BANCHE ITALIANE: solide, liquide e vanno benissimo in borsa

Scritto il alle 08:40 da Danilo DT

Quali sono le banche italiane più solide e il clamoroso caso di Banca MPS (Monte dei Paschi di Siena) crollata sotto il peso dei NPL (non performing loans)

Le banche italiane sono sicure. Sono tra le più sicure.
Negli anni i vari governi hanno continuano a raccontarci questa favola per tranquillizzarci e per evitare il “bank run” ovvero la fuga dalle banche. E cosi oggi il buon Ministro Tria indovinate cosa i dice?

«Le banche italiane sono più solide di prima». È netto il giudizio del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, sullo stato di salute degli istituti del Paese, per i quali i crediti deteriorabili stanno tornando a livelli precedenti alla tsunami finanziario che ha travolto le due sponde dell’Atlantico. Non a caso il titolare di via XX Settembre parla da New York nel corso di un intervento alla Columbia University organizzato ieri pomeriggio. Lo «stock di npl [non-performing loans] è sceso e la creazione di nuovi npl è tornata a livelli pre-crisi. Non vedo problemi», afferma Tria reduce, fra l’altro, da un pranzo con i rappresentanti delle banche italiane tenuto ieri nella Grande Mela. (…) [Source

Tranquilli, questa volta non vado controcorrente. Il livello di NPL è in effetti sceso molto, ma non possiamo dire di essere “fuori dal guado”. Le Non performing exposures (Npe) del sistema bancario italiano sono in forte miglioramento: il totale al lordo delle svalutazioni è passato dai 341 miliardi del dicembre 2015 ai 209 miliardi del settembre scorso. Lo afferma uno studio di Ey, il gruppo di Ernst & Young di revisione e organizzazione contabile. (Source)   Secondo la ricerca, la gestione degli Utp (Unlikely to pay, uno dei capitoli che con gli Npl formano gli Npe) è diventata una priorità per le banche italiane, con un valore dei crediti incagliati nei bilanci al netto degli accantonamenti di 52 miliardi.

Nel 2018, anche grazie al successo dello schema Gacs sulle cartolarizzazioni, le transazioni annunciate hanno raggiunto un volume di quasi 80 miliardi, con un incremento di quasi il 40% rispetto al 2017. Malgrado tutto questo, però, siamo ancora lontani dall’essere tranquilli.

Settantaquattro miliardi di euro per salvare il sistema finanziario italiano. La cifra calcolata per Il Sole 24 Ore da R&S Mediobanca è di sicuro effetto e potrà apparire ad alcuni forse esagerata, ad altri purtroppo provvisoria, ma ha il pregio dell’ufficialità: si tratta dell’ammontare complessivo di aumenti di capitale a pagamento che le banche del nostro Paese hanno effettuato negli ultimi 10 anni. Una somma rilevante, che i non addetti ai lavori potrebbero pensare essere stata «bruciata» nel tempo dagli istituti di credito. [Source

74 miliardi di Euro sono un’enormità, una cifra che fatico seriamente a capire come può essere reperita visto lo stato di fiducia nei confronti dell’Italia, della nostra politica e anche della nostra economia. Siamo onesti, non è facile reperire capitali in questa fase di mercato e lo è ancora di meno se il richiedente è una banca italiana che ovviamente ha un sacco di problemi strutturali (sennò non fa un Aumento di Capitale) e che poi è ipersensibile all’andamento (sicuramente non virtuoso) della nostra economia.

E’ chiaro che nel mirino ci sono le “solite”. Non ve le voglio nominare ma solo una, invece, la voglio citare. Ma per un motivo differente. Forse per rabbia, forse per sentimentalismo, forse per la sua storia. Resta il fatto che la banca più vecchia del mondo, nata nel 1472 a Siena, oggi vale come un pugno di mosche e questo grafico è pazzesco. Si, perché se nel 2007 avessimo ipotizzato questo scenario, nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo. Ed invece è realta.

Grafico Banca MPS. Dal 2007 il suo valore in borsa è sceso del… 50%? 70? 90%? Nossignore, molto molto peggio. Signori, stiamo parlando del 99,99%. Avete letto bene, -99,99%.

-99,99%

Ogni commento è superfluo. Ma voi ve lo ricordate lo spot del 2007 proprio di MPS?

Immagine anteprima YouTube

Una storia italiana. Si, MPS è l’Italia, forse è proprio così.
E tornando a parlare di soliditaà, in molti mi chiedono spesso quali sono le banche più sicure: in questa sede sintetizzo prendendo la classifica redatta dalla BCE:

1. Intesa Sanpaolo
2. Unicredit
3. UBI Banca
4. Credem
5. BPER

Una classifica come altre e ovviamente si tratta delle “big”. Ma non dimenticate mai che a fare la differenza sarà COME sono investiti i vostri soldi.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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3 commenti Commenta
alplet
Scritto il 4 febbraio 2019 at 09:22

Ottimo lo spot pubblicitario!

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kry
Scritto il 4 febbraio 2019 at 11:30

Io farei come il fondo del Qatar … tutto su DB.

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Scritto il 4 febbraio 2019 at 12:23

E cmq in 10 anni si sono ploverizzati ben 24,28 miliardi di Euro in ricapitalizzazioni, ovvero aumenti di capitale. Una storia italiana dal 1472…

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