Aspettando il cigno nero

Scritto il alle 01:57 da Danilo DT

Queste giornate sono ricche di volatilità ed incertezza. Riuscire a leggere con esattezza il futuro dei mercati è quantomai difficile. Però tra tanti dubbi ci sono anche delle grandi certezze. Una di queste, quasi banale, è che quanto stiamo vivendo è una crisi che rimarrà scritta nella storia. Ma la vera storia deve ancora essere decisa. Infatti fino ad ora abbiamo visto la “parabola discendente dell’economia”, il degrado del tessuto finanziario, l’apoteosi degli eccessi della speculazione.
Per carità, non possiamo certo dire che il peggio sia passato. Come detto, molto deve essere ancora scritto nella storia di questa crisi, ma il momento attuale sta diventando di mostruosa importanza.
Per dirla in modo molto semplice, il mondo ha preso coscienza dei problemi che affliggono il mondo della finanza, dell’economia e dei mercati.
E’ giunta l’ora di passare dalla teoria alla pratica. E la cosa brutta è che, più si aspetta è più si contribuirà ad un ulteriore peggioramento della situazione.

Una riforma finanziaria radicale in un mondo comandato dalla finanza di carta

Tanto per cominciare, già l’ho detto mille volte, è necessaria una riforma finanziaria radicale. Non possiamo assolutamente più proseguire su queste coordinate.
Il PIL mondiale è pari a circa 58 trilioni di dollari, una cifra che di per sè fa paura. Ma non è nulla con la quantità di derivati presenti sul sistema finanziario globale. Le stime sono da incubo: si parla di circa 700 trilioni di dollari.
Signori cari, si tratta di dodici volte il PIL mondiale! Ma vi rendete conto? Il mondo della finanza è una marea di carta che si muove. E l’economia reale non è che un accessorio. Infatti la finanza reale produce giornamente utili che sono quantificabili in circa 150 miliardi di dollari al giorno. Mentre il mondo della finanza creativa, virtuale, di carta, chiamatela come volete, produce utili pari a diversi trilioni di dollari.
La domanda che dobbiamo farci, che è anche la domanda che si pone l’ottimo Luciano Gallino da cui ho preso spunto per questo post, è la seguente:

Ma quanto può reggere un’economia che poggia le sue radici su un terreno di…carta?

Non può reggere. Non esiste un’economia reale succube e al servizio dei un’economia che definirei virtuale, creata dal nulla, figlia della leva finanziaria e dei derivati.


Tante le soluzioni: ma fondamentale la volontà

Non voglio in questa sede dilungarmi su cosa si potrebbe fare. Le idee sono tante, tutte possono esere valide.

1) Ma una cosa è veramente fondamentale: la volontà condivisa. E’ assolutamente necessario volerle queste riforme. E le devono volere tutti: Stati, banche, hedge funds, fondi, speculatori.
2) Bisogna rendere il mercato più trasparente, più visibile, meno criptico. Tanto per cominciare occorre visibilità sui veri bilanci delle banche. La possibilità di creare bad bank, SIV o scatole cinesi non hanno fatto che “nascondere” i problemi senza però risolverli. E questi problemi, un giorno, torneranno sontuosi e ci chiederanno il conto.
3) Occorre limitare al massimo la “finanza ombra”. E con finanza ombra intendo tutto quel sistema che nasconde i problemi senza risolverli. E’ il cancro del sistema. Illude, mimetizza, impacchetta, abbellisce ma in concreto fa si che i problemi non solo non vengano risolti, ma che le magagne si accumulino. Una montagna che, sappiatelo bene, non fa che aumentare.
4) Ci vuole una guerra alla pura speculazione distruttiva. Non è più accettabile che pochi soggetti, con derivati e leva finanziaria “disperata” ed incontrollata, possano mettere in ginocchio un sistema economico finanziario, facendo pagare le conseguenze a tutti i cittadini.
5) Ma questi non sono che alcuni spunti che potrebbero iniziare una vera rivoluzione del sistema finanziario.

Problema: ma questa rivoluzione… è voluta?

Lo strapotere del sistema bancario

Nei punti prima elencati è stato dimenticato un importantissimo argonmento. Le banche.
Sono ormai anni che lo dico ed oggi lo ripeto ancora con più forza. E’ necessario che il sistema politico si scolleghi dal mondo bancario. Oggi le banche hanno assunto un potere tale che sono loro a comandare l’economia.
Prendete per esempio ciò che accade negli USA. Ne parliamo da mesi: è ormai un dato di fatto che chi decide è un pool di banche. Ma non solo le sorti dei mercati , ma addirittura di politica monetaria e di normativa finanziaria.
Ne è un esempio la famosa Brown-Kaufmann Act , una riforma che potenzialmente avrebbe messo le basi ad una riforma finanziaria seria e logica, ma ahimè…la politica “amica” del sistema bancario ha votato clamorosamente contro.

E chi paga? Sempre i soliti…

E la cosa che poi è veramente incredibile è che le bacnhe hanno fatto disastri, hanno rischiato di saltare, e hanno costretto gli Stati a salvarle. Morale: chi paga per le speculazioni e la fame di denaro delle grandi banche d’affari? Il popolo, in quanto il debito, con lo switch da privato a pubblico, è finito sul groppone di tutti noi. Ricordate quando scrivevo…sulla bomba dl debito pubblico a dicembre 2009 o ancora cosa dicevo a marzo sulla coperta “corta”

Riprendetevi questi due articoli, tanto per rendervi conto di quanto tutto questo è stato previsto e che non si è fatto niente per evitarlo. Anzi, non si è fatto altro che illudere la gente dicendo che era tutto a posto e che il peggio era alle spalle.
Raccontatelo al popolo greco. Raccontatelo agli italiani e a tutti coloro che subiranno la mannaia dell’austerity.
Ma la follia, come sapete non è finita qui…

E le banche fanno super utili

Le banche, non solo si sono liberate della feccia caricandola sul groppone degli stati, ma hanno anche recuperato redditività, registrando utili paurosi… Ma in che modo? Sempre con la finanza innovativa, con le speculazioni, con la leva finanziaria.
Ebbene si, miei cari lettori. La crisi non ha insegnato proprio niente…


Ora ponetevi una domanda: tutto quanto vi ho espresso in questo articolo, (spero non troppo noioso per chi già mi conosce e un pochino illuminante per chi invece fino a ieri dormiva nel torbido sogno dell’illusione), vi sembra eticamente ed economicamente giusto?
Vi pare normale che le banche abbiamo generato questa crisi, uscendone vincitrici ma affossando il sistema?

Ma un giorno arriverà il cigno nero…

La risposta alla domanda di prima è ovviamente scontata. Ogni essere umano non può che gridare allo scandalo chiedendo con insistenza tremenda vendetta.
Ma tutt’ora non si sta facendo nulla di concreto per fermare questo scempio. Anzi, la situazione e il cumulo di melma (la parola corretta sarebbe un’altra) prodotta sta aumentando all’inverosimile e un bel giorno soffocherà il sistema.
E quel giorno capiterà che un episodio, forse banale, farà crollare il castello di carta. Un episodio che anni fa un economista filosofo che all’anagrafe risponde al nome di Nassim Taleb ha definito come il “cigno nero”. Un evento inatteso, forse straordinario o forse no, che sarà destabilizzante per un sistema che, appunto, basa le radici sul nulla.
E gli effetti saranno devastanti.

Rassegnarsi o…

Ora, dopo questa lunga esposizione che mi è uscita dal cuore dopo l’ennesima giornata di volatilità sui mercati, non ci resta che chiederci che sarà del nostro futuro. Personalmente sono molto scettico sulla possibilità che il sistema riesca a capacitarsi delle drammatiche conseguenze a cui andiamo incontro mantenendo questa linea comportamentale a livello di gestione e regolamentazione dei mercati finanziari.

Io non posso far altro che URLARE su questo blog un messaggio di pericolo, mettendo all’erta tutti risparmiatori, nella speranza che la mia voce non cada nell’oblio. E sperare che i lettori condividano questo articolo a tutti colori che considerano amici, cercando di portare un messaggio indipendente e realistico.


Se si trattasse di un semplice trend di borsa, mi verrebbe da dire che la cos migliore da fare, sarebbe starsene sulla riva del fiume ed aspettare….
Ma in questo caso, restare fermi potrebbe essere pericoloso.
Prepariamoci piuttosto all’eventualità del misfatto, dell’evento che potrebbe generare, chissà, una nuova Lehman Brothers, magari di dimensioni colossali, oppure un rischio default diuno stato sovrano di dimensioni ben diverse della grecia.
Prepariamoci, in altre parole, all’arrivo di colui che tutto potrebbe cambiare: il cigno nero.

STAY TUNED!

DT

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