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Banche Eurozona: esposizione su debito pubblico è vero rischio sistemico

Scritto il alle 10:00 da Danilo DT

E’ ben noto il ruolo di Mario Draghi all’interno del progetto di salvataggio dell’Euro e dei paesi che ne fanno parte utilizzando qualsiasi mezzo (…whatever it takes…).

LTRO, ovvero liquidità con cui riempire la pancia alle banche, le quali hanno utilizzato il denaro per comprare titoli di stato dei paesi periferici. L’obiettivo è stato duplice: salvare il sistema (le obbbligazioni hanno ripreso rapidamente le quotazioni) e le banche hanno fatto utili con la finanza. E all’economia reale? Nulla.

Oggi il sistema è apparentemente in sicurezza. Lo spread con i Bund è compresso su livelli minimi (l’Italia balla a quota 200 bp, nostro target storico) e non ci sono rischi o problemi rilevabili.

Il problema però è che ormai c’è una totale commistione tra rischio paese e rischio banca. Infatti le banche posseggono gran parte del debito pubblico dei paesi “a rischio”. Se uno salta, l’altro per forza va in crisi. Ma cosa potrebbe accadere se ci ritroviamo con un mercato dei titoli di stato che va in tilt? In realtà la situazione potrebbe essere MOLTO più grave di quanto visto anni fa. Infatti le banche (italiane e spagnole su tutte) non hanno restituito completamente l’LTRO e molte si trovano ancora con in pancia tantissimo bond comprato con denaro a prestito nella più classica operazione di carry trade.

Molti istituti (soprattutto del Nord Europa) hanno già restituito l’LTRO e quindi hanno chiuso eventuali operazioni speculative. Quelle italiane (a parte Intesa SanPaolo che ha recentemente switchiato un LTRO con un prestito a breve) no. E difatti oggi l’esposizione delle stesse sul nostro debito sovrano è veramente importante.

Sulle banche spagnole ed italiane l’esposizione è pari al 10%. Siamo tornati ai volulmi pre-Euro, quando ovvero c’era ancora la Lira. Questa esposizione è drammatica anche in virtù del secondo grafico che mette in evidenza la quantità di debito nazionale detenuto dalle stesse. In Italia siamo ad un drammatico 77%. Ma altri paesi non sono meglio messi di noi. Una crisi del debito pubblico dei paesi dell’Eurozona (area periferici) sarebbe totalmente ingestibile e creerebbe alle banche voragini devastanti.

Chissà se basterebbe anche stavolta il “whatever it takes” di Draghi

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Danilo DT

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ilcuculo

Whatever it takes ….

…..and believe me, it will be enough !

perchè oltre non c’è nulla… quindi…

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 10:42
idleproc

In linea teorica potremmo comprarci il debito o parte del debito riducendo anche l’esposizione alla speculazione anche politica globale…
Il problema è che l’attuale classe dirigente non dà nessuna garanzia e il gioco che ha fatto e continua a fare non è quello dell’interesse nazionale.

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 10:45
ob1KnoB

scendono i prezzi alla produzione. scendono i consumi. scende l’inflazione. aumentano i disoccupati. aumentano i sussidi.aumenta il debito pubblico.
ottimo disse il conte

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 11:21
idleproc

…circolo vizioso programmato a tavolino e conseguente svendita “calcolata” che non risolve il problema.

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 11:26
ob1KnoB

eh eh eh però dobbiamo aumentare la produttività…(ovvero meno stipendi o meno occupati per la medesima quantità di merce che non venderemo) per cui al prossimo giro: scendono i prezzi alla produzione, scendono i consumi, scende l’inflazione (?), aumentano i disoccupati, aumentano i sussidi, aumenta il debito pubblico.
‘veramente ottimo’ disse il conte.

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 11:36

…ovvero voler l`uovo, la gallina…e la frittata!

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 11:40
idleproc

:mrgreen:

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 11:42
john_ludd

Non può funzionare per ragioni fisico/epistemologiche:

“The greatest shortcoming of the human race is our inability to understand the exponential function.”
– Prof. Al Bartlett

“Can you think of any problem in any area of human endeavor on any scale, from microscopic to global, whose long-term solution is in any demonstrable way aided, assisted, or advanced by
further increases in population, locally, nationally, or globally?”
– Prof. Al Bartlett

Albert A. Bartlett (1923-2013) was Professor Emeritus in Nuclear Physics at University of Colorado at Boulder.

Spendete qualche minuto a ragionare sulle frasi di cui sopra, poi godetevi la vita. I problemi di oggi non solo risolvibili. Saranno loro a risolvere noi. Punto.

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 11:46
bergasim

john_ludd@finanza,

Facile godersi la vita quando non hai una famiglia come te e nulla da fare tutto il giorno, se non aspettare il grande botto o no?

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 11:57
ob1KnoB

:mrgreen: come non poter essere d’accordo? Si chiama entropia.
per i curiosi: Georgescu Roegen e la seconda legge

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 12:08
idleproc

Ok… però lasciatemi qualche “zzogno”, andarsela a cercare l’energia… e allargarci nel sistema solare.

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 12:15
john_ludd

bergasim,

occuparsi della propria famiglia non è antitetico a godersi la vita. Nessuno è obbligato x legge a costruirsi una famiglia più o meno numerosa. Se lo fa e ciò non avviene per caso (assai comune) questo significa che la famiglia è ragione di vita, bilancerà le proprie fatiche con i successi di veder crescere i propri figli e di non trovarsi solo da vecchio. Godersi la vita non significa necessariamente rullarsi uno spinello e andare a baldracche. Rovinarsi la vita invece è più facile da definire.

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 12:31
ob1KnoB

‘Conto fino a tre e poi…..uno, due….’ : con mio figlio piccolo ha sempre funzionato. Meglio. Non avrei avuto idea di cosa fare una volta declamato il ‘tre’. Per Draghi ha sempre funzionato ma i figli crescono…

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 13:01
pecunia

come sempre… “lapidario”

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 13:01
PORTELLO

domani devo andare ad una fiera per 4 giorni…
dopo aver letto John mi viene voglia di dire ad ogni appuntamento “sorry…let s not speak about this..it s useless…let s have a beer instead”

cmq…io lo farei pure John..godermi la vita…pero’ nel frattempo mi piacerebbe pararmi un po il c…e fare qualcosa per soffrire meno in caso il cambiamento…

mi faccio queste domande…dove vivere..l italia va bene? forse si..andare all estero no…in caso di cooperazione meglio stare vicino a gente che conosci

allora magari pensare a creare una specie di zona in campagna con qualche amico, iniziare come hobby a coltivare qualche pianta e cmq iniziare a informarsi

magari vicino al mare? in caso farsi un corso di navigazione..a vela..ovviamente…per andare a pescare

poi? poi mi sembro uno di quegli americani di qualche blog di sopravvivenza che son li pieni di monetine di argento e armi….che aspettano la rivoluzione mangiando tute le scatolette che han acquistato dal 2000 perche’ stan scadendo…

ci sara’ qualcosa da fare…vi avviso..finche’ non trovo la soluzione staro’ qua a stressarvi con le stesse domande…

:lol:

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 17:06
kry

PORTELLO,

Ciao, prova a lavare i piatti a mano senza usare la lavastoviglie e magari avere una tufa a legna.

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Scritto il 31 gennaio 2014 at 20:30
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