BCE, STRESS TEST, DEFLAZIONE e l’impossibile scenario.

Scritto il alle 09:28 da Danilo DT

debt-deflation

Il fatto che l’Europa sia finita in quello spirale che si chiama “debt deflation” è ormai noto da tempo. Anche se i grandi dell’Europa hanno voluto negare anche l’evidenza, oggi non possono più certo non ammettere errori di valutazione quasi imbarazzanti.
Questo grafico ormai è una sentenza.

Stime Eurozona Inflazione

ATTESE-INFLAZIONE-EUROZONA

Notate quel simpatico gap tra la linea del target inflazione BCE e il livello di inflazione previsto.
E poi ovviamente notate il fatto che siamo in deflazione. Ma questo scenario, ne abbiamo la certezza, in BCE non se lo aspettava nessuno e noi, poveri blogger da quattro soldi (tiro in mezzo anche l’amico Andrea Mazzalai che spesso in questo ambito si è trovato a combattere contro i mulini a vento) predicavamo nel deserto.
Proprio ieri un amico lettore mi ha riportato alla mente una dichiarazione di Victor Costancio (thanks to Ob1knoB) che, leggendola adesso, fa venire quasi i brividi.

(Reuters) – punto di riferimento di salute della Banca centrale europea di 130 istituti di credito più grandi della zona euro non ha preso in considerazione possibile deflazione, BCE vicepresidente Victor Constancio ha detto Domenica.
“Lo scenario di deflazione non c’è (nello scenario di stress test), perché non riteniamo che la deflazione sta per accadere”, ha detto ai giornalisti.

(Reuters)  – Lo stress test che misura lo stato di salute di 130 istituti di credito dell’Eurozona non ha preso in considerazione il possibile scenario di deflazione, come dichiarato dal vicepresidente della BCE, Victor Constancio.
“Lo scenario deflattivo non c’è (nello scenario di stress test), perché non riteniamo che la deflazione possa accadere”, ha detto ai giornalisti.

Bene, se allora queste parole (parliamo di fine ottobre 2014) ci facevano un po’ paura da una parte e ci mettevano all’angolo dall’altra (in quanto in pieno contrasto cl nostro pensiero), oggi suonano come una vera condanna.

In altri termini, visto che gli stress test non tenevano in considerazione la deflazione, e visto che oggi SIAMO in deflazione, a cosa sono serviti gli stress test? E soprattutto, come reagirà il sisteman bancario dell’Eurozona all’ “imprevisto” scenario deflattivo? E ancora, quando è quindi “sicuro” il sistema bancario visto che gli stress test erano palesemente farlocchi? E per assurdo il nostro Visco ha persino fatto bella figura. Infatti successivamente ha dichiarato:

La deflazione spaventa il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. In un’audizione alla Camera sull’Unione bancaria e il credito all’economia, il numero uno di via Nazionale ha tenuto a precisare che “non siamo in una situazione di deflazione, ma i rischi non possono essere più ignorati” e che “la dinamica dei prezzi al consumo resta pericolosamente debole, contribuendo a rendere più difficile la ripresa dell’economia e del credito”.

Ecco perché la BCE dovrà farsi avanti se le cose dovessero peggiorare […] (Mess) 

E la BCE qualcosa ha fatto e molto recentemente. Ora quindi capite il motivo della contromossa della BCE dei giorni scorsi:

Requisiti patrimoniali più stringenti per le banche che hanno un profilo di rischio elevato. E’ questa l’indicazione che emerge a valle dell’anticipazione de Il Sole 24 Ore che ha rilevato che Francoforte ha avanzato la richiesta di alzare l’asticella del coefficiente di solidità patrimoniale (Cet 1) di alcuni istituti italiani, tra cui il Montepaschi di Siena, alla luce dei risultati emersi dal Comprehensive assessment. (GoN)

Hanno aumentato i requisiti di patrimonializzazione non a caso, una sorta di “colpo a sorpresa” dovuto a scenari non previsti. Ma quante cose, a questo punto, sono “non previste” e rappresentano delle mine vaganti? E sopratutto, quanto il mercato e le banche saranno pronte a queste nuove misure decise dalla BCE? Gli adeguamenti verranno fatti “ad impatto zero”?  Domande tutte a difficile risposta. Intanto speriamo che non accada questo…

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STAY TUNED!

Danilo DT

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11 commenti Commenta
kry
Scritto il 14 gennaio 2015 at 10:23

Ciao Danilo ( a proposito d’Andrea http://icebergfinanza.finanza.com/2015/01/12/santander-la-grande-burla-spagnola/ ) bravo sei tra i pochi e i grandi. Con stima, Kry.

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candlestick
Scritto il 14 gennaio 2015 at 10:53

quesito: secondo voi nei prossimi anni può esistere che il mercato europeo recuperi su quello americano? sarà proprio così a mia opinione, come il carry trade che esisteva e ora non esiste più, quello con il cambio eur/equity.
Dai che manca poco alla fine del tunnel ocuro!!! ovvimente gran parte dei problemi rimarranno, ma le tv smetteranno di essere sempre così pessimistche, du ball!!

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Scritto il 14 gennaio 2015 at 14:22

Bimbo Alieno (alias Andrea Boda), “La liquidità impazzita della guerra valutaria” – Febbraio 12, 2013

http://bimboalieno.altervista.org/?p=6311&doing_wp_cron=1421240768.5751669406890869140625

[con il commento n. 8 / 10 (de il Febbraio 13, 2013) per capire/sapere chi è Vítor Manuel Ribeiro Constâncio]

サーファー © Surfer [Che personaggio – a piede libero!]

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Scritto il 14 gennaio 2015 at 14:39

@finanza,

Hahahaahah! Hai ragione, ma lui è li e non è proprio un posto poco influente…

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Scritto il 14 gennaio 2015 at 15:24

…comunque facendo i conti “della serva” si stima che queste nuove restrizioni sul capitale significhino meno prestiti per le aziende.
Pensateci, è un bel controsenso visto che lo stesso QE dovrebbe portare nuovi prestiti e nuova liquidità alle imprese

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Scritto il 14 gennaio 2015 at 17:08

DT,

il problema è che la media (in particolare, dei “media” – in cifre: il buon 98%! Escludo solo il 2%, che ha cognizione di causa del testè citato Personaggio a piede libero), non sa nulla.

NULLA.

O fa continuamente Lo/La gnorri – per poi lamentarsi, continuamente.

Della serie: “prega a Dio e fotte i Santi”.

E continuano ad intervistarLo ed/od a richiederLo a presenziare nei meetings (INTERNAZIONALI, di Categoria) – per fargLi esprimere le Sue opinioni (DA INCOMPETENTE, PATENTATO).

Per far capire come “gira” il Mondo – e perché gira.

Vítor Manuel Ribeiro Constâncio è UN’INCOMPETENTE: è nella TOP 5 di Coloro i quali – dal 2000 (d.C.) – hanno creato più casini (plurale di casinò).

Basta saperLo – in specie, per gli “addetti ai lavori” (in senso lato).

サーファー © Surfer

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    Scritto il 14 gennaio 2015 at 17:32

    Ho capito ma poi chi ne paga le conseguenze del loro inetto operato?
    QUesto è il problema….

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stanziale
Scritto il 14 gennaio 2015 at 19:25

Io credo che i risutati degli stress test e la successiva moral suasion della bce sul rafforzamento del cet1 siano quasi esclusivamente una cosa politica, un accordo tra Usa e Germania, come al solito. Intanto la bce non vede non guarda non sente il sistema bancario ombra che e’ presente, come no, in zona euro, tant’e’ che pesa in olanda per 6 volte il pil. E cosa e’ lo shadow banking se non un sistema per ripulire dai debiti le banche , parcheggiandoli, nel sistema finanziario opaco e permesso dalla bce (ma non a tutti, se ci proviamo noi chissa’ che mazzo ci fanno…) . Tant’e’ comunque che hanno colpito anche le banche francesi, le prime 3 dovrebbero ricapitalizzare per ben 30 miliardi (vediamo se lo faranno, ci credo poco, le loro banche passerebbero di mano, non sono scemi come noi).

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paolo41
Scritto il 14 gennaio 2015 at 20:49

aggiungiamo all’Olanda anche la Svezia con le loro banche cariche di mutui incagliati e di sofferenze !!!!! rating AAA, credo che fra poco l’Olanda sarà fra le prime a scaricare ABS sulla BCE!!!!

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Scritto il 15 gennaio 2015 at 04:20

Stanziale,

I disagree.

The tightening on CET1 would have to do it before – is to the benefit of Investors in terms of transparency, especially by the management of each individual (in terms of prospects and processes ensuring them – and to) bank.

The ECB is doing the work that individual National Authorities – in the hands of the Banks themselves: to never be forgotten! -, they didn’t had the strength to do. For many reasons – and not just financials.

Better late than never – and is a prerequisite for future mergers or takeovers, anyway. Finally!

On the other hand or in fact, on 22 December 2014 the Basel Committee for Banking Supervision (BCBS) published a consultative document proposing revisions to the Standardized Approach (SA) for credit risk[§].

Scope Ratings views it as a very relevant regulatory initiative to change the approach to credit Risk Weights (RWs) under the SA.

This is a significant part of the BCBS’s broader effort to address inconsistencies in banks’ Risk-Weighted Assets (RWAs) – leading to what some already start to call “Basel 4”.

Bank exposure RWs would no longer be calculated by reference to external ratings – either under Option 1 (derived from the rating of the bank’s home sovereign) or under Option 2 (based on the bank’s own rating).

RWs would instead be based on two risk drivers, related to

1- capital, measured as the Basel 3 CET1 ratio;

and

2- asset quality, measured as a Net Non-Performing Asset (NNPA) ratio.

The BCBS stated that it considers these metrics as good predictors of bank failure.

RWs would range from 30% (CET1=>12% and NNPA3%), with a 300% RW for CET1<4.5% or with necessary data not being disclosed according to Pillar 3 requirements – see table in the link below.

-[ https://twitter.com/_s_U_r_f_E_r_/status/555555293980278785/photo/1 ]-

Short-term interbank claims (less than three months) may receive a RW 20% lower than the normal equivalent – with a floor of 30% – provided they are not in fact roll-over facilities.

Although the two chosen risk drivers (CET1 and NNPA) are supposed to be business model-neutral, in fact they may impact wholesale and investment banks less than retail and commercial banks.

This is primarily because of the absence of funding and leverage metrics.

Specifically, a wholesale-funded entity with a reduced loan portfolio (which is typically the case for investment banks) could potentially benefit from a lower RW under the SA than a retail or commercial bank which is top-heavy on loans.

Importantly, that some RWs have need a better calibration across credit sectors.

As one example, thus, a large bank with an acceptable capital ratio (e.g., CET1 of 9.4% – average) and slightly below-average asset quality (e.g., NNPA of 3.1%) should obtain the same RW as a small leveraged to the Small and Medium Enterprises (SME – e.g., €3 mln and 2.9 for leverage).

The proposed standards address both the transparency and the consistency challenges although more adjustments are probably needed in this respect.

A challenge exists also with respect to the RWs of banks which aren't subject to Basel 3 disclosure standards.

For example, the document notes that "the CET1 metric in [non-Basel 3] jurisdictions, even if externally audited, would not be supervised by the relevant authority" – [see to the page 9 (or 13 / 59) in the link § at the end].

Expect further clarification in this respect as well, especially since it is likely that various National Supervisors will be reluctant even for RW calculations to submit their smaller banks to the Basel standards.

l- – – – –

l-§-l Bank for International Settlements (BIS), "Revisions to the standardised approach for credit risk – consultative document"- [Monetary and financial stability: Basel Committee on Banking Supervision] December 22, 2014

http://www.bis.org/bcbs/publ/d307.pdf

– – – – -l

サーファー © Surfer

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