Banca Mondiale: taglia stime crescita. E il CESI conferma la debolezza economica.

  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • LinkedIn
  • PDF
  • Print
  • Twitter
  • Technorati
  • del.icio.us
  • Wikio IT

Guardando l’indice CESI, il Citigroup Economic Surprise Index, possiamo notare tutte le anomalie del momento.
Per chi non lo conoscesse ancora il Citigroup Economic Surprise Index (CESI) è un indice che calcola lo scostamento tra i dati macro in uscita e le previsioni degli analisti. Quando i dati sono peggiori delle attese, il CESI viene spingo al ribasso. Quando invece i dati sorprendono in positivo, il CESI rimbalza in modo proporzionale.
Come vedete dal grafico sottostante, il CESI che vi rappresento è diviso in macroaree:

1) USA
2) Eurozona
3) Giappone
4) Paesi emergenti
5) G-10
6) Cina

In questo modo diventa interessante confrontare i vari scostamenti tra le varie aree del pianeta.

CESI: Citigroup Economic Surprise Index diviso per aree

Notate che nel mese di maggio e giugno, alla fine, solo per i Paesi emergenti e, quasi sontuosamente per la Cina, i dati usciti sono stati migliori delle attese. Per le restanti aree, compreso il G-10, la situazione è in frazionale peggioramento. E per la cronaca NESSUN CESI è sopra lo ZERO e in territorio positivo.
Trovate nel grafico anche lo SP 500, che ovviamente va per la sua strada

E’ comunque chiaro che il mondo non sta andando un gran chè bene ed il colosso cinese, dalle spalle molto larghe, dimostra di riuscire a reagire bene ai momenti di difficoltà.
Ok anche i paesi emergenti. Appena riesco vi illustrerò anche i flussi finanziari che testimoniano un progressivo ritorno di investimenti su quelle aree.

PS: Intanto però la Banca Mondiale conferma la mia analisi. Notizia fresca fresca di giornata…

MILANO – La Banca mondiale taglia le stime di crescita globali per il 2014, con l’inverno freddo degli Stati Uniti e la crisi in Ucraina che hanno pesato nella prima metà dell’anno. L’istituto stima che il Pil mondiale crescerà quest’anno del 2,8%, meno del 3,2% previsto in gennaio. La crescita americana è stata tagliata a +2,1% dal +2,8% precedentemente previsto. Per il 2015 la Banca Mondiale mantiene una stima del 3,4%, invariata rispetto alla precedente.

“L’economia mondiale ha avuto un inizio dell’anno turbolento con l’inverno freddo negli Stati Uniti, le turbolenze finanziarie e il conflitto in Ucraina. Nonostante l’inizio lento, la crescita è prevista accelerare con l’avanzare dell’anno”, afferma la Banca Mondiale, sottolineando che a spingere la crescita sono le economie avanzate. (Rep) 

STAY TUNED!

Danilo DT

(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!). E se lo sostieni con una donazione, di certo non mi offendo…

I need you! Sostienici!

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto.
Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se non ce l’hai o se non ti fidi più di lui,contattami via email ([email protected]).
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
Banca Mondiale: taglia stime crescita. E il CESI conferma la debolezza economica., 10.0 out of 10 based on 1 rating

Commenti (n° 13)Commenta

  1. john_ludd scrive:

    non che voglia sempre cercare il pelo nell’uovo ma non ci sono investimenti, solo flussi speculativi. Non sono la stessa cosa, finché è Repubblica a scrivere queste stronzate passi, ma tu non puoi. I soldi che entrano/escano da qualsiasi mercato secondario non sono investimenti. Investimento è fondare un’azienda o finanziarne una con un aumento di capitale ma appena al finanza sente la parola “aumento di capitale” fugge via all’istante. Il 99% della finanza di oggi è pura e semplice rapacità costruita su flussi finanziari creati dalle banche centrali e confinati all’interno del sistema finanziario che è un sistema chiuso; ogni titolo è posseduto in ogni istante da qualcuno, non esiste “cash on the sidelines” solo flussi che entrano/escono da una categoria all’altra, con le banche centrali che immettono nuovo denaro elettronico altrimenti i prezzi collasserebbero; tutto sino al giorno del giudizio, cioè quando per qualche ragione una parte di quel denaro cercherà di uscire dal sistema finanziario. Il brent è a 110$ in ascesa come pure alcuni agricoli, se la prossima estate cade troppa acqua o troppo poca sono problemi.

  2. anche se viene giusta :mrgreen:
    http://www.zerohedge.com/node/489536
    ??????????
    e noi facciamo TLTRO?

  3. john_ludd scrive:

    ob1KnoB@finanzaonline,

    ci sono degli istrioni che vedono ripresa ripresa e ripresa e tassi in salita salita salita… dopo 5 anni e svariati trilioni non siamo neppure punto e daccapo ma molto peggio perché nel frattempo il paziente è morto, intanto gli diamo le stesse medicine che lo hanno ammazzato. Certo resta l’helicopter drop li voglio proprio vedere fare come gli antichi romani che distribuivano grano gratis alla plebe con il petrolio a 110 USD …

    Eppure lo sanno il perché. La BIS pubblica svariati report e tra questi nel 2011 uno fondamentale di Claudio Borio dove c’è scritto tutto, diagnosi e cura. Nulla, hanno fatto il contrario eppure Borio è lo stesso che aveva detto un paio di anni prima del 2008 “guardate questi numeri, vedete succederà questo e questo…” ed è pure uno dei loro. Essere governati dai ladri non fa paura, al massimo rabbia, essere governati dagli stupidi invece dovrebbe terrorizzare:

    BIS work 346 – Claudio Borio and Piti Disyatat – Global imbalances and the financial crisis

    qui la traduzione dall’economichese all’inglese:

    http://www.nakedcapitalism.com/2011/09/the-very-important-and-of-course-blacklisted-bis-paper-about-the-crisis.html

    se penso ai prossimi anni mi viene in mente l’eruzione del vulcano Toba

  4. eh eh eh le statistiche.
    ma come si fa’ a non capire?….
    all’Italia è bastato aumentare l’iVa dell’1% a ottobre per consentire statistiche in miglioramento per un anno.. (anche per la Banca Mondiale siq..): quindi se portiamo il petrolio a 120/130 il Pil mondiale esplode….potremmo suggerirlo alla Yellen.

  5. ob1KnoB@finanzaonline,

    Scusa che fa il pil mondiale con il petrolio a 120/130 $ ESPOLDE ? mmmmmm io pensavo implode con recessione a manetta. Magari sbaglio come con le rane. :oops:

  6. kry@finanza,

    E’ il paradosso delle statistiche. Aumento l’iva= a parità di consumi (per la parte incomprimibile)= ho un effetto di incremento dei consumi nominale= lo destagionalizzo e rendo il tasso annuale favoloso. L’economia va’ meglio? penso proprio di no.
    Qui si vuole creare inflazione perchè c’è una paura boia di non riuscire a mascherare la vaccata che si è fatta. Se il cavallo non beve con i tassi all’1% non berrà neanche a zero. Qualunque imprenditore assennato non farebbe discendere il proprio capex da quello. Questo significa che non c’è business. Anche un qe (esperienza insegna) serve solo ad allungare in la’ nel tempo l’inevitabile. C’è più merce e servizi (con la scusa del lavoro da preservare) che bisogno degli stessi. E attenzione ho detto bisogno non soldi. Come dice l’ineguagliabile non è un problema di soldi (o meglio non ancora) ma di utilità marginale e produttività. Vuoi risolvere il problema veramente? Libera circolazione alle idee non alle merci! Ma se vogliamo un po’ di inflazione basta aumentare le imposte…(quelle ufficiali o quelle di mercato… :mrgreen: ).
    Stasera quaglie…

  7. ob1KnoB@finanzaonline,

    ….. per secondo e risotto con rane come primo. Non dirglielo a Renzi altrimenti ci pensa lui a telefonare alla Yellen e visto come son bravi a manipolare i mercati gli chiede d’aumentare il petrolio di 0,7/0,8$ mese e bravo com’è con la propaganda si spaccerà come colui che ha trovato la soluzione per salvare il mondo.

  8. john_ludd scrive:

    kry@finanza,

    non ti preoccupare per il prezzo del petrolio, la capacità di riserva dell’OPEC (cioè il blocco esportatore) è talmente risicata che un modesto aumento della domanda farà salire il prezzo con certezza. E’ quello che guardo (mica solo io…), uno spike duraturo sopra i 120 e fine della corsa per lo S&P, DAX, bond sud europei, high yeld… end game.

  9. overshooting scrive:

    Dati e statistiche sono manipolati da sempre, e spesso si rivelano errati, quidi costruirci sopra ragionamenti mi sembra improduttivo…si e’ vero sono solo masse di denaro che si spostano, ma di cosa stiamo parlando?Se il quesito riguarda la visione di un futuro generalmente prospero, la risposta e’ NO, strutturalmente molte economie non hanno margini di sviluppo ed altre sono vicine al collasso…ma e’ innegabile che il PIL mondiale, seppure con scossoni qua e la’, seppure gonfiato, certamente non potra’ azzerarsi, come pure la ricchezza globale, quindi si tratta di capire dove andra’ a riallocarsi di volta in volta, questa e’ la finanza secondo me al momento…e’ giusto?boh!pero’ e l’unica cosa che ha senso fare con i propri risparmi, proteggerli e se puoi aumentarli, il resto e’ intaccabile fino a quando sotto casa non passera’ un bel mucchio di gente con in mano mazze e bastoni e a quel punto ognuno decidera’ se scendere o restare a casa a guardare la partita, il resto e’ FUFFA…buona serata

  10. noche de ronda scrive:

    stime di qua..stime di la..

    Ugo Bardi oggi ha tagliato la testa al toro con la presentazione a Bruxelles del nuovo libro “extracted” . Non raccontiamoci khazzate..scavare mezzo metro e trovare l’acqua non ha lo stesso costo di una perforazione a 50 metri. Questa è la storia oggi..estrarre costa e la redditività diminuisce. Da decenni coprono un ritorno decrescente con debito impagabile. Guardate al fracking..Obama che ci porta il gas con le caravelle..e il Papa che manda all’Inferno i corrotti..
    questo è un Ri-Medioevo..credo il periodo più imbecille della storia umana

    Solo che, con il tocco del cambiamento climatico e tutto il disastroso bagaglio ambientale che la civiltà industriale ha prodotto..avremo e viviamo già ora un vero e proprio collasso della civiltà globale o locale che sia,fondata aimè banale a dirlo ma dura da far capire ai sognatori,su risorse reali e habitat fortemente a rischio nonchè già seriamente compromessi da inquinamento e continui dissesti. Una economia in un pianeta sempre più inospitale non può esistere.

    http://ugobardi.blogspot.it/2014/06/oggi-bruxelles-la-presentazione-di.html

  11. noche de ronda@finanzaonline,

    Benvenuto, così tanto per gradire http://intermarketandmore.finanza.com/alert-analisi-flussi-finanziari-sui-mercati-maggio-63412.html/comment-page-1#comment-134840 Kry Scrive:
    12 giugno 2014 alle 15:27
    john_ludd@finanza,
    E allora diamo del materiale all’ANAlista da studiare. http://ugobardi.blogspot.it/2014/06/la-connessione-fra-prezzi-del-petrolio.html trovi anche relativa risposta.