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BCE: ma ha ancora senso avere tassi negativi?

Scritto il alle 10:25 da Danilo DT

exit-strategy-ecb-bce

Oggi à l’ennesimo appuntamento con il Meeting BCE. Un incontro che dovrebbe decretare il “nulla di fatto” malgrado un miglioramento del tasso inflazione e di quello che, per molti, è un periodo di reflazione.
Non voglio essere ripetitivo, chi è interessato a leggere le motivazioni secondo le quali Mario Draghi oggi non cambierà di un millimetro la sua politica monetaria, rimando a QUESTO POST pubblicato qualche giorno fa. 

Quindi, dando per scontato che sarà una seduta interlocutoria, dobbiamo considerare però il fatto che il Consiglio prenderà atto dei progressi dell’economia reale e probabilmente rivedrà al rialzo le stime di inflazione 2017. Anche se come detto, si tratta di inflazione NON strutturale. Però mi aspetto che il consiglio inizi quantomeno a parlare di quella che potremmo definire un abbozzo di exit strategy.
Infatti, in modo oggettivo, questo grafico inizia a”scricchiolare”, nel senso che qualcosa non quadra.

BCE: tassi interesse e liquidità in eccesso

EONIA-EXCESS-LIQUIDITY

Innanzitutto una nota. Per la BCE un livello minimo di liquidità in eccesso che deve essere presente nel sistema è pari a circa 200 miliardi di Euro. C’è stato un periodo, segnalato anche qui sul blog, dove tale livello è stato rotto al ribasso e si iniziava a temere una crisi di liquidità. Ma la BCE è riuscita con la sua politica monetaria, a aumentare e non di poco tale livello.
Oggi ci ritroviamo con:

a) Liquidità in eccesso pari a 1.347 miliardi con una tendenza inequivocabile.
b) allo stesso tempo l’inflazione è salita raggiungendo il target del 2% anche se, come spiegato nel post prima citato, non proprio per meriti europei.
c) ed in questo contesto, i tassi di breve sono sempre più NEGATIVI.

In questo quadro di mercato, ad esempio, che senso può avere continuare a mantenere il tasso BCE sui depositi allo -0.40%? Un conto è il QE e mantenere un tasso di riferimento a zero. Ma forse sarebbe l’ora di cominciare a valutare qualche manovra correttiva. E secondo me la prima dovrà proprio essere sul tasso di deposito che, mantenuto in negativo, crea solamente conseguenze negative alimentando la speculazione e non creando valore per il mondo bancario.
Quindi, occhio ad eventuali novità su questo argomento. Sarebbe il PRIMO vero segnale di una tendenza che progressivamente, ma con molta calma, tenderà ad invertire.

Panoramica tassi interesse BCE

TASSI-BCE

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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2 commenti Commenta
vuvuzela
Scritto il 9 marzo 2017 at 19:31

Certo che ha un senso! Non lo vedi che l’italiota ha ripreso ad acquistare macchinine, cellulari LCD etc. facendo le ratine con Taeg tra il 5 ed il 9% mentre il costo del denaro è sotto zero e quindi le banche dovrebbero pagarlo per indebitarsi? Tutto foraggio che va alle banche stesse e che erode il capitale del povero risparmiatore, a favore di chi vive ipotecando se stesso, moglie e figlie. I tuoi soldi si stanno svalutando perchè i prezzi riprendono a crescere, ma i profitti vanno solo alle banche che hanno ripreso a indebitare i poveracci finanziando i giocattoli. Svalutazione a senso unico, con in mezzo gli allocchi consumisti che vivono di seicento euri al mese…felici col giocattolino nuovo a 70 rate e mangiando wurstel crudi dell’eurospin.

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paolo41
Scritto il 9 marzo 2017 at 21:02

in pratica ci sono altri effetti oltre a quelli evidenziati da Danilo e vuvuzela: innanzitutto chi ha un mutuo a tasso variabile è automaticamente esposto ad un aumento del tasso di interesse a tutto vantaggio delle banche, ma l’effetto contrario è che i titoli in pancia alle banche perderanno sul nominale con effetto negativo sulla posizione finanziaria e.. “volendo”…. sul conto economico.
Il grosso problema è che aumentano i tassi senza avere una significativa inflazione che poteva alleviare il debito nazionale che invece aumenterà di conseguenza. E’ inoltre molto probabile un rallentamento dei finanziamenti alle PMI, etc. Eccezionale veramente !!!!!!!!

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