Banche Italiane: gli aumenti di capitale decisi non basteranno

Scritto il alle 01:47 da Danilo DT

Da giorni gira voce di imminente crisi di liquidità su diverse banche italiane. Dapprima di parlava di MPS, con gravi carenze ed evidenti difficoltà a finanziarsi sull’interbancario (poi salvata, a quanto sembra, dall’intervento di Intesa SanPaolo), e poi i rumors più recenti su una crisi di liquidità sia in Unicredit (già si è detto in passato) che (udite udite) Mediobanca. Rumors non confermati ma che preoccupano non poco.
Comunque sia, facendo due conti la nota società Bloomberg stima come necessaria per il sistema bancario italiano la modica cifra di 6.1 miliardi di Euro SOLO per la recente svalutazione dei titoli di stato. Quindi, notate bene, si parla di un “di più” oltre a quanto detto in precedenza, un “di più” causato dalla perdita di valore dei BTP e del debito governativo in generale.

Italy’s five biggest banks, including Intesa SanPaolo SpA, may need to raise a combined 6.1 billion euros ($8.2 billion) of additional capital as the Italian government bonds they own deteriorate in value, according to Bloomberg estimates. Two-year Italian debt, which the banks valued at 97 cents on the euro or better on Sept. 30, trades at about 92.7 cents. That suggests Intesa, UniCredit SpA, Unione di Banche Italiani SCPA, Banco Popolare and Monte Dei Paschi di Siena SpA need more capital. Spokespeople at all five banks declined to comment on their capital needs. The European Banking Authority instructed Unicredit, UBI, Banco Popolare  and Monte Dei Paschi to raise new capital by June 2012, to meet its revised 9 percent core tier one capital ratio. The EBA cited a slump in the government securities they held at the end of the third quarter. (Source: Bloomberg)

Le cinque banche più “in trouble” sono ovviamente le solite 5: UGC, UBI, BP, MPS, ISP.
Buona parte di queste banche, Intesa SanPaolo a parte, già hanno in progetto di fare degli aumenti di capitale proprio nei prossimi mesi. Peccato che…potrebbero non essere sufficienti proprio a causa della svalutazione di cui sopra.
Tempi duri per le banche italiane e per i relativi azionisti. E anche per gli obbligazionisti.

Stay Tuned!

DT

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24 commenti Commenta
alfio200
Scritto il 19 novembre 2011 at 09:32

Le grandi banche hanno problemi di liquidità…e le piccole? Meglio piccolo che grande, quindi?

Personalmente, ho sempre pensato che Unicredit e le altre siano banche siano “troppo grandi per non essere rilevate” (a prezzi stracciati, ovviamente) per via della quantità di sportelli e attività in Italia e all’estero, mentre una banca piccola non desterebbe gli interesse di qualche grande gruppo straniero.

Il punto è…quali grandi gruppi stranieri sarebbero in grado di rilevare un Unicredit o una Banca Intesa? I cinesi?

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quacula
Scritto il 19 novembre 2011 at 09:53

E’ vero. Ci vuole una vera big e con tanto liquidità. Diffiicile da trovare in questi giorni.

Secondo me la cosa che forse faranno è dividere la torta in quote da mettere sul mercato, e che la concorrenza si spartirà. Che dite? Un bel casino.

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7voice
Scritto il 19 novembre 2011 at 10:43

questi mi fanno kagare dal ridere! allora parliamo di btp? se io acquisto un btp anche in collocozione lo pago 100! x quale motivo lo dovrei vendere se stò in perdita ? tanto se l’emittente non fallisce alla scadenza paghera sempre a 100 ! dunque xciò c’è un solo motivo? le banche acquistano letame senza avere i soldi x acquistare! è se una banca non tiene i piccioli deve togliersi dai cojoni! LA FAMOSA LEVA SE LA DEVONO FICCARE NEL DERATANO QUESTI SOGGETTI! VEDIAMO DI FINIRLA CON QUESTO FURTO CONTINUATO ! LO STATO DEVE GARANTIRE SOLO I CORRENTISTI FINO A 103MILA EURO ! LE LEGGI CI SONO, MA QUì SI CONTINUA IMPERTERRITI A FARSI I KAZZI PROPRIO FREGANDO LA POPOLAZIONE! SE UNO VIENE A DIRE CHE SI è COPERTO CON CDS SULL’ESPOSIZIONE ? IO LO PRENDEREI A FUCILATE, IL PROBLEMA DELLA TRUFFA CONTINUATA STà PROPRIO IN QUESTE PSEUDO COPERTURE ! APRITE GLI OCCHI .

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7voice
Scritto il 19 novembre 2011 at 10:45

guardate che personalemente quest’articolo mi fà cadere le braccia! si continua a guardare il dito, è non cosa il dito indica !

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astranw
Scritto il 19 novembre 2011 at 10:55

ciao qualcuno lo ha visto? http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=25244
che cosa ne pensate?

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kry
Scritto il 19 novembre 2011 at 11:14

7voice@finanza,

E ALLORA ILLUMINACI……..CHE COSA INDICA IL DITO.

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vichingo
Scritto il 19 novembre 2011 at 11:50

Il dito medio, in particolare, si sa cosa indica ed è quello che rappresenta la speculazione finanziaria……………………..

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vale77
Scritto il 19 novembre 2011 at 11:54

astranw@finanza:
ciao qualcuno lo ha visto? http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=25244
che cosa ne pensate?

ciao astranw, DT ne ha parlato innumerevoli volte, basta che cerchi la sigla ppt nel suo blog.
lui anche lo fa :-)
cosa penso? che non tramonterà MAI

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alfio200
Scritto il 19 novembre 2011 at 15:34

Si, ma in pratica cosa bisogna fare con il conto corrente?

Lo spezzatino, ovvero distribuire il capitale su più banche (piccole e grandi). Ve lo immaginate il direttore della vostra filiale se gli dimezzaste un conto di anche 50.000 euro? :D:D:D Figuriamoci se glielo riducete di due terzi! :D:D:D:D:D

E i musi del vostro consulente bancario che vi consiglia (dalla supplica alla minaccia) regolarmente le obbligazxioni della banca o gli investimenti (sempre della banca) a capitale garantito (garantito da chi?) :D:D:D

E le banche straniere? Quali banche? Paribas? Deutsche Bank? :(:(:(

Banco posta? E se lo cedono? Unipol? Dicono che ha liquidità per via dell’afflusso di contante che gli arriva dalle cooperative.

C’è davvero una “banca differente”?

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kry
Scritto il 19 novembre 2011 at 15:56

Di male in peggio perchè oltre alle minusvalenze sui titoli dovranno conteggiare anche le sofferenze bancarie che sono aumentate del 40% in un anno a quota 102 miliardi.
alfio200@finanza,

Una banca differente c’è. Il MATERASSO ( che con le nuove norme sugli acquisti oltre i 300€ ci limitano) e anche lì non sarai molto al sicuro perchè arriverà la mano invisibile dell’ INFLAZIONE.

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ottofranz
Scritto il 19 novembre 2011 at 18:12

Ma non si era parlato di enormi liquidità in possesso di Multinazionali ed Aziende private ?

E se provate a digitare su Google ENORMI LIQUIDITA’ guardate cosa viene fuori.

E allora perchè non comprarsi a prezzi di saldo , una bella Banca Tosta troppo Big per essere messa in discussione ?

Come diteeeee ??????

Già fatto ???

Azzz… :mrgreen:

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ottofranz
Scritto il 19 novembre 2011 at 21:41

che poi voglio dire… ma voi lo sapevate che esistono persino pinguini GS ?

http://www.youtube.com/watch?v=uNRvD_5E0N0

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lampo
Scritto il 19 novembre 2011 at 23:09

ottofranz,

:lol::lol::lol: :mrgreen:

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Scritto il 20 novembre 2011 at 10:02

ottofranz,

Hehehe… poi però almeno il ladro pinguino viene scoperto e cazziato. Invece il ladro GS (non il pinguino!) ruba, si ingrassa, se ha problemi viene sostenuto e poi quando gli altri sono in difficoltà fa il possibile per distruggere il concorrente.

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kry
Scritto il 20 novembre 2011 at 13:12

Dream Theater,

(Sono ripetitivo)….e poi quando gli altri sono in difficoltà fa il possibile per distruggere il concorrente. E’ quello che sta facendo all’EURO con l’obbiettivo di sbarazzarsi di un concorrente per poter permettere agli USA di piazzare il debito al prezzo che vogliono loro con tassi alla giapponese. Anzi forse le difficoltà hanno cominciato propri loro (GS) a promuoverle contro l’Euro.

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kry
Scritto il 20 novembre 2011 at 14:38

ottofranz,

Io ho provato a digitare, enormi liquidità, guarda caso mi sono riletto questo post e addirittura aggiornato……..

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perplessa
Scritto il 20 novembre 2011 at 18:07

kry@finanza:
Dream Theater,

(Sono ripetitivo)….e poi quando gli altri sono in difficoltà fa il possibile per distruggere il concorrente. E’ quello che sta facendo all’EURO con l’obbiettivo di sbarazzarsi di un concorrente per poter permettere agli USA di piazzare il debito al prezzo che vogliono loro con tassi alla giapponese. Anzi forse le difficoltà hanno cominciato propri loro (GS) a promuoverle contro l’Euro.

allora, secondo te,conviene, o non conviene, andare a investire in un paese dell’area dollaro, ad esempio dove sta Lavitola?

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kry
Scritto il 20 novembre 2011 at 22:04

perplessa@finanza,

Scusa,ma non so chi è Lavitola.

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perplessa
Scritto il 20 novembre 2011 at 22:45

kry@finanza,

il commento era rivolto alla risposta che ti era stata data, cioè alla speculazione sull’euro “con l’obbiettivo di sbarazzarsi di un concorrente”, da cui il quesito, “allora potrebbe essere conveniente investire in un paese dell’area dollaro”. Nel senso “allora l’attacco all’euro potrebbe avvantaggiare il dollaro”?Lavitola è il direttore dell’Avanti,implicato in alcune inchieste, notoriamente latitante a Panama. era una battuta per indicare Panama, dove la moneta corrente in seguito alla convenzione con gli USA, è il dollaro.Se l’euro si affossasse potrebbe essere conveniente l’area caraibica,se a uno non piacciono gli USA. appunto, bisogna vedere,se la situazione europea è più critica di quella degli USA.

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nyarlathotep
Scritto il 20 novembre 2011 at 22:55

DreAM forse potrebbe essere il caso di affrontare qua, visto l’argomento, il tema di quella mail che ti ho inviato qualche giorno fa in cui mi e ti chiedevo se non fosse arrivato il momento di pensare a spostare i soldini su un conto presso una filiale in Italia di qualche banca estera o direttamente all’estero….Voi cosa ne pensate?

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kry
Scritto il 21 novembre 2011 at 08:51

perplessa@finanza,

Mi permetto solo di esprimere un mio pensiero. Ho un amico turco che nel momento in cui stava vendendo la sua azienda gli consigliai di farsi pagare 1/3 in dollari USA, Euro e lira turca. All’epoca il dollaro era 1,19 e la sua valuta nazionale sottovalutata. Ora ipotizzando PANAMA (me lo ero immaginato) e nel periodo in cui stiamo vivendo mi sento di risponderti 1/3 in REAL brasiliano,perchè valuta di riferimento locale e di un paese emergente, sull’ euro e dollaro come commentato più volte sul blog,condivido, sono una coppia di sfigati. Potrebbero restare dollaro australiano,canadese o corona norvegese. Poi leggendo il commento precedente rimane il problema di dove aprire il conto anche se Panama può essere come la Svizzera a livello bancario non so a livello sociale ,visto i precedenti come sia la situazione odierna.

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quacula
Scritto il 21 novembre 2011 at 09:33

nyarlathotep@finanza,

eh, penso che mi ci sto scervellando da un po’. se li metti in una banca estera in Italia non sei proprio in una botte de fero. direttamente all’estero sì, però dove? in europa? non dovrebbe cambiare molto, però è vero che banche francesi e tedesche (coperte dallo scudo della bce) si stanno scaricando da btp & c. fra qualche mese paradossalmente potrebbero essere più sicure di ora. la cosa migliore sarebbe trovare una banca (HSBC?) fuori dalla zona euro e dollaro, magari che investe in asset BRICS. esiste? e soprattutto come si fa ad aprire un conto laggiù?

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perplessa
Scritto il 21 novembre 2011 at 23:20

quacula@finanza,

HSBC ho fatto una ricerca tempo fa , la sede più vicina sta in Francia, chi ha un conto in HSBC, può farne aprire un altro in qualsiasi paese del mondo servito da HSBC. basta guardare nel sito c’è scritto. HSBC Panama richiede per gli stranieri una referenza bancaria del conto nel paese di origine fresca di un mese. altre banche locali ne richiedono 2 e una dichiarazione del datore di lavoro. suppongo che la prassi sia analoga per tutti i paesi extracomunitari. nei siti delle banche svizzere ci sono le informazioni necessarie, per aprire un conto per i cittadini italiani. ci sono alcune banche italiane presso le quali si possono aprire conti in valuta, dollari o franchi. in proposito esiste una norma per la quale se permane nel conto più di 50.000 euro per più di 5 gg, occorre pagare un’imposta su eventuale plusvalenza sulla valuta del 20%. tale imposta è applicata sulla giacenza del conto non sui prodotti acquistati in valuta, quali fondi comuni,azioni, titoli, o pronti c/termine. se l’italia dovesse uscire dall’euro, suppongo che i dollari o i franchi te li diano indietro, non è che ti darebbero delle lire. se casca la banca ,sappiamo come funziona

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perplessa
Scritto il 21 novembre 2011 at 23:43

quacula@finanza,

a proposito del Brasile, in Brasile esiste un’imposta sull’esportazione di valuta del 20%. della serie, metti i soldi lì, oppure ti compri una casa e la rivendi,quando vuoi portarli fuori ti decurtano il 20. non so se è ancora così , mi sono informata nel 2007, cercavo un paese caldo, papabile per comprarmi una casa per le vacanze. nei siti delle camere di commercio che ha l’italia con alcuni altri paesi si trovano molte informazioni sulle norme dei paesi in questione, come anche nei siti delle nostre ambasciate. i siti delle ns ambasciate si trovano sul sito dell’aci viaggiare sicuri nelle schede paese.

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