Bankitalia: continua il credit crunch

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Alcuni giorni fa, c’era chi urlava ai quattro venti il ritorno delle banche sui mercati, le quali sarebbero tornare ad elargire prestiti alle imprese, fornendo liquidità ed aprendo, come si dice in gergo, i rubinetti del credito.
Ma tutto questo non è assolutamente vero e questo post ve lo dimostra.

Purtroppo si susseguono i dati negativi sulla nostra povera Italia. Il post di ieri  già ha anticipato una serie di dati macroeconomici non positivi a livello fiscale. Successivamente, nei commenti, ho accennato ad un paper appena uscito di Bankitalia con oggetto “Moneta e banche”.
Un report molto spoglio a livello di commenti, con alcuni grafici che secondo me, non necessitano di particolari delucidazioni.
Ve li ripropongo qui, in modo crudo, come nei commenti del post prima citato.

Prestiti bancari ai residenti in Italia

Credo che sia evidente la tendenza dei prestiti elargiti al sistema. L’inversione di tendenza non si vede nemmeno con la più colorita fantasia.

Tassi di interesse su prestiti

E se i tassi della BCE sono tenuti quasi a livelli ZIRP (tasso zero), i tassi sui finanziamenti restano sempre su ben altre coordinate. In particolar modo il credito al consumo. Circa 900 bp (il 9+% in più) rispetto al tasso BCE o all’Eurobor.

Tassi di interesse di varie forme di raccolta

Invece il costo della raccolta per le banche tendenzialmente sta scendendo. Le banche non hanno particolarmente bisogno di liquidità, non la prestano, non comprano più BTp anche per via dello stress test in avvicinamento e quindi i tassi scendono.

Morale: banche che prestano sempre meno, quel poco che prestano ai cittadini lo fanno pagare l’ira di Dio (le grandi imprese invece possono permettersi ben altri tassi). E anzichè prestare denaro, preferiscono detenere i soldi presso di se. E’ il classico credit crunch. E la sua tendenza (vedi primo grafico) al momento non può che peggiorare.

Roma, 8 dic. (Adnkronos) – ”Speriamo che in connessione con l’entrata in vigore” del decreto legge Imu-Bankitalia ci sia anche ”una normativa di natura privata, del sistema bancario, che vada nella direzione di riaprire l’accesso al credito delle piccole imprese e delle famiglie”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, parlando nell’aula del Senato. (ndr: chi visse sperando, morì…) 

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STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 1)Commenta

  1. mordor1979 scrive:

    Lavoro in banca! Sett scorsa sono stato ad un incontro con il gestore di fondi dell’istituto per cui lavoro! In poche parole ci dicono che il problema di questi anni è stato il debito che è cominciato negli USA, passato poi per i debiti sovrani euro zona per arrivare ai privati. Ci spiegano che “l’europa” ha capito che spostare il problema non è più possibile e quindi è giunto il momento di abbattere il debito, con tanto di slide per farci vedere che stanno arrivando i risultati con un trend degli ultimi mesi invertito. Tutto questo per dirti che se effettivamente è vero che vogliono abbassare il debito il credit crunch è una delle soluzioni, a detta loro ovviamente! Sarà veramente la soluzione? La crescita poi arriverà? Niente deflazione? Salari stabili? Mahha….