BANCA POPOLARE DI VICENZA: aumento di capitale con danno, truffa e beffa

Scritto il alle 10:22 da Danilo DT

Sono seriamente in difficoltà nel cercare di descrivere l’operazione che vede come protagonista la Banca Popolare di Vicenza e il suo aumento di capitale.
Prima la forchetta assurda, con un prezzo che poteva essere stabilito tra lo 0.1 ed i 3 euro (forchetta con gap del…2900%???) e poi la decisione che andava in proprio verso la parte più bassa, ovvero quel ridicolo 0.1 euro.

Si perché la Consob alla fine ha appoggiato la soluzione più estrema. E non pensiate che si tratti di una decisione a favore dei risparmiatori. Tutti sanno benissimo come sono state vendute le azioni della Banca Popolare di Vicenza ai clienti della banca. Una truffa allucinante che ha portato migliaia di ignari clienti ad essere a loro insaputa azionisti e quindi vittime della grande truffa. E a loro cosa resta? Un pugno di mosche ma con una straordinaria possibilità di rivalsa: poter sottoscrivere delle NUOVE azioni ad un prezzo da saldo! 0.1 Euri! Ma non è fantastico?

La verità è che la Popolare di Vicenza oggi vale ZERO (un po’ come MPS), anche se fino a settembre dell’anno scorso c’era chi difendeva ancora valutazioni quasi disarmanti.

L’amico Paolo, lettore di lungo corso, mi segnala questo articolo apparso su “Il Tirreno”.
Paolo è di Prato ed essendo anche azionista della Popolare di Vicenza, aveva tenuto copia del giornale. Per fortuna ho trovato l’articolo “on line” e così ve lo ripropongo.

(…) Intanto, a parlare dello scandalo vicentino è stato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che ha assicurato come gli errori fatti dalla precedente gestione verranno tutti a galla. (…) Vegas ha ricordato che sono ancora in corso le ispezioni della Commissione e della Bce e che “un po’ alla volta verrà fuori tutto”.(…)

Si, tutto a galla, o meglio…. Tutti a fondo!

(…) A Prato ci sono migliaia di azionisti che ora temono di veder andare in fumo i propri risparmi, dopo che le azioni della Popolare di Vicenza sono state svalutate da 62,5 a 48 euro. Non essendo di fatto sul mercato, nessuno sa il loro reale valore, ma nessuno si illude che possano valere anche la metà del valore dichiarato. (…)

Ehm, col senno di poi 48 euro era un prezzo ancora spettacolare…

(…) A questo proposito il Corriere Economia ha parlato col professor Mauro Bini, docente di Finanza Aziendale alla Bocconi di Milano. E’ lui ad aver valutato per conto della Popolare di Vicenza il valore delle azioni. Nonostante tutto, Bini difende la sua analisi. “La Popolare di Vicenza si era data una procedura per identificare il valore intrinseco della società – spiega il docente – non quello di mercato. E il valore intrinseco è dato dalla dotazione patrimoniale e dalla capacità di reddito. (…)

Forse allora non basta essere un Bocconiano per essere un luminare della finanza. Poi ci stanno tutte le attenuanti del caso, ma una svista di tale dimensioni la definirei quantomeno imbarazzante, soprattutto se arriva da chi dovrebbe essere un “maestro in materia”. Anche perché chi è ora azionista della Popolare di Vicenza, forse ha persino esaurito le domande, visto che con l’aumento di capitale a 0.1 € si vede prigioniero dopo la grande truffa.

“Prima mi hanno fatto comprare e ora quasi mi obbligano a comprare ancora per cercare di recuperare qualcosa. E se non faccio l’aumento di capitale dico addio a tutte le mie speranze di recupero.”

Questo è il malinconico commento di Paolo a chiusura della sua email. Un dramma che ha colpito lui e moltissime altre persone. Una denuncia contro i poteri forti che hanno condiviso un progetto di ricapitalizzazione quantomeno discutibile.

Via Lettera42
Via Lettera42

Popolare di Vicenza: con questo aumento si coprono SOLO le perdite

Ma oltre al danno e alla truffa, troviamo anche la beffa. Infatti a conti fatti, con il pirotecnico aumento di capitale a 0,10 euro si riuscirà solo a coprire le perdite. E se si coprono solo le falle, poi succederà esattamente quanto già visto in MPS. Dopo questo Aumento di capitale ne arriveranno altri che polverizzeranno altri capitali. Cosa deve accadere SUBITO è un’aggregazione, una fusione, un partner industriale. Ma chi è disposto a condividere la sua esperienza con un malato terminale nonché untore di disgrazie?
Voi mi dite Atlante? Il fatto che ci sia Atlante dà qualche garanzia in più, nel senso che difficilmente il salotto buono accetterà grandi perdite senza cercare delle soluzioni. Ma comunque non garantisce esiti positivi.
Chi invece “gongola” sono gli obbligazionisti subordinati che hanno speculato sul titolo comprando nei giorni scorsi a prezzi stracciati. I loro bond hanno visto un rally impressionante da quanto è arrivata la copertura di Atlante sull’AUC, senza comunque raggiungere il valore nominale, sia ben chiaro.
Non so voi, ma tutto questo mi puzza di deja vu. Chiedere ai senesi, per esempio.

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Danilo DT

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2 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 22 aprile 2016 at 14:22

quando alcuni giorni fa ho evidenziato in sintesi la situazione che hai descritto nel dettaglio, aggiungendo che la P. di Vicenza meritava il bail-in e l’incriminazione della precedente gestione, qualcuno nel blog, si è scandalizzato perché ci rimettevano gli investitori.
E’ truffa pura e ovviamente ci sono gli avvoltoi/speculatori ad approfittarsi della situazione; mi domando cosa aspettano i magistrati ad intervenire e gli investitori a fare causa a Zonin & C.
Credo che i vecchi azionisti abbiano ancora risorse e proprietà sufficienti a pagare le malefatte.
Quando impareremo a gestire l’etica nella finanza italiana sarà sempre troppo tardi!!!!!

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Scritto il 22 aprile 2016 at 14:40

mi spiace ma purtroppo etica e finanza non possono convivere, non lo hanno mai fatto e non lo faranno di certo ora…
Mi augurerei “SOLO” un po’ di buon senso in più. E controlli che siano tali.
Chiedo troppo?
Si, lo so, chiedo troppo…

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