercard nel fanno oltre 50.000. Su questo argomento la comunità di sviluppatori bitcoin si è addirittura divisa, dando luogo a delle monete alternative (Bitcoin Cash e Bitcoin Gold sono alcune), una vera e propria scissione che con soluzioni tecniche diverse.

E la lentezza di bitcoin è uno dei motivi che ha portato alla nascita della criptovaluta Ethereum, molto più efficiente della prima. Ma che oggi è stata messa in difficoltà da un banale gioco (crypto kitties) nel quale la valuta è usata come piattaforma per scambiarsi dei gattini virtuali. Follia !

Cosa direste alla vostra banca se vi informano che un bonifico tarda ad arrivare perchè gli altri clienti stanno giocando con la playstation ? Significa che molto lavoro c’è ancora da fare. Tempi incerti non consentono, ad esempio, di fare arbitraggio tra gli exchange.

Spesso infatti la differenza nelle quotazioni di bitcoin tra un exchange e l’altro ha valori molto importanti, anche oltre 3000$. Un “gioco” che frutterebbe ritorni importanti, se la velocità degli spostamenti fosse sempre assicurata, ma purtroppo non è così.

Stiamo usando internet del 1992 : chi si poteva aspettare che un giorno ci avrebbe permesso vedere video on demand ? Ci siamo ma occorre pazientare e permettere alla tecnologia di affinarsi e correggersi.

 

Conclusione

Da tecnico vedo piuttosto difficile che il mondo finanziario tradizionale riesca oggi ad interferire in modo importante sul piccolo mercato delle criptovalute, un mondo ancora ad un livello primordiale e troppo poco attrezzato per supportare grandi numeri e grandi player. Significa che le cose potrebbero cambiare, ma in modo molto meno accentuato di quanto si creda, proprio per i limiti tecnologici che si troverà davanti.

Per quanto riguarda i futures, pur non sapendo “che fine faranno”, hanno certamente il merito di aver pubblicizzato bitcoin e le criptovalute tanto da provocare l’entrata di moltissimi nuovi utenti. Un avvenimento che costringerà le piattaforme di scambio, gli Exchange, a migliorarsi e ad aumentare le loro potenzialità.

Ma questa non è solo l’occasione per aumentare l’adozione delle criptovalute come bitcoin e portarla sempre più vicina al grande pubblico, ma anche per aumentare l’efficienza e la solidità del software che ne permettono il funzionamento.

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10 commenti Commenta
Scritto il 11 dicembre 2017 at 13:17

Bravo Marco, sempre preciso, puntuale ed efficace! :-)

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giorgiocabi
Scritto il 11 dicembre 2017 at 17:39

Qualche domanda sul Bitcoin che potrebbe stimolare la comprensione
come mai la crescita avviene in concomitanza con la più grande politica espansiva monetaria della storia?
come mai per comprare un bitcoin ci vogliono 18000 dollari e non viceversa?
avete mai visto una moneta o un asset valere per unità 18000 dollari?
sarà in bitcoin il futuro delle grandi transazioni commerciali visto che ora c’è lo strumento per coprirsi?(future)
Potrebbe essere bitcoin un cavallo di troia per finalmente eliminare il contante ?

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luigiza
Scritto il 11 dicembre 2017 at 18:06

giorgiocabi@finanza,

Ne hai dimenticata una di domanda ed è la seguente:
“Ho acquistato Bitcoin quando valevano $1.000,00 (ipotesi) ed ora che valgono $18.000,00 voglio ‘realizzare’ il guadagno. L’Exchange a cui mi rivolgo, i Dollari che mi dovrebbe dare, ammesso e non concesso che me li dia, da dove li prende?

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giorgiocabi
Scritto il 11 dicembre 2017 at 18:58

la risposta logica sarebbe da chi è entrato in buy a 18000 ,singolo o frammentato che sia…
ma penso che la tua domanda ,come le mie,voglia portare a qualcosa di meno scontato forse
luigiza@finanza,

luigiza@finanza,

luigiza@finanza,

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ddb
Scritto il 11 dicembre 2017 at 20:30

@ giorgiocabi
Tu vendi 1 bitcoin perché (per adesso) un altro compra 1 bitcoin.
Tu incassi i suoi soldi.
L’Exchange si farà pagare una commissione per la transazione.

@ Marco
“crypto kitties” è l’evoluzione del gioco “bitcoin” (come “Mario”, diventato “Super Mario”).
Ho sentito dire da un tassista che stanno aprendo dei negozi dove puoi pagare con i cryptoKitties ;-)

http://stream24.ilsole24ore.com/video/finanza-e-mercati/la-testimonianza-bitcoin-ho-perso-tutto-colpa-hacker/AEyzCQQD

https://nextgenerationcurrency.com/bitcoin-scomparsi/

https://www.coiners.it/recuperare-bitcoin-persi-portafoglio-wallet/

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Scritto il 11 dicembre 2017 at 20:39

giorgiocabi@finanza,

Qualche burlone sostiene che non è bitcoin che sta aumentando di valore, ma è il dollaro che sta precipitando !
;-)

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Scritto il 11 dicembre 2017 at 20:45

luigiza@finanza,

Non sono la persona più adatta a rispondere a questa domanda, ma la risposta mi sembra molto semplice : se il bitcoin vale 18.000$ significa che qualcuno lo ha comprato a questa cifra. Il valore di bitcoin è dovuto agli scambi reali che avvengono all’interno degli Exchange. Non è come le valute che hanno le Banche Centrali che stabiliscono il tasso di cambio a tavolino.

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ddb
Scritto il 11 dicembre 2017 at 23:42

il mio primo intervento era per luigiza e non per giorgiocabi.
scusate

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luigiza
Scritto il 12 dicembre 2017 at 07:33

Marco Dal Prà,

Non avete capito il senso della mia domanda.La riformulo così: se 100 o 1.000 persone che hanno acquistato Bitcoin a $1.000,00 vogliono rivenderli ed incassare Dollari ora che il Bitcoin vale $18.000.00, l’Excange i soldi in valuta fiat da dove li tira fuori?
Altrimenti detto: se la catena di S. Antonio si interrompe (non più polli che acquistano a valori folli) che succede ai possessori di cripto-valuta ed agli Exchanges?

P.S.la risposta datela a voi stessi, non a me che non ne ho bisogno.

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laura.marini
Scritto il 12 dicembre 2017 at 08:31

lui­gi­za@fi­nan­za,
Se si interrompe la catena, posto che si attiverebbe un panic sell tipicamente, il valore crollerebbe. Risponde comunque alle regole di un qualsiasi asset.
L’exchange, tuttavia, è solo una piattaforma di mediazione tra chi vende e chi vuol comprare. Alla piattaforma restano le commissioni per il servizio, ma i soldi arrivano direttamente da chi compra, che sia un soggetto privato o istituzionale.

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