BANCHE ITALIANE: NPL in forte diminuzione, ora è corretta la valutazione?

Scritto il alle 07:59 da Danilo DT

E’ un percorso lungo, quello che devono fare le banche italiane, alle prese con uno snellimento di quelle sofferenze bancarie (chiamatele se volete NPL ovvero Non Performing Loans oppure crediti deteriorati) che avevano imballato i bilanci, la redditività e anche l’operatività ordinaria. Senza poi dimenticare i cadaveri che ne sono derivati. MPS ma anche Carige, e poi ovviamente le banche venete, CR Ferrara, Etruria e tutte le altre.
Ma alla fine, dietro un invito vincolante della BCE, le banche italiane hanno snellito il bilancio, cedendo queste benedette sofferenze bancarie.
Ma a quale prezzo? E’ sicuro che chi ha comprato gli NPL, ha cercato di fare l’affare e quindi in più di un’occasione le banche hanno dovuto magari “svendere”. Difatti si legge di percentuali che ovviamente variano a seconda della qualità del sottostante, ma sono frequenti valori pari a 15-20%.

Da un recente report di Mediobanca Securities, risulta che il sistema bancario italiano ha ancora in pancia Npl per 125 miliardi di euro, ma attenzione, anche per questi deteriorati ci muoviamo in un territorio di maggiore sicurezza, visto che gli stessi sono per un terzo coperti intorno al 70% e per i restanti due terzi al 30%. Si tratta insomma di un fardello di circa 18 miliardi di euro all’anno.
Ma non temete, anche questi crediti dovranno essere “coperti”.
Ma veniamo al dunque.

Dopo tanto patire, dopo tante svalutazioni, dopo tante difficoltà, oggi possiamo dire che il sistema bancario si è ripulito dal fardello degli NPL. Non totalmente, ovvio, ma di certo le cose sono ben diverse a quanto visto negli anni passati.

(…)A dicembre le sofferenze nette, per effetto di cessioni e cartolarizzazioni, sono scese sotto i 30 miliardi di euro a 29,5 miliardi contro i 38,2 di novembre. L’anno precedente erano pari a 64 miliardi. Per tornare a questi livelli, spiega l’Abi, bisogna risalire al maggio 2010. In rapporto gli impieghi sono pari all’1,72%, il livello del luglio 2010. E a gennaio frena la crescita dei prestiti bancari a famiglie e imprese che sono aumentati dell’1% a 1.301 miliardi di euro, in rallentamento rispetto al mese precedente (+1,93%). (…) [Source

Che sia tanto, che sia poco, oggi lo stato dell’arte è il seguente.
Siamo ancora tra i peggiori (ci batte ancora la Grecia) ma rispetto al passato, è indubbio che abbiamo fatto dei passi da gigante.

Ringrazio per il grafico l’amico alplet che ha proposto questo grafico di Pictet in un commento del blog. Qui però lo troverete con l’integrazione della Grecia.

E in questo secondo grafico è ancora più visibile il cambiamento.

La domanda che a questo punto mi viene da fare è la seguente: vista la pulizia di bilancio del settore bancario italiano, è ancora giustificabile la violenta sottoperformance delle nostre banche rispetto a molti competitor europei?

Per carità, non è sufficiente utilizzare il metro di valutazione degli NPL per ottenere il “fair value” di un titolo bancario, ma è altrettanto vero che i prezzi attuali siano decisamente a sconto. Anche se poi occorre sempre ricordare che si tratta di banche italiane, con tutti i problemi che questo loro status rappresenta.

STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
alplet
Scritto il 15 marzo 2019 at 09:35

Danilo, di nulla.
Dai grafici sembra che sia destino per i prezzi delle banche di salire, ma le prospettive in avvenire cosa ci propongono: calo del pil significherebbe nuovi npl per le banche; al momento la situazione sembra stagnante, ma prenderà una direzione più decisa. Chiaramente il movimento coinvolgerà un po’ tutti, non soltanto l’Italia.

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kry
Scritto il 15 marzo 2019 at 09:44

— ” Anche se poi occorre sempre ricordare che si tratta di banche italiane, con tutti i problemi che questo loro status rappresenta. ” —

Non c’è nessun dubbio nel valuare che le banche tedesche , francesi e …..svizzere siano migliori delle nosstre ! ……….. ?????

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john_ludd
Scritto il 15 marzo 2019 at 13:59

Il dibattito sulla salute delle banche è surreale. Partiamo dalla natura del business delle banche, prestare a lungo termine finanziandosi a breve non funziona se non transitoriamente quando genera effettivamente ampi guadagni che vengono trasferiti a chi controlla le banche. Quando invece le banche perdono, l’importo supera ampiamente quanto guadagnato nei tempi felici, tuttavia le banche, tranne rare occasioni (eventi per lo più pilotati) non falliscono mai e scaricano le perdite sui propri clienti attraverso grotteschi aumenti dei costi, interessi non riconosciuti o veri e propri furti. Il tocco di genio non termina certo qui, infatti è quando il costo è troppo alto che accade il miracolo, il costo viene trasferito anche a chi non è cliente della banca ovvero all’intera collettività. Il dibattito sul tema “le banche del mio paese sono più solide delle tue” significa semplicemente “le banche del mio paese mi hanno sottratto più denaro delle tue”. In generale senza alcun dubbio il sistema finanziario nel suo complesso genera un segno meno netto cioè un costo netto che, miracoli del PIL, diventa un più, in quanto per definizione il PIL non distingue i costi dai ricavi. Ci sarà una ragione per cui gli antichi saggi diffidavano dal praticare il prestito ad usura ? Oggi siamo tutti prigionieri di uno status quo che nessuno è in grado di modificare, almeno chi lo difende a spada tratta lo comprendo, gli pseudo rivoluzioni in poltrona assai meno, tuttavia evangelicamente essi non sanno quello che fanno.

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apprendista
Scritto il 15 marzo 2019 at 16:09

john_ludd@finanza,

Ciao John, ben tornato, spero anche su icebergfinanza, é bello riaverti tra noi

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bandeirante
Scritto il 15 marzo 2019 at 18:09

Ciao John Ludd.

“Il dibattito sulle banche è surreale”.

Il dibattito sul tema “le banche del mio paese sono più solide delle tue” significa semplicemente “le banche del mio paese mi hanno sottratto più denaro delle tue”.

https://economia.ig.com.br/empresas/2019-02-05/lucro-banco-itau-2018.html

Nell’articolo indicato si cita il Banco Itau, prima banca privata brasiliana, che l’anno scorso ha chiuso con circa 6 miliardi di utili espressi in euro ( 25 bilhoes de reais).

A mio parere , c’è un continuo chiacchiericcio sulle solidità di questa o quella banca italiana, come se realmente ci fosse una reale corsa tra levrieri.

Ormai il Triumvirato, Banche Politica Media, si è definitivamente alleato. Per lo meno qui da noi. A livello di entità astratte, non prevedo eclatanti novità, se non fusioni su fusioni con il placet di media e politica. Chi stà meglio? Chi stà peggio? Tutto, in Italia , è SOLO POLITICA distorta e sempre autoreferenziale. Per cui , sì, per chi investe nell’intraday ci può guadagnare o perdere, ma sostanzialmente al cassettista poco importa. E’ solo in mano alle decisioni che verranno prese nel futuro da coloro che hanno voce in capitolo. Null’altro.

Poi i rischi di bail in a mio parere sono ben lontani dall’essere ripetuti. Draghi lo ha ammesso implicitamente nell’ultimo intervento, partendo dal famoso whathever it takes……..
Semplicemente ormai, per quel poco che ne posso REALMENTE sapere di economia e finanza, le leggi e soprattutto le logiche dei due campi sono state deformate ad immagine e somiglianza della Triplice Intesa. Cordialmente!

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john_ludd
Scritto il 15 marzo 2019 at 20:31

bandeirante@finanza,

il Triumvirato, i potenti …

qualche giorno fa ho visto una foto di Draghi in occasione del rito dove svolge la funzione di papa, mai visto occhiaie così, guance cadenti, pelle da morto, faccia storta, faceva veramente pietà … prima delle elezioni Obama sembrava un modello di Kalvin Klein, in 8 anni è diventato decrepito, capelli (pochi) bianchi, volto scavato, potrebbe fare il modello per Kukident … prima della sua irresistibile ascesa il giovane Renzi sembrava un giovanotto uscito da un film di Pieraccioni, prima ancora della sua irrestibile discesa il non più giovane Renzi aveva la faccia gonfia come uno che ha avuto da discutere con un intero alveare … essendo rimasto indietro nell’attualità (non perdendo niente come tutte le altre volte) ho sprecato qualche ora girovagando tra i giornali online, c’era una video intervista a un noto economista/senatore del governo, ha la mia età ma ne dimostra 20 in più ed ha appena iniziato … mille mila altri casi e pure molto peggio …

NE VALE LA PENA ?

PER IL POTERE ? … PER CREDERE DI POTER DECIDERE QUALCOSA ?

la vita è breve, se uno vuole passarla “di merda” inseguendo le proprie ambizioni, non ho obiezioni … in fondo il mio ambiente naturale è sopra i 3500 metri (sto invecchiando, prima era più in alto) e lì nessuno mi disturba.

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