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BCE: il “nulla di fatto” era atteso, ma Draghi si sbaglia sui tassi negativi

Scritto il alle 08:11 da Danilo DT

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Mario Draghi compra tempo, non decide sul da farsi, resta sul generico, non rilascia dettagli in merito a future iniziative. Insomma, la BCE fa esattamente quello che avevamo ipotizzato. Niente di più, niente di meno. Lo potete rivedere nei post precedenti (ad esempio questo e poi questo) e capirete che alla fine è successo quanto doveva succedere nulla.

E che doveva fare di diverso Draghi? Muoversi lui per prima? No, ne avrebbero patito gli equilibri valutari globali. Meglio lasciare l’iniziativa alla FED, vedere che combina il 21 di settembre e poi, SE necessario, operare.

Interessante comunque una cosa che ovviamente i giornalisti hanno sottovalutato. La prudenza di Draghi è legata anche al fatto che lui stesso ha capito che l’efficacia del QE è assolutamente relativa. Insomma, quale funzione potrebbe avere oggi un’accelerazione degli acquisti, con la consapevolezza che poi il denaro non finirà nell’economia reale?

Il QE di Draghi, come detto, funge da assicurazione per i mercati ed è diventato uno strumento con cui si tiene a bada la volatilità. Una droga sia per la finanza ma anche per tenere buona la speculazione. E se riparte la speculazione, torna ad essere reale il primo grande problema che ha dovuto combattere la BCE. Ricordate il “whatever it takes”? Non era legato alla crescita economica e tantomeno all’inflazione. Si voleva salvare l’UE e il debito pubblico dei paesi più deboli.
Quindi lo ribadiamo: BCE schiava del mercato, compra tempo finchè può e poi, quando la situazione diventa “pesante” e le attese pericolosamente invasive, allora agisce. Scatta in fatti in quel momento lo “stato di necessità” di cui spesso lo stesso Draghi parla nei suoi discorsi.

Uno stato di necessità che al momento si traduce con il QE che, ricordiamolo, spesso viene confuso con l’Helicopter Money dove invece la banca centrale non compra asset ma stampa denaro e lo distribuisce alla popolazione. Scelta ancora più aggressiva e pericolosa, ma meno tutelante per mantenere certi equilibri finanziari dei mercati.

Nel discorso post Meeting di Mario Draghi, poi, ovvi come sempre i riferimenti alle riforme, tassello necessario per rendere efficace il lavoro della BCE ed interessante l’invito, soprattutto indirizzato alla Germania, ad una maggiore proattività se il bilancio pubblico lo consente. “Chi può spendere, spenda!”.
Non è questione di potere, caro Mario, ma di VOLERE, anche perché i chiari di luna della crescita economica sono quelli che sono e…i tassi negativi alla fine fanno paura. E dati alla mano, possiamo dire che si sono dimostrati controproducenti nei confronti delle economie.

Eccovi la dimostrazione.

Prendiamo le varie operazioni di politica monetaria attuate dalle varie banche centrali e andiamo a vedere in quali casi gli indici PMI e ISM hanno avuto degli effetti positivi da tale politica.
E’ evidente che solo nel caso del QE1 degli USA gli effetti sono stati sicuramente virtuosi. Ma tutto il resto? Mandate il grafico a Mario Draghi, forse non si è ancora reso conto che i tassi negativi non sono per forza una fortuna assoluta per l’economia anemica dell’Eurozona.

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3 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 9 settembre 2016 at 15:03

i mercati soffrono dell’indecisione di Draghi, che, come dici tu stesso, si è reso conto che insistere potrebbe essere “diabolico”. C’è da dire che comunque la sua politica ha aiutato parecchi paesi, incluso il nostro, ad uscire da pericolose impasse.
Se poi aggiungiamo le dichiarazioni dei vari membri della FED ci rendiamo conto che siamo sull’orlo dello scoppio della bolla e uno storno piuttosto pesante potrebbe essere molto vicino.
Specialmente se qualcuno preferendo portare gli utili a casa comincia a vendere ……

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paolo41
Scritto il 12 settembre 2016 at 10:03

commento, se notate, fatto venerdì 9/9 ore 15:00. Certe volte quando senti odore di bruciato conviene prendere, per precauzione,….. l’estintore (nel nostro caso mettersi short).

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Scritto il 12 settembre 2016 at 10:43

pao­lo41,

Ben detto…

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