BANCHE (ROTTE) ITALIANE: c’erano una volta le Good Banks in un sistema bancario solido…

Scritto il alle 10:27 da Danilo DT

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Erano la soluzione al problema. Quattro banche in crisi (CariChieti, Popolare Etruria, CariFerrara, Banca Marche) che vengono ripulite. Tutta quella che si poteva dire “Immondizia” viene spostata in contenitori che per comodità chiameremo “bad banks” mentre tutto il buono viene spostato nelle cosiddetta “good banks”.
In questo modo le quattro banche rimaste restano ovviamente solide e rinnovate, e se volete anche rinate e rifondate. Quindi nascono delle vere e proprie NUOVE società (bad) in cui far confluire le sofferenze degli istituti in difficoltà, mentre la parte buona si occuperà delle parti sane dell’attività di credito.
Perfetto.
Se queste erano le intenzioni, se questo che è stato detto all’atto della creazione delle “good banks”, capite benissimo che chi comprava sul mercato i quattro istituti di credito, prendeva asset di massima qualità, approfittando di una rete di sportelli consolidata.
Quindi quando si leggeva notizia, potevano venire dei dubbi…

(…) Ubi Banca ha ufficializzato la delibera di un’offerta vincolante a 1 euro al Fondo nazionale di risoluzione, valida fino al 18 gennaio, per tre delle quattro Good Bank, Nuova Banca delle Marche, dell’Etruria e Carichieti.
L’offerta prevede la cessione pro-soluto da parte dei tre istituti di 2,2 miliardi di sofferenze lorde e 0,5 di sofferenze probabili, prima del closing, atteso per il primo semestre. (…) (ANSA) 

Cosa? Un euro per tre delle quattro good banks? Ma è un affare pazzesco tenendo ancora conto del fatto che UBI le compra “ripulite” essendoci anche la cessione di ulteriori crediti deteriorati (ma non erano “good” queste banks?) pro soluto.
E quindi… brava UBI Banca che fa il super affare…
Già, il super affare… Ecco cosa porta l’acquisto delle tre good banks…

BERGAMO (Reuters) – L’assemblea dei soci di Ubi Banca ha approvato l’aumento di capitale fino a 400 milioni che si inserisce nell’ambito dell’operazione di acquisizione delle tre good banks (Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova CariChieti) annunciata lo scorso gennaio.

Scusate ma i conti non mi tornano per nulla, sopratutto se partiamo dall’inizio della mia riflessione. Si parte da “good banks” splendendi e depurate per poi arrivare a dover fare un aumento di capitale da 400 dicasi 400 milioni per comprare le stesse banche?
Forse quindi il settore bancario italiano non è quello che continuano a farci voler credere. Forse non tutto il marcio è uscito, forse ci ritroveremo con ulteriori brutte sorprese. BPER comprerà Cariferrara per la stessa cifra (1 euro) e quindi anche in quell’ambito la solfa non cambia. E poi ci sono ancora le rurali più tanta altra immondizia che pian piano sta venendo fuori.

“Le banche italiane hanno un grado di solidità e di capitalizzazione assolutamente adeguato in relazione agli standard europei.”
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[Fabrizio Saccomanni, Direttore Generale di Banca d’Italia, 7 ottobre 2011]

“Il sistema bancario italiano è tra i più solidi. Penso che le difficoltà di Unicredit siano temporanee e soprattutto legate all’aumento di capitale.”
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[Mario Monti, Presidente del Consiglio, 6 gennaio 2012]

“Le banche nazionali sono solide e non hanno alcun bisogno di essere salvate.”
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[Fabrizio Saccomanni, Ministro dell’Economia e delle Finanze (Governo Letta), 14 maggio 2013]

“La ripresa è vicina e il sistema bancario italiano è solido.”
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[Enrico Letta, Presidente del Consiglio, Fabrizio Saccomanni, Ministro dell’Economia e delle Finanze ed Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, 5 agosto 2013]

“Quando ero premier le banche erano in buone condizioni e nessuno ne chiedeva il salvataggio. Il vero salvataggio lo facemmo ridando solidità ai titoli di Stato.”
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[Mario Monti, ex Presidente del Consiglio, 21 dicembre 2015]

“Non c’e’ rischio sistemico, le banche italiane sono molto più solide (di tante banche europee) e non cambierei il sistema bancario con quello tedesco nemmeno sotto pagamento.”
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[Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, 29 dicembre 2015]

“Malgrado le turbolenze, il sistema bancario italiano è solido, va avanti e non a caso viene considerato uno dei più affidabili e attraenti dove investire. Non c’è un rischio sistemico: le banche italiane sono molto più solide di quelle di altri Paesi.”
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[Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze, 20 gennaio 2016]

“Dal 2007 al 2013 i governi (europei) hanno aiutato le banche, i governi italiani hanno scelto di non fare niente. Io sarei intervenuto come hanno fatto altri paesi, non è che la Merkel è meno intelligente di noi. Ma nonostante non si sia intervenuto le nostre banche sono più solide di quelle tedesche.”
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[Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, 21 gennaio 2016]

“Pier Carlo Padoan: «(Si tratta solo di) pochi casi circoscritti: non c’è alcun rischio perché il sistema delle banche italiane è solido». Ignazio Visco: «C’è da chiarire con molta forza che non c’è da affrontare la questione delle banche italiane come problema di sistema, piuttosto come un problema di alcune banche».”
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[Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze e Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, 24 luglio 2016]

“Il Financial Times ha detto che ci sarà una crisi finanziaria se vince il No. Questa cosa è sbagliata perché il sistema bancario italiano nel suo complesso è solido, almeno solido quanto gli altri.”
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[Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze, 1 dicembre 2016] (SOURCE

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Danilo DT

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3 commenti Commenta
albertopletti@gmail.com
Scritto il 10 aprile 2017 at 11:45

Beh, è logico che i politici fanno i politici, mica dicono la verità. Soltanto alcuni addetti ai lavori sono a conoscenza delle cose come stanno effettivamente: se le cose fossero veramente gravi, ma vi immaginate creare panico generalizzato? Le cose diventerebbero molto più gravi. Quindi, signori, se si è interessati non si devono ascoltare i politici, ma prendere informazioni per altri canali più sicuri.

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atomictonto
Scritto il 10 aprile 2017 at 12:35

E la cara MPS, delistata d’ufficio ormai da quattro mesi quasi e desaparecida da qualunque articolo/commento/notizia? Ahi ahi ahi…

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remorez
Scritto il 10 aprile 2017 at 14:04

Questo modo di vedere il problema sposta l’attenzione dal prenditore al prestatore ; non è il sistema bancario che è in-solido, è il sistema industriale e commerciale che non ha margini per restituire i prestiti, anche quelli dati dove esisteva il merito del credito. Del resto è noto che l’imprenditore italiano quando ci sono utili sono suoi, quando ci sono perdite sono “nell’ordine” di fornitori, Banche, Erario, Dipendenti(questi ultimi sono, anche se non lo sanno, i più garantiti, o i meno fregati), e lo sa bene Equitalia che ha crediti per conto dell’Erario che non riuscirà mai a riscuotere.

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