ATENE: cronaca di una tragedia annunciata

Scritto il alle 09:00 da Danilo DT

atene-borsa-crolloIl tonfo che la borsa di Atene ha fatto registrare ieri non è certo giunto inaspettato. Tanto per cominciare c’era un indicatore interessante ma decisamente anomalo che potevva darci un’idea di quanto poteva accadere. Infatti non tutti sanno che a New York c’era un ETF, con sottostante l’indice azionario greco, che continuava ad essere serenamente quotato. Quindi, vedendo che dalla data di chiusura suddetto ETF quotava a -20%, diventava abbastanza semplice poter ipotizzare una riapertura di Atene a quei livelli.
Poi è palese, la giornata di ieri è stata cercamente drammatica. Un -16.2% non è certo un risultato facile da digerire, anche se poi, alla fine, il risultato poteva essere BEN più pesante visto che molti titoli (Cina insegna) sono poi stati sospesi per l’intera seduta.
Ma ben peggiore è secondo me l’indice manifatturiero PMI che è stato reso pubblico ieri. Un tonfo veramente impressionante.

La crisi greca si e’ ripercossa pesantemente sull’indice pmi manifatturiero della Grecia che a luglio e’ crollato a 30,2. L’indice calcolato da Markit sopra 50 indica un’espansione economica mentre al di sotto di 50 una fase di contrazione. L’indice 30,2 e’ il più basso mai registrato per la Grecia. Una caduta senza precedenti nei nuovi ordini e le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime sono le cause del crollo segnalano gli economisti di Markit. (Il Sole 24 Ore Radiocor)

pmi-grecia-2015Questo grafico è la fotografia REALE dell’economia greca. Semplicemente finita, sotterata, morta. Non voglio star qui a sputare sentenze ma, a conti fatti, sembra quasi che prima dell’arrivo di Tsipras le cose andassero un pochino meglio. Ma con il buon Alexis e le sue idee rivoluzionarie, forse è stato distrutto il (poco ci mancherebbe) buono fatto prima con tanti sforzi.

La capitalizzazione della borsa ellenica è ormai espressa ai minimi termini. IN UN ANNO  e ripeto UNO, la borsa di Atene ha perso il 66% , ovvero i 2/3, della sua capitalizzazione.

WCAUGREE Index (Bloomberg Greece 2015-08-04 08-20-13La struttura dell’economia greca ha dato ennesima testimonianza della sua fragilità. Occorre intervenire con urgenza, a parti re dalle banche (ricapitalizzandole con urgenza). Ma siamo ben coscienti che tutto questo potrebbe non bastare. Quando un paziente è ormai in stato terminale, anche un soccorso invasivo e quantitativamente importante potrebbe non essere sufficiente. E in questo caso il paziente ormai (vedi PMI) ha ben poco da sperare.

La domanda che mi faccio è come se ne uscirà fuori da questa problematica e quali saranno le reali ripercussioni sul sistema. Ad oggi, temo, sia impossibile saperlo.

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Danilo DT

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22 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 4 agosto 2015 at 09:25

Ottimo (si fa per dire)!
Quindi adesso in Europa non c’é una sola nazione che si sta disintegrando, ma ben due: Ucraina e Grecia.
Già mi immagino le sciagure prossime venture causa gli appetiti da parte di terzi nei confronti di tali quasi cadaveri.
Direi che da parte dei Masters of Universe é stato fatto uno splendido lavoro. Complimenti!

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draziz
Scritto il 4 agosto 2015 at 10:21

Sia in Grecia che in Ucraina convergono interessi notevoli.
Si preferisce macellare la popolazione per giungere ad un futuro accordo per una ripartenza da un livello minimo a cui si potrá solo approvare qualsiasi cosa venga proposta.
Un ennesimo aiuto alla Grecia potrebbe arrivare dal Fondo Salva Stati e le condizioni sono giá sul tavolo, o forse non le conosciamo tutte…
Dal mio poco autorevole punto di vista mi pare chiaro che senza un haircut del debito (almeno il 30-40%) non si va da nessuna parte.
Con la situazione delle imprese che hai appena mostrato, sembra evidente che occorrerá ricorrere ad una specie di Piano Marshall per le stesse, fatto di liquiditá e finanziamenti specifici per garantire la sopravvivenza ed un recupero di produzione.
Se però manca il mercato interno…chi assorbe la produzione?
Consumo di beni primari, ma quelli durevoli?
In questi mesi la Grecia vede il turismo di ogni tipo, ma con l’arrivo dell’autunno gli introiti di questo tipo calano notevolmente.
È chiaro che togliere la flebo “spegnerá” il malato, ma la cura definitiva per la sconfitta della patologia proprio non esiste?

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reragno
Scritto il 4 agosto 2015 at 10:41

Nel III millennio, l’uomo si comporta come una bestia. L’unica cosa che conta è il Dio denaro.
Quindi poco importa che l’economia reale sia anemica, che aumenti la disoccupazione, la povertà. il disagio, che si perdano i diritti fondamentali dell’uomo conquistati in secoli di dura battaglia. L’importante che salgano i mercati finanziari ( basti vedere cosa succede in Cina) basta che la festa continui. Insomma un’ oligarchia in cui pochi si arricchiscono e tutti gli altri sono o diventeranno servi della gleba.
Mi spiace Danilo, ma non condivido la tua visione di governi fantoccio che seguono pedissequamente una forma di austerità imposta da falliti che stanno liquidando le varie nazioni.

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Scritto il 4 agosto 2015 at 11:20

reragno@finanzaonline,

Io sono alla ricerca di soluzioni (che poi ovviamente non potrò essere io a mettere in atto e ci mancherebbe) che possano garantire un futuro a noi ed ai nostri figli.
I disequilibri che sta generando la finanza non possono durare in eterno. Prima o poi ci sarà una “normalizzazione” che avrà effetti molto invasivi. Rimanere schiavi della finanza significa accettare una realtà che, già si sa, non ha futuro. Quindi tu che proponi?

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Scritto il 4 agosto 2015 at 11:35

draziz@finanza,

Haircut utile sicuramente ma…molto più importante un simil “piano Marshall”. Il PMI di ieri illustra perfettametne che è un problema di produttività prima ancora che di debito.

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reragno
Scritto il 4 agosto 2015 at 12:03

Credo che sia necessario azzerare il sistema. Far fallire le banche, che non possono stare sul mercato, taglio dei debiti pubblici, riforma globale dei mercati finanziari (divieto utilizzo dei derivati se non per copertura), interventi degli stati per favorire la ripresa economica come fece Roosvelt ( negli anni 30 ) e non volti a sostenere i mercati finanziari. E’ nata prima l’economia e poi le varie borse di quotazione di merci e altri strumentio e così deve essere, altrimenti come ben sappiamo a breve saranno guai per tutti.
Da­ni­lo DT,

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paolo41
Scritto il 4 agosto 2015 at 12:48

Storia di una morte annunciata !!!!!! attenzione ora agli effetti collaterali…..

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gainhunter
Scritto il 4 agosto 2015 at 14:25

Magari dico una boiata (cerco conferme/smentite)…
Se il PMI è un indice mensile e nel mese di Luglio c’è stato il blocco dei capitali e dei prelievi, è probabile che il mese prossimo rimbalzi alla grande per il semplice fatto che l’attività economica riprende e gli acquisti vengono fatti per 2 mesi invece di 1 (Luglio e Agosto).
Naturalmente lo stallo dell’economia ha assestato un bel colpo (in negativo), per cui è probabile che diverse aziende abbiano già chiuso o chiuderanno. Il PMI sarà da monitorare nei prossimi mesi per vedere a che livello si assesterà.
Giusto?

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Scritto il 4 agosto 2015 at 14:43

gainhunter,

I Purchasing Managers’Indexes (gli Indici dei Responsabili Acquisti o meglio PMI) si producono in molti paesi con l’intento di fornire una serie di dati puntuali ed affidabili rivolti ai responsabili degli acquisti, ai responsabili delle decisioni aziendali e analisti economici per una maggiore comprensione delle condizioni del loro settore.

I PMI si basano su indagini mensili svolte tra aziende scelte accuratamente. Questi anticipano quello che sta realmente accadendo nell’economia del settore privato monitorando variabili come la produzione, gli ordini, i livelli di magazzino, l’occupazione e i prezzi nel settore manifatturiero, edilizio, delle vendite al dettaglio e terziario.

Le indagini PMI si basano su fatti e non su opinioni e rappresentano uno tra i primi indicatori economici pubblicati ogni mese. I dati sono raccolti usando la stessa metodologia in tutti i paesi nel modo in modo da poter effettuare paragoni a livello internazionale.

Le indagini ottengono regolarmente una buona copertura mediatica e sono utilizzate ampiamente da chi opera negli acquisti del settore manifatturiero, da chi opera ai vertici aziendali e dagli analisti economici delle istituzioni finanziarie. In particolare le banche centrali di molte nazioni con economie chiave usano i dati come guida da seguire per effettuare le dovute decisioni sui tassi d’interesse.

Caratteristiche principali dei dati PMI:

forniscono dati affidabili che si basano su fatti, piuttosto che opinioni, aspettative, o valutazioni sulla fiducia.
sono prodotti rapidamente, e di gran lunga più velocemente dei dati ufficiali corrispondenti.
sono pubblicati su base mensile.
coprono quasi tutte le attività economiche del settore privato di molti paesi (compresi tutti i settori più importanti del terziario).
non vengono cambiati dopo la pubblicazione.
vengono sviluppati utilizzando la stessa metodologia in tutti i paesi dove operiamo permettendo così un paragone accurato a livello internazionale.

http://www.markiteconomics.com/Public/Page.mvc/AboutPMIData

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gainhunter
Scritto il 4 agosto 2015 at 15:36

Danilo DT,
Grazie Danilo
Ma è giusta la mia interpretazione? D’accordo che fanno una fotografia della situazione attuale dell’economia nel mese di riferimento rispetto al precedente, e appunto l’economia greca si è fermata nel mese di Luglio e l’indice lo testimonia perfettamente. Il valore del prossimo mese, che dovrà per forza essere ben sopra 50, ci dirà quanto duraturo è stato il colpo che ha preso l’economia greca per effetto del blocco di capitali e contanti.

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Scritto il 4 agosto 2015 at 16:18

gainhunter,

In realtà no funziona così. C’è una ponderazione che nel dettaglio non conosco. Prossima rilevazione oltre 50? Mah… tutto è possibile….però….

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gainhunter
Scritto il 4 agosto 2015 at 17:14

Danilo DT,

Sopra 50 SE funziona come ho capito io… :) (nel senso che il mese prossimo l’economia greca non può non migliorare, e di molto, rispetto a Luglio: senza contanti e senza pagamenti da/verso l’estero un’economia non può stare in piedi, e questo dovrebbe essere, tra l’altro, un’avvertenza per chi pensa di eliminare il contante e ha già provveduto a mettere limiti qui da noi)

Per la ponderazione vedi qui: http://www.investopedia.com/university/releases/napm.asp

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lampo
Scritto il 4 agosto 2015 at 18:48

Da­ni­lo DT,

Troppo pessimismo! Qualcuno si è accorto che a LUGLIO (mese di blocco dei capitali) c’è stato un aumento di circa il 4% anno/anno di vendite al dettaglio (anche in termini di volumi)?
Poi oggi pare che le banche greche abbiano raggiunto il minimo… a giudicare dal comportamento di una delle 4 banche sistemiche quotata sul Nyse (e che in termini di valorizzazione vale meno di una sua filiale in Turchia!!).
Domani si riunisce la BCE per decidere su un eventuale aumento dell’ELA: non sarà necessario dato che le banche possiedono più di 5 miliardi di liquidità (rispetto al solo mezzo miliardo durante il picco della crisi).
Poi oltre a esserci il divieto di short selling fino a fine mese… se Tsipras fa i compiti (e pare dalla mossa del FMI che abbia tutta la voglia di farli) è ormai prossima l’estensione del QE ai titoli greci (acquisiti quindi sui minimi…).

Guardate al piano di privatizzazione UK della RBS… e ragionate… come era qualche anno fa.

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michi81
Scritto il 4 agosto 2015 at 19:36

lampo:
Da­ni­lo DT,

Guar­da­te al piano di pri­va­tiz­za­zio­ne UK della RBS… e ra­gio­na­te… come era qual­che anno fa.

In soldoni, com’era stato il piano di privatizzazione? Grazie lampo!
Ciao,

Michi

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perplessa
Scritto il 4 agosto 2015 at 23:03

reragno@finanzaonline: Quindi poco importa che l’economia reale sia anemica, che aumenti la disoccupazione, la povertà. il disagio, che si perdano i diritti fondamentali dell’uomo conquistati in secoli di dura battaglia. L

purtroppo la vedo al contrario: l’obbiettivo è che si perdano i diritti conquistati con dure battaglie. ma non è la crisi che mi fa pensare così, lo penso dagli anni 80. alla luce di questo si capisce la crisi attuale, Grecia inclusa, non il contrario. naturamente ci sono altri fattori che si sono sviluppati in seguito che hanno complicato la faccenda, soprattutto nel campo della finanza che è l’argomento principale di questo blog

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Scritto il 4 agosto 2015 at 23:12

The valuation of RBS shares – [see to the page 8 / 13, in the link _§_, at the end]

Since the onset of the financial crisis there has been a dramatic reduction in the market’s assessment of the value of RBS.

A number of factors have contributed to this loss.

Most significantly, we believe that these include the more than £30 billion in losses that RBS has recognised to date; a significant increase in the amount of capital that markets and regulators require banks, including RBS, to hold to support a given level of business; and a reduction in the earnings generating capacity of RBS resulting both from the shrinkage of its business and changes in the markets in which it operates.

We believe that a significant proportion of the reduction in value is likely to be permanent.

We have conducted a valuation of RBS using a number of different valuation methodologies which we summarise below:

l1l- Our “steady state” valuation assesses how the market might value the “go forward” RBS once its restructuring is complete and takes into account the time this might take to achieve, the capital that could be released as RBS shrinks its balance sheet and makes an allowance for possible further litigation, conduct and restructuring charges that RBS might take.

This methodology produces a result consistent with the current share price;

l2l- A sum-of-the-parts analysis, based on comparable trading multiples, suggests that the market is consistent in its valuations of RBS and other banks;

l3l- We have reviewed analysts’ target prices for RBS shares and, where published, the valuations that in part underpin these targets.

We have discounted these valuations to today where appropriate. RBS shares are currently trading towards the upper end of these ranges, as adjusted;

l4l- We have considered how markets value RBS compared to other large European retail and commercial banks on a price/earnings and price/book regression basis.

While RBS currently trades at a premium to its peers, we believe that this reflects depressed short term earnings expectations for RBS, relative to the bank’s potential future profitability, rather than fundamental overvaluation.

We do not therefore place much weight on these valuations;

and

l5l- We have sensitised our “steady state” valuations for a range of possible scenarios for the sustainable earnings capacity of “go forward” RBS and for different potential outcomes for the path of its deleveraging and future litigation and other expenses.

The current share price lies firmly within the range of expected values and we see no reason to believe that there is any particular probability bias towards the positive or negative scenarios.

Based on our analysis we believe that “the current RBS share price fairly reflects the fundamental value of the bank, taking into account its prospects and the possible future risks that it faces”.

RBS’s readiness for sale – [see to the pages 8-9 / 13, in the link _§_, at the end]

l RBS’s strategy l

Since Ross McEwan took over as Chief Executive the RBS Board has thoroughly re-evaluated the Group’s strategy.

Following the success of the previous management team in reducing the significant balance sheet risks that RBS faced, the company is now on a path to being a smaller and simpler bank focused on businesses where it has a genuine and enduring competitive advantage.

RBS’s new strategy is consistent with the new direction for the bank that was set out by RBS and HM Treasury at the conclusion of the Government’s “bad bank” review.

While RBS has made a strong start in executing the strategy – for example achieving more than £1 billion of cost savings in 2014 – much remains to be done. RBS anticipates incurring restructuring costs until 2017, with more than half of the overall expense occurring in 2015 and after.

Nevertheless, in light of the progress to date there is no current reason to believe that the targets cannot be achieved.

l Balance sheet risks l

As well as the operational restructuring, RBS still needs to make further progress in reducing its balance sheet.

The requirement for asset sales is primarily focused on completing the wind-down of RBS Capital Resolution [RCR] (which contains the vast bulk of RBS’s higher risk assets) and reducing the size of the investment bank’s balance sheet.

These exit groups comprise £75bn of funded assets between them.

While the outcome of such a large disposal programme is inherently uncertain, we see no reason to believe that this programme is an impediment to selling RBS shares.

Its track record in reducing assets is very strong – it has reduced the size of its balance sheet by more than £1.1 trillion since the end of 2008, including exiting the vast bulk of the c. £350 billion funded assets initially held in the non-core division.

In HM Treasury’s “bad bank” review, BlackRock Solutions found that, “in aggregate, RBS’s view of existing provisions and future impairments is realistic and in line with the lifetime loss projections calculated by BlackRock Solutions” – [see to the marked page in the link _*_, at the end].

In our assessment, although RBS’s remaining programme of asset disposals is substantial in size, it should be within RBS’s capability to manage and “is no reason not to proceed with a share sale”.

l- – – – –

_§_ Rothschild (Independent, Report, the), “The UK investment in Royal Bank of Scotland” – June 10, 2015

https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/434153/Rothschild_report_on_the_UK_investment_in_RBS.PDF

– . – . –

_*_ HM Treasury (Gov. UK, the), “RBS and the case for a bad bank: the Government’s review” – November 1, 2013

https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/254540/PU1581_RBS_bad_bank_Govt_review.pdf in the page 9 / 149 (or the page 13 / 153).

– – – – -l

サーファー © Surfer [Michi81: il _*_ LO DEVI STUDIARE MOLTO_molto_MOLTO BENE, SE VUOI CAPIRE – ed/od INTRAVEDERE, anche le prossime mosse “in e per” la Grecia; iniziando, come sempre dal Pireo! OcchiO, SEMPRE ai porti – che N_O_N sono solo di mare: “carico-scarico / scarico-carico”; ANTE ed a seconda dei “/ versi / in-dotti”. BE CAREFUL, AL-WAYS!]

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perplessa
Scritto il 4 agosto 2015 at 23:20

lampo,

lampo,

lampo,

lampo,

beh, allora, se la Bce acquistasse i titoli greci converrebbe rischiare qualcosa..tipo terno al lotto..

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perplessa
Scritto il 4 agosto 2015 at 23:25

perplessa@finanza,

non ho capito perchè mi è venuto fuori 4 volte lampo, forse perchè ho cambiato il testo prima d’inviarlo?, non lo so

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perplessa
Scritto il 4 agosto 2015 at 23:38

Danilo DT,

sono d’accordo con te. siccome si parla spesso di Cina, troppo yang, poi si spegne e si passa allo yin. tradotto in termini popolari, anche l’ultimo coglione, si rompe le balle.prima o poi succederà qualcosa, la storia insegna. però vorrei fare in tempo a usufruirne

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lampo
Scritto il 5 agosto 2015 at 00:03

per­ples­sa@fi­nan­za,

Non me la sento di dare consigli in tal senso (non è il mio mestiere… sono soltanto curioso di capire il funzionamento per motivi personali)…
ma サーファー © Surfer, come sempre, ha risposto egregiamente anticipandomi…

Un ringraziamento a Surfer a cui va la mia stima per il suo impegno, dato che ci fornisce sempre più pezzi del puzzle… anche se ho ben capito che, per motivi professionali, a volte deve rimanere criptico (anche se sempre ben interpretabile usando i neuroni ancora funzionanti e non stereotipati).

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lampo
Scritto il 5 agosto 2015 at 00:10

Però posso aggiungere due link odierni (già con la traduzione dal greco all’inglese… in italiano è peggiore…):
http://translate.google.it/translate?hl=en&sl=el&tl=en&u=http%3A%2F%2Fwww.bankingnews.gr%2F&sandbox=1
http://translate.google.it/translate?hl=en&sl=el&tl=en&u=http%3A%2F%2Fwww.bankingnews.gr%2F&sandbox=1

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lampo
Scritto il 5 agosto 2015 at 00:14

Scusate mi ha preso il link alla pagina principale.
Riposto i link esatti:
http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&hl=en&rurl=translate.google.it&sl=el&tl=en&u=http://bankingnews.gr/%25CF%2584%25CF%2581%25CE%25B1%25CF%2580%25CE%25B5%25CE%25B6%25CE%25B9%25CE%25BA%25CE%25AC-%25CE%25BD%25CE%25AD%25CE%25B1/item/208521-goldman,-bofa,-hsbc-%25CE%25AD%25CF%2587%25CE%25BF%25CF%2585%25CE%25BD-%25CF%2580%25CF%2581%25CE%25B1%25CE%25B3%25CE%25BC%25CE%25B1%25CF%2584%25CE%25BF%25CF%2580%25CE%25BF%25CE%25B9%25CE%25AE%25CF%2583%25CE%25B5%25CE%25B9-%25CF%2584%25CE%25B9%25CF%2582-%25CE%25BC%25CE%25B5%25CE%25B3%25CE%25B1%25CE%25BB%25CF%258D%25CF%2584%25CE%25B5%25CF%2581%25CE%25B5%25CF%2582-%25CE%25BA%25CE%25B9%25CE%25BD%25CE%25AE%25CF%2583%25CE%25B5%25CE%25B9%25CF%2582-%25CF%2583%25CF%2584%25CE%25B9%25CF%2582-%25CF%2584%25CF%2581%25CE%25B1%25CF%2580%25CE%25B5%25CE%25B6%25CE%25B9%25CE%25BA%25CE%25AD%25CF%2582-%25CE%25BC%25CE%25B5%25CF%2584%25CE%25BF%25CF%2587%25CE%25AD%25CF%2582.html&usg=ALkJrhgslImKNETVuq_znffWNcG6P3ct2Q
e

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&hl=en&rurl=translate.google.it&sl=el&tl=en&u=http://bankingnews.gr/%25CF%2584%25CF%2581%25CE%25B1%25CF%2580%25CE%25B5%25CE%25B6%25CE%25B9%25CE%25BA%25CE%25AC-%25CE%25BD%25CE%25AD%25CE%25B1/item/208491-%25CF%2580%25CE%25B7%25CE%25B3%25CE%25AD%25CF%2582-%25CF%2584%25CF%2584%25CE%25B5-%25CF%2583%25CF%2584%25CF%258C%25CF%2587%25CE%25BF%25CF%2582-%25CE%25B7-%25CE%25B1%25CE%25BD%25CE%25B1%25CE%25BA%25CE%25B5%25CF%2586%25CE%25B1%25CE%25BB%25CE%25B1%25CE%25B9%25CE%25BF%25CF%2580%25CE%25BF%25CE%25AF%25CE%25B7%25CF%2583%25CE%25B7-%25CF%2584%25CF%2589%25CE%25BD-%25CF%2584%25CF%2581%25CE%25B1%25CF%2580%25CE%25B5%25CE%25B6%25CF%258E%25CE%25BD-%25CE%25BC%25CE%25AD%25CF%2587%25CF%2581%25CE%25B9-%25CF%2584%25CE%25B1-%25CE%25BC%25CE%25AD%25CF%2583%25CE%25B1-%25CE%25B4%25CE%25B5%25CE%25BA%25CE%25B5%25CE%25BC%25CE%25B2%25CF%2581%25CE%25AF%25CE%25BF%25CF%2585-%25CF%2584%25CE%25BF%25CF%2585-2015-%25CE%25B4%25CE%25B5%25CE%25BD-%25CE%25B8%25CE%25B1-%25CE%25B3%25CE%25AF%25CE%25BD%25CE%25B5%25CE%25B9-bail-in.html&usg=ALkJrhgsqtLQg6mjh8M4_wx07Zk3tYrcpw

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