BIGGER TAIL RISK: Cina? Fa un po’ meno paura

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

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Dopo un tempo ne viene sempre un altro.

Questo detto era uno di quelli che mio padre mi ripeteva più spesso quando voleva tirarmi su il morale, quando magari mi vedeva in un momenti do difficoltà. Era un modo per dire: “forza, non mollare proprio ora, vedrai che in futuro andrà meglio”.

Mi padre aveva ragione. Mai mollare, e se si crede in qualcosa, fermarsi alla prima difficoltà significa aver perso la guerra. Ma nella vita di battaglie se ne possono vincere e perdere a migliaia. Quello che conta è l’esito finale della guerra.

Scusate questo mio sproloquio, volevo solo introdurre l’argomento di questo post.
Negli ultimi mesi abbiamo più volte parlato della Cina e della bolla che ha colpito il mercato del Celeste Impero. Se facciamo una valutazione sul mercato azionario, non possiamo certo negare che la correzione è stata importante e che certi prezzi teoricamente sono tornati interessanti. Che sia venuto il momento di comprare?

Secondo me quello che bisogna tenere in considerazione è un’altra cosa. La Cina sta iniziando a dare quei segnali che potremmo definire di “stabilizzazione”. Basta guardare anche agli ultimi dati. Nel terzo trimestre del 2015 il Pil della Cina cresce (almeno così ci dicono) del 6,9%. Si tratta del dato peggiore dal primo trimestre del 2009, ma comunque migliore delle aspettative. Gli analisti, infatti, avevano previsto una crescita del 6,8%. Oltre alla frenata del Pil (nel secondo trimestre la crescita era stata del 7%), va registrato il calo della produzione industriale, +5,7% su base annua, e degli investimenti, +10,3% da gennaio a settembre, entrambi al di sotto delle aspettative.

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Crescono invece più del previsto le vendite al dettaglio, +10,9%.  Il crollo si è fermato, la violenta fuori uscita di flussi finanziari anche, i timori di un crash pure.

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In molti hanno addirittura parlato ad un certo punto, sulle ali dell’emotività, di rischio default Cina. Nossignore, questo rischio non esiste. Il debito estero è basso e non preoccupa. E’ elevato il debito interno (anche se non ai livelli di molti altri paesi “core” se rapprotato al PIL) ma questo è stato, è e sarà un lavoro per la PboC.
Non temete, avremo modo di parlarne ancora in futuro. Vi lascio solo un messaggio. Il problema è che in molti continuano a vedere la Cina come un paese emergente. Se iniziamo a guardarlo come un paese ormai più maturo, con un processo in corso che lo porterà ad avere la sua valuta all’interno del paniere FMI, tutto vi tornerà più chiaro. La famosa crescita economica che io già da mesi ipotizzo al 4% (ed in molti ora la pensano come me) è certo bassa se ci si concentra su un passato che la Cina non potrà ripetere, ma se si guarda alla Cina come un paese più maturo, il 4% non certo malaccio.
Ma come detto, di questo e di altro parleremo in futuro. Intanto come detto, la Cina fa un po’ meno paura. E lo testimonia questo sondaggio fatto tra gli operatori dalla banca d’affari Merrill Lynch.

Biggest Tail Risk

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Il “Tail Risk”, tradotto il rischio di coda, rappresentano quei rischi che spesso e volentieri sono poco considerati dal mercato ma che poi, se accadono, creano dei veri e propri sconquassi.

Come vedete dalla slide, il “pericolo Giallo” preoccupa di meno, quasi come se la frenata cinese venisse vista come più normale o come se il peggio fosse passato. Preoccupa invece di più l’impatto sui paesi emergenti e la frentata degli stessi.
Acquista invece punti un vecchio tema che in passato ha più volte messo paura, ovvero il rischio sistemico, un fattore che ormai è quasi indifferente ai mercati. Per il resto, qualche posizione in più per la bolla sui mercati ma poca roba. In questo ultimo contesto basterà continuare a guardare le trimestrali. E’ li la chiave di tutto.

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2 commenti Commenta
ob1KnoB
Scritto il 19 ottobre 2015 at 14:42

Diversi sistemi sociali, diversi punti di origine, diverse risorse ma uguale cancro:
https://twitter.com/alexfrangos/status/655930432626692096/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw
anche nei paesi che ammiriamo per i ritmi di espansione (?) NON C’E’ PIU’ LEVA! Solo debito! Ma non ti fa’ pensare (figurativo) un paese praticamente in piena occupazione (….) con un ritmo di crescita del 7% (……..) con una inflazione al 1,5%? E prezzi alla produzione che scendono del 5/6 % all’anno? (……).

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Scritto il 19 ottobre 2015 at 22:31

Il problema della Cina è proprio questo.. Con un debito privato cosi forte era necessaria una crescita virtuosa per compensare. Ma questo modello non può durare all’infinito. Occorre una frenata che sarà certam non dolce, ma è necessaria

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