BANCHE ITALIANE: protagoniste del mercato. Ma come mai in negativo?

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

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In Italia sembra ormai destino che ci ritroveremo con un’importante stagione di M&A bancario, ovvero una serie di fusioni ed acquisizioni che vedranno protagoniste molte banche delle dimensioni più disparate, con un solo obiettivo: unirsi per poter competere con il mercato, oltre che essere sostenibili.
Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di ritrovarci con la “consacrazione” del matrimonio tra due importanti banche popolari, il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano. Da questo matrimonio nascerà la terza banca in Italia, subito dietro ai colossi Intesa San Paolo ed Unicredit.
Bene, quindi il mercato avrà sicuramente brindato alla fusione, no?

Il titolo del Banco Popolare non riesce a recuperare terreno dal minimo storico registrato nel corso della mattinata a quota 5,925 euro. L’azione è sospesa per eccesso di ribasso con un calo teorico del 7,43%. (…) Banca popolare di Milano (-3,83% a 0,6185 euro in borsa). La ricapitalizzazione, in base al calendario annunciato dai due istituti, dovrà infatti essere approvata entro maggio da un’assemblea straordinaria del Banco e portata a termine entro il 31 ottobre. (Source) 

Ops…ma qualcosa allora non funziona…
Vero, all’annuncio del matrimonio i titoli hanno preso il volo, ma l’effetto entusiasmo è stato molto breve ed in pochissimo tempo è arrivata l’inversione di tendenza e poi il botto al ribasso.
Guardate questa slide mi sono scaricato, con le performance da inizio anno, e capirete.

piazza-affari-peggiori-inizio-anno-2016

Lasciamo stare il caso Saipem, guardate gli altri titoli. Credo ci sia veramente poco da dire. Finanziari, anzi bancari che dominano la scena in lungo ed in largo, comprese proprio le due banche oggetto della fusione.
La verità è che non basta fondersi. Ci vuole molto di più.
Innanzitutto il cammino per arrivare alla fusione sarà per forza di cose lungo ed impervio.
Poi anche una volta fuse, le due banche dovranno rendere concrete le sinergie previste. E su queste ci sono molti dubbi, anche a causa delle sovrapposizioni che generano.
E poi non dimentichiamo l’effetto diluitivo che l’aumento di capitale genererà.
Quindi il matrimonio, quasi “forzato” dalle esigenze di mercato, rischia di non essere felice. Un matrimonio di interesse che potrebbe portare anche brutte sorprese. Magari non al divorzio, perché forse non converrà a nessuno, ma di certo mancheranno delle soddisfazioni, che per forza di cose sono le gioie ed i dolori, in questo caso, degli azionisti.

banche-italiane-risiko

Quello che però voglio arrivare a dire è che la vicenda Bco Popolare-BPM servirà come esempio anche per future operazioni, specie se si tratta di fusioni tra istituti di dimensioni abbastanza simili (escluse quindi le OPA che ovviamente hanno un taglio diverso). Anche perché (lo si è visto in questo caso), un’operazione di fusione deve passare al vaglio della BCE che inanzitutto punta ad una ricapitalizzazione (che come detto rischiano di essere diluitivi per i vecchi azionisti).

Inoltre c’è la grana dei deteriorati, una problematica che ancora non ha trovato un giusto equilibrio e anche un valido strumento di smobilizzo a prezzi “decenti” (redentemente il fondo Apollo offre a Carige il 20% del facciale, pochino direi…).
Insomma, avete capito che sul settore bancario italiano c’è ancora molta legna verde che necessita della giusta maturazione. Necessaria però la collaborazione delle istituzioni altrimenti il mercato farà da solo la sua selezione. Esito per il settore e per il risparmiatore, in tal caso, semplicemente disastroso.

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Danilo DT

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5 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 4 aprile 2016 at 11:35

Il mago Otelma che è un furbacchione e quindi fa solo previsioni che o sono incomprensibili oppure sono talmente ovvie che hanno il 100% di probabilità di avverarsi (tipo prevedo che nel 2036 le settimane avranno 7 giorni) direbbe che “il futuro non è buono per i dipendenti e i consulenti delle banche”: Il mago Perfidio (lo conoscete ?) aggiungerebbe che “però per qualcuno sarà buono comunque vada a finire”. Eh già, Otelma (e Perfidio) ne sanno !

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atomictonto
Scritto il 4 aprile 2016 at 12:08

john_­ludd@fi­nan­za,

Su Marco Amleto Belelli, noto pubblicamente come “Divino Mago Otelma” mi permetto di spezzare una lancia.
E’ sicuramente piu che folcloristico, è anche apertamente ridicolo, e sicuramente abusa della credibilità popolare…MA; ha una cultura s-p-a-v-e-n-t-o-s-a, nel 2015 ha preso la SESTA laurea (!!!) in filosofia presso l’Università Statale di Genova con massimo punteggio e Lode (con una tesi su Sant’Agostino definita dal professor Paolo Aldo Rossi “una tesi eccellente, di valore scientifico”) dopo quelle in scienze politiche, storia, antropologia e scienze naturali e letteratura. Nato da una famiglia tutto sommato modesta oltre a studiare tantissimo si è creato una sequenza di titoli e personaggi che vanno dal ” Psicompomo Amorevole” al “Divino Otelma” ed ha fondato una chiesa, due ordini teoturgici, ha scritto 5 libri, prodotto 8 composizioni musicali finendo per avere un patrimonio stimato (e piu volte soggetto ad indagini, sempre assolto tranne in un caso di evasione fiscale) attorno ai 100 milioni di euro…SENZA mai fare praticamente nulla se non parlare e fare il “fesso”.
Se questa non è la definizione di Genio dammene una tu.
PS: Otelma è l’anagramma del suo secondo nome Amleto.

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paolo41
Scritto il 4 aprile 2016 at 14:28

facile mettere insieme i NPL di due banche e pretendere che i valori in borsa vadano su per il semplice fatto che hanno annunciato la Joint. I NPL restano lì come stoccafissi al di là dell’aumento di capitale. A ciò aggiungasi che le potenziali sinergie, ove realizzate sono soldoni e con i tempi che corrono , … ops … con i margini che corrono bisogna essere il mago Otelma per coprire le spese…..

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john_ludd
Scritto il 4 aprile 2016 at 15:25

ato­mic­ton­to@fi­nan­za,

genio era Michelangelo oppure Einstein ma i tempi sono questi (il sonno della ragione), quindi non trovo sorprendente che uno creda Otelma un genio. Detto questo, Otelma è certamente un intelligente (e colto) furbacchione e se il suo patrimonio vale 100 milioni mi complimento con lui e sono sicuro che se li godrà alla grande ridacchiando a crepapelle da sotto la sua tunica colorata da mago.

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corvaz
Scritto il 5 aprile 2016 at 11:27

Uno dei tanti dal cappello a punta che ha imparato a non fare gli errori dei loro predecessori tipo Crowley che da nobile e ricco di famiglia finì per morire in miseria incolpando la madre per non avergli insegnato il valore del denaro…

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