BCE: quando e come ci sarà la revisione del QE Europeo?

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

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Non esiste solo la FED. Anche le altre banche centrali hanno ruoli di primissimo ordine e devono essere tenute ben in considerazione dagli analisti, dai traders e dagli investitori.
Meritano sicuramente la massima attenzione le iniziative che potrebbero veder protagonista la seconda banca centrale (come importanza) del pianeta, ovvero la “nostra” Bce guidata da Mario Draghi.

Il motivo è molto semplice.
In quest caso non parliamo, ovviamente di tassi in aumento o di exit strategy. Qui il discorso è diametralmente opposto. La BCE, partita da qualche mese con il suo QE Europeo, ha annunciato, tra le righe, la possibilità di una modifica del suo piano di acquisto di titoli obbligazionari. Infatti Draghi ha promesso, nel suo ultimo Q&A della settimana scorsa, un’intensificazione dello stimolo monetario se sarà necessario.
Già… ma quando e come?

Riprendendo un sondaggio Reuters, risulta che prossimamente Draghi annuncerà al mercato un aumento del nominale di acquisto mensile, portandolo da 60 miliardi a 80 miliardi di Euro. Una mossa che sarebbe “compensativa” ad una eventuale manovra restrittiva (rialzo dei tassi) decisa dalla FED.

Quindi sempre la solita storia, malgrado che da più parti suoni la denuncia di diverse autorità le quali (finalmente) hanno capito l’inutilità, a livello di stimolo per l’economia reale, del quantitative easing.
Però quello che conta è cercare di mantenere lo “status quo”, evitando volatilità estrema e dando la percezione alla finanza che il sostegno delle banche centrali continuerà ad essere copioso. Anche se, è palese, soprattutto per le economie emergenti, non sarà la stessa cosa (essendo indebitate fortemente in USD).

Stessa domanda è stata ogegtto di un sondaggio per Bloomberg. Ecco l’esito

bce-qe-europeo-modificaE’ evidente che a partire da dicembre, gli analisti si aspettano una revisione del programma di acquisti. Interessante la coincidenza tutt’altro che casuale, con l’altro sondaggio avente per oggetto QUANDO la FED alzerà i tassi di interesse. Secondo quest’ultimo il rialzo dovrebbe effettuarsi proprio nel mese di Dicembre 2015 o al più tardi a Gennaio 2016.

Ma attenzione, l’espansione del programma di QE potrebbe avvenire:

a) negli importi (passaggio ad esempio da 60 ad 80 miliardi al mese)

b) oppure nel’aumento della durata dello stesso, il quale non andrebbe più a terminare a settembre 2016 ma ben oltre

c) oppure ancora ampliando la gamma dei titoli acquistabili dalla BCE.

come-la-bce-cambierà-qe-europeoIl mercato vede come molto probabile l’ipotesi b) , segue l’ipotesi a) e chiude l’opzione c). E comunque sia ben chiaro, un’ipotesi non escluderà automaticamente l’altra. Infatti se la situazione si complicasse in modo “importante” la BCE potrebbe tranquillamente non solo dilatare le scadenze ma anche ampliare la portata del “bazooka” e magari anche con munizioni più varie.

Sapere come e quando con certezza è quindi molto difficile. Però possiamo dare quasi per certa la possibilità di un ritocco di Draghi al programma di QE. Ovviamente Mario non farà altro che aumentare la posta in gioco, per il bene dei mercati. Per il bene della finanza. Per il bene del sistema. Se poi servirà veramente a qualcosa (in ambito di economia reale), questa è un’altra storia.

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Danilo DT

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5 commenti Commenta
daino
Scritto il 15 settembre 2015 at 14:39

certo che se la bce aumenta qe mentre fed aumenta tassi chissà dove finisce il cambio eurusd!!!
Direi che andrebbe bene a tutti noi europei, sia come investimenti che come esportazioni. Mi chiedo quanto gli americani siano disposti ad accettare un cambio così svantaggioso

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draziz
Scritto il 15 settembre 2015 at 15:00

daino,

Personalmente ritengo che l’eventuale “tuffo” del cambio EUR/USD verso il basso, oltre un certo limite, creerebbe più sconquasso che benefici.
Export?
Analizziamo i mercati che fino a qualche tempo fa sembravano pronti per un’ “invasione” del Made in Italy:
Cina, dopo la svalutazione dello Yuan (siamo intorno al 10% con i vari assestamenti?) se giá prima occorreva sacrificare una parte di margine per arrivare sul mercato, adesso le cose sono pure complicate da una domanda interna alquanto fiacca, con migliaia di “polli” che il crollo, hem…pardon…assestamento, della loro Borsa ha spennato.
Aggiungiamo il fatto che applicano pure dei dazi alle importazioni ed il quadro delle “opportunitá” del mercato è più chiaro…
Russia, con l’applicazione delle sanzioni andate a verificare quale è stato il calo dell’expirt italico…
Personalmente so di valori pari a 1 a 5 rispetto a prima…
Brasile, uno dei tanto sbandierati nuovi mondi aperti all’arrivo dei prodotti italiani (come anche di insediamenti produttivi) deve stare attento a come respira, anzi a come rantola…

Cambio favorevole per esportare cosa, ma soprattutto a chi?

Per Dt: sono d’accordo che negli anni dopo Lehman Brothers il giochetto è ripreso, il Margin Debt si è…rinforzato, che l’orbe terracqueo vede un uso della leva superiore a 34-36 volte il PIL mondiale, ma Tu: come faresti per diminuire l’enorme mole di debito che oramai avvolge tutto ed è sempre più sulle spalle dei comuni mortali?

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ddb
Scritto il 15 settembre 2015 at 17:12

“Borse in rialzo su dati macro Usa sotto attese che allontanano ipotesi di un rialzo dei tassi”
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-09-15/borse-europee-timido-rialzo-aspettando-fed-milano-bene-fca-090951.shtml?uuid=ACV730x

Dati macro sotto le attese… e le borse festeggiano!
Ma questo è naturale?

Attesa (incremento QE BCE + aumento tassi USA) = attuale rafforzamento €/$!
Anche questo è naturale?

E’ questo il piano?
1) Indebolire $ (1,3 – 1,4)
2) aumentare tassi USA -> discesa borse + rafforzamento $ (1,1 -1,2)
3) incrementare QE -> ripresa borse + rafforzamento $ (1,0 – 1,1)

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ob1KnoB
Scritto il 15 settembre 2015 at 18:19

Dei delitti e delle pene
25bp (forse neanche). E’ un susseguirsi in queste settimane di saggi e disinteressati consigli alla Yellen di non intervenire. Quasi fosse determinante veramente un rialzo di tale entità. La prospettiva di un crollo, di scenari apocalittici e delle sette piaghe d’Egitto…
L’unica ragione vera per non rialzare i tassi è che comodamente questo sarebbe utilizzato come facile pretesto autoavverante. Il mondo è in bolla perchè non c’è abbastanza domanda di ‘utilità marginale’ ed operare per incrementare l’offerta non fà che peggiorare le cose. Dopo trilioni di triliardi di interventi e debiti e soprattutto un periodo di 7 anni, ancora siamo nella situazione di doverci terrorizzare di un rialzo dei tassi di 25 (forse meno) bp.
Questo è un delitto di una generazione politica globale. Non dovrebbero essere le banche centrali a fare ‘politica’ o sbaglio?
Chissà per quale motivo nessuno chiede conto del perchè certe iniziative monetarie (a questo punto anche politiche) non abbiano funzionato. Si risponderà nel generico una volta la guerra qui o la’, un altra il costo dell’energia qui o la’, una volta i cambi qui o la’, una volta le riforme un’altra il costo del lavoro. E non dimentichiamoci del tempo, del nucleare e del questa volta è differente.
Nessuno che chieda conto del metodo. Un metodo che se non tiene conto delle variabili e delle esperienze è di per se’ fallace. Ribadirlo non cambia la sua natura.
Pertanto dei delitti vi è sentore ma non prova ne’ mandante e ne’ movente. Della pena che si tramuterà in conseguenze vi è in questo caso la certezza. Litigare sulla solidarietà è degenerazione, dimenticarsi le responsabilità è complicità grave, l’indifferenza è il silenzioso supporto per l’addio al progresso (come lo intendeva Beccaria?)

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lampo
Scritto il 15 settembre 2015 at 23:31

A me risulta che l’intervento ulteriormente espansivo della BCE sia più per la riduzione della politica espansiva cinese… piuttosto di quella USA.
E ciò è veramente intrigante… visto che la FED deve ancora “iniziare”!
Se poi consideriamo anche la BOE… si incominciano a vedere una serie di scricchiolii… (considerando anche il recente dato sulle vendite del lusso in UK… in piena espansione economica).

Secondo me le banche centrali si stanno pian piano rassegnando al fatto che la riduzione delle politiche espansive… porterà inevitabilmente ad uno storno del mercato obbligazionario ed azionario… la cui gravità sarà determinata dalla comunicazione delle banche centrali USA e UK accompagnate al primo rialzo dei tassi.
Ricordo che il mercato è abituato al fatto che quando una banca centrale aumenta i tassi, dopo svariati anni di tassi al minimo storico, continuerà nella serie di rialzi: difficilmente succederà il contrario. Anche perché se così fosse… vuol dire che i dati economici in arrivo sono proprio pessimi… alimentando lo storno sui mercati.
Entrando in dettaglio sull’Europa… quello che preoccupa di più è la “deflazione”: ricordo che gli stress test condotti sulle banche europee… non tenevano conto di tale scenario… neanche del tasso di “inflazione” attuale (dato che lo scenario più pessimistico considerava un tasso più elevato).
Non per niente oggi Ewald Nowotny, componente del Consiglio direttivo della Bce, in un’intervista al quotidiano austriaco Die Presse ha affermato che l’inflazione molto bassa dell’Eurozona “e’ un grosso problema per la Bce”.
Aggiungo… non solo per la BCE vedendo il grafico sottostante, la cui fonte è questa:
http://www.yardeni.com/Pub/peacockfedecbassets.pdf

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