Big Mac Index: Svizzera e Norvegia fuori dalla logica

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Aggiornamento Big Mac Index e PPP: quando il safe haven (risk free) rischia di diventare full risk

Quanto ci dice il Big Mac Index, il noto indice che procuve periodicamente il giornale The Economist,  non è certo un risultato sorprendente, per lo meno se parametrato alle nostre aspettative e all’analisi intermarket.

 

Il Big Mac Index, l’indice che si basa sulla teoria della parità del potere d’acquisto, prendendo come parametro di riferimento il noto panino, certifica quali sono alla fine della fiera le valute più sopravvalutate. Viene usato come parametro di riferimento l’USD e l’eventuale sottovalutazione/sopravvalutazione rispetto all’US Dollar. E guarda caso, sono proprio le valute che sono state protagoniste del cosiddetto “fly-to-quality” a dominare la classifica, quelle valute rifugio a cui gli investitori ricorrono per difendere il potere d’acquisto.

E quindi…chi poteva essere al top se non il solito paese “rifugio” per antonomasia? Domina sempre la Svizzera, dove figurerebe una sopravvalutazione della valuta pari al 62%: Come anche la Corona Norvegese. Seguono a ruota la Svezia e il Brasile.
Dalla parte opposta (Sottovalutazione) troviamo rupia indiana, Malesia ed Hong Kong. C’è anche l’Euro con una apparente sottovalutazione del 20%.


Fonte: Il Big Mac index , The Economist

Non vi soddisfa particolarmente il Big Mac Index? E allora eccovi le parità del potere d’acquisto (PPP = parity purchasing power) dell’OCSE.
Qualche differenza rispetto al Big Mac Index la troviamo. Ma sommando i due grafici risulta evidente una cosa: Ci sono valute che oggi sono di moda o rappresentano il safe haven per antonomasia. Il problema che c’è il forte rischio che quanto oggi dovrebbe psicologicamente difendere ili denaro, domani potrebbe risultare un ennesimo errore d’investimento.


Impossibile saperlo con certezza. Ma di certo, un po’ di accortezza in più nell’investire in queste valute super solide (come in Bund se non per questioni di trading) ci vuole, se l’investitore è oculato e non sprovveduto.

Stay Tuned!

DT

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Commenti (n° 21)Commenta

  1. Caro Dream, troviamo qualcosa in lire turche per compass? :lol: :lol: :lol:

  2. atomictonto scrive:

    Quindi?
    Compriamo a balla Pesos messicani? :-D
    A parte gli scherzi mi piacerebbe che qualcuno postasse sulla debàcle completa di Standard&Poor’s.
    Questi anno declassato con la mannaia ma i mercati semplicemente non ci hanno creduto e comprano da giorni.
    Qual’è ora il rating di S&P?
    CIRCUS CLOWNS.

  3. atomictonto scrive:

    urca ho scritto “anno” senza “h”… :-D

  4. john_ludd scrive:

    Possiedo bond BEI in lire turche e RAND sud-africani da anni. Poca roba, una frazione modestissima del portafoglio su duration medio-lunghe. Rendimento attorno all’8% lordo, se il cambio durante l’anno sale di oltre l’8% medio un pò. In questi anni ha funzionato bene e penso continuerà a farlo. Rischio basso per me ma ripeto al massimo il 3% del portafoglio.

  5. john_ludd scrive:

    Ho seri dubbi sul senso di questi indici. In Norvegia pagherai anche molto un panino ma paghi zero per prestazioni mediche e scuole di livello eccezionale. Chi non farebbe il cambio ? E poi che senso ha comprare un BigMac in Norvegia quando il salmone costa meno ? BAH !

    Questo vale in senso inverso per gli altri paesi. Pagherai poco un panino in Ungheria, in Turchia o in India ma prega di avere una salute di ferro.

  6. l.b.chase scrive:

    Se tu preferisci comprare il fiorino ungherese semplicemente perchè (apparentemente) è sottovalutato, fa pure… Io continuo a preferire la corona norvegese, che forse, se vero fosse che è così sopravvalutata magari qualche motivo ce lo ha di esserlo… E’ sempre la solita storia che con l’oro: è sopravvalutato è in bolla, ha una quotazione assurda… Sì! Sì! Intanto meglio avere oro che btp o altre porcherie di carta straccia europee. Inoltre non so che ne pensi tu, ma un indicatore che mi da una valutazione dell’euro che è praticamente quasi i parità (e dunque coerente con il proprio valore intrinseco) io non lo prenderei così tanto sul serio, visti soprattutto i km di parole che ogni giorno dedichi a smascherare tutte le magagne su cui si basa questa schifezza di valuta che ci sta ammazzando.
    Poi tanto per cambiare anche oggi sale ihihih… Scusate la risata ma io più la vedo salire (spinta artificialmente ovviamente) e più ci godo quando penso che si stanno impiccando da soli con i vari pil europei :lol:

  7. john_ludd scrive:

    l.b.chase@finanzaonline,

    Sottoscrivo il 50% di quello che scrivi ma non tutto. Il dollaro o la sterlina sono monete espressioni di aree economiche in crisi altrettanto profonda e il fatto che si possano “stampare elettronicamente” tutto il denaro che credono non le rende migliori ma solo “diversamente fallimentari”. Infine, siccome il mondo è uno e in questo momento TUTTE le grandi nazioni vogliono avere una moneta debole per esportare di più e non è possibile che siano TUTTE deboli allo stesso tempo ecco la gara più o meno sommersa a svalutare anche attraverso la rivalutazione delle altre monete attraverso vendite della propria, facile nel momento in cui eserciti di matti si precipitano a perdere denaro sul FOREX seguendo l’orda che qualche squalo ha attirato.

  8. l.b.chase scrive:

    Ma perchè l’euro non lo stampano elettronicamente? Forse la BCE sta facendo qualcosa di così diverso dalla FED? Secondo me invece stanno facendo entrambe la stessa cosa, solo che gli americani la dichiarano e noi europei ipocrita e corrotti fino nel midollo, vogliamo ostinarci a far finta di essere più bravi di loro non dichiarando che stiamo facendo le stesse identiche cose. Però tu spiegami la differenza qual’è perchè io francamente non l’ho ancora capita. Io vedo soltanto una bce impegnata a stampare per puntellare tutto il sistema bancario europeo e contemporaneamente a comprare titoli spazzatura di stato sul mercato secondario. Adesso mi domando: ma se da domani smettessero di fare quata stampa selvaggia che ne sarebbe delle banche e dei paesi europei? Disastro totale? E allora qual’è tutta questa differenza tra la bce e la fed?

  9. john_ludd@finanza,

    l.b.chase@finanzaonline,

    Attenzione, con questo post non sto dicendo che bisogna comprare a piene mani HUF e vendere NOK.
    Sto solo dicendo che questa fase di mercato ha portato a degli eccessi legati anche alla “moda” (difendibilissima) del momento.
    Andando nel concreto, molte persone che conoscono hanno deciso di “mettersi in sicurezza” comprando CHF e NOK.
    certo,può essere un’ottima idea. Resta però il fatto che la gente troppo spesso sottovaluta il fattore rischio e volatilità. Comprare valute straniere può anche portare delle forti perdite, se per un qualsiasi motivo (Anche solo per un periodo di tempo limitato, sufficente per genreare il “panico da perdita potenziale”) l’Euro dovesse rafforzarsi contro tutti.
    Ecco, come dice JL, (ops, non Jennifer Lopez ma John Ludd) ci vuole equilibrio nelle scelte diinvestimento e una scelta che sulla carta (e secondo le mode) è il non plus ultra per mettere il denaro in cassaforte, diventa in un amen più speculativa di un BTP 2023.

    In sintesi: quando si fa un investimento la PRIMA cosa da fare è sapere cosa si sta facendo ed i rischi ad esso collegato.
    Una volta acquisiti questi elementi…buon investimento!!!!

  10. john_ludd scrive:

    Dream Theater,

    Jennifer Lopez è molto meglio ! :mrgreen:

  11. john_ludd scrive:

    l.b.chase@finanzaonline,

    Tecnicamente ci sono differenze. L’azione della BCE è del tutto simile al QE0 cioè quell’azione salva-banche messa in piedi dalla FED subito dopo Lehmann. I titoli di stato nel bilancio della BCE sono ancora molto bassi (meno di 300 miliardi, la sola Bank Of England possiede titoli di stato di valore equivalente a fronte di un PIL che è 1/9 dell’area euro) Tuttavia con i vari LTRO e i titoli presi a garanzia a fronte di liquidità, le differenze all’atto pratico tendono a zero. L’unica ragione per cui non si attua un più plateale QE è l’opposizione della Germania che ha solo ed esclusivamente ragioni interne. I popoli fanno a gara nel farsi ingannare dalle proprie èlite e i tedeschi sono in prima linea. Di più, la situazione di debito per Italia e Spagna in realtà sarebbe tale da NON RENDERE NECESSARIO un vero QE. Basterebbe che la BCE definisse un target sui titoli italiani e spagnoli… “compriamo noi i 10y a un tasso ogni colta superano il 5%”. Un minuto dopo il tasso di mercato è al 4,99% e le banche di tutto il mondo comprano quei titoli a mani basse. Ma c’è chi si oppone.

    Ma in ogni caso, e questa è la mia opinione, il debito è troppo alto ovunque. Punto e basta. Possiamo mettere la testa nella sabbia come gli struzzi ma il problema è quello: l’eccesso di debito ma andiamo per ordine di gravità e livelli di insolvenza. 1) (peggiore) debito finanziario legato a prodotti e cartolarizzazioni di mutui il cui valore è ZERO 2) debito finanziario privato (eccesso di debito rispetto i redditi) 3) debito governativo. La priorità è importante e (ancora una volta MIA opinione) il debito complessivo del sistema Italia risulta tra i meno peggio.

    Prima il sistema finanziario globale deve fallire e azionisti e obbligazionisti devono pagare per i loro incauti investimenti. Fine.

  12. john_ludd@finanza,
    Con tutto il rispetto che posso avere per la tua persona, FISICAMENTE comunque sia, credoproprio di si…heheheheh :mrgreen:

  13. Dream Theater,

    CHF personalmente non mi attira… specie per un paese fondato sulla finanza… mentre siamo sull’orlo di una crisi finanziaria mondiale (intesa solo come area dei Paesi più industrializzati ed in zona EU…)

    Per la NOK ho già dato e provveduto da tempo, conoscendo bene la sua estrema sopravvalutazione… però fondata su un’economia valida, efficiente e soprattutto trasparente.
    Senza contare gli obiettivi di lungo termine e il livello di servizi che hanno (e quindi di benessere che favorisce a sua volta i consumi e l’economia). Non direi lo stesso per esempio per la Svizzera.

    Ciò è la dimostrazione che operare sui cambi, senza conoscere approfonditamente le varie economie che possiedono tale valuta… è come giocare al lotto: la probabilità di vincere è di molto inferiore a quella di perdere (solo che nel lotto non ci sono le commissioni… che a loro volta quel poco di guadagno portato a casa).

  14. john_ludd scrive:

    lampo,

    Concordo al 100%. Le mie NOK le ho da 1 anno e me le tengo sino almeno a primavera…

    Qualche numero per rinfrescare la mente…

    Foreign-claims-of-PIIGS as % of GDP:

    France = 34,1%
    The Netherlands = 30,5%
    Belgium = 25,2%
    Germany = 21%
    Great Britain = 18,8%
    Switzerland = 11,5%
    Italy = 3%
    USA = 1,3%

    Dai Sarkò, dai nonna Angela, fate i duri !!!

  15. john_ludd@finanza,

    Fate i duri che poi finite come la Costa Concordia…

  16. john_ludd scrive:

    Dream Theater,

    Capitano Angela Schettino sul ponte di comando, ORA ! :mrgreen:

  17. perplessa scrive:

    john_ludd@finanza:
    Ho seri dubbi sul senso di questi indici.E poi che senso ha comprare un BigMac in Norvegia quando il salmone costa meno ? BAH !

    sono daccordo.questo indice si basa su un presupposto falso, che questo panino sia un cibo universale e universalmente ambito. è palesemente falso. non solo salmone,anche l’aragosta in certi paesi,è un cibo a buon mercato….non credo si possa trovare un piatto che possa avere un valore universale di paragone, nemmeno il pane, visto che nei paesi asiatici non lo mangiano,e mangiano il riso, e anche in america centrale manco te lo portano a tavola, al ristorante.in messico per citare uno dei paesi della tabella, il ruolo del panino è della tortilla e dei tacos , in italia della pizza, e in romagna potrebbe essere pure la piadina..a me non pare una statistica seria

  18. Big Mac Index secondo me lascia il tempo che trova visto da solo bisogna rilevare un indicatore del costo della vita e il PIL/pro capite allora cosi si può valutare più correttamente.
    La norvegia resta molto cara ma lo è da sempre a Oslo non si può comprare nulla un monolocale in affitto costa 2000 eur, oslo e Zurigo sono le città più care al mondo, ma il nok è stato nel 2002 anche più caro di adesso.In svizzera fare la spesa costa al cambio attuale costa circa il 50% in più che in Italia a Milano o Torino, però gli stipendi minimi sono di 2800-3000 CHF dove costa meno ore di lavoro fare la spesa?

  19. Scusate se vado OT ma mi interessa il parere di questa platea, su un immobile comerciale, come giudicate l’acquisto di un locale commerciale in Ticino, investendo il 50% del capitale disponibile costo al mq diciamo sui 4000 eur e resa da affitto 5% netto (anzi c’è da pagare la nuova imu estera 0,76%) i costi di acquisto sono del 3%

  20. john_ludd@finanza:
    lampo,

    Concordo al 100%. Le mie NOK le ho da 1 anno e me le tengo sino almeno a primavera…

    Perché proprio la primavera: deve sbocciare qualche pianta carnivora? :wink: :mrgreen:
    Oppure il fiore della discordia? :lol:

  21. perplessa scrive:

    moneys@finanzaonline,

    sono perfettamente daccordo, che non ha senso un indicatore senza tenere conto del reddito pro capite. inoltre si paragonano economie che hanno situazioni sociali profondamente diverse, tramite un panino, che per di più non è costume consumare nella stessa misura.ma anche per l’altro indice: come si fa a paragonare i consumi di un paese sviluppato con uno in via di sviluppo?quant’è l’affitto in Italia o in Germania di una capanna di fango o di una palafitta?quanto costa un’amaca?In Italia è quasi un bene di lusso, specie se abbinato a un supporto che costa 3 o 400 euro, da mettere in un giardino di proprietà(intanto bisogna averlo), ma per quello che vive nella capanna l’amaca fa le veci del letto e del materasso insieme, e la paga una ventina di dollari. con 20 dollari ha sistemato l’arredamento della “camera da letto”. Indicatori empirici di un tenore di vita diverso: a Lugano ho visto le bancarelle di Natale vendevano ostriche e champagne, e c’era la fila, qua abbiamo i torroni. Di conseguenza il prezzo di una bistecca al ristorante è diverso. Credo sia difficile trovare indicatori universali. Ma variazioni così consistenti del cambio, sono proporzionati a cambiamenti paragonabili del tenore di vita, nei vari paesi?